Rete A

Rete televisiva
Rete A
Logo dell'emittente
Stato Italia Italia
Lingua italiano
Tipo generalista (1983-1997)
tematico (musicale) (1997-2005)
Target femminile (dal 1983 al 1997) giovani (dal 1997 al 2005)
Versioni Rete A
(data di lancio: 2 gennaio 1983)
Data chiusura 3 ottobre 2005[1]
Sostituito da All Music
Editore Peruzzo Editore

Rete A è stata una syndication televisiva nazionale di proprietà del gruppo Peruzzo Editore di Alberto Peruzzo. Rese noti personaggi come Wanna Marchi, Maurizia Paradiso e Guido Angeli. Negli anni Ottanta trasmise telenovelas di successo come Anche i ricchi piangono, La mia vita per te e Rosa selvaggia. Dalla metà del decennio successivo diffuse i programmi di MTV (precedentemente ritrasmessa in Italia su tv locali) e VIVA, emittenti musicali straniere di rilevanza internazionale.

Il marchio cessò di esistere nel 2005 quando venne sostituito da All Music, e le sue frequenze furono acquistate dal Gruppo L'Espresso, che le impiegò per attivare un proprio multiplex DVB-T, successivamente consorziandosi con TIMB in una società per l'esclusiva gestione di multipex, la Persidera.

StoriaModifica

Le origini e gli anni OttantaModifica

Rete A nacque il 2 gennaio 1983 per iniziativa del gruppo editoriale Alberto Peruzzo, in forma di syndication, ossia un circuito televisivo nazionale costituito da varie televisioni locali che trasmettevano in simultanea su tutto il territorio nazionale gli stessi programmi a marchio comune, distribuiti in forma di cassette pre-registrate da un'unica sede centrale. Capofila della syndication fu l'emittente regionale lombarda Canale 51, di proprietà dello stesso Alberto Peruzzo e da lui fondata nel 1977 con il nome di Milano TV.

Oltre a Canale 51 (appena fuoriuscita dal network Retequattro della Mondadori Editore, del quale aveva fatto parte per un anno dal 4 gennaio 1982) aderirono alla nascente syndication, tra le altre, anche due TV locali che già da anni trasmettevano con il nome "Rete A": Rete A di Firenze e Rete A di Bologna, entrambe di proprietà del gruppo Poligrafici Editoriale, che le aveva legate rispettivamente ai quotidiani La Nazione e Il Resto del Carlino. Queste due stazioni (che durante il 1982 avevano ritrasmesso Italia 1 di Edilio Rusconi) furono vendute proprio alla Peruzzo Editore in concomitanza con la creazione del suo circuito televisivo, il quale adottò la loro denominazione a livello nazionale.

Il quartier generale del network, diffusione del segnale inclusa, era all'interno del palazzo della Peruzzo Editore a Sesto San Giovanni in Viale Ercole Marelli 165, mentre gli studi di trasmissione si trovavano nei seminterrati di un condominio residenziale di Via Stromboli, 18 a Milano.[senza fonte]

Nata a carattere generalista, con il tempo Rete A adottò una programmazione basata prevalentemente su telenovelas di origine messicana (acquisite dal network Televisa, con le star delle serie degli anni Ottanta Verónica Castro e Lucía Méndez), televendite e programmi per bambini. Annunciatrice della rete fu Elena Mazza dal 1984 al 1993. Nel 1984 venne ingaggiato Ettore Andenna, reduce dai successi de La bustarella su Antenna 3 Lombardia, che vi portò il gioco a squadre Montecitorio, trasmissione che non ebbe grande seguito. L'anno successivo fu avviata la produzione interna di telenovelas, che portò alla trasmissione in prima serata del primo teleromanzo interamente italiano, Felicità... dove sei, ambientato a Milano e interpretato da Verónica Castro, con un cast, per il resto, italiano. Il programma non trovò il consenso del pubblico come sperato. Nel 1986 vennero acquistate la serie pedagogica per bambini Il tesoro del sapere e le telenovelas messicane La tana dei lupi e Il segreto.

La fascia mattutina e del primo pomeriggio dell'emittente era interamente occupata dalla trasmissione Accendi un'amica, condotta da Guido Angeli, contenitore di redazionali, oroscopi, rubriche di servizio e, soprattutto, televendite condotte dallo stesso Angeli, che con i suoi gesti, le sue frasi a effetto, i suoi slogan e il suo modo di presentare i prodotti, fu tra i primi a introdurre in Italia la figura del teleimbonitore; nei primi anni Novanta la trasmissione fu sostituita dall'analoga Teleclub, condotta sempre da Angeli. Altra conduttrice di televendite del periodo fu Wanna Marchi, che presentava un proprio programma in seconda serata, il Wanna Marchi Show,[2] che proponeva anche merce da lei stessa prodotta e distribuita. Entrambi i conduttori presentarono il 15 luglio 1986 una trasmissione in due puntate, Ricordando un amico, alla memoria di Giorgio Aiazzone, proprietario dell'omonimo celebre mobilificio biellese reclamizzato dalla rete.[2][3] La fascia notturna era invece occupata da trasmissioni a sfondo erotico, raccolte nel contenitore Magico mondo di notte, con protagonista la transessuale Maurizia Paradiso. Sempre su Rete A la Paradiso condusse anche il varietà Colpo di scena, nel 1992. Nel 1987 Emilio Fede, già conduttore del TG1, contribuì alla creazione del TgA,[4] divenendone anche direttore, primo telegiornale nazionale privato italiano, che esordì il 7 settembre dello stesso anno.[5] Grazie a un'altra telenovela messicana, Rosa selvaggia, nel 1988 gli ascolti in prima serata di Rete A aumentarono del 400%.[senza fonte]

Gli anni NovantaModifica

In seguito alla concorrenza di Rete 4, che disponeva di maggiori risorse e visibilità grazie al gruppo editoriale di appartenenza, la rete dovette effettuare una serie di correzioni nelle strategie editoriali. Grazie alla Legge Mammì, la rete ottenne nel 1992 ufficialmente la licenza di trasmissione come canale nazionale, acquisendo delle frequenze proprie. Dal 1990 al 1992 si alternarono alla conduzione del TGA Tonino Polistena, Gigio D´Ambrosio e Francesco Perilli. La redazione, inoltre, si avvaleva della consulenza di Maurizio Mosca per la realizzazione di speciali dedicati allo sport. Dalla seconda metà degli anni Novanta il palinsesto, con l'eccezione del TGA, fu composto quasi esclusivamente da televendite.

Nel 1997 l'editore siglò un accordo decennale con MTV Europe per trasmettere su territorio nazionale i programmi del canale musicale, intervallati da alcune edizioni del notiziario e dalle televendite mattutine.[6][7] Il 3 giugno 1998 fu emanato dal Ministero delle Comunicazioni un provvedimento che estese la copertura di Rete A a varie province italiane non ancora raggiunte dal suo segnale, incluse gran parte delle regioni Sardegna e Sicilia, grazie alla riassegnazione delle frequenze di Vetrina D+, che terminò le trasmissioni via etere il 31 dicembre 1997.[8].

Gli anni DuemilaModifica

L'accordo con MTV mise a rischio nel 2000 la concessione governativa, perché il Ministero delle Comunicazioni riteneva che la linea editoriale della rete fosse controllata di fatto, attraverso la concessionaria pubblicitaria, da Viacom, proprietaria di MTV.[9] Nel dicembre 2000 Rete A si accordò quindi coi tedeschi di VIVA per sostituire MTV, la quale, a sua volta, fu trasferita su TMC 2.[10][11]. L'accordo prevedeva la trasmissione del 70% di programmi prodotti in Italia e del restante 30% di produzioni tedesche. Il 1º maggio 2001[12] esordì, così, Rete A - VIVA, canale a carattere musicale con programmi condotti da veejay italiani come Lucilla Agosti, Christian Bani, Sara Valbusa, Alessandro Cattelan ed Elisabetta Di Carlo.[13] L'accordo durò solo undici mesi e di conseguenza, a partire dal 1º aprile 2002, la denominazione cambiò di nuovo, in Rete A - All Music, proponendo un palinsesto sostanzialmente uguale a quello precedente, con vari programmi e rubriche a carattere musicale e rotazione di videoclip musicali.[14] Il 22 dicembre 2004 Rete A - All Music venne acquisita dal Gruppo Editoriale L'Espresso per 115 milioni di euro[15][16] mantenendo solamente la dicitura di "All Music", e si trasferì nella sede milanese dell'editore, in Via Nervesa 21.

Emittenti che hanno trasmesso Rete A dal 1983 al 1992Modifica

Le regioni scoperte dal segnale al tempo della syndication erano Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli Venezia Giulia e alcune zone di Piemonte, Umbria, Molise, Basilicata e Sicilia.

LoghiModifica

NoteModifica

  1. ^ Rete A diventa All Music una tv per i giovani ma non solo
  2. ^ a b Grasso, pp. 459-460.
  3. ^ Il mucchio selvaggio di Giancarlo Dotto e Sandro Piccinini; Ricordando un amico. Danza macabra o walzer biellese? di Aldo Grasso, Il Patalogo Cinema&Televisione n. 9, 1986. Sul Patalogo n. 9 è anche presente l'intera trascrizione della trasmissione.
  4. ^ Dopo pochi anni Fede passerà a Mediaset e il TgA assumerà una nuova impostazione.
  5. ^ pag.20 de L'Unità del 6/9/1987, vd. Archivio Storico Unità [1][collegamento interrotto].
  6. ^ TV per i giovani, su archiviostorico.corriere.it.
  7. ^ Mtv si trasferisce su Rete A, su archiviostorico.corriere.it.
  8. ^ Maccanico assegna a Tmc le frequenze di Tele+3, su ricerca.repubblica.it.
  9. ^ Rete A, protesta contro il Governo: ci trattano come criminali
  10. ^ «Via Mtv, arriva il canale tedesco dei giovani»
  11. ^ Archivio Corriere della Sera, su archiviostorico.corriere.it. URL consultato il 19 febbraio 2018.
  12. ^ Viva made in Italy, Film.it, 23 maggio 2001 Archiviato l'11 giugno 2008 in Internet Archive.
  13. ^ Nasce «Viva», anti Mtv
  14. ^ Rockol.com s.r.l., √ Viva fa le valigie, Rete A resta nella musica, in Rockol. URL consultato il 19 febbraio 2018.
  15. ^ Il Gruppo L'Espresso acquista Rete A
  16. ^ L'Espresso rileva Rete A per 115 mln di euro

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

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