Rete autobus di Roma

Logo ATAC.pngRete autobus di Roma
Servizio di trasporto pubblico
ATAC Irisbus CityClass (4351).jpg
Irisbus CityClass GNC di ATAC presso la stazione EUR Fermi
TipoTrasporto pubblico locale
StatiItalia Italia
CittàRoma
Apertura1911
Ultima estensione2020
Linee impiegate343
 
GestoreATAC
Roma TPL
Vecchi gestoriSRTO (1911-1921)
STU (1924-1927)
SAM (1945-?)
Trambus (2000-2010)
Mezzi utilizzatiElenco
 
N. stazioni e fermate6 438[1]
Lunghezza2 301 km
Trasporto pubblico

La rete autobus di Roma è un servizio di trasporto pubblico locale composto da 343 linee autobus gestite dalla società in house ATAC e dal consorzio privato Roma TPL per conto dell'ente Roma Capitale. La rete serve principalmente il comune di Roma, estendendosi anche ai vicini comuni di Ciampino, Fiumicino, Fonte Nuova, Frascati, Monte Compatri e Pomezia.

Oltre a questi, nel territorio comunale, sono eserciti con autobus: i collegamenti extraurbani, gestiti dall'azienda regionale Cotral, i collegamenti con gli aeroporti e i servizi privati di bus turistici.

StoriaModifica

Omnibus e carrozzeModifica

La prima linea di omnibus a Roma fu attivata probabilmente nel 1845 dall'Impresa generale delle diligenze pontificie e collegava via Montanara (nei pressi del Teatro di Marcello) con la Basilica di San Paolo fuori le mura, per un tracciato di circa 4,5 km. Questa linea non era soggetta ad orari fissi, infatti si partiva con il raggiungimento di un congruo numero di passeggeri ed il biglietto per una corsa costava circa 10 baiocchi. Il debutto di un servizio di trasporto pubblico a Roma, che permetteva di raggiungere la basilica più lontana dal centro storico nel giro di 45 minuti, ebbe un grande successo.

L'espansione della rete si ebbe con l'inaugurazione della prima ferrovia dello Stato Pontificio, la Roma-Frascati, il 7 luglio 1856. Infatti, lo stesso giorno, per collegare il capolinea romano con il centro storico, fu istituita una seconda linea tra piazza Venezia e la stazione di Porta Maggiore, utilizzando carrozze costruite sul modello della prima linea. Altre linee furono attivate a Frascati e nei comuni dei Castelli Romani per collegare i centri abitati alle stazioni ferroviarie. Questa espansione portò alla nascita di due biglietterie (una in piazza di Monte Citorio e l'altra in piazza San Pietro a Frascati), che stabilirono il prezzo del biglietto a quattro baiocchi.

Un'altra linea di cui si riscontrano poche testimonianze fu attivata su richiesta di Francesco Saverio de Mérode, che all'epoca progettò la costruzione di una stazione all'interno delle mura aureliane che permettesse l'avvicinamento della Roma-Frascati e della Roma-Civitavecchia al centro storico, con l'apertura di una nuova arteria stradale, oggi via Nazionale.[2]

Nel 1857 fu emanato dal direttore generale della gendarmeria pontificia, Antonio Matteucci, il "Regolamento sulle Vetture ed altri mezzi di trasporto" che, equiparando gli omnibus alle carrozze, stabiliva i passaggi per poter ottenere una licenza per effettuare regolarmente il servizio, i requisiti per le vetture e i luoghi nei quali esse potevano stazionare.

Un primo servizio regolare, con orari prestabiliti, fu inaugurato il 20 febbraio 1866, tra piazza del Popolo e piazza San Pietro.

 
Omnibus su rotaia nei pressi di Castel Sant'Angelo dopo il ponte degli Alari

Con la presa di Roma nel 1870, furono emanate, nel 1872, le prime norme organiche per il trasporto pubblico, stabilendo i requisiti per il rilascio delle licenze, i requisiti e le caratteristiche delle vetture e il codice per il comportamento dei conduttori.[3]

La crescita e lo sviluppo demografico della capitale obbligarono il comune a regolarizzare il servizio di trasporto pubblico, perciò Vincenzo Tittoni, membro del governo provvisorio della città, affidò all'impresario Francesco Marini il compito di riunire le piccole imprese familiari, che gestivano a vario titolo le linee di omnibus e carrozze attive, in un'unica società, la Società Romana degli Omnibus (talvolta accreditata come Impresa Romana degli Omnibus). Il 20 agosto 1885 fu stipulato un contratto tra la SRO e il comune, che garantiva alla società la gestione, l'ampliamento e l'attivazione di alcune linee per i successivi quindici anni.

Complice l'arretratezza industriale del Regno d'Italia, le innovazioni tecnologiche furono importate dai paesi dell'Europa settentrionale, infatti nel 1877 la Societé Anonime des Tramways et Chemins de Fer Economiques (detta semplicemente "la Belga" e nota anche con l'acronimo TFE) introdusse a Roma il cosiddetto omnibus su rotaia (o tramway), che fu impiegato su un'unica linea tra ponte Milvio e piazza del Popolo, facendo da apripista alla nascita del tram.

Con la diffusione del nuovo mezzo di trasporto, la SRO si espanse, assumendo la denominazione di Società Romana Tramways Omnibus (SRTO), che assorbì diverse altre linee gestite dalla Società Italiana di Omnibus Tramways e Trasporti.

I primi anni degli autobusModifica

Con l'elettrificazione della tranvia, nei primi anni del '900, la società avrebbe dovuto sopprimere le poche linee omnibus a trazione animale rimaste attive, tuttavia gli importanti investimenti fatti nel settore tranviario, non riscossero il successo sperato. La scadenza della concessione, fissata nel 1912 e improrogabile, impose all'azienda di trovare una soluzione alternativa alla trazione animale, perciò fu ordinata la fornitura di 5 autobus sperimentali, che prestarono servizio tra il 1907 e il 1910. Nonostante un discreto successo sul piano meccanico per l'epoca, essi furono accantonati in breve tempo a causa degli onerosi costi di manutenzione, tuttavia alcuni modelli non specificati di autobus continuarono a girare in città.[4] Nel 1909 l'esosità dei costi del biglietto e i sempre più crescenti disservizi aggiunti alle mancanze dell'azienda portarono alla creazione ad opera della giunta comunale di Ernesto Nathan dell'Azienda Autonoma Tramviaria Municipale (AATM), diretta concorrente della SRTO in campo tranviario.

 
Fiat 656 di ATAG

Con il tempo l'AATM (ridenominata in Azienda Tranvie e Autobus del Governatorato), ormai subentrata alla SRTO (confluita a sua volta in STEFER nel 1941), iniziò a sostituire le linee tranviarie con autobus, decretando un cambiamento di rotta nel panorama del trasporto pubblico romano.

Il 9 agosto 1944 l'ATAG, con il passaggio da governatorato a comune, assunse l'attuale denominazione di ATAC ed iniziò ad affrontare il compito di ricostituire la rete del trasporto pubblico romano, distrutta dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. Inizialmente il servizio fu esercitato tramite l'utilizzo di alcuni minibus, fino al 1947, anno in cui furono riattivate le prime 6 linee (il servizio tornerà alla situazione prebellica nel 1948).

Negli anni '50 iniziò l'espansione della rete autofiloviaria a danno di quella tranviaria, che, in occasione delle Olimpiadi del 1960, vide la soppressione di numerose linee, tra cui le circolari interne (CD e CS) e la circolare esterna sinistra (ES), che furono sostituite dall'autobus. Nel luglio 1972 fu soppressa l'ultima linea filoviaria (47) e fu ulteriormente ridotta la rete tranviaria, perciò la rete ATAC assunse il carattere di una rete quasi esclusivamente composta da autobus.

Anni 2000 e 2010Modifica

Nel 2000 Trambus (società pubblica controllata al 100% dal Comune di Roma) subentra ad ATAC nella gestione operativa delle linee tram, filobus (riattivati dal 2005) e della maggior parte delle linee autobus, mentre la gestione operativa di parte delle linee periferiche e notturne viene concessa tramite gara nel 2005 al consorzio privato Tevere Tpl, partecipato dalle aziende SITA, APM e Cotri, aggiudicatario inoltre delle cosiddette linee J, istituite in occasione del Grande Giubileo. Sempre nel 2000 la gestione delle linee metropolitane (A e B) e delle ferrovie concesse, fino ad allora gestite da Cotral (in precedenza nota come Acotral e prima ancora come STEFER) passò, a causa della scissione della società, a Metroferro, che nel 2001 assunse la denominazione di Met.Ro., azienda controllata al 95% dal Comune di Roma.

 
Iveco CityClass sulla linea 492 a Cipro

Nel 2009 due incendi scoppiarono in due rimesse romane: il primo colpì la rimessa di Trastevere, distruggendo 30 Tecnobus Gulliver (matricole da 601 a 630) e danneggiando la struttura[5], mentre il secondo divampò nel deposito di Tor Pagnotta, gestito da Trambus, e coinvolse almeno 20 Irisbus CityClass alimentati a gas naturale compresso.[6] Nel secondo caso, per compensare la perdita, l'azienda acquistò 30 Irisbus Citelis GNC poi assegnati alla rimessa di Tor Sapienza.

Il 30 giugno 2010 la giunta Alemanno portò a compimento l'accorpamento di Trambus e Met.Ro. in ATAC[7], già annunciato negli anni precedenti, e, nel 2014, OGR Roma e Roma Patrimonio[8] furono assorbite dalla stessa azienda, che così diventò il gestore dell'intera rete di autobus, tram, metropolitana, ferrovie e filobus. Nello stesso anno l'azienda fu affiancata dal consorzio privato Roma TPL, che prese in carico un centinaio di linee periferiche e le linee notturne (tornate ad ATAC nel 2015) fino al 31 maggio 2018[9] (contratto poi prorogato al 1º gennaio 2020). L'ATAC cedette quindi parte del parco mezzi (principalmente BredaMenarinibus M240, CAM Alè, MAN NL263 e Mercedes-Benz Citaro) a Roma TPL ma la stessa azienda, nel giro di pochi anni, decise di rinnovare la propria flotta, acquistando diversi modelli tra cui BredaMenarinibus Avancity+ e Vivacity+, Indcar Cytios, Temsa Avenue e Iveco Bus Urbanway.

L'ATAC invece dovette ringiovanire una flotta risalente agli anni '90 e ai primi anni 2000, acquistando nel 2013 un quantitativo consistente di Irisbus Citelis (da 12 e 18 metri), per poter radiare gli snodati Monocar 321 LU.[10]

Nel 2014, nell'ambito di una revisione delle spese, si attuò una riforma del trasporto di superficie, che portò alla soppressione di 15 linee e alla conseguente rimodulazione di diversi percorsi e orari nei quadranti Collatino, Prenestino, Tor Sapienza, Tiburtino e nel centro storico.[11]

Tra il 2016 e il 2017 è continuato il ringiovanimento della flotta ATAC con l'arrivo di altri Iveco Bus Urbanway.

Nel 2017, a causa delle continue perdite, l'azienda ha accumulato un debito di circa 1 miliardo e 300 milioni di euro, pertanto, con il benestare della giunta Capitolina guidata dal sindaco Virginia Raggi, ha richiesto l'ammissione alla procedura di concordato preventivo, accettata il 27 luglio 2018 dal tribunale fallimentare.[12]

In questo periodo, per compensare le carenze della rete di superficie, si procedette al noleggio di 38 autobus (VDL Citea, Iveco Bus Urbanway e Indcar Mobi City) dalla Cialone Tour S.p.A. di Ferentino per la durata di un anno. A questi 38 si sarebbero dovuti aggiungere 70 Volvo B7RLE provenienti dalla Metropoline di Tel Aviv[13], tuttavia i mezzi non poterono essere immatricolati e furono restituiti al proprietario con la risoluzione del contratto.[14] Con le stesse ragioni sono stati acquistati tramite Consip 227 Menarinibus Citymood, consegnati nell'agosto 2019.

Nonostante il carattere prettamente a gasolio della rete, nel 2019, sono stati riattivati gli unici autobus elettrici in possesso della municipalizzata, i Tecnobus Gulliver[15], e per l'occasione sono state riattivate le linee 117[16] e 119[17].

Numerazione delle lineeModifica

Le linee del TPL romano sono numerate secondo uno specifico criterio, anche se tuttavia diverse linee non lo rispettano, come ad esempio la linea H (unica linea denominata da una lettera) o la linea 446, i cui numeri sono scollegati dalle zone percorse.[18]

La numerazione, composta da 2 o al massimo 3 cifre, prevede che una o due cifre indichino le zone di partenza e arrivo mentre un'eventuale terza viene stabilita in base al numero di linee nel quadrante.

Tra le eccezioni ci sono la numerazione delle linee cimiteriali, che si indicano con "C" e un massimo di 2 numeri dopo, le linee notturne, che sono contrassegnate da una "N" e le linee festive, che si contraddistinguono per la presenza di una "F" dopo la regolare numerazione. In caso di deviazioni o limitazioni vengono talvolta utilizzate le lettere "B", "D" e "L".

Classificazione delle lineeModifica

 
Fermata ATAC Gianicolense/San Camillo nel 2011
  • Esatte: le linee esatte rappresentano una minoranza nel panorama del TPL romano. Queste linee, normalmente feriali e perlopiù periferiche, effettuano poche fermate e hanno orari di partenza più rigidi. Le linee esatte sono classificate con il colore marrone e la lettera "E" sulle paline;
  • Express: le 13 linee express (o linee veloci) sono caratterizzate da un'alta frequenza e velocità, che gli consente di collegare aree cittadine piuttosto lontane, infatti non effettuano buona parte delle fermate poste sul loro percorso. Queste linee sono: 20, 30, 40, 50, 51, le linee filoviarie 60 e 90, 80, 120F, 150F, 180F e 190F. Le linee express sono contrassegnate con il colore verde e una "X" e sono gestite dalla sola ATAC;
  • Mare: le linee mare sono un gruppo composto da 3 linee (07, 062 e 068) gestite interamente da ATAC, che vengono esercitate nel territorio del X Municipio esclusivamente nel periodo estivo (normalmente tra maggio/giugno e settembre). Le 3 linee sono contrassegnate dalla "m" e dal colore verde acqua sulle paline delle fermate;
  • Notturne: le 31 linee notturne, gestite interamente da ATAC, sono attive dalla 00:00 circa fino alle 5:30, e coprono perlopiù i tragitti della rete metroferroviaria e tranviaria. La numerazione avviene inserendo una "n" prima delle due cifre o denominazione per linee sostitutive delle linee metroferroviarie ordinarie (ad esempio nMA, nMB, n90, ...). Queste linee sono caratterizzate dal colore blu marino, oltre che dalla "n" che ne modifica la denominazione. Prima del 2019 le linee erano state numerate in maniera casuale anteponendo una "N" maiuscola prima del numero (N1, N2, N3, ...);
  • Urbane: le linee urbane rappresentano la maggioranza delle linee autobus di Roma. Svolgono un percorso ordinario, effettuando ogni fermata posta sul tragitto, previa prenotazione, e gli orari possono variare dalle 5:00 fino alla 00:00 del giorno successivo. Alcune di esse sono attive solo in alcune fasce orarie più ristrette o proseguono il servizio fino alle 2:00 e possono essere attive solo nei giorni feriali, festivi o in entrambi i casi.

È presente un'ulteriore categoria che racchiude le linee effettuate dalle vetture che partendo dalle singole rimesse si recano a prestare servizio presso un capolinea e viceversa. Queste linee sono caratterizzate dalla solita numerazione preceduta da una lettera che indica la rimessa di provenienza ("L" e "F" per la rimessa di Tor Pagnotta, "C" per Acilia, "A" per Tor Sapienza, "M" per Magliana, "P" per Portonaccio, "G" per Grottarossa e "T" per Tor Vergata).[19]

Impianti e rimesseModifica

AttiviModifica

 
La rimessa di Portonaccio

Le rimesse che ospitano le vetture del parco mezzi romano sono in totale 11[20] di cui 8 appartenenti ad ATAC e 3 a Roma TPL:

  • Rimessa ATAC Acilia (viale Enrico Ortolani, 293)
  • Rimessa Roma TPL Costi (via Raffaele Costi, 23)
  • Rimessa ATAC Grottarossa (via della Stazione di Grottarossa)
  • Rimessa ATAC Magliana (via Luigi Candoni, 101)
  • Rimessa Roma TPL Maglianella (via della Maglianella, 136)
  • Rimessa ATAC Portonaccio (via di Portonaccio, 2)
  • Rimessa ATAC Tor Pagnotta (via Mario Carucci, 105)
  • Rimessa ATAC Tor Sapienza (via Prenestina, 575)
  • Rimessa ATAC Tor Vergata (via di Tor Vergata, 193)
  • Rimessa ATAC Trastevere (piazza Bernardino da Feltre)
  • Rimessa Roma TPL Valleranello (via di Valleranello, 269)

DismessiModifica

  • Rimessa Eritrea (via Lucrino)
  • Rimessa Ostia (corso Duca di Genova)
  • Rimessa Portuense (via Portuense)
  • Rimessa San Paolo (via Alessandro Severo)
  • Rimessa Tuscolana (piazza Ragusa)
  • Rimessa Vittoria (piazza Bainsizza)
  • Rimessa Collatina (via Renato Birolli)

Sistema tariffarioModifica

 
Biglietterie automatiche al capolinea ATAC di piazza di San Silvestro (1996)

La rete autobus è integrata nel sistema tariffario Metrebus, introdotto nel 1999 e partecipato dalle tre principali aziende di trasporto pubblico nel Lazio: ATAC, Cotral e Trenitalia. Roma TPL, in quanto consorzio privato, non fa parte del Metrebus e viene pertanto pagato direttamente dal comune di Roma.[21]

I titoli di viaggio, acquistabili presso le biglietterie automatiche e mobili, le stazioni metroferroviarie, bar, tabaccherie ed edicole convenzionati, si suddividono in[22]:

  • BIT (Biglietto Integrato a Tempo), acquistabile in qualsiasi biglietteria, edicola o tabaccaio di Roma, è valido per 100 minuti dalla prima timbratura e su qualsiasi mezzo della capitale, ma per una sola corsa in metropolitana;
  • 10-BIT, biglietto uguale in tutto e per tutto al BIT, può essere riattivato più volte per la medesima durata di 100 minuti;
  • CIS (Carta Integrata Settimanale), carta valida per 7 giorni dalla prima timbratura, utilizzabile solo all'interno del territorio di Roma Capitale;
  • Metrebus Card Roma, suddivisa in mensile (personale e impersonale) e annuale, è una carta valida per il mese di calendario riportato su di essa nel primo caso, e per 365 giorni nel secondo. È acquistabile solo nelle biglietterie delle stazioni principali, ed è utilizzabile per un numero infinito di corse all'interno del territorio del comune di Roma;
  • Roma 24H, 48H e 72H, biglietti validi per rispettivamente 24, 48 e 72 ore per un numero illimitato di corse.

Parco mezziModifica

Il parco mezzi delle due aziende di trasporto è separato e suddiviso tra le 10 rimesse aziendali dislocate nel territorio di Roma. La flotta più giovane è quella di Roma TPL che mantiene diversi modelli di autobus risalenti ai primi anni 2010, acquistati per radiare il parco mezzi vetusto di ATAC ceduto nel 2010. Oltre alle vetture di proprietà dell'azienda fanno parte del parco mezzi alcune vetture usate, acquistate da altre aziende straniere. Questi autobus hanno livrea grigia e riportano il logo di Roma TPL sul vano posteriore e davanti, mentre ai lati riportano il logo di ATAC.

Le vetture di ATAC invece risalgono in buona parte agli anni 2000, anche se l'arrivo degli Irisbus Citelis nel 2013 e degli Iveco Bus Urbanway tra il 2016 e il 2017 ha permesso un ulteriore ampliamento e ringiovanimento della flotta. Ad essi si aggiungono i Menarinibus Citymood, entrati in servizio nel 2019. Le vetture della municipalizzata presentano diverse livree: grigio chiaro per buona parte di CityClass, Alè, Europolis e per tutti i Citaro urbani e alcuni interurbani, blu ministeriale per i Citaro interurbani del 2001, rosso per i Citelis, i Citymood, i Gulliver e gli Urbanway, rosso e arancione per alcuni CityClass, Europolis e Alè.

Al parco mezzi ordinario si affiancano 38 vetture noleggiate (Indcar Mobi City, Iveco Bus Urbanway e VDL Citea) dalla Cialone Tour S.p.A.. Questi autobus sono stati decorati con una livrea bianca per contraddistinguerli da quelli di proprietà dell'azienda.

La maggioranza della flotta è equipaggiata con motori Diesel a gasolio (da Euro 2 a Euro 6) e con motori alimentati a gas naturale compresso, fatta eccezione per i Tecnobus Gulliver, che sono veicoli completamente elettrici. Contestualmente nel 2020 Roma TPL ha messo su strada per un mese di prova un King Long E10 con motore ibrido, mentre ATAC ha acquistato 100 Mercedes-Benz Citaro C2 sempre con motore ibrido.[23]

Parco mezzi di ATAC e Roma TPL nel 2020
Modello Immatricolazione Lunghezza Motore Operatore Rimesse In servizio dal
BredaMenarinibus Avancity+ 120 9500-9599 12 m Euro5
Diesel
Roma TPL Costi
Maglianella
2011
9660-9679 2013
BredaMenarinibus Vivacity+ 60 9600-9659 8 m Euro5
Diesel
Roma TPL 2011
CAM Alè 79 1721-1799 7,5 m Euro3
Diesel
ATAC Grottarossa
Magliana
2002
Fiat Ducato 1 5815 6 m Euro2

Diesel

ATAC Magliana 2000
Indcar Cytios 30 9968-9997 7,9 m Euro6
Diesel
Roma TPL Costi
Maglianella
2016
Indcar Mobi 20 201-220 8 m Euro6
Diesel
ATAC Grottarossa
Magliana
2019
Irisbus Citelis 361 401-531 18 m Cursor
Euro5
Diesel
ATAC Acilia
Grottarossa
Magliana
Tor Sapienza
2013
3001-3206 12 m Grottarossa
Magliana
Tor Sapienza
4501-4524 12 m Euro5
GNC
ATAC Tor Sapienza 2010
Irisbus Europolis 142 1601-1660[a 1] 9 m FIAT 8060
Euro2
Diesel
ATAC Magliana 2000
1661-1672 9 m Tector
Euro3
Diesel
Grottarossa 2003
2001-2070 7,6 m Tector
Euro4
Diesel
Acilia

Magliana

2006
Iveco Bus Urbanway 235 229-238 12 m Tector
Euro5
Diesel
ATAC Portonaccio
Tor Vergata
2019
551-570 18 m Cursor
Euro6
Diesel
ATAC Grottarossa
Tor Vergata
Portonaccio
2016
3301-3430 12 m
3471-3485 2017
9900-9959 Roma TPL Maglianella 2014
Iveco/Irisbus CityClass 1 158 3721-3954 12 m Cursor
Euro3
Diesel
ATAC Grottarossa
Portonaccio
Tor Sapienza
Tor Vergata
2001
4101-4500 Cursor

GNC

Tor Pagnotta
Tor Sapienza
2006
5001-5129 Cursor
Euro3
Diesel
Grottarossa
Portonaccio
Tor Sapienza
Tor Vergata
2001
5206-5500
5901-6000
Iveco Daily 25 5822-5846[a 2] 6 m Euro3

Diesel

ATAC Magliana 2006
Menarinibus Citymood 20 1301-1320 10,5 m Cursor
Euro6
Diesel
ATAC Acilia 2019[24]
116 2101-2175 12 m Grottarossa
Magliana
Tor Vergata
2201-2241
328 2601-2929 12 m

Grottarossa
Magliana
Tor Vergata

91 2301-2325 12 m GNC Tor Pagnotta
Tor Sapienza
2401-2466
Mercedes-Benz Citaro 484 6001-6183 12 m OM906
Euro3
Diesel
ATAC Acilia
Magliana
Tor Vergata
2001
7501-7700 12,2 m Portonaccio 2004
8101-8201 12 m Tor Vergata
Solaris Alpino 3 8879-8881 8,6 m Diesel Roma TPL Maglianella 2014
Solaris Urbino 4 8869-8872 8,9 m Diesel Roma TPL Maglianella 2015
Tecnobus Gulliver 90 601-690[a 3] 5,2 m Elettrico ATAC Trastevere 2010-2017;
2019[15]
Temsa Avenue 180 9700-9879 12 m Euro5
Diesel
Roma TPL Costi
Maglianella
Valleranello
2012
VDL Citea 8 221-228 12 m Cummins ISB6.7

Euro6
Diesel

ATAC Acilia 2019
  1. ^ In servizio solo la matricola 1642
  2. ^ In servizio solo la matricola 5841
  3. ^ In servizio solo matricole da 631 a 690

IncidentiModifica

Il 13 settembre 1984 un Inbus U210 in servizio sulla linea 293 è precipitato dal viadotto della Magliana provocando otto morti, incluso l'autista[25], e 26 feriti.[26] Successivamente fu appurato che l'incidente era stato causato da un malore improvviso accusato dal conducente.

Il 16 ottobre 2019 un Iveco CityClass, matricola 3943, in servizio sulla linea 301, si è scontrato contro un albero lungo la via Cassia, provocando il ferimento di circa 69 persone.[27]

Il 27 ottobre 2019 un Irisbus CityClass, matricola 4253, in servizio sulla linea 93, si è scontrato con un Fiat Fiorino in via Gianna Pederzini, risultando nel ferimento dei due conducenti.[28]

Il 4 novembre 2019 un Iveco Bus Urbanway, matricola 3345, in servizio sulla linea 590, ha tamponato un Irisbus CityClass in servizio sulla linea 170 in piazza dei Cinquecento, provocando il ferimento di tre passeggeri.[29]

Il 18 febbraio 2020 un Irisbus CityClass, matricola 4292, in servizio sulla linea N74, si è scontrato contro un palo della luce in via Marcello Conversi provocando il ferimento del solo conducente.[30]

Il 24 febbraio 2020 un BredaMenarinibus Vivacity+, matricola 9629, in servizio sulla linea 710, ha preso fuoco in via Pietro Frattini, senza però comportare morti o feriti, fatta eccezione per una donna colta da un leggero malore per lo spavento.[31]

I "Flambus"Modifica

Negli anni 2000 e 2010 si è sviluppato il fenomeno dei cosiddetti "flambus", ossia vetture del trasporto pubblico romano che sono state distrutte o danneggiate gravemente da un incendio sviluppatosi accidentalmente a bordo della vettura.[32] Nonostante questo fenomeno sia presente anche in altre aziende del trasporto pubblico, a Roma sono state raggiunte proporzioni ritenute eccessivamente elevate dalla stampa e dagli utenti.[33]

Le cause di questi incidenti possono essere imputate alla manutenzione, che è stata definita da diverse testate giornalistiche come "assente" o "insufficiente". Altre ipotesi riguardavano l'età dei mezzi o un eventuale sabotaggio ad opera dei dipendenti stessi, tuttavia sono state smentite dalle successive inchieste.[34]

NoteModifica

  1. ^ I numeri di ATAC - Trasporto pubblico, su ATAC. URL consultato il 13 giugno 2020.
  2. ^ La rete degli omnibus dal 1845 al 1921: I primi servizi urbani di Roma, su www.tramroma.com. URL consultato il 14 agosto 2019.
  3. ^ La rete degli omnibus dal 1845 al 1921: Regolamento comunale di esercizio, su www.tramroma.com. URL consultato il 14 agosto 2019.
  4. ^ Rotabili della rete romana di autobus: I primi autobus SPA, su www.tramroma.com. URL consultato il 14 agosto 2019.
  5. ^ Giacomo Legame, Incendio distrugge 30 minibus elettrici che servono il centro e l'Atac corre ai ripari, in il Giornale, 3 maggio 2019. URL consultato il 13 giugno 2020.
  6. ^ Tor Pagnotta: fiamme al deposito Trambus, danneggiati 20 autobus, in Roma Today, 10 settembre 2009. URL consultato il 22 dicembre 2019.
  7. ^ Il 30 giugno la fusione tra Atac, Trambus e Met.Ro, in Il Tempo, 21 maggio 2009. URL consultato il 14 agosto 2019.
  8. ^ Atac, approvato il bilancio. Incorporate Ogr e Patrimonio, in Il Messaggero, 26 giugno 2014. URL consultato il 14 agosto 2019.
  9. ^ Contratto relativo all'affidamento del servizio di gestione della rete periferica del trasporto pubblico urbano (PDF), su www.agenzia.roma.it. URL consultato il 14 agosto 2019.
  10. ^ Irisbus Citelis Roma, in BusBus Net, 24 aprile 2014. URL consultato il 14 agosto 2019.
  11. ^ Paolo Foschi, Atac: al via la rivoluzione dei bus. Via 15 linee, passeggeri in rivolta, in Corriere della Sera, 10 giugno 2014. URL consultato il 14 agosto 2019.
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