Rete autobus di Roma

Logo ATAC.pngRete autobus di Roma
Servizio di trasporto pubblico
ATAC Irisbus CityClass (4351).jpg
Irisbus CityClass GNC di ATAC presso la stazione EUR Fermi
TipoTrasporto pubblico locale
StatiItalia Italia
CittàRoma
Apertura1911
Ultima estensione2020
Linee impiegate345
 
GestoreATAC
Roma TPL
Vecchi gestoriSRTO (1911-1921)
STU (1924-1927)
SAM (1945-?)
Trambus (2000-2010)
Mezzi utilizzatiElenco
 
N. stazioni e fermate6 438[1]
Lunghezza2 301 km
Trasporto pubblico

La rete autobus di Roma è un servizio di trasporto pubblico locale composto da 345 linee autobus gestite dalla società in house ATAC e dal consorzio privato Roma TPL per conto dell'ente Roma Capitale. La rete serve principalmente il comune di Roma estendendosi anche ai vicini comuni di Ciampino, Fiumicino, Fonte Nuova, Frascati, Guidonia Montecelio, Monte Compatri, Sacrofano e Pomezia.

Oltre a queste, nel territorio comunale, sono eserciti con autobus: i collegamenti extraurbani, gestiti dall'azienda regionale Cotral, i collegamenti con gli aeroporti e i servizi privati di bus turistici.

StoriaModifica

Omnibus e carrozzeModifica

Un primo servizio di trasporto pubblico a Roma fu attivato probabilmente nel 1845: si trattava di una linea omnibus, gestita dall'Impresa generale delle diligenze pontificie, che collegava via Montanara, nei pressi del teatro di Marcello, con la basilica di San Paolo fuori le mura. Questa linea, che si sviluppava per un tracciato di 4,5 km, non era soggetta tuttavia ad orari fissi; la partenza infatti veniva effettuata al raggiungimento di un congruo numero di passeggeri ed il biglietto per una corsa aveva il costo di 10 baiocchi. Il debutto di un servizio di trasporto pubblico a Roma, che permetteva di raggiungere la basilica più lontana dal centro storico nel giro di 45 minuti, ebbe un grande successo.[2]

L'espansione della rete si ebbe con l'inaugurazione della prima ferrovia dello Stato Pontificio, la Roma-Frascati, il 7 luglio 1856. Infatti lo stesso giorno, per collegare il capolinea romano della ferrovia con il centro storico, fu istituita una seconda linea tra piazza Venezia e la stazione di Porta Maggiore, utilizzando carrozze costruite sul modello della prima linea. Altre linee furono attivate a Frascati e nei comuni dei Castelli Romani per collegare i centri abitati alle stazioni ferroviarie. Questa espansione portò alla nascita di due biglietterie (una in piazza di Monte Citorio e l'altra in piazza San Pietro a Frascati), che stabilirono il prezzo del biglietto a quattro baiocchi.

Un'altra linea di cui si riscontrano poche testimonianze fu attivata su richiesta di Francesco Saverio de Mérode, che all'epoca progettò la costruzione di una stazione all'interno delle mura aureliane che permettesse l'avvicinamento della Roma-Frascati e della Roma-Civitavecchia al centro storico, con l'apertura di una nuova arteria stradale, oggi via Nazionale.[3]

Nel 1857 fu emanato dal direttore generale della gendarmeria pontificia, Antonio Matteucci, il "Regolamento sulle Vetture ed altri mezzi di trasporto" che, equiparando gli omnibus alle carrozze, stabiliva i passaggi per poter ottenere una licenza per effettuare regolarmente il servizio, i requisiti per le vetture e i luoghi nei quali esse potevano stazionare. Un primo servizio regolare, con orari prestabiliti, fu inaugurato il 20 febbraio 1866, tra piazza del Popolo e piazza San Pietro.

 
Omnibus su rotaia nei pressi di Castel Sant'Angelo dopo il ponte degli Alari

Con la presa di Roma nel 1870, furono emanate, nel 1872, le prime norme organiche per il trasporto pubblico, stabilendo i requisiti per il rilascio delle licenze, i requisiti e le caratteristiche delle vetture e il codice per il comportamento dei conduttori.[4]

La crescita e lo sviluppo demografico della capitale obbligarono il comune a regolarizzare il servizio di trasporto pubblico, perciò Vincenzo Tittoni, membro del governo provvisorio della città, affidò all'impresario Francesco Marini il compito di riunire le piccole imprese familiari, che gestivano a vario titolo le linee di omnibus e carrozze attive, in un'unica società, la Società Romana degli Omnibus (talvolta accreditata come Impresa Romana degli Omnibus). Il 20 agosto 1885 fu stipulato un contratto tra la SRO e il comune, che garantiva alla società la gestione, l'ampliamento e l'attivazione di alcune linee per i successivi quindici anni.

Complice l'arretratezza industriale del Regno d'Italia, le innovazioni tecnologiche furono importate dai paesi dell'Europa settentrionale, infatti nel 1877 la Societé Anonime des Tramways et Chemins de Fer Economiques (detta semplicemente "la Belga" e nota anche con l'acronimo TFE) introdusse a Roma il cosiddetto omnibus su rotaia (o tramway), che fu impiegato su un'unica linea tra ponte Milvio e piazza del Popolo, facendo da apripista alla nascita del tram.

Con la diffusione del nuovo mezzo di trasporto, la SRO si espanse, assumendo la denominazione di Società Romana Tramways Omnibus (SRTO), che assorbì diverse altre linee gestite dalla Società Italiana di Omnibus Tramways e Trasporti.

I primi anni degli autobusModifica

Con l'elettrificazione della tranvia, nei primi anni del '900, la società avrebbe dovuto sopprimere le poche linee omnibus a trazione animale rimaste attive, tuttavia gli importanti investimenti fatti nel settore tranviario, non riscossero il successo sperato. La scadenza della concessione, fissata nel 1912 e improrogabile, impose all'azienda di trovare una soluzione alternativa alla trazione animale, perciò fu ordinata la fornitura di 5 autobus sperimentali, che prestarono servizio tra il 1907 e il 1910. Nonostante un discreto successo sul piano meccanico per l'epoca, essi furono accantonati in breve tempo a causa degli onerosi costi di manutenzione, tuttavia alcuni modelli non specificati di autobus continuarono a girare in città.[5] Nel 1909 l'esosità dei costi del biglietto e i sempre più crescenti disservizi aggiunti alle mancanze dell'azienda portarono alla creazione ad opera della giunta comunale di Ernesto Nathan dell'Azienda Autonoma Tramviaria Municipale (AATM), diretta concorrente della SRTO in campo tranviario.

 
Fiat 656 di ATAG

Con il tempo l'AATM (ridenominata in Azienda Tranvie e Autobus del Governatorato), ormai subentrata alla SRTO (confluita a sua volta in STEFER nel 1941), iniziò a sostituire le linee tranviarie con autobus, decretando un cambiamento di rotta nel panorama del trasporto pubblico romano.

Il 9 agosto 1944 l'ATAG, con il passaggio da governatorato a comune, assunse l'attuale denominazione di ATAC ed iniziò ad affrontare il compito di ricostituire la rete del trasporto pubblico romano, distrutta dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. Inizialmente il servizio fu esercitato tramite l'utilizzo di alcuni minibus, fino al 1947, anno in cui furono riattivate le prime 6 linee (il servizio tornerà alla situazione prebellica nel 1948).

Negli anni '50 iniziò l'espansione della rete autofiloviaria a danno di quella tranviaria, che, in occasione delle Olimpiadi del 1960, vide la soppressione di numerose linee, tra cui le circolari interne (CD e CS) e la circolare esterna sinistra (ES), che furono sostituite dall'autobus. Nel luglio 1972 fu soppressa l'ultima linea filoviaria (47) e fu ulteriormente ridotta la rete tranviaria, perciò la rete ATAC assunse il carattere di una rete quasi esclusivamente composta da autobus.

Tra il 1985 e il 1986 ATAC ricevette due autosnodati da 18 metri (rispettivamente un Iveco U-Effeuno di AMT ed un Inbus AU280FT) per una sperimentazione. I mezzi furono seguiti, una decina di anni dopo, da 240 BredaMenarinibus Monocar 321, i primi autosnodati della città che entrarono in servizio nel 1997. Contestualmente, nell'ambito dei preparativi per il Giubileo del 2000, furono acquistati svariati mezzi BredaMenarinibus (Monocar 221, Monocar 230, Monocar 240) e Iveco (CityClass) per ringiovanire e ingrandire la flotta dell'azienda. Inoltre, per alleggerire il trasporto dei pellegrini, furono istituite tra il 1999 e il 2000 8 linee denominate "linee J" per meglio collegare i luoghi di culto principali con i principali snodi dei trasporti. Queste ultime furono assegnate al consorzio Tevere Tpl, un'associazione temporanea di imprese composta da SITA, APM, Transdev e Cipar, che ereditò i 112 Monocar 240 acquistati dal comune per svolgere il suddetto servizio.[6]

Anni 2000 e 2010Modifica

Il 18 dicembre 2000 ATAC fu scissa in due componenti separate: la prima, che mantenne invariato l'acronimo pur trasformandosi in agenzia, ottenne le funzioni di pianificazione e coordinazione della mobilità pubblica, mentre la seconda, denominata Trambus e controllata al 100% dal comune di Roma, divenne il gestore effettivo del servizio. Ad essa si affiancò Tevere Tpl, a cui fu assegnata la gestione di una ventina di linee autobus, perlopiù periferiche.[6] Le linee J, che non riscossero grande successo neanche durante l'anno santo della chiesa cattolica[7], furono soppresse il 31 dicembre 2002, alla scadenza naturale del contratto.[8] I primi anni 2000 videro un ulteriore ingrandimento della flotta, con l'acquisto di Mercedes-Benz Citaro e altri Iveco CityClass.

Nel 2009 scoppiarono due incendi in altrettante rimesse romane: il primo colpì la rimessa di Trastevere, distruggendo 30 Tecnobus Gulliver (matricole da 601 a 630) e danneggiando la struttura[9], mentre il secondo divampò nel deposito di Tor Pagnotta e coinvolse almeno 20 Irisbus CityClass alimentati a gas naturale compresso.[10] Nel secondo caso, per compensare la perdita, l'azienda acquistò 24 Irisbus Citelis GNC poi assegnati alla rimessa di Tor Sapienza.

Il 30 giugno 2010 la giunta Alemanno portò a compimento l'accorpamento di Trambus e Met.Ro.[11] in ATAC[12], già annunciato negli anni precedenti, e, nel 2014, OGR Roma e Roma Patrimonio[13] furono assorbite dalla stessa azienda, che così diventò il gestore dell'intera rete di autobus, tram, metropolitana, ferrovie e filobus mantenendo al contempo la proprietà degli impianti. Nello stesso anno l'azienda fu affiancata dal consorzio privato Roma TPL, che prese in carico un centinaio di linee periferiche e le linee notturne (tornate ad ATAC nel 2015). Il contratto, la cui scadenza era stata inizialmente posta al 31 maggio 2018[14] è stato prorogato più volte fino alla scadenza del 30 ottobre 2020. L'ATAC cedette quindi parte del suo parco mezzi (principalmente BredaMenarinibus M240, CAM Alè, MAN NL263 e Mercedes-Benz Citaro) a Roma TPL anche se la stessa azienda, nel giro di pochi anni, decise di rinnovare la propria flotta, acquistando diversi mezzi sia nuovi che usati tra cui BredaMenarinibus Avancity+ e Vivacity+, Indcar Cytios, Temsa Avenue e Iveco Bus Urbanway.

L'ATAC invece dovette ringiovanire una flotta risalente agli anni '90 e ai primi anni 2000, acquistando nel 2013 un quantitativo consistente di Irisbus Citelis (da 12 e 18 metri)[15] seguiti tra il 2016 e il 2017 da alcuni esemplari di Urbanway (sia da 12 che da 18 metri).

Tra il 2014 e il 2016, nell'ambito di una revisione delle spese, si attuò una razionalizzazione del trasporto di superficie che portò alla soppressione di svariate linee e alla conseguente rimodulazione di diversi percorsi e orari nei quadranti Collatino, Prenestino, Tor Sapienza, Tiburtino e nel centro storico[16], portando inoltre alla soppressione della rimessa Collatina.[17]

Numerazione delle lineeModifica

Le linee del TPL romano sono numerate secondo uno specifico criterio, anche se diverse linee non lo rispettano, come ad esempio la linea H (unica linea denominata da una lettera) o la linea 446, i cui numeri sono scollegati dalle zone percorse.[18]

La numerazione, composta da 2 o al massimo 3 cifre, prevede che una o due cifre indichino le zone di partenza e arrivo mentre un'eventuale terza viene stabilita in base al numero di linee nel quadrante.

Tra le eccezioni ci sono la numerazione delle linee cimiteriali, che si indicano con "C" e un massimo di 2 numeri dopo, le linee notturne, che sono contrassegnate da una "N" e seguite dalla linea diurna sostituita e le linee festive, che si contraddistinguono per la presenza di una "F" dopo la regolare numerazione. In caso di deviazioni o limitazioni vengono talvolta utilizzate le lettere "B" (barrato), "D" (deviato), "L" (limitato) e "S" (scolastico).

Classificazione delle lineeModifica

 
La palina della fermata Prassilla/Herzl con tre linee autobus urbane di cui 2 feriali.
  • Urbane: le linee urbane rappresentano la maggioranza delle linee autobus di Roma. Svolgono un percorso ordinario (che può essere di breve, media o grande lunghezza), effettuando ogni fermata posta sul tragitto. Queste linee sono attive dalle 5:00 fino alla 00:00 del giorno successivo, anche se alcune di esse sono attive solo in alcune fasce orarie più ristrette, mentre altre proseguono il servizio fino alle 2:00. Esse possono essere attive solo nei giorni feriali, festivi o in entrambi i casi. In periodo scolastico inoltre alcune di esse presentano delle corse deviate appositamente per raggiungere gli istituti scolastici e attive soltanto nelle fasce orarie concordate con le scuole. Sulle paline sono contrassegnate con la "U" e il colore blu;
  • Esatte: le linee esatte sono caratterizzate da una particolare precisione rispetto ai ridotti orari di partenza. Queste linee sono perlopiù attive nei giorni feriali e periferiche. Sulle paline sono classificate con il colore marrone e la lettera "E";
  • Express: le 10 linee express (20, 30, 40, 50, 51, 80, 120F, 150F, 180F e 190F[19]) sono linee caratterizzate da un'alta frequenza e velocità che gli consentono di collegare aree cittadine piuttosto lontane, non effettuando buona parte delle fermate poste sul loro percorso. Sulle paline sono contrassegnate con il colore verde e una "X".

In queste categorie rientrano poi: le 3 linee mare (07, 062 e 068), attive in solo periodo estivo nel territorio del X Municipio, le 12 linee cimiteriali, che garantiscono il collegamento con i cimiteri Flaminio, Laurentino, del Verano, di Ostia Antica e San Vittorino, e le 31 linee notturne, che coprono perlopiù i tragitti della rete metroferroviaria e tranviaria. Alle linee regolari si affiancano alcuni collegamenti express tra le singole rimesse e i principali capolinea, attivi solo in determinate fasce orarie.[20] Inoltre, nel caso in cui sia necessario interrompere il servizio sulla rete metroferrotranviaria, l'azienda può istituire delle linee autobus in sostituzione della tratta soppressa che normalmente assumono la denominazione della linea sostituita.

Impianti e rimesseModifica

FermateModifica

 
Fermata ATAC Gianicolense/San Camillo nel 2011
 
La palina elettronica della fermata L.go Chigi

Il nome delle fermate è composto dal nome della strada sulla quale sono poste e dall'eventuale incrocio più vicino o più rilevante. In alcuni casi si è derogato a questo criterio, in particolare per i capolinea posti nei pressi dei principali snodi metroferroviari, come ad esempio il capolinea di piazza dei Cinquecento che è stato denominato Termini, visto l'interscambio con la stazione di Roma Termini. Inoltre è possibile che nel nome della fermata venga richiamato un punto di particolare interesse, ad esempio la fermata Gianicolense/S. Camillo è stata chiamata così poiché posta sulla circonvallazione Gianicolense all'altezza dell'ingresso all'Azienda ospedaliera San Camillo-Forlanini.

Tutte le fermate sono contrassegnate da una palina, di colore giallo, verde o rosso, e dalla relativa segnaletica a terra. La palina riporta: l'indirizzo, il codice di identificazione, tutte le linee transitanti per la fermata includendo i rispettivi percorsi, la classificazione della linea (urbana, esatta o express), l'eventuale accessibilità a disabili e biciclette oltre che informazioni sul servizio (nel caso in cui la linea sia solo feriale o festiva o nel caso in cui sia attiva solo in determinati periodi). Diverse fermate sono state dotate di apposite pensiline e in alcuni casi di paline elettroniche che indicano lo stato del servizio in tempo reale.

Rimesse attiveModifica

 
La rimessa di Portonaccio

Le rimesse che ospitano le vetture del parco mezzi autobus romano sono in totale 11 di cui 8 appartenenti ad ATAC e 3 a Roma TPL:

  • Rimessa ATAC Acilia (viale Enrico Ortolani, 293)
  • Rimessa Roma TPL Costi (via Raffaele Costi, 23)
  • Rimessa ATAC Grottarossa (via della Stazione di Grottarossa)
  • Rimessa ATAC Magliana (via Luigi Candoni, 101)
  • Rimessa Roma TPL Maglianella (via della Maglianella, 136)
  • Rimessa ATAC Portonaccio (via di Portonaccio, 2)
  • Rimessa ATAC Tor Pagnotta (via Mario Carucci, 105)
  • Rimessa ATAC Tor Sapienza (via Prenestina, 575)
  • Rimessa ATAC Tor Vergata (via di Tor Vergata, 193)
  • Rimessa ATAC Trastevere (piazza Bernardino da Feltre, 41)
  • Rimessa Roma TPL Valleranello (via di Valleranello, 269)

Rimesse inattive o dismesseModifica

  • Rimessa Eritrea (via Lucrino)
  • Rimessa Ostia (corso Duca di Genova)
  • Rimessa Portuense (via Portuense)
  • Rimessa San Paolo (via Alessandro Severo)
  • Rimessa Tuscolana (piazza Ragusa, 69 - via Tuscolana, 179)
  • Rimessa Vittoria (piazza Bainsizza, 13 - viale Angelico, 52)
  • Rimessa Collatina (via Renato Birolli, 6)

Sistema tariffarioModifica

 
Biglietterie automatiche al capolinea ATAC di piazza di San Silvestro

La rete autobus è integrata nel sistema tariffario Metrebus, introdotto nel 1999 e partecipato dalle tre principali aziende di trasporto pubblico nel Lazio: ATAC, Cotral e Trenitalia. Roma TPL, in quanto consorzio privato, non fa parte del Metrebus e viene pertanto pagato direttamente dal comune di Roma.[21]

I titoli di viaggio sono acquistabili presso le biglietterie a sportello, automatiche e mobili, bar, tabaccherie ed edicole convenzionati. Essi si suddividono in:[22]

  • BIT (Biglietto Integrato a Tempo), acquistabile in qualsiasi biglietteria, edicola o tabaccaio di Roma, è valido per 100 minuti dalla prima timbratura e su qualsiasi mezzo della capitale, ma per una sola corsa in metropolitana;
  • 10-BIT, biglietto uguale in tutto e per tutto al BIT, può essere riattivato più volte per la medesima durata di 100 minuti;
  • CIS (Carta Integrata Settimanale), carta valida per 7 giorni dalla prima timbratura, utilizzabile solo all'interno del territorio di Roma Capitale;
  • Metrebus Card Roma, suddivisa in mensile (personale e impersonale) e annuale, è una carta valida per il mese di calendario riportato su di essa nel primo caso, e per 365 giorni nel secondo. È acquistabile solo nelle biglietterie delle stazioni principali, ed è utilizzabile per un numero infinito di corse all'interno del territorio del comune di Roma;
  • Roma 24H, 48H e 72H, biglietti validi per rispettivamente 24, 48 e 72 ore per un numero illimitato di corse.

Parco mezziModifica

Il parco mezzi delle due aziende di trasporto è composto da oltre 2 000 veicoli di varie dimensioni (da un minimo di 6 ad un massimo di 18 metri) suddiviso tra le 10 rimesse dislocate nel territorio di Roma. Le due flotte hanno rispettivamente un'età media di 8,3 (ATAC)[23] e 6,7 (Roma TPL) anni.

Entrambe le flotte sono composte prevalentemente da mezzi Diesel alimentati a gasolio, anche se ATAC dispone di un discreto quantitativo di autobus alimentati a gas naturale compresso (ospitati dalle uniche rimesse con impianti adeguati: Tor Pagnotta e Tor Sapienza) e un piccolo gruppo di minibus con motore elettrico. Nel corso del 2021 debutteranno i primi mezzi mild hybrid acquistati dalla municipalizzata, un totale di 100 Mercedes-Benz Citaro C2.[24]

Tutti i mezzi sono monitorati attraverso l'automatic vehicle monitoring (AVM) e sottoposti al controllo di una sala operativa. I dati sono resi disponibili al pubblico in formato General Transit Feed Specification (GTFS) sia tramite le apposite applicazioni, ufficiali e non, che tramite sito web.

LivreeModifica

Roma TPL adotta un'unica livrea color ardesia per tutti i propri mezzi, riportando il proprio logo sul vano posteriore e sul frontale. In passato l'azienda ha utilizzato anche una livrea arancione-celeste per i mezzi adibiti al servizio sulle linee J.

In ATAC invece si sono avvicendate diverse livree: dopo l'arancio ministeriale e il verde bitonale (successivamente applicato sulle vetture della rete tranviaria), che caratterizzarono i primi autobus della città, fu adottata una livrea che mescolava l'arancione con il rosso (gli autosnodati, invece, erano arancio-verdi), chiaro richiamo ai colori di Roma. Nel corso degli anni 2000 si affermò invece il grigio chiaro, applicato in alcuni casi anche sulle vetture più vecchie. A partire dal 2013, con l'arrivo degli Irisbus Citelis, è stata adottata la cosiddetta "serie Roma", utilizzando una tonalità di rosso vicina al rosso veneziano. Fanno eccezione i Mercedes-Benz Citaro C1 extraurbani acquistati nel 2001, che hanno mantenuto la loro inusuale livrea blu, e i mezzi noleggiati tra il 2019 e il 2020 (Indcar Mobi, Iveco Bus Urbanway e VDL Citea), che hanno vestito una livrea bianca.

Sui mezzi di entrambe le aziende è presente la tipica fascia amaranto con il logo di ATAC.

Parco mezzi di ATAC e Roma TPL al 2020
Modello Immatricolazione Lunghezza Motore Operatore Rimesse In servizio dal
BredaMenarinibus Avancity+ 9500-9599 12 m Euro 5
Diesel
Roma TPL Costi
Maglianella
2011
9660-9679 2013
BredaMenarinibus Vivacity+ 9600-9659 8 m Euro 5
Diesel
Roma TPL Costi
Maglianella
Valleranello
2011
CAM Alè 1721-1799 7,5 m DO824
Euro 3
Diesel
ATAC Grottarossa
Magliana
2002, 2003
Fiat Ducato 5815 6 m Euro 2
Diesel
ATAC Magliana 2000
Indcar Cytios 9968-9997 7,9 m Euro 6
Diesel
Roma TPL Costi
Maglianella
Valleranello
2016
Indcar Mobi 201-220 8 m Daily 70C18
Euro 6
Diesel
ATAC Grottarossa
Magliana
2019
Irisbus Citelis 401-531 18 m Cursor 8
Euro 5
Diesel
ATAC Acilia
Grottarossa
Magliana
Tor Sapienza
2013, 2014
3001-3206 12 m Grottarossa
Magliana
Tor Sapienza
4501-4524 12 m Cursor 8
Euro 5
GNC
ATAC Tor Sapienza 2010
Irisbus CityClass 4101-4500 12 m Cursor
Euro 5
GNC
ATAC Tor Pagnotta
Tor Sapienza
2006, 2007, 2008
Irisbus Europolis 1601-1660[a 1] 9 m FIAT 8060
Euro 2
Diesel
ATAC Magliana 2001, 2002
1661-1672 9 m Tector
Euro 3
Diesel
Grottarossa 2003
2001-2070 7,6 m Tector
Euro 4
Diesel
Acilia
Magliana
2006
Iveco Bus Urbanway 551-570 18 m Cursor
Euro 6
Diesel
ATAC Grottarossa
Portonaccio
Tor Vergata
2017
3301-3430 12 m 2016, 2017
3471-3485 2017
9900-9959 Roma TPL Maglianella 2014, 2015
Iveco CityClass 3721-3954 12 m Cursor
Euro 3
Diesel
ATAC Grottarossa
Portonaccio
Tor Sapienza
Tor Vergata
2001, 2002, 2003
5001-5129
5206-5500
5901-6000
Iveco Daily 5822-5846[a 2] 6 m Euro 3
Diesel
ATAC Magliana 2006
King Long E10 9998 12,2 m ISB6.7E6  C290
Euro 6
Ibrido
Roma TPL Costi 2020
Menarinibus Citymood 1301-1320 10,5 m Cursor 9
Euro 6
Diesel
ATAC Acilia 2019
2101-2175 12 m Acilia
Grottarossa
Magliana
Tor Vergata
2201-2241
2601-2710 2020
2301-2325 12 m Cursor 8
Euro 6
GNC
Tor Pagnotta
Tor Sapienza
2019, 2020
2401-2485
Mercedes-Benz Citaro 6001-6183 12 m OM906
Euro 3
Diesel
ATAC Acilia
Magliana
2001, 2002, 2003
7501-7700 12,2 m Portonaccio 2004, 2005
8101-8201 12 m Tor Vergata
Solaris Alpino 8879-8881 8,6 m Diesel
Euro 5
Roma TPL Valleranello 2015
Tecnobus Gulliver 601-690[a 3] 5,2 m Elettrico ATAC Trastevere 2010-2017;
2019
Temsa Avenue 9700-9879 12 m Euro 5
Diesel
Roma TPL Costi
Valleranello
2011, 2012
  1. ^ In servizio solo la matricola 1642
  2. ^ In servizio solo la matricola 5841
  3. ^ In servizio solo matricole da 631 a 690

IncidentiModifica

Il 13 settembre 1984 un Inbus U210 in servizio sulla linea 293 è precipitato dal viadotto della Magliana provocando otto morti, incluso l'autista[25], e 26 feriti.[26] Successivamente fu appurato che l'incidente era stato causato da un malore improvviso accusato dal conducente.

Il 16 ottobre 2019 un Iveco CityClass, matricola 3943, in servizio sulla linea 301, si è scontrato contro un albero lungo la via Cassia, provocando il ferimento di circa 69 persone.[27]

I "Flambus"Modifica

Negli anni 2000 e 2010 si è sviluppato il fenomeno dei cosiddetti "flambus", ossia vetture del trasporto pubblico romano che sono state distrutte o danneggiate gravemente da un incendio sviluppatosi accidentalmente a bordo della vettura.[28] Nonostante questo fenomeno sia presente anche in altre aziende del trasporto pubblico, a Roma sono state raggiunte proporzioni ritenute eccessivamente elevate dalla stampa e dagli utenti.[29]

Le cause di questi incidenti possono essere imputate alla manutenzione, che è stata definita da diverse testate giornalistiche come "assente" o "insufficiente". Altre ipotesi riguardavano l'età dei mezzi o un eventuale sabotaggio ad opera dei dipendenti stessi, tuttavia sono state smentite dalle successive inchieste.[30]

NoteModifica

  1. ^ I numeri di ATAC - Trasporto pubblico, su ATAC. URL consultato il 13 giugno 2020.
  2. ^ I primi servizi urbani di Roma, su tramroma.com. URL consultato il 27 agosto 2020.
  3. ^ La rete degli omnibus dal 1845 al 1921: I primi servizi urbani di Roma, su www.tramroma.com. URL consultato il 14 agosto 2019.
  4. ^ La rete degli omnibus dal 1845 al 1921: Regolamento comunale di esercizio, su www.tramroma.com. URL consultato il 14 agosto 2019.
  5. ^ Rotabili della rete romana di autobus: I primi autobus SPA, su www.tramroma.com. URL consultato il 14 agosto 2019.
  6. ^ a b Carta dei servizi 2001 (PDF), su atac.roma.it, p. 8. URL consultato il 27 agosto 2020.
  7. ^ Emanuele Coen, Linee J, tredicimila ticket nei giorni top del Giubileo, in la Repubblica, 23 aprile 2000. URL consultato il 27 agosto 2020.
  8. ^ Le Linee J dell'autobus, su rerumromanarum.com. URL consultato il 27 agosto 2020.
  9. ^ Giacomo Legame, Incendio distrugge 30 minibus elettrici che servono il centro e l'Atac corre ai ripari, in il Giornale, 3 maggio 2019. URL consultato il 13 giugno 2020.
  10. ^ Tor Pagnotta: fiamme al deposito Trambus, danneggiati 20 autobus, in Roma Today, 10 settembre 2009. URL consultato il 22 dicembre 2019.
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