Apri il menu principale

Riccardo Giusto

militare italiano
Riccardo Giusto
Riccardo Di Giusto.jpg
NascitaUdine, 10 febbraio 1895
MorteDrenchia, 24 maggio 1915
Cause della morteFerita arma da fuoco
Luogo di sepolturaUdine
Dati militari
Paese servitoItalia Regno d'Italia
Forza armataFlag of Italy (1860).svg Regio Esercito
ArmaFanteria
CorpoAlpini
Reparto8º Reggimento alpini
Anni di servizio1915
GradoSoldato
ComandantiLuigi Cadorna,
GuerrePrima guerra mondiale
Altre carichefacchino
NotePrimo caduto italiano della prima guerra mondiale
voci di militari presenti su Wikipedia

Riccardo Giusto (Udine, 10 febbraio 1895Drenchia, 24 maggio 1915) è stato un militare italiano.

Ricordo di Riccardo Giusto, Passo Solarie (960 m), Drenchia (IT)

È passato alla storia in quanto fu il primo dei 650.000 soldati italiani morti nel corso della prima guerra mondiale[1][2].

BiografiaModifica

Riccardo Giusto nacque a Udine il 10 febbraio 1895[3][4] e rimase orfano in giovane età. Anche se ovunque è ricordato come "Di Giusto" il suo vero nome era in realtà "Riccardo Giusto", come attestato dall'atto di nascita depositato presso lo stato civile del Comune di Udine e dal certificato battesimale compilato in data 10 marzo 1895 da don Antonio Cecutti, parroco di Santa Maria delle Grazie di Udine, e dal successivo foglio matricolare del 1915.

Riccardo lavorò come facchino presso la stazione ferroviaria di Udine sino alla fine del 1914, quando venne chiamato alle armi nel corpo degli Alpini il 12 gennaio 1915 e assegnato al Distretto Militare di Sacile. Fu inquadrato nella 16ª Compagnia del Battaglione “Cividale” dell'8º Reggimento, di stanza a Cividale del Friuli e, con l'approssimarsi del conflitto, nella zona di Crai/Krai di Drenchia (UD), allora, come oggi, zona di confine con la Slovenia. Il 24 maggio 1915, all'inizio della Prima guerra mondiale, il suo reparto prendeva posizione sul monte Colovrat in comune di Drenchia (UD), alture che in quella zona segnavano il confine tra Italia e Austria-Ungheria.

Riccardo Giusto fu assegnato a una delle tante pattuglie di esploratori che precedevano il grosso delle truppe, che in quel frangente avevano il compito di occupare la cima del Monte Jeza, davanti a Tolmino. La pattuglia di esploratori entrò in territorio nemico per alcune centinaia di metri, ma i gendarmi austroungarici che presidiavano il valico di Cappella Sleme aprirono il fuoco contro gli italiani. Riccardo Giusto fu colpito a morte alle ore 04:00 sul Monte Natpriciar (cima secondaria del Monte Jeza) da un proiettile sparato dal nemico che lo raggiunse frontalmente e gli attraversò il cranio. Immediatamente soccorso dai propri compagni, spirò nel giro di pochi minuti. La salma venne composta da don Giovanni Guion, parroco della chiesa di San Volfango, e tumulata nel locale cimitero. Successivamente, nell'anno 1923, fu traslata a Udine[5].

MemoriaModifica

Riccardo Giusto è ricordato da un cippo eretto a sua memoria sul monte Colovrat, in territorio di Drenchia (UD)[6].

Sul cippo è riportata la seguente citazione:

«A
DI GIUSTO RICCARDO
ALPINO DEL VIII REGGIMENTO
CHE
A MONTE NATPRICCIANA IL 24-5-1915
NEL NOME SANTO D'ITALIA
PER PRIMO LA GIOVINEZZA IMMOLANDO
BATTEZZAVA
COL PROPRIO SANGUE IL CIMENTO
DELLA VIRTU' ITALICA
CHE
VITTORIO VENETO
POI CONSACRAVA GLORIOSO TRIONFO»

Gli è stata anche intitolata la via, nella periferia est della sua città di origine, Udine, dove sorgeva la sua casa.

Sui monumenti e nella toponomastica ove risulti il nome errato sono attualmente in corso gli interventi di correzione da parte degli Organi competenti.

Eventi annualiModifica

Ogni anno, la prima domenica di giugno, nella zona del monumento, viene realizzata una cerimonia in ricordo del militare ivi deceduto[7].

NoteModifica

  1. ^ I luoghi dimenticati della grande guerra, su lagrandeguerra.info. URL consultato il 6 febbraio 2013.
  2. ^ Esattezza delle date confermata dalla sezione ANA di Udine
  3. ^ Riccardo Giusto. Tra Storia e Leggenda la vicenda del primo soldato italiano caduto nella Grande Guerra, di Claudio Zanier e Paolo Strazzolini, Aviani&Aviani editori, Udine 2015.
  4. ^ Militari caduti nella guerra 1915-1918, su cadutigrandeguerra.it. URL consultato il 5 aprile 2018.
  5. ^ Il Messaggero Veneto, edizione del 4 novembre 2008.
  6. ^ Monumento al primo caduto della prima guerra mondiale 1915/18 (Kolovrat - Passo Solarie), su youreporter.it. URL consultato il 14 aprile 2019.
  7. ^ Comune di Drenchia - Manifestazioni (vedi sito istituzionale del comune), URL consultato l'8 luglio 2013.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica