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Riccardo Paladini (ammiraglio)

ammiraglio italiano
Riccardo Paladini
Amm riccardo paladini.jpg
12 settembre 1879 – 19 marzo 1943
Nato aMontopoli in Val d'Arno
Morto aLivorno
Dati militari
Paese servitoItalia Italia
ArmaRegia Marina
Anni di servizio1893-1943
GradoAmmiraglio d'armata
GuerreGuerra italo-turca
Prima guerra mondiale
Seconda guerra mondiale
BattaglieBattaglia di Punta Stilo
DecorazioniCroce di Guerra al Valor Militare
Croce al merito di guerra
Ordine Militare di Savoia
Studi militariRegia Accademia Navale di Livorno
Fonte: Dizionario Biografico Uomini della Marina 1861-1946
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Riccardo Paladini (Montopoli in Val d'Arno, 12 settembre 1879Livorno, 19 marzo 1943) è stato un ammiraglio italiano.

Indice

BiografiaModifica

Riccardo Paladini nacque in provincia di Firenze nel 1879 e fu ammesso all'Accademia navale di Livorno nel 1893, uscendone cinque anni dopo col grado di guardiamarina.[1] Negli anni successivi prestò servizio sull'incrociatore Amerigo Vespucci, sulla corazzata Enrico Dandolo e nel 1908-1909 sull'ariete torpediniere Ettore Fieramosca, dislocato in acque sudamericane.[1] Nel 1911-1912 partecipò alla guerra italo-turca col grado di tenente di vascello, inizialmente imbarcato sull'ariete torpediniere Piemonte ed in seguito come comandante in seconda del cacciatorpediniere Espero.[1]

Durante la prima guerra mondiale Paladini comandò inizialmente alcune torpediniere; nel 1917 fu promosso capitano di corvetta e comandò in successione i cacciatorpediniere Ostro, Euro e Rosolino Pilo, ricevendo una Croce di Guerra al Valor Militare ed una Croce al merito di guerra.[1] Terminato il conflitto, fu comandante militare marittimo dell'isola di Lussino tra il 1919 ed il 1920.[1]

Dopo la promozione a capitano di fregata nel 1920, fu nel 1923-1924 comandante della difesa militare marittima di Gaeta e nel 1924-1925 comandante della Flottiglia MAS Mobile; tra il 1925 ed il 1926 comandò l'esploratore Leone, e nel 1926 fu promosso capitano di vascello.[1] Tra il 1927 ed il 1929 fu capo divisione ufficiali al Ministero della Marina, poi comandò il Gruppo Esploratori dal 1929 al 1932, con bandiera sull'esploratore Antonio da Noli.[1] Divenne poi comandante in seconda dell'Accademia Navale di Livorno; nel 1933 fu promosso a contrammiraglio e nominato segretario del Consiglio Superiore della Marina.[1]

Dal 1934 al 1936 Paladini comandò l'Accademia Navale, periodo durante il quale fu promosso – nel 1935 – ad ammiraglio di divisione. Per un anno comandò in successione la I Divisione Navale e poi la III Divisione Navale (dal 1º ottobre 1936, con insegna sull'incrociatore pesante Trento[2]); nel 1937-1938 resse il Comando Militare Marittimo Autonomo della Sicilia e poi (dopo la promozione ad ammiraglio di squadra) fu comandante del Dipartimento Militare Marittimo dello Ionio e del Canale d'Otranto.[1] Il 16 agosto 1939 divenne comandante della 2a Squadra Navale, composta dagli incrociatori pesanti della I e III Divisione e dagli incrociatori leggeri della VII Divisione, con bandiera sull'incrociatore pesante Pola.[1][3]

All'ingresso dell'Italia nella seconda guerra mondiale, il 10 giugno 1940, Paladini comandava ancora la 2a Squadra Navale, con la quale partecipò il 9 luglio 1940 alla battaglia di Punta Stilo.[1] La sua partecipazione attiva al conflitto terminò bruscamente dopo solo un mese e mezzo: il 25 luglio 1940, infatti, Paladini fu colpito da angina pectoris e dovette essere sbarcato, cedendo il comando della 2a Squadra all'ammiraglio Angelo Iachino.[1] Nel settembre 1940 tornò a comandare l'Accademia Navale di Livorno; durante questo periodo, nel 1942, fu promosso ad ammiraglio di squadra designato d'armata.[1] Il 12 settembre 1942 fu posto in ausiliaria per limiti di età ma immediatamente richiamato in servizio, sempre come comandante dell'Accademia Navale; nel gennaio 1943 venne promosso ad Ammiraglio d'armata. Morì improvvisamente a Livorno il 19 marzo 1943, per problemi cardiaci.[1]

OnorificenzeModifica

NoteModifica

  1. ^ a b c d e f g h i j k l m n Paolo Alberini, Franco Prosperini, Dizionario biografico Uomini della Marina 1861-1946, Ufficio Storico della Marina Militare, p. 395.
  2. ^ La storia operativa ufficiale dell’incrociatore Trento, su trentoincina.it.
  3. ^ Ammiragli Listato, su regiamarina.net.
  4. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.

Voci correlateModifica