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BiografiaModifica

Garfield è nato a Filadelfia, Pennsylvania, ma a causa del lavoro del padre architetto per tutta l'infanzia ha viaggiato da un luogo all'altro per stabilirsi infine a dodici anni nell'Oregon. La sua passione per i giochi fu accesa da Dungeons & Dragons che lo portò ad interessarsi ai giochi in generale e alla loro storia.[1]

Garfield progettò il suo primo gioco quando aveva 13 anni.[2]

Nel 1985, ottenne un Bachelor of Science in informatica applicata alla matematica. Entrò nei Bell Laboratories, quindi decise di continuare gli studi e frequentò l'Università di Pennsylvania a Filadelfia, dove studiò matematica combinatoria.[1]

Fu allievo di Herbert Wilf e ottenne un dottorato (Ph.D.) in matematica combinatoria da Penn nel 1993, con la tesi sulla The distribution of the binomial coefficients modulo p.[3] Divenne professore di matematica al Whitman College di Walla Walla, Washington.

Nel 1985 aveva completato il progetto di RoboRally, un gioco da tavolo in cui i giocatori controllano dei robot in competizione per completare un percorso ad ostacoli all'interno della fabbrica. Un suo amico, Mike Davis, propose il gioco a diversi editori, tra cui la FASA, senza successo e infine nel 1991 mise in contatto Garfield con la Wizards of the Coast, all'epoca una piccola casa editrice.[1] Peter Adkison, il direttore esecutivo, pur ritenendolo promettente non ne fu interessato, perché all'epoca la Wizards of the Coast non aveva le risorse per produrre giochi da tavolo. Egli disse a Garfield che sarebbe stato interessato ad un gioco portatile, maneggevole e veloce che potesse essere giocato alle convention durante i momenti morti. Garfield ritornò allora con una proposta che delineava i concetti generali di un gioco di carte collezionabile. Adkison afferrò immediatamente il potenziale del gioco e accettò di produrlo.[4]

Il gioco venne sviluppato e posto in playtest nei due anni successivi, ma le regole furono fissate definitivamente e stampate solo poco prima della pubblicazione; la maggior parte delle persone che parteciparono al playtest lo fecero sulla base delle spiegazioni verbali di Garfield, usando carte prive di illustrazioni e stampate in bianco e nero. Durante il playtesting, il gioco venne chiamato semplicemente "Magic", ma quando un avvocato li informò che "Magic" era un termine troppo generico per essere registrato, venne allora scelto il nome "Mana Clash", ma comunque tutte le persone coinvolte con il gioco continuarono a riferirsi ad esso come "Magic". Dopo ulteriori consultazioni legali venne deciso allora di ribattezzare il gioco Magic: The Gathering, in modo da poterlo registrare.[5]

I playtester iniziarono a sviluppare indipendentemente dei set di espansione che successivamente venivano passati a Garfield per essere rivisti.[6] Nel giugno 1994 fu assunto dalla Wizards of the Coast come autore di giochi a tempo pieno e lasciò l'insegnamento.[1] Alla Wizards of the Coast sviluppò nuovi giochi di carte collezionabili e giochi da tavolo per dieci anni ritirandosi infine e proseguendo come autore di giochi indipendente, continuando comunque a collaborare allo sviluppo delle espansioni di Magic.[1][7][8]

Tra il 2014 e il 2019 lavora per Valve Corporation sviluppando il videogioco Artifact[9][10][11].

Nel 2018 pubblica Keyforge: Call of the Archons per la Fantasy Flight Games, un gioco di carte in cui i singoli mazzi sono precostituiti in modo casuale a partire da un gruppo di carte comuni. Ogni mazzo ha un dorso diverso e riporta un codice per cui le carte di mazzi diversi non possono essere mischiate tra loro a formare un nuovo mazzo.

OpereModifica

Una lista parziale di giochi progettati da Richard Garfield:

Giochi di carte collezionabiliModifica

Giochi da tavoloModifica

Giochi di carte non collezionabiliModifica

VideogiochiModifica

NoteModifica

  1. ^ a b c d e (EN) Tom Vasel, Interviews by an Optimist # 49 - Richard Garfield, su Dice Tower, 19 giugno 2005 (archiviato dall'url originale il 20 aprile 2011).
  2. ^ (EN) Christopher Zurcher, Just like magic, su PolkOnline, 27 dicembre 1998 (archiviato dall'url originale il 19 settembre 2008).
  3. ^ (EN) Richard Garfield e Herbert S. Wilf, The distribution of the binomial coefficients modulo p (editore), data, DOI:10.1016/0022-314X(92)90078-4.
  4. ^ (EN) Peter Adkison, In The Beginning, Wizards of the Coast, 1º giugno 2009. URL consultato il 17 agosto 2011 (archiviato dall'url originale il 12 luglio 2011).
  5. ^ (EN) Mark Rosewater, 25 Random Things about Magic, Wizards of the Coast, 16 febbraio 2009. URL consultato il 16 agosto 2011.
  6. ^ (EN) Elias, Skaff, Legendary Difficulties, su Latest Developments, 8 marzo 2002 (archiviato dall'url originale il 29 giugno 2011).
  7. ^ (EN) Mark Rosewater, City Planning, Part I, su Making Magic, 5 settembre 2005. URL consultato il 27 gennaio 2013 (archiviato dall'url originale il 19 aprile 2012).
  8. ^ (EN) Mark Rosewater, C'mon Innistrad, Part I, su Making Magic, 5 settembre 2011. URL consultato il 27 gennaio 2013 (archiviato il 14 aprile 2012).
  9. ^ (EN) We interview Artifact's lead designer, Richard Garfield (AKA the creator of Magic: The Gathering), su youtube.com. URL consultato l'11 settembre 2019.
  10. ^ (EN) Tom Marks, Artifact Draft Mode Revealed: Here's a First Look with Richard Garfield at Valve, su IGN. URL consultato l'11 settembre 2019.
  11. ^ (EN) Magic The Gathering Creator No Longer On Valve's Artifact Team, su GameSpot. URL consultato l'11 settembre 2019.

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Collegamenti esterniModifica

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