Apri il menu principale

Richard Pryor

comico, attore e scrittore statunitense
Richard Pryor nel 1986

Richard Franklin Lennox Thomas Pryor III (Peoria, 1º dicembre 1940Encino, 10 dicembre 2005) è stato un comico, attore e scrittore statunitense.

Come cabarettista era celebre per il suo modo diretto e senza compromessi di trattare tematiche scottanti quali discriminazione e razzismo, ricorrendo ad un linguaggio talvolta scurrile per illustrare il suo punto di vista

Viene ampiamente riconosciuto come uno dei più importanti ed influenti comici di sempre: Jerry Seinfeld lo definì "il Picasso della comicità"[1] mentre Bob Newhart lo indicò come "il comico più influente degli ultimi cinquant'anni"[2]; Bill Cosby affermò che "aveva reso la linea di confine tra commedia e tragedia così sottile da renderla indistinguibile."[3]

BiografiaModifica

«La vita mi ha dato il bene e il male: in poche parole mi ha dato tutto»

Cresciuto nel bordello gestito dalla nonna Marie Carter dove la madre si prostituiva e molestato da un sacerdote quando era ragazzino, Pryor in gioventù decise di arruolarsi nella Marina degli Stati Uniti e successivamente iniziò a suonare il pianoforte nei night club[4].

Dal viso sempre sorridente e facilmente riconoscibile per i suoi grandi baffi neri, Pryor divenne celebre intorno agli anni ottanta in alcuni film interpretati in coppia con Gene Wilder e in una parte comica in Superman III, sebbene avesse debuttato nel 1967 in Un vestito per un cadavere.

Negli Stati Uniti fu anche insignito del premio di miglior stand-man di tutti i tempi[5], proprio per la sua comicità trascinante e irriverente, talvolta volutamente autoironica, che ha dato vita a un filone seguito da attori più giovani tra i quali in particolar modo Eddie Murphy e Chris Rock.

La sua devozione alla causa afroamericana in un'America ancora troppo chiusa in tal senso divise spesso il numeroso pubblico che assisteva ai suoi spettacoli dal vivo, specie per il fatto di usare spesso nei suoi show parole particolarmente forti e provocatorie come "negro" per dare una forte spinta morale e smuovere le coscienze degli spettatori. Tuttavia, o forse proprio per questo motivo, egli raccolse sempre un vastissimo successo di pubblico e audience, che spinse spesso colleghi come Jerry Seinfeld e Whoopi Goldberg a esprimere grande ammirazione per tutto ciò che riusciva sempre a tirar fuori nei suoi frizzanti monologhi.

Nel 1986 gli venne diagnosticata la sclerosi multipla e già verso la metà degli anni novanta la malattia entrò in fase progressiva, relegandolo infine su una sedia a rotelle. Pryor, tuttavia, non smise mai di recitare e usò la sua condizione in un episodio di Chicago Hope in cui impersonava un malato. La sua ultima apparizione pubblica ebbe luogo nel luglio 2005, quando presenziò all'evento "Richard Pryor at the Helm of Comedy".[6] Morì per un attacco cardiaco pochi giorni dopo il suo 65º compleanno, il 10 dicembre 2005, a Encino, in California.

Vita privataModifica

 
Pryor nel 1986

Pryor ebbe cinque mogli, ma i matrimoni furono addirittura sette, poiché sposò due volte sia Jennifer Lee che Flynn Belaine. Padre di sei figli, al di fuori del matrimonio, ebbe delle relazioni sentimentali con le attrici Pam Grier e Margot Kidder.[7] Pryor era un massone appartenente alla loggia di Peoria.[8]

Nel novembre 1977, dopo svariati anni trascorsi a fumare e bere in maniera smodata, Pryor ebbe un infarto. Si riprese velocemente e proseguì la sua carriera a partire dal gennaio successivo. Nel 1986 gli venne diagnosticata la sclerosi multipla.[9] Nel 1990, ebbe un secondo e più grave infarto e dovette sottoporsi ad un intervento di triplo bypass coronarico.

Incidente con il crackModifica

Nella tarda serata del 9 giugno 1980, durante la lavorazione del film Libertà poco vigilata, a seguito di giorni trascorsi a fumare crack, Pryor si cosparse il corpo di rum e si dette fuoco. Nudo e in fiamme, corse lungo la Parthenia Street fuori dalla sua villa di Los Angeles, fino a quando non fu bloccato ed arrestato dalla polizia. Venne trasportato in ospedale con ustioni di secondo e terzo grado su circa metà del corpo. Pryor trascorse 6 settimane ricoverato nel reparto grandi ustionati dello Sherman Oaks Hospital. La figlia, Rain, affermò che l'incidente accadde a causa di psicosi indotte dalla droga;[10] successivamente, però, nel corso di un'intervista, Pryor disse: «Cercai di suicidarmi. Prossima domanda».[11]

Pryor incorporò una descrizione ironica dell'incidente nel suo show comico Richard Pryor: Live on the Sunset Strip (1982).

Riferimenti in altri media e lascito artisticoModifica

 
Un graffito a San Francisco con il volto di Pryor

MusicaModifica

Nell'omaggio fatto da Jackson Browne a roadie e fan, la canzone The Load-Out, pubblicata sull'album Running on Empty (1977), una strofa del testo recita: «We got Richard Pryor on the video on the tour bus».

Nell'album Bora-Bora (1988), della band brasiliana Os Paralamas do Sucesso, è presente la canzone Don't Give Me That, che narra la disavventura di Pryor nel famoso incidente con il crack. Il testo dice: «You've ever heard about Richard Pryor/ The greatest comedian in America/.../The great Richard Pryor, he catch fire/ He was in a big house and tried free-base/.../ He was burnt up and down/ He was fried like a chicken».

Un'immagine di Pryor è presente nel videoclip della canzone dei Soulsonic Force Renegades of Funk nella versione dei Rage Against the Machine, inserita nell'album Renegades (2000).

Nel luglio 2015, Pryor viene citato nel brano Robin Williams di Cee Lo Green, canzone tributo ad artisti recentemente scomparsi come lo stesso Williams, Chris Farley, Phil Hartman, e Bernie Mac.

Nell'album del 2015 To Pimp a Butterfly del rapper Kendrick Lamar, viene brevemente citato il nome di Pryor nella traccia King Kunta: «The yam brought it out of Richard Pryor, Manipulated Bill Clinton with desires».

Film e televisioneModifica

Nel 2002, il britannico Channel 4 mandò in onda The Funny Life of Richard Pryor, un documentario biografico su Pryor diretto da David Upshal, come parte della serie Kings of Black Comedy. Negli Stati Uniti, il documentario è stato trasmesso da Comedy Central.

Nel febbraio 2013 si è tenuta presso il Brooklyn Academy of Music Cinemas una retrospettiva della filmografia di Pryor, focalizzata sugli anni settanta, intitolata A Pryor Engagement.[12]

Nell'episodio "Taxes and Death or Get Him to the Sunset Strip"[13](2012), la voce di Richard Pryor è imitata da Eddie Griffin nello show televisivo satirico Black Dynamite.

Il 31 maggio 2013, il canale televisivo Showtime trasmise il documentario Richard Pryor: Omit the Logic diretto da Marina Zenovich. Gli intervistati nel documentario includono Dave Chappelle, Whoopi Goldberg, Jesse Jackson, Quincy Jones, George Lopez, Bob Newhart, Richard Pryor Jr., Lily Tomlin, e Robin Williams.[11][14]

Statua a PeoriaModifica

L'artista Preston Jackson creò una statua in bronzo a grandezza naturale di Pryor e la intitolò "Richard Pryor: More than Just a Comedian". La statua è stata posizionata all'angolo tra la State e la Washington Street a Peoria, Illinois, il 1º maggio 2015, vicino al quartiere natale di Pryor.[15]

LetteraturaModifica

FilmografiaModifica

 
Stella di Richard Pryor nell'Hollywood Walk of Fame

Doppiatori italianiModifica

Nelle versioni in italiano dei suoi film, Richard Pryor è stato doppiato da:

DiscografiaModifica

Album comici/spoken wordModifica

NoteModifica

  1. ^ Morton, Bruce, Those We Lost, in CNN, 21 dicembre 2005. URL consultato l'11 gennaio 2010.
  2. ^ Bob Newhart, in PBS American Masters.
  3. ^ Tambay O'Benson, Richard Pryor Retrospective at BAMcinématek, Brooklyn (10 Days, 20 Films, All in 35 mm), su Indiewire. URL consultato il 26 dicembre 2012 (archiviato dall'url originale il 30 dicembre 2012).
  4. ^ Richard the great, su nypost.com.
  5. ^ La Classifica dei 100 migliori comici di tutti i tempi, su standupcomedy.it. URL consultato il 4 settembre 2015.
  6. ^ The Death of Richard Pryor, su findadeath.com. URL consultato il 1º settembre 2016 (archiviato dall'url originale il 23 agosto 2016).
  7. ^ Rabin, Nathan Rabin, Random Roles: Margot Kidder (intervista), in The A.V. Club, 3 marzo 2009.
  8. ^ Richard Pryor, su GLBCY. URL consultato il 23 ottobre 2014.
  9. ^ The Official Biography of Richard Pryor, Indigo, Inc.. URL consultato l'8 maggio 2016.
  10. ^ Interview with Rain Pryor, in People, 6 novembre 2006, p. 76.
  11. ^ a b Richard Pryor: Omit the Logic, Internet Movie Database.com, Internet Movie Database, 31 luglio 2013.
  12. ^ Jason Zinoman, Wild, Wired, Remembered A Richard Pryor Retrospective, 'A Pryor Engagement,' at BAM, in The New York Times, 5 febbraio 2013. URL consultato il 6 febbraio 2013.
  13. ^ Taxes and Death' or Get Him to the Sunset Strip, su adultswim.com.
  14. ^ Richard Pryor: Omit the Logic to Premiere Friday May 31 on Showtime, su TVbytheNumbers.
  15. ^ Leslie Renken, Long effort to honor Peoria-born comedian Richard Pryor culminates in Sunday unveiling, in Peoria Journal Star, 1º maggio 2015. URL consultato il 1º maggio 2015.
  16. ^ Immagini d'archivio da uno dei suoi show.

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN24788233 · ISNI (EN0000 0001 0880 2241 · LCCN (ENn82094549 · GND (DE119380951 · BNF (FRcb13898711b (data) · WorldCat Identities (ENn82-094549