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Ricky Bruch

attore e atleta svedese

BiografiaModifica

I primi successi nell'atletica leggera (1967-1968)Modifica

Bruch ha vinto il suo primo campionato nazionale nel lancio del disco nel 1967, con il risultato di 56,66 metri.

Il 30 marzo del 1968, stabilì il nuovo record svedese con la misura di 60,58, andando a superare il vecchio primato di Lars Haglund. Durante il resto della stagione 1968 riuscì a migliorare per ben 3 volte il suo primato personale: 61,76 il 15 aprile, 61,88 il 28 settembre e 61,98 il 3 ottobre. Sempre lo stesso anno, il 3 maggio, riuscì a siglare anche il record nazionale svedese nel getto del peso, lanciando a 19,01 m, divenendo il primo atleta svedese a superare la quota di 19 metri. Il 31 maggio, si migliorò ulteriormente fino a 19,30 metri.

L'affermazione internazionale (1969-1970)Modifica

Nel 1969, riuscì a conquistare il titolo nazionale nel getto del peso, migliorando il primato nazionale nella specialità di altri 10 centimetri e portandolo a 19,40 metri. Il suo record durò soltanto un mese: il connazionale Bengt Bendéus, nel luglio dello stesso anno si migliorò fino alla quota di 19,87 metri.

Durante la stagione Bruch riuscì a migliorare le proprie prestazioni anche nel lancio del disco. Il 15 maggio, riuscì a lanciare fino a 62,38 m, l'8 agosto si migliorò ulteriormente fino a 63,32 m ed infine 6 giorni dopo, 14 agosto, scagliò il disco fino a 64,68 metri. Sarà però il 21 settembre che riuscì a superarsi lanciando addirittura a 68,06 m, il nuovo record europeo. Sul piano internazionale riuscì a conquistare la medaglia d'argento ai campionati europei di Praga con la misura di 61,08, battuto dal tedesco orientale Hartmut Losch. L'anno successivo conquistò i titoli nazionali sia nel peso che nel disco.

Il record negato (1971)Modifica

Nel 1971, dopo il bronzo ai campionati europei indoor di Sofia, durante la stagione all'aperto riconquistò il record nazionale del getto del peso con 19,93 metri, misura migliorata ulteriormente il 4 settembre con 20,04 m. Sempre lo stesso anno, il 15 maggio, stabilì anche il nuovo record svedese nel lancio del disco portandolo a 68,32 metri.

In quel periodo si instaurò una forte rivalità fra Ricky Bruch e lo statunitense Jay Silvester. L'obiettivo di entrambi era quello di diventare il primo uomo nella storia a superare la quota dei 70 metri. Fra il '70 ed il '71 i due si incontrarono sul campo di gara per ben 15 volte, con 9 vittorie di Silvester contro le 6 di Bruch. L'atleta statunitense riuscì a superare per ben tre volte i 70 metri ma i risultati non vennero omologati.[1] Ma a Bruch non andò meglio: il 17 aprile a Malmö riuscì a lanciare fino a 70,12 m, record però annullato a causa del disco 7,5 grammi più leggero.

Per riscattarsi da questa delusione, decise di partecipare a ben 22 eventi in pochissimi giorni nell'intenzione di superare di nuovo i 70 metri. Lo sforzo che dovette sopportare lo portò ad avere un collasso circolatorio ed un esaurimento nervoso con il solo effetto di dover interrompere l'attività agonistica per settimane. Tornato alle gare, ai campionati europei di Helsinki concluse in nona posizione con una misura sotto ai 60 metri.

La medaglia olimpica (1972)Modifica

Il 5 luglio 1972, al DN Galan di Stoccolma, riuscì a pareggiare il record del mondo dello statunitense Jay Silvester con un lancio a 68,40 metri,[2] primato che rimase imbattuto per quasi 3 anni, fino al 14 marzo 1975.

Sarà proprio nel 1972 che Bruch riuscì ad ottenere il più grande successo della sua carriera. Giunto nella finale delle Olimpiadi di Monaco di Baviera 1972, riuscì a classificarsi terzo con la misura di 63,30 metri.[2][3] Da quell'anno fino al 1978 riuscì a conquistare ininterrottamente tutti i titoli nazionali svedesi nel lancio del disco.

Tra la TV e il campo di gara (1973-1978)Modifica

 
Ricky Bruch ritratto in una figurina delle Olimpiadi di Monaco 1972

Nel 1973, raggiunse la quinta posizione ai campionati europei indoor di Rotterdam. Durante la stagione all'aperto, dopo essere riuscito a riconquistare il record nazionale da poco perso, con la misura di 20,08, il 19 giugno il connazionale Hoglund superò nettamente il suo primato gettando il suo peso fino alla misura di 20,60 metri. Ai campionati europei del 1974 riuscì a conquistare la medaglia di bronzo nel lancio del disco con 62,00 metri.[4]

Sarà in questi anni che inizierà a lavorare anche in televisione intraprendendo la carriera di attore. Nel 1974 prenderà parte al film italiano Anche gli angeli tirano di destro, in coppia con Giuliano Gemma.[5] Nell'occasione Bruch venne preferito a Bud Spencer, già attore del precedente Anche gli angeli mangiano fagioli.

Alle Olimpiadi di Montréal 1976, non riuscì a classificarsi per la finale.[6]

Lo stop ed il ritorno (1979-1983)Modifica

Nel 1979 decise di accantonare l'atletica leggera per concentrarsi meglio in altre attività come il sollevamento pesi, il powerlifting e il bodybuilding.

Dopo 4 anni, nel 1983, tornò alle gare vincendo il suo ultimo titolo nazionale nel disco con 62,28 metri. Durante la stagione prese parte anche alla prima edizione dei campionati mondiali di atletica leggera, quell'anno ad Helsinki. Sceso in pedana venne eliminato nel turno di qualificazioni con la quattordicesima misura.

Gli ultimi record ed il ritiro (1984)Modifica

Ormai raggiunta l'età di 38 anni decise di prepararsi per le Olimpiadi di Los Angeles 1984. Non venne però inserito nella squadra svedese per i Giochi olimpici anche se riuscì a superare il limite di qualificazione. In autunno riuscì a lanciare più volte oltre i 70 metri. Dopo il 69,10 ottenuto il 12 luglio, il 12 settembre si migliorò fino a 70,42 metri. Nei due mesi successivi si migliorò ulteriormente lanciando prima sulla fettuccia dei 71 metri il 15 ottobre, e poi raggiungendo i 71,26 metri il 15 novembre in una gara a Malmö.[2] Conclusa la stagione decise di ritirarsi dall'attività agonistica.

L'anno successivo, in relazione alle gare di Malmö della stagione precedente, nacque un forte litigio con l'allenatore Anders Borgström. La vicenda si concluse con Bruch che colpì l'allenatore con un forte schiaffo sul viso.[2]

Attività extrasportive e vita privataModifica

Nel 1990, la casa editrice RB Promotion, pubblicò la sua autobiografia; La lotta del gladiatore.[2] Pubblicò anche una raccolta di poesie intitolata Anima e corpo: poesie.[2] Il 20 maggio 2011 è deceduto a causa di un cancro al pancreas.[7] È sepolto nel cimitero di Limhamn.

Apparizioni televisive e cinemaModifica

Dopo l'iniziale Anche gli angeli tirano di destro, nel 1978 prese parte ad altri due film: Squadra supersexy sotto il segno del sagittario e Dante - akta're för Hajen!, riscuotendo però poco successo.

Anche conclusa la carriera sportiva continuò quella di attore, nel 1984 prese parte al film Ronja Rövardotter. Nel 1985 venne pubblicato il documentario Själen är större än världen che andava a raccontare la sua storia e la sua preparazione per le Olimpiadi di Los Angeles 1984. Nel 1993 recitò in Drömkåken, una commedia svedese. Nel 2005 è stato trasmesso un documentario sulla sua vita dalla televisione svedese TV4.

Wolfgang SchmidtModifica

Negli anni Bruch strinse un legame di forte amicizia con il tedesco orientale Wolfgang Schmidt. Nella primavera del 1981 Schmidt, ormai deciso a fuggire dalla Germania Est, escogitò un piano di fuga con Bruch. Il progetto prevedeva la fuga durante la Coppa del mondo che quell'anno si sarebbe tenuta a Roma nel mese di settembre.[8] La Stasi, venuta a conoscenza del piano attraverso Ludwig Shura, non convocò Schmidt in Coppa del mondo.[8] In seguito a tutto questo il 2 luglio 1982, Schmidt venne bloccato e arrestato mentre si recava al campo di allenamento.[9] In seguito alla notizia dell'incarcerazione dell'amico, Bruch provò in tutti i modi di liberarlo rivolgendosi anche ad Amnesty International.

DopingModifica

Al termine della sua lunghissima carriera pur non essendo mai trovato positivo ad un test antidoping, confessò di aver fatto largo uso degli steroidi anabolizzanti.[10][11][12] In seguito a questa confessione, il 7 maggio del 2006, dopo essersi recato ai media, decise di bruciare tutti i premi sportivi vinti durante la sua attività.[11]

ProgressioneModifica

Lancio del disco outdoorModifica

Stagione Risultato Luogo Data Rank. Mond.
1984 71,26 m   Malmö 15-11-1984
1983 67,08 m   Malmö 28-9-1983 13º
1978 58,52 m   - -
1977 61,74 m   Göteborg - 17º
1976 58,98 m   - -
1975 61,94 m   - -
1974 68,16 m   Helsingborg 15-6-1974
1973 67,58 m   Skellefteå 30-6-1973
1972 68,40 m   Stoccolma 5-7-1972
1971 68,32 m   Malmö 15-5-1971
1970 67,14 m   Malmö 12-7-1970
1969 68,06 m   Malmö 21-9-1969
1968 61,98 m   Malmö 3-10-1968 -
1967 56,66 m   - -
1964 49,39 m   Varsavia 20-9-1964 -

Getto del peso outdoorModifica

Stagione Risultato Luogo Data Rank. Mond.
1973 20,28 m   Oslo 19-6-1973
1972 19,35 m   - -
1971 20,04 m   21-9-1971 -
1970 18,68 m   - -
1969 19,40 m   15-5-1969 -
1968 19,30 m   31-5-1968 -

Getto del peso indoorModifica

Stagione Risultato Luogo Data Rank. Mond.
1973 19,29 m   Rotterdam 11-3-1973 -
1971 19,50 m   Sofia 13-3-1973 -
1969 18,66 m   - -

PalmarèsModifica

Anno Manifestazione Sede Evento Risultato Misura Note
1964 Europei juniores   Varsavia Lancio del disco 49,39 m
1968 Olimpiadi   Città del Messico Lancio del disco 59,28 m
1969 Europei   Praga Lancio del disco   Argento 61,08 m
1971 Europei indoor   Sofia Getto del peso   Bronzo 19,50 m  
Europei   Helsinki Lancio del disco 59,08 m
1972 Olimpiadi   Monaco di Baviera Lancio del disco   Bronzo 63,40 m
1973 Europei indoor   Rotterdam Getto del peso 19,29 m
1974 Europei   Roma Lancio del disco   Bronzo 62,00 m
1976 Olimpiadi   Montréal Lancio del disco 20º 58,06 m
1983 Mondiali   Helsinki Lancio del disco 14º 59,28 m

Campionati nazionaliModifica

  • 11 volte campione nazionale nel lancio del disco (1967, 1969/1970, 1972/1978, 1983)
  • 2 volte nel getto del peso (1970, 1972)
  • 1 volta nel getto del peso indoor (1969)

1967

  •   Oro ai campionati nazionali svedesi, lancio del disco - 56,66 m

1969

  •   Oro ai campionati nazionali svedesi indoor, getto del peso - 18,66 m
  •   Oro ai campionati nazionali svedesi, lancio del disco - 61,44 m

1970

  •   Oro ai campionati nazionali svedesi, getto del peso - 18,68 m
  •   Oro ai campionati nazionali svedesi, lancio del disco - 58,68 m

1972

  •   Oro ai campionati nazionali svedesi, getto del peso - 19,35 m
  •   Oro ai campionati nazionali svedesi, lancio del disco - 64,40 m

1973

  •   Oro ai campionati nazionali svedesi, lancio del disco - 62,28 m

1974

  •   Oro ai campionati nazionali svedesi, lancio del disco - 63,84 m

1975

  •   Oro ai campionati nazionali svedesi, lancio del disco - 61,94 m

1976

  •   Oro ai campionati nazionali svedesi, lancio del disco - 58,98 m

1977

  •   Oro ai campionati nazionali svedesi, lancio del disco - 59,26 m

1978

  •   Oro ai campionati nazionali svedesi, lancio del disco - 58,52 m

1983

  •   Oro ai campionati nazionali svedesi, lancio del disco - 62,18 m

Altre competizioni internazionaliModifica

1969

1970

1972

1973

1974

1975

1977

FilmografiaModifica

RiconoscimentiModifica

NoteModifica

  1. ^ Giorgio Cimnbrico, Una storia al giorno: Jay Silvester, Fidal.it, 27 agosto 2013. URL consultato il 13 ottobre 2013.
  2. ^ a b c d e f Cyril Hellman, 2011, p. 70.
  3. ^ Mark Butler, 2004, p. 390.
  4. ^ Markku Siukonen, 1990, p. 123.
  5. ^ Roberto Chiti, 1991, p. 59.
  6. ^ (EN) Athletics at the 1976 Montréal Summer Games: Men's Discus Throw Qualifying Round, Sports-reference.com. URL consultato il 17 ottobre 2011.
  7. ^ (SV) Av Lars Wiklund, Ricky Bruch död - förlorade mot cancer, Expressen.se, 30 maggio 2011. URL consultato il 18 agosto 2011 (archiviato dall'url originale il 2 giugno 2011).
  8. ^ a b (DE) Matthias Von Geyer, Ikone am Haken, Spiegel.de, 5 marzo 2001. URL consultato il 2 ottobre 2011.
  9. ^ William Oscar Johnson, Anita Verschoth & Wolfgang Schmidt, 1991, p. 269.
  10. ^ Fausto Narducci, Addio a Bruch, discobolo-attore - Soffiò una parte a Bud Spencer, Gazzetta.it. URL consultato il 18 agosto 2011.
  11. ^ a b (SV) Jimmy Landström, Bruch bränner alla troféer, Aftonbladet.se, 5 maggio 2006. URL consultato il 18 agosto 2011.
  12. ^ Andreas Singler & Gerhard Treutlein, 2006, p. 60.

BibliografiaModifica

In italiano

  • Olle Lönnaeus, Il bambino della città ghiacciata, Newton Compton Editori, 2010, ISBN 978-88-541-2456-1.
  • Roberto Chiti, Roberto Poppi, Mario Pecorari, Dizionario del cinema italiano: Dal 1970 al 1979, vol. 2, Gremese Editore, 1991, ISBN 978-88-7605-935-3.

In inglese

  • (EN) Mark Butler, Athletics statistics book: Games of the XXVIII Olympiad ATHENS 2004, Monaco, IAAF Media & Public Relation Department, 2004, ISBN non esistente.
  • William Oscar Johnson, Anita Verschoth, Wolfgang Schmidt, Thrown free: how the East German sports machine molded, trained, and broke an Olympic hero and how he won his fight for freedom, Simon & Schuster, 1991, ISBN 978-0-671-68094-7.
  • David Wallechinsky, The Complete Book of the Olympics, Penguin, 1988, ISBN 0-14-010771-1.
  • Brian McIlroy, World Cinema: Sweden, fotografie di Frank Bren & Brian McIlroy, Flicks Books, 1986, ISBN 978-0-948911-48-4.
  • P. C. Jersild, Ross Shideler, Children's Island, traduzione di Joan Tate, U of Nebraska Press, 1986, ISBN 978-0-8032-7567-6.

In tedesco

  • Andreas Singler, Gerhard Treutlein, Doping im Spitzensport, Aachen, Meyer & Meyer Verlag, 2006, ISBN 978-3-89899-192-6.

In svedese

  • Cyril Hellman, Stefan Jarl, Telegram Studios, 2011, ISBN 978-91-86183-80-6.
  • Ricky Bruch, Gladiatorns kamp, RB promotion, 1990.
  • Ricky Bruch, Mona Johansson, Kvinnlig figurträning, Musclecenter AB, 1980.

In finlandese

  • Markku Siukonen, Matti Ahola, Suuri EM-kirja, Sporttikustannus Oy, 1990, ISBN 951-8920-11-7.

Voci correlateModifica

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