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Rifugio Maria Luisa
Rifugio Maria Luisa - CAI Busto Arsizio.jpg
Ubicazione
StatoItalia Italia
Altitudine2 157 m s.l.m.
LocalitàValtoggia, Formazza
CatenaAlpi Lepontine
Coordinate46°26′04.92″N 8°25′40.41″E / 46.4347°N 8.427892°E46.4347; 8.427892Coordinate: 46°26′04.92″N 8°25′40.41″E / 46.4347°N 8.427892°E46.4347; 8.427892
Dati generali
ProprietàClub Alpino Italiano, sezione di Busto Arsizio
Gestionesoc. "Al Rifugio"
Periodo di apertura1º giugno - Fine settembre; dicembre-aprile
Capienza72 posti letto
Mappa di localizzazione
Sito internet

Il rifugio Maria Luisa è un rifugio alpino situato in alta val Formazza nella provincia del Verbano-Cusio-Ossola, a 2157 m s.l.m. Entrato in funzione il 5 dicembre 1937 e inaugurato ufficialmente l'8 dicembre 1939[1], deve il suo nome a Maria Luisa Milani, moglie del primo presidente della sezione del Club Alpino Italiano di Busto Arsizio Piero Monaco, che volle la realizzazione del rifugio per valorizzare la zona e ricordare la consorte scomparsa[2].

Indice

Caratteristiche e informazioniModifica

Dispone di 72 posti letto ed è di proprietà del CAI di Busto Arsizio.

AccessiModifica

L'accesso al rifugio avviene da Riale.

AscensioniModifica

TraversateModifica

Il riconoscimento SICModifica

Il rifugio M.Luisa (Alta Val Formazza) (IT1140004) è l'area montana attorno al rifugio riconosciuta come Sito di interesse comunitario (SIC) per le sue preziose peculiarità naturali[4]. Già dal 1978 era stata ipotizzata la creazione in quest'area, di un Giardino alpino ad opera dell'Università di Pavia e del naturalista Don Piero Silvestri (1931 - 1992).

Galleria d'immaginiModifica

NoteModifica

  1. ^ Luigi Dodi, Rifugio Maria Luisa (2160 m) – Val Formazza, su lastampa.it, 9 agosto 2017. URL consultato l'8 giugno 2019.
  2. ^ Marco De Ambrosis, Compie 80 anni il rifugio Maria Luisa, su ossolanews.it, 23 settembre 2017. URL consultato l'8 giugno 2019.
  3. ^ Hikr.org: Rifugio Cesare Mores
  4. ^ SIC del VCO | Copia archiviata (PDF), su gis.csi.it. URL consultato il 5 febbraio 2014 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).

BibliografiaModifica

Collegamenti esterniModifica