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Tempietto di Cividale del Friuli

La cosiddetta Rinascenza liutprandea è un periodo della storia dell'arte longobarda situato all'inizio dell'VIII secolo, in particolare nel decennio 730-740 circa.

Venne così chiamata la tendenza, nota appunto a partire dal regno di Liutprando, volta ad introdurre nell'arte longobarda influssi dell'arte romana. Questo recupero di forme e stili antichi, pur sempre interpretati secondo la sensibilità "nordica" dei longobardi, si inserì a pieno titolo nel filone che segna la continuità dell'arte classica anche nell'alto medioevo, che proseguì con l'arte carolingia e ottoniana, grazie anche alla presenza di artisti di formazione longobarda nei grandi cantieri dell'VIII e IX secolo.

La "rinascenza" ebbe come centro la città di Cividale del Friuli, dove resta il capolavoro architettonico di questa epoca, il cosiddetto Tempietto longobardo, che ancora conserva gran parte della decorazione originale dell'VIII secolo.

Altri capolavori sono le sculture conservate nel Museo Cristiano di Cividale, quali l'altare del Duca Ratchis e il Battistero di Callisto.

Nell'ambito della rinascenza liutprandea viene fatta rientrare anche la Lastra con pavone conservata nella chiesa di San Salvatore a Brescia, all'interno del percorso espositivo del museo di Santa Giulia[1]. E a questo periodo va pure ascritto il ciborio della Pieve di San Giorgio di Valpolicella in provincia di Verona.

NoteModifica

  1. ^ Ragni, Morandini, Tabaglio, Leonardis, p. 47

BibliografiaModifica

  • Pierluigi De Vecchi, Elda Cerchiari, I tempi dell'arte, volume 1, Bompiani, Milano 1999.
  • Elena Lucchesi Ragni, Francesca Morandini, Piera Tabaglio, Francesco de Leonardis (a cura di), I tesori di Santa Giulia museo della città, volume II, Grafo, Brescia 2011

Voci correlateModifica

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