Riserva naturale Incisioni rupestri di Ceto, Cimbergo e Paspardo

Coordinate: 46°01′06″N 10°21′10″E / 46.018333°N 10.352778°E46.018333; 10.352778

Riserva naturale
Incisioni rupestri di Ceto, Cimbergo e Paspardo
Tipo di areaRiserva regionale
Codice EUAPEUAP0305
StatiItalia Italia
RegioniLombardia Lombardia
ProvinceBrescia Brescia
ComuniCeto, Cimbergo, Paspardo
Superficie a terra290 ha
Provvedimenti istitutiviD.C.R. IV/938, 02.03.88
GestoreEnte di Diritto Pubblico Riserva Naturale Incisioni Rupestri di Ceto, Cimbergo e Paspardo
PresidenteMarco Lanzetti
Area didattica Foppe di Nadro - Riserva naturale Incisioni Rupestri di Ceto, Cimbergo e Paspardo (Foto Luca Giarelli).JPG
Mappa di localizzazione
Sito istituzionale

La Riserva naturale Incisioni rupestri di Ceto, Cimbergo e Paspardo è posizionata sul versante orientale della media Valle Camonica in provincia di Brescia e si sviluppa attraverso i tre comuni di Ceto, Cimbergo e Paspardo.

Indice

InformazioniModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Arte rupestre della Valle Camonica.

È stata istituita dalla Regione Lombardia come area naturale protetta nel 1988, sebbene già segnalata come biotopo dal 1977. La gestione è affidata all'Ente di diritto pubblico Riserva naturale Incisioni rupestri di Ceto, Cimbergo e Paspardo. L'Ente è amministrato da due organi: la Comunità della Riserva, che comprende i tre sindaci (o loro delegati) dei comuni che la compongono, e dal Consiglio di Gestione, composto di cinque membri tra i quali il rappresentante della Regione Lombardia, che si occupa dell'ordinaria amministrazione.[1]

La Riserva è una vasta area naturale protetta, in gran parte boschiva, che si estende per circa 290 ha. Al suo interno conserva almeno 420 superfici rocciose riportanti incisioni rupestri, dichiarati Patrimonio dell'umanità dall'Unesco nel 1979.[1]

La riserva è stata istituita dalla Regione Lombardia nel 1983 su indicazione dei tre comuni interessati [2][3]. Nel 2011 è stato sottoposto a revisione il suo statuto che ha trasformato l'ente gestore Consorzio in Ente di diritto pubblico.

Natura e culturaModifica

 
Il complesso del Museo didattico della Riserva naturale Incisioni rupestri di Ceto, Cimbergo e Paspardo

Nella riserva le specie spontanee sono state largamente sostituite da specie introdotte. Le formazioni boschive prevalgono all'interno dell'area: buona parte del territorio è costituito cerro, tiglio e acero, cui si sovrappongono castagneti e formazioni boschive a betulla e nocciolo.

Le iscrizioni rupestri presenti nel territorio della riserva, individuate nel 1975 [4], risalgono a un periodo compreso tra il V millennio a.C. e l'Età Moderna[5] (fino al XX secolo). Ritenute particolarmente significative le iscrizioni dell'Età del Bronzo (II millennio a.C.) e quelle del periodo di influenza etrusca[6].

PercorsiModifica

 
Area didattica e laboratori al Villaggio Preistorico

L'accesso privilegiato alla Riserva è presso il Museo didattico che sorge nel comune di Ceto, frazione Nadro, all'interno di un antico complesso del XVI secolo. Sono qui presenti delle sale espositive con ricostruzioni, pannelli, bookshop dedicate all'arte rupestre della Valle Camonica.

I percorsi di visita sono molteplici, i principali sono:[7]

  • Ceto: Area di Foppe di Nadro
  • Cimbergo: Area di Campanine
  • Paspardo: Area di Plas, In Vall, Sottolaiolo

La Riserva è percorsa da sentieri sterrati e strade agro-silvo-pastorali. Presso l'area di Foppe di Nadro si più visitare il Villaggio Preistoco, con ricostruzione di riparo mesolitico, capanna neolitica e abitazione alpina dell'età del ferro. All'interno dei boschi della Riserva si trovano delle baite ristrutturate denominate Foresterie che consentono l'alloggio di turisti.

Galleria d'immaginiModifica

NoteModifica

  1. ^ a b "Informazioni - Patrimonio UNESCO" su Arterupestre.it, su arterupestre.it. URL consultato il 18 dicembre 2012.
  2. ^ Elenco ufficiale delle aree protette (EUAP)[collegamento interrotto] 5º Aggiornamento approvato con Delibera della Conferenza Stato Regioni del 24 luglio 2003 e pubblicato nel Supplemento ordinario n. 144 alla Gazzetta Ufficiale n. 205 del 4 settembre 2003.
  3. ^ Paola Giovetti, L'italia dell'insolito e del mistero: 100 itinerari diversi pp. 25-26, Edizioni Mediterranee, 2001, ISBN 978-88-272-1382-7.
  4. ^ Dana Facaros, Michael Pauls, Italy quinta edizione p.291, New Holland Publishers, 2004, ISBN 978-1-86011-113-6.
  5. ^ GASTALDI C., TROLETTI F., La fase IV. L’età storica, SANSONI U., GAVALDO S. (a cura di), Lucus Rupestris. Sei millenni d’arte rupestre a Campanine di Cimbergo, Ed. del Centro, Capo di Ponte (Bs) 2009, pp. 339-378.
  6. ^ Riserva naturale Incisioni rupestri di Ceto, Cimbergo e Paspardo, su World Wide Meta Museum. URL consultato il 21 maggio 2009.
  7. ^ "Riserva Naturale Incisioni Rupestri di Ceto, Cimbergo, Paspardo" su Vallecamonicaunesco.it, su vallecamonicaunesco.it. URL consultato il 18 dicembre 2012.

BibliografiaModifica

  • Alberto Marretta, Angelo Fossati, Tiziana Cittadini, La Riserva Naturale Incisioni Rupestri di Ceto, Cimbergo e Paspardo, Breno, Tipografia Camuna, 2007, ISBN 88-86621-48-5.
  • Umberto Sansoni, Gavaldo Silvana, Lucus rupestris. Sei millenni d'arte rupestre a Campanine di Cimbergo, Capo di Ponte, Edizioni del Centro, 2009, ISBN 978-88-86621-33-5.

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