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Riserva naturale integrale Grotta di Sant'Angelo Muxaro

Riserva naturale integrale
Grotta di Sant'Angelo Muxaro
Tipo di areaRiserva Regionale
Codice WDPA178749
Codice EUAPEUAP1098
Class. internaz.Categoria IUCN Ia: riserva naturale integrale
StatiItalia Italia
RegioniSicilia Sicilia
ProvinceAgrigento Agrigento
ComuniSant'Angelo Muxaro
Provvedimenti istitutiviD.A. 806/44 28/12/2000
GestoreLegambiente
Mappa di localizzazione
Sito istituzionale

Coordinate: 37°28′35.04″N 13°32′50.28″E / 37.4764°N 13.5473°E37.4764; 13.5473

La riserva naturale integrale Grotta di Sant'Angelo Muxaro è una area naturale protetta della Sicilia.[1]

TerritorioModifica

La riserva ricade nel territorio del comune di Sant'Angelo Muxaro (provincia di Agrigento). Il paesaggio è dominato dall'affioramento di argille e gessi ed è interessato da intenso fenomeno carsico con valli cieche, pozzi carsici e doline. L'area è intensamente coltivata a cereali. Intorno alla grotta sono coltivati anche mandorli e pistacchi.

La grotta è un grande antro-inghiottitoio che si apre alla base del rilievo di gessi selenitici del Messiniano (Miocene sup.) su cui si è sviluppato l'abitato di Sant'Angelo Muxaro. È meglio conosciuta localmente come Grotta (delle) Ciavule per via della cospicua colonia di taccole che ne frequentano l'antro. Il termine ciàula in siciliano indica più di una specie di corvide. L'antro, dal punto di vista geomorfologico, è un inghiottitoio fossile perché adesso l'acqua si ingrotta ad un livello più basso a causa dell'approfondimento del sistema carsico. Dall'antro si può accedere alla parte attiva della grotta che ha uno sviluppo orizzontale di poco più di un chilometro e termina con un sifone inaccessibile.

FloraModifica

Parte della volta dell'antro è crollata e la luce consente la crescita di vegetazione ripariale anche all'interno dell'antro. Le pareti umide sono ricoperte stagionalmente di alghe, epatiche e muschi. Gli affioramenti di gesso della parte esterna della riserva sono ricoperti da una tipica vegetazione di ambiente arido e rupestre con praticelli effimeri di Sedum caeruleum e cespugli di Euphorbia dendroides. Incrostano i gessi anche caratteristici licheni, molto appariscenti quelli di colore arancione.

FaunaModifica

L'antro è frequentato da una colonia numerosa di taccole (Coloeus monedula) e da piccioni. la macchia nei pressi dell'antro è habitat del ramarro (Lacerta viridis). La grotta ospita anche una colonia di chirotteri (pipistrelli).

NoteModifica

  1. ^ Elenco ufficiale delle aree protette (EUAP) 6º Aggiornamento approvato il 27 aprile 2010 e pubblicato nel Supplemento ordinario n. 115 alla Gazzetta Ufficiale n. 125 del 31 maggio 2010.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

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