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Ritratto di Marco Antonio Savelli

dipinto di Giovan Battista Moroni
Ritratto di Marco Antonio Savelli
Portrait of Marco Antonio Savelli by Giovanni-Battista Moroni.jpg
AutoreGiovan Battista Moroni
Data1543-1544
Tecnicaolio su tela
Dimensioni137×112 cm
UbicazioneMuseo Calouste Gulbenkian, Lisbona

Il ritratto di Marco Antonio Savelli è una pittura olio su tela realizzata da Giovan Battista Moroni conservata presso il Museo Calouste Gulbenkian, ed è considerato il primo ritratto realizzato dall'artista.

Indice

StoriaModifica

La tela ebbe molti passaggi di proprietà venendo assegnata ad artisti differenti.
Il dipinto è documentato una prima volta come lavoro del Tiziano nella collezione Uggeri di Brescia nel 1760. Fu venduto da un certo Finetti, erede degli Uggeri, 1 giugno 1842 a Teodoro Lechi che lo alienò nel 1864 al prezzo di 4.500 lire a Diblugger francese, identificandolo come lavoro del Moroni.

Venne poi elencato da Gustavo Frizzoni nella collezione di Richard von Kaufmann del 1901 ma come opera del Moretto, e come tale fu venduto alla raccolta Castiglioni di Vienna che lo cedette alla raccolta di Calouste Gulbenkian di Parigi dove nel 1943 verrà catalogato come lavoro del Moroni tra le sue opere giovanili[1], eseguito quindi tra il 1543 e il 1544.

DescrizioneModifica

Il dipinto presenta una iscrizione sul basamento di appoggio del gentiluomo che lo identifica: M.A.SAVELLI-EX FAM. ROMANA. Difficile individuare chi fosse questo personaggio indicato tra i mebri di una antichissima famiglia romana da cui potrebbe esser derivato un ramo veneziano[2].

Essendo il primo ritratto eseguito dal Moroni, ha forti caratteri del Romanino e del Moretto nell'impianto architettonico che fa da sfondo con frammenti di arte classica che probabilmente dovevano indicare l'antichità della famiglia Savelli. Dalla posizione del soggetto dipinto, si desume inoltre che l'artista aveva studiato i lavori del Lotto, dando però al ritratto quella che fu la sua caratteristica peculiare: la fisicità, riprendendo la pittura nordica.

Il soggetto ha una figura tarchiata, la pesantezza delle palpebre collecherebbero il dipinto con la pala giovanile conservata di Orzinuovi, l'abbigliamento come pure il taglio dei capelli alla foggia del XVI secolo confermano la datazione degli anni '40[3].

NoteModifica

  1. ^ Gregori, p 318.
  2. ^ A Venezia vi è la tomba di Paolo Savelli deceduto nel 1405 della chiesa dei Frari Casimir Freschot, La nobiltà veneta, Venezia, 1707.
  3. ^ Mina Gregori, Giovan Battista Moroni, 1979, p. 70.

BibliografiaModifica

  • Mina Gregori, Giovanni Battista Moroni, I pittori Bergamaschi del XIII al XIX secolo, Il cinquecento, Bergamo, 1979.
  • Mina Gregori, Giovan Battista Moroni, Bergamo, Poligrafiche Bolis, 1979, p. 280-281.

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