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Riva San Vitale
comune
Riva San Vitale – Stemma
Riva San Vitale – Veduta
Riva San Vitale e il Monte San Giorgio (Canton Ticino)
Localizzazione
StatoSvizzera Svizzera
CantoneWappen Tessin matt.svg Ticino
DistrettoMendrisio
Amministrazione
Lingue ufficialiitaliano
Territorio
Coordinate45°54′18″N 8°58′12″E / 45.905°N 8.97°E45.905; 8.97 (Riva San Vitale)Coordinate: 45°54′18″N 8°58′12″E / 45.905°N 8.97°E45.905; 8.97 (Riva San Vitale)
Altitudine273 m s.l.m.
Superficie5,9 km²
Abitanti2 627 (31/12/2016)
Densità445,25 ab./km²
FrazioniPoiana
Comuni confinantiBrusino Arsizio, Mendrisio
Altre informazioni
Cod. postale6826
Prefisso091
Fuso orarioUTC+1
Codice OFS5263
TargaTI
Nome abitantirivensi
CircoloRiva San Vitale
Cartografia
Mappa di localizzazione: Svizzera
Riva San Vitale
Riva San Vitale
Riva San Vitale – Mappa
Sito istituzionale

Riva San Vitale (in dialetto comasco Riva[senza fonte]) è un comune svizzero di 2.627 abitanti del Canton Ticino, nel distretto di Mendrisio.

Indice

Geografia fisicaModifica

StoriaModifica

Le origini del villaggio di Riva San Vitale risalgono all'epoca romana; da una lunga iscrizione tombale ritrovata in paese, una stele antecedente il III secolo, si è saputo che il nome della località era allora Vicus Subinates, ossia paese dei Subinati[1]. La prima citazione in un documento scritto risale tuttavia al 774 (nella forma Primo Sobenno), ossia alla fine dell'epoca longobarda. La pieve di Riva San Vitale è stata tra le più antiche della diocesi di Como[1]. In età napoleonica ebbe vita effimera la Repubblica di Riva (1798)[1]; il 16 marzo 1790 la pieve cessò di essere indipendente e venne aggregata alla comunità di Lugano[2].

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Architetture religioseModifica

Architetture civiliModifica

  • Palazzo Della Croce, edificio rinascimentale del tardo Cinquecento sorto sul luogo di una torre di segnalazione[senza fonte]; divenuto in seguito Collegio Baragiola (1855-1925), dal 1926 è sede dell'Istituto Pietro Canisio[1];
  • Casa già del Beneficio di Santa Croce[senza fonte];
  • Casa borghese in piazza Grande, che presenta in facciata un lacerto d'affresco[senza fonte];
  • Casa borghese in via Stefano Franscini, con in una sala una decorazione plastica con motivi rococò[senza fonte];
  • Casa del centro storico, con in una sala il dipinto murale della Madonna col Bambino[senza fonte];
  • Casa arcipretale[senza fonte];
  • Palazzo Maderni già Bernasconi, in un locale conserva una caminiera[senza fonte];
  • Palazzo comunale in piazza Grande, già della famiglia Della Croce, dal 1876 di proprietà del comune; fu rinnovato da Isidoro Spinelli nel 1880[senza fonte].

Siti archeologiciModifica

Siti e musei paleontologici e fossiliferi (UNESCO)Modifica

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

La popolazione di Riva San Vitale conta[quando?] 2 492 unità. I cittadini di nazionalità svizzera compongono l'83% della popolazione, di questi il 72% sono ticinesi. Rispetto al 2008 la popolazione è aumentata di una persona. Il 48% della popolazione è composta da persone coniugate, i celibi rappresentano il 41%, i vedovi il 5% e il 6% sono i divorziati[senza fonte]. L'evoluzione demografica è riportata nella seguente tabella[1]:

Abitanti censiti

 

CulturaModifica

IstruzioneModifica

Il paese è sede del "Centre for European Studies and Architecture" dell'ateneo statunitense Virginia Polytechnic Institute and State University[senza fonte] e dell'Istituto Pietro Canisio-Opera Don Guanella[1].

Infrastrutture e trasportiModifica

AmministrazioneModifica

Ogni famiglia originaria del luogo fa parte del cosiddetto comune patriziale e ha la responsabilità della manutenzione di ogni bene ricadente all'interno dei confini del comune.

SportModifica

A Riva San Vitale hanno sede la Società Tennis Tavolo Riva San Vitale (1967), la società di atletica leggera ASSPO (1969), la società cestistica Riva Basket (1979) e la società di calcio dilettantistica FC Riva (1948).

NoteModifica

  1. ^ a b c d e f g h i j Stefania Bianchi, Riva San Vitale, in Dizionario storico della Svizzera, 1º dicembre 2010. URL consultato il 20 novembre 2017.
  2. ^ Motta, 1991, p. 27.

BibliografiaModifica

  • Luigi Lavizzari, Escursioni nel Canton Ticino, Lugano 1859.
  • Johann Rudolf Rahn, I monumenti artistici del medio evo nel Cantone Ticino, Tipo-Litografia di Carlo Salvioni, Bellinzona 1894, (Castello di Cantone) 75, 261-263.
  • Siro Borrani, Il Ticino Sacro. Memorie religiose della Svizzera Italiana raccolte dal sacerdote Siro Borrani prevosto di Losone, Tip. e Libreria Cattolica di Giovanni Grassi, Lugano 1896.
  • Ilse Schneiderfranken, Ricchezze del suolo ticinese, Bellinzona 1943.
  • Giuseppe Martinola (a cura di), Invito al Mendrisiotto, Lions Club del Mendrisiotto, Bellinzona 1965, 29-33, 42-46.
  • Virgilio Gilardoni, Il Romanico. Catalogo dei monumenti nella Repubblica e Cantone del Ticino, La Vesconta, Casagrande S.A., Bellinzona 1967, 513-526.20, 25, 26, 36, 37, 123, 125, 186, 201, 225, 240, 265, 495, 529, 533.
  • Giuseppe Martinola, Inventario d'arte del Mendrisiotto, I, Edizioni dello Stato, Bellinzona 1975, 444-480.
  • Anderes Bernhard, Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Edizioni Trelingue, Porza-Lugano 1980, 254, ,321, 330, 334-340, 343, 347, 353.
  • Emilio Motta, Effemeridi ticinesi, ristampa, Edizioni Metà Luna, Giubiasco 1991.
  • Flavio Maggi, Patriziati e patrizi ticinesi, Pramo Edizioni, Viganello 1997.
  • Jean Soldini, Affreschi tardoromanici nel Battistero di Riva San Vitale, Bellinzona, Casagrande, 1990.
  • AA.VV., Guida d'arte della Svizzera italiana, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007, 417-422.

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Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN143073934 · LCCN (ENn81030034 · GND (DE4335243-1
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