Apri il menu principale
Rivalta
frazione
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
ProvinciaProvincia di Parma-Stemma.svg Parma
ComuneLesignano de' Bagni-Stemma.png Lesignano de' Bagni
Territorio
Coordinate44°37′59.6″N 10°19′20.2″E / 44.633222°N 10.322278°E44.633222; 10.322278 (Rivalta)Coordinate: 44°37′59.6″N 10°19′20.2″E / 44.633222°N 10.322278°E44.633222; 10.322278 (Rivalta)
Altitudine357 m s.l.m.
Abitanti28[2]
Altre informazioni
Cod. postale43037
Prefisso0521
Fuso orarioUTC+1
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Rivalta
Rivalta

Rivalta è una frazione del comune di Lesignano de' Bagni, in provincia di Parma.

La località dista 2,14 km dal capoluogo.[1]

Geografia fisicaModifica

La località sorge sulle ripide colline appenniniche a est di Lesignano de' Bagni, sulla sponda destra del torrente Masdone.[3]

StoriaModifica

I più antichi insediamenti umani rinvenuti nella zona di Rivalta risalgono alla media età del bronzo.[4]

In epoca medievale la zona dipendeva dalla Diocesi di Parma, che nella prima metà del XIV secolo vi fece edificare il castello difensivo.[5]

Nel 1335 il feudo pervenne al vescovo di Parma Ugolino de' Rossi, che lo trasmise alla propria famiglia.[5]

Nel 1464 Pier Maria II de' Rossi assegnò nel testamento numerose terre, tra cui Rivalta, a Ottaviano,[6] che, pur risultando formalmente figlio di Bianca Pellegrini, sua amante, e del marito Melchiorre Arluno, in realtà era molto più probabilmente figlio naturale del conte.[7] Tuttavia, Ottaviano premorì a Pier Maria, perciò i beni a lui destinati furono assegnati all'erede principale Guido.[6]

Dopo la disastrosa guerra dei Rossi avviata agli inizi del 1482, il castello fu requisito da Ludovico il Moro,[5] il quale nel 1484 lo restituì al Comune di Parma, che ne aveva fatto richiesta il 17 febbraio di quell'anno.[8]

In seguito, il feudo di Rivalta, insieme a quello di Lesignano, fu assegnato ai conti Sforza di Santa Fiora; nel 1707 le terre furono ereditate con gli altri beni della stirpe dal duca di Onano Federico III Sforza, che dal 1673 aveva aggiunto al proprio il cognome della moglie Livia, dando origine alla famiglia Sforza Cesarini;[9] la casata mantenne i diritti feudali sulla zona fino alla loro abolizione sancita da Napoleone per l'ex ducato di Parma e Piacenza nel 1805.[10] Rivalta divenne inizialmente frazione del comune di Parma, ma l'anno successivo fu aggregata al costituendo comune di Lesignano, rinominato nel 1837 Lesignano de' Bagni.[11]

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Chiesa della Purificazione di Maria VergineModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa della Purificazione di Maria Vergine (Rivalta).

Menzionata per la prima volta nel 1230, la chiesa, modificata successivamente in stile barocco, fu parzialmente ristrutturata intorno al 1960; danneggiata dai terremoti del 1983 e del 2008, fu in entrambi i casi restaurata e rinforzata strutturalmente negli anni seguenti; l'edificio, sviluppato su un impianto a navata unica, è dotato di due cappelle laterali.[12]

CastelloModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Castello di Rivalta (Lesignano de' Bagni).

Edificato per volere della Diocesi di Parma nella prima metà del XIV secolo, il castello nel 1335 pervenne ai conti Rossi; assegnato da Pier Maria II al figlio Guido, dopo la guerra dei Rossi del 1482 fu requisito da Ludovico il Moro, che nel 1484 lo restituì al Comune di Parma; assegnato successivamente ai conti Sforza di Santa Fiora ed ereditato nel 1707 dai marchesi Sforza Cesarini, cadde nel tempo nel totale abbandono, fino alla sua completa demolizione nel 1922 per ricavare il materiale necessario alla realizzazione della massicciata della strada comunale.[5]

Castello dell'ElfoModifica

Costruito in epoca medievale quale avamposto fortificato del vicino castello, il maniero tra il 1997 e il 2003 fu completamente ristrutturato e trasformato in struttura ricettiva;[13] al suo interno alcune sale conservano le antiche decorazione ad affresco.[14]

Parco dei BarbojModifica

Collocato nei pressi del centro della frazione, il parco dei Barboj deve il suo nome ai borbottii che accompagnano l'emissione di gas metaniferi e fanghi dal sottosuolo attraverso numerosi piccoli vulcanelli alti fino a 1 m; queste manifestazioni geologiche, considerate le più importanti dell'Emilia occidentale, si estendono anche nella vicina località di Torre di Traversetolo,[15] cui l'area è collegata attraverso alcuni sentieri segnalati;[16] le salse sono caratterizzate dalla fuoriuscita dalle pozze sorgentifere di acque melmose salate, utilizzate fino al XIX secolo a scopo curativo,[17] che confluiscono nel piccolo rio dei Barboj, affluente del torrente Termina.[15]

NoteModifica

  1. ^ a b La Frazione di Rivalta, su italia.indettaglio.it. URL consultato il 17 aprile 2017.
  2. ^ [1]
  3. ^ Molossi, p. 452.
  4. ^ Sito di Lesignano de' Bagni in località "Rivalta" (PR002), su archeoserver.it. URL consultato il 17 aprile 2017 (archiviato dall'url originale il 18 aprile 2017).
  5. ^ a b c d Rivalta, su geo.regione.emilia-romagna.it. URL consultato il 17 aprile 2017 (archiviato dall'url originale il 17 aprile 2017).
  6. ^ a b Pezzana, 1852, p. 311.
  7. ^ Pezzana, 1852, pp. 308-309.
  8. ^ Pezzana, 1859, p. 2.
  9. ^ Famiglia Sforza-Cesarini, su www.comune.genzanodiroma.roma.it. URL consultato il 16 aprile 2017 (archiviato dall'url originale il 31 marzo 2017).
  10. ^ L'eredità napoleonica. Il Codice (PDF), su www.treccani.it. URL consultato il 16 aprile 2017.
  11. ^ Turismo e Territorio, su www.comune.lesignano-debagni.pr.it. URL consultato il 17 aprile 2017 (archiviato dall'url originale il 13 aprile 2017).
  12. ^ Chiesa della Purificazione di Maria Vergine "Rivalta, Lesignano de' Bagni, su www.chieseitaliane.chiesacattolica.it. URL consultato il 5 settembre 2018.
  13. ^ Il Castello dell'Elfo, su www.provincialgeographic.it. URL consultato il 17 aprile 2017.
  14. ^ Le stanze, su www.castellodellelfo.com. URL consultato il 17 aprile 2017.
  15. ^ a b IT4020023 - SIC - Barboj di Rivalta, su ambiente.regione.emilia-romagna.it. URL consultato il 17 aprile 2017.
  16. ^ Sui sentieri nel parco dei barboj, in www.gazzettadiparma.it, 2 ottobre 2014. URL consultato il 17 aprile 2017 (archiviato dall'url originale il 18 aprile 2017).
  17. ^ Valentino Straser, Parco dei barboj: i vulcanelli buoni di casa nostra, in www.gazzettadiparma.it, 2 ottobre 2014. URL consultato il 17 aprile 2017.

BibliografiaModifica

  • Pompeo Litta, Famiglie celebri d'Italia, Rossi di Parma, Torino, 1835.
  • Lucia Lopresti, Granducato di Parma e Piacenza, Volume secondo, Colognola ai Colli, Demetra, 1999.
  • Lorenzo Molossi, Vocabolario topografico dei Ducati di Parma, Piacenza e Guastalla, Parma, Tipografia Ducale, 1832-1834.
  • Angelo Pezzana, Storia della città di Parma continuata, Tomo quarto, Parma, Reale Tipografia, 1852.
  • Angelo Pezzana, Storia della città di Parma continuata, Tomo quinto, Parma, Reale Tipografia, 1859.

Voci correlateModifica