Rivera (Monteceneri)

comune svizzero
Rivera
frazione
Rivera – Stemma
Rivera – Veduta
Localizzazione
StatoSvizzera Svizzera
CantoneFlag of Canton of Tessin.svg Ticino
DistrettoLugano
ComuneMonteceneri
Territorio
Coordinate46°07′06″N 8°55′19″E / 46.118333°N 8.921944°E46.118333; 8.921944 (Rivera)Coordinate: 46°07′06″N 8°55′19″E / 46.118333°N 8.921944°E46.118333; 8.921944 (Rivera)
Altitudine526 m s.l.m.
Superficie13,3 km²
Abitanti1 594 (2009)
Densità119,85 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale6802
Prefisso091
Fuso orarioUTC+1
Codice OFS5217
TargaTI
Cartografia
Mappa di localizzazione: Svizzera
Rivera
Rivera
Sito istituzionale

Rivera è una frazione di 1 594 abitanti del comune svizzero di Monteceneri, nel Canton Ticino (distretto di Lugano).

Geografia fisicaModifica

Rivera si trova presso il passo del Monte Ceneri che separa in due il Canton Ticino, storicamente e geograficamente.

StoriaModifica

 
Il territorio del comune di Rivera prima degli accorpamenti comunali del 2010

Già comune che si estendeva per 13,3 km², il 21 novembre[senza fonte] 2010 è stato accorpato agli altri comuni soppressi di Bironico, Camignolo, Medeglia e Sigirino per formare il comune di Monteceneri.

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Architetture religioseModifica

 
L'oratorio di Santa Maria degli Angeli

Architetture civiliModifica

  • Casa dei Landfogti, attestata dal 1678[1];
  • Facciata del Ristorante della Stazione con finte architetture e motivi ornamentali eseguiti a graffito da Emilio Maccagni nel 1928, poi rifatti[senza fonte];
  • Antico mulino in località Soresina, con canale d'adduzione e ruota[senza fonte];
  • Capanna del Tamaro, rifugio alpino a 1 867 m s.l.m.

Architetture militariModifica

  • Ruderi del castello di Santa Sofia[senza fonte];
  • Piazza d'armi del Monte Ceneri[1].

Siti archeologiciModifica

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

L'evoluzione demografica è riportata nella seguente tabella[1]:

Abitanti censiti

Infrastrutture e trasportiModifica

 
Una cabina della funivia del Monte Tamaro

Il paese è servito dalla stazione di Rivera-Bironico della ferrovia del Gottardo. La funivia del Monte Tamaro, aperta nel 1972, collega Rivera alla vetta del Monte Tamaro[1].

AmministrazioneModifica

Ogni famiglia originaria del luogo fa parte del cosiddetto comune patriziale e ha la responsabilità della manutenzione di ogni bene ricadente all'interno dei confini della frazione.

NoteModifica

  1. ^ a b c d e f Bernardino Croci Maspoli, Rivera, in Dizionario storico della Svizzera, 18 gennaio 2017. URL consultato il 2 novembre 2017.
  2. ^ Gilardoni, 1967, p. 527.

BibliografiaModifica

  • Virgilio Gilardoni, Il Romanico. Catalogo dei monumenti nella Repubblica e Cantone del Ticino, La Vesconta, Casagrande S.A., Bellinzona 1967, 256, 526-527.
  • Rinaldo Giambonini, Agostino Robertini, Silvano Toppi, Rivera, in Il Comune, Edizioni Giornale del popolo, Lugano 1971, 255-266.
  • Bernhard Anderes, Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Edizioni Trelingue, Porza-Lugano 1980, 219.
  • Franco Cajani, La Bottega dei Seregnesi nell'ambito della pittura del Quattrocento lombardo, Seregno-Milano 1986.
  • Fernando Zappa, Rivera nella storia. Rapporti fra Chiesa, Comune e Patriziato, Armando Dadò Editore, Locarno 1988.
  • Giuseppe Chiesi, Fernando Zappa, Terre della Carvina. Storia e tradizioni dell'Alto Vedeggio, Armando Dadò, Locarno 1991.
  • Andrea Di Lorenzo, « Antonio da Tradate », in AA.VV., Pittura a Como e nel Canton Ticino dal Mille al Settecento, a cura di Mina Gregori, Milano 1994, 273-274.
  • Pasquale Iacobone, Mysterium Trinitatis. Dogma e Iconografia nell'Italia medievale, Tesi 28, Università Gregoriana, Roma 1997.
  • Flavio Maggi, Patriziati e patrizi ticinesi, Pramo Edizioni, Viganello 1997.
  • Luciano Vaccaro, Giuseppe Chiesi, Fabrizio Panzera, Terre del Ticino. Diocesi di Lugano, Editrice La Scuola, Brescia 2003, 60.
  • AA.VV., Guida d'arte della Svizzera italiana, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007, 273-274.
  • Fabrizio Panzera (a cura di), Piano del Vedeggio. Dalla strada Regina all'Aeroporto, Salvioni, Bellinzona 2008.

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Collegamenti esterniModifica

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