Riviste letterarie italiane del XX secolo

raccolta e storia delle pubblicazioni italiane a cadenza regolare sulla letteratura

I movimenti letterari, i fatti culturali, l'ideologia stessa del Novecento in Italia, sia sul piano letterario che politico, possono essere colti e seguiti nel loro complesso sviluppo attraverso l'articolarsi delle più rappresentative riviste del Novecento le cui premesse si possono già trovare nelle riviste di fine Ottocento.

Le prime pagine di 4 fra le più note riviste del Novecento

«La vera destinazione di una rivista è rendere noto lo spirito della sua epoca. L'attualità di questo spirito è per essa più importante della sua stessa unità o chiarezza e perciò una rivista sarebbe condannata - al pari di un giornale - all'inessenzialità, qualora non si configurasse in essa una vita abbastanza potente da salvare, col suo assenso, anche ciò che è problematico. Infatti: una rivista, la cui attualità non abbia pretese storiche, non ha ragione di esistere.»

(Walter Benjamin, Annuncio della rivista: "Angelus Novus")

Dalla loro analisi scaturisce chiaramente, sia il profilo dei fenomeni sociali, politici, religiosi, scientifici (non solo artistico-letterari), sia quello dei gruppi intellettuali e redazionali che li hanno animati e gestiti e dei loro singoli componenti.

Le riviste rappresentano un modo più concreto, partecipe e militante di lavorare e discutere sui temi e sui problemi che sono stati dibattuti dalla cultura del secolo procedendo dal di dentro dei fenomeni, non solo artistico-letterari, ma politici, sociali, religiosi e scientifici.

Riviste dell'estetismo decadenteModifica

  • Cronaca bizantina: fondata a Roma nel 1881 e nata come quindicinale letterario, sociale e artistico, aveva l'intento di far convivere ideologie e culture diverse, aggiornamenti letterari e pubblicità, cronache e resoconti mondani.
  • La Cultura: fondata nel 1882 da Ruggiero Bonghi, passata nel 1907 alla direzione di Cesare de Lollis, diventata Nuova Cultura nel 1913 e chiusa nel 1935 dal regime fascista. Ripresa poi nel 1963 da Guido Calogero.
  • Convito: fondata a Roma nel 1895, come rivista programmatica del decadentismo italiano, vi collaborano autori estetizzanti della nuova e vecchia generazione.
  • Il Marzocco: nasce a Firenze nel 1896 come settimanale, dandosi subito una impronta antipositivista, simbolista, votata alla contemplazione della bellezza e al culto dell'arte per l'arte.
  • Leonardo: diretta da Giovanni Papini, sorta nel 1903 per rappresentare l'estetismo filosofico e nazionalista all'alba del Novecento.
  • Hermes: diretta da Giuseppe Antonio Borgese e Enrico Corradini, inizia le sue pubblicazioni nel 1904 con l'ambizione di un'ispirazione letterariamente colta sul modello di Gabriele D'Annunzio.

Periodici del risveglio cattolico e del ModernismoModifica

La stampa periodica socialistaModifica

  • Critica Sociale: fondata a Milano il 15 gennaio 1891 e soppressa con la legge fascista che vieta la stampa di opposizione il 16 settembre-15 ottobre 1926.
  • L'Asino: fondato il 27 novembre 1892 dal socialista Guido Podrecca e dal socialista Gabriele Galantara, sospenderà definitivamente le pubblicazioni nella primavera del 1925.
  • La folla: fondata a Milano e diretta da Paolo Valera dal 1901 al 1904 e dal 1912 al 1915.

Fogli-manifesto del nazionalismo e del futurismoModifica

L'idealismo de "La Critica" e le riviste vocianeModifica

Le riviste degli artistiModifica

Persuasi che la guerra abbia interrotto l'andamento della realtà solamente per quanto riguarda l'ordine temporale ma che non abbia cambiato il destino dell'arte e della letteratura, Alberto Savinio, Carlo Carrà, Giorgio De Chirico, Vincenzo Cardarelli, Riccardo Bacchelli, ritenendosi i restauratori della tradizione artistica italiana, fondano due riviste romane, una di pittura e una di letteratura.

Sono questi dell'immediato dopoguerra, storicamente gli anni dell'armistizio e del diffuso risentimento provocato dai trattati di pace.

Sul piano sindacale e operaio vi era stata, il 20 settembre 1920, durante il biennio rosso, l'occupazione delle fabbriche, era nato nel 1919 il Partito Popolare e la classe dirigente liberale e giolittiana aveva crescenti difficoltà a controllare sia le forze socialiste, sia i fasci di combattimento e il nuovo Partito Fascista.

In queste condizioni, gli intellettuali di Valori plastici e de La Ronda si pongono a difesa dell'arte e della letteratura come "questione la più importante" e riaffermano il valore creativo e l'autonomia del genio.

  • Valori plastici: rivista di critica artistica fondata nel 1918 da Mario Broglio con la moglie Edita e terminata nel 1921.
  • La Ronda: rivista letteraria pubblicata a Roma tra il 1919 e il 1923, inizialmente diretta da un'équipe redazionale.

Le riviste di Gobetti e di GramsciModifica

L'accusa fatta alla Ronda di avere appoggiato, nel rapporto tra cultura e politica, la separazione del letterati dai politici incontra su un versante assolutamente diverso l'esperienza delle riviste di Piero Gobetti Energie Nove (1918-1920), La Rivoluzione liberale (1922-1924), Il Baretti (1924-1928), nelle quali l'unione tra politica e letteratura diventa unitario.

Vi erano stati intanto i lunghi e dolorosi anni dalla guerra che avevano lasciato al mondo proletario reale consapevolezza in ordine alla lotta di classe. Per poter meglio gestire queste nuove energie e per "integrare l'attività politica ed economica come un organo di attività culturale" era necessario un terzo organo del movimento dei lavoratori da affiancare al partito e ai sindacati. A questo "terzo organo" pensa Antonio Gramsci con la rivista L'Ordine Nuovo che intende diventare il portavoce della cultura proletaria.

Riviste dell'era fascistaModifica

I periodici pubblicati nel fascismo rivelano tre fondamentali orientamenti: l'appoggio al regime; l'astensionismo politico e il ripiegamento nella pratica letteraria; la contrapposizione alla dittatura con la lotta clandestina.

Le riviste di StrapaeseModifica

All'indomani del delitto di Giacomo Matteotti il fascismo delle "origini", tutta azione e risoluzione, provoca manifestazioni squadristiche ed episodi difensivi che, all'insegna del movimento di Strapaese e dei suoi fogli, Il Selvaggio di Mino Maccari e L'Italiano di Leo Longanesi, programmano l'utopia dell'Italia terrigena e tradizionalista, barbara e antieuropea.

Il novecentismo e l'europeismoModifica

Le riviste satiricheModifica

Riviste alternative durante il regimeModifica

La rivendicazione dei cattoliciModifica

L'arte non asservita allo StatoModifica

Riviste del dopoguerraModifica

Le riviste del dopoguerra nascono nella libertà e nella democrazia e si connotano subito per l'impegno a sostenere la nuova cultura. Il desiderio di allontanare il periodo oscurantista e autarchico del regime fascista e le prospettive allettanti che nascevano dalle scoperte di nuovi orizzonti (il marxismo, la psicoanalisi, i sistemi della grande industria, il sogno statunitense da Faulkner a Hemingway, il pensiero nazional-popolare di Gramsci, gli appunti sul materialismo dialettico di Lukàcs e l'esistenzialismo di Sartre) producono nel 1945-50 una grande fioritura di riviste di vario interesse che chiedono all'intellettuale di aprirsi alla realtà del mondo con un dialogo che venga dal basso.

Fogli di tendenza o di contestazione negli anni 1950-1960Modifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Anni 1950.

Riviste politiche e letterarie degli anni 1960Modifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Anni 1960.

Riviste degli anni 1970 e degli anni 1980Modifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Anni 1970 e Anni 1980.

Riviste degli anni 1990Modifica

NoteModifica

  1. ^ Fabrizio Natalini, Ennio Flaiano: una vita nel cinema; introduzione di Walter Veltroni, Roma, Artemide, 2005.

BibliografiaModifica

  • La cultura italiana del '900 attraverso le riviste, serie di sei volumi di saggi Einaudi, Torino 1960-1963.
  • Luisa Mangoni, Le riviste del Novecento, in Alberto Asor Rosa (a cura di), Letteratura Italiana Einaudi, 1. Il letterato e le istituzioni, Einaudi, Torino 1982, pp. 945–82.
  • Augusto Simonini, Cent'anni di riviste: la vittoria della critica sulla letteratura, Calderini, Bologna 1993.
  • Elisabetta Mondello, Le riviste del primo novecento in Walter Pedullà e Nino Borsellino (a cura di), Storia generale della letteratura italiana, vol. XI. Il Novecento. La nascita del moderno, Federico Motta Editore, Milano 2004, pp. 286–310.
  • Elisabetta Mondello, Le riviste del secondo novecento in Walter Pedullà e Nino Borsellino (a cura di), Storia generale della letteratura italiana, vol. XIII. Il Novecento. Le forme del realismo, Federico Motta Editore, Milano 2004, pp. 82–106.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

  • Circe, Catalogo informatico riviste culturali europee