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Rivolta di Poznań

Rivolta di Poznań
parte della Guerra fredda
Poznan 1956.jpg
Protestanti polacchi con un cartello che recita "chiediamo del pane"
Data28-30 giugno 1956
LuogoPolonia
Esitoproteste soppresse
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
10.000 uomini
390 carri armati
100.000 protestanti
Perdite
8 morti57-100 morti
600 feriti
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Le croci di Poznań sono un monumento eretto in memoria delle proteste polacche del 1956 contro il sistema politico della Polonia sotto il regime

La rivolta di Poznań è una rivolta avvenuta a Poznań, in Polonia, il 28 giugno 1956.

StoriaModifica

Gli operai di Poznań, in Polonia, insorsero il 28 giugno 1956 al grido di "pane e libertà" contro il regime stalinista mantenuto dall'Unione Sovietica. La rivolta fu repressa nel sangue dai carri armati dell'Esercito Polacco comandati dal generale sovietico Konstantin Rokossovsky, allora ministro della guerra polacco. Gli operai uccisi dal generale sovietico (benché di origine polacca) furono almeno 100.

La rivolta espresse il vivo fermento di libertà presente in tutta la Polonia, e si propagò anche in altri paesi a regime stalinista come l'Ungheria; qui esplose nella insurrezione ungherese del 23 ottobre. Per allontanare il pericolo di una sollevazione in Polonia, i russi furono costretti ad allentare le redini della dittatura aprendo qualche spiraglio di libertà nel Paese.

Furono liberati in quella circostanza il cardinale Stefan Wyszyński, nonché il dirigente di partito Władysław Gomułka, nel 1949 imprigionato sotto l'accusa di titoismo.

Il PCI e i fatti di PoznańModifica

Il giornale l'Unità, definendo gli scioperanti "provocatori", approvò la repressione e in quei giorni scrisse[1]:

«La responsabilità per il sangue versato ricade su un gruppo di spregevoli provocatori che hanno approfittato di una situazione temporanea di disagio in cui versavano Poznan e la Polonia»

NoteModifica

  1. ^ L'Unità edizione del 30 giugno 1956

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