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La rivolta di Pratobello è stata una rivolta popolare antimilitarista messa in atto col metodo della resistenza nonviolenta dai cittadini di Orgosolo (Sardegna) nel mese di giugno del 1969.

Indice

I fattiModifica

Il 27 maggio del 1969 sui muri del paese, dalle autorità, fu affisso un avviso in cui si invitavano i pastori, che operavano nella zona di Pratobello, a trasferire il bestiame altrove perché, per due mesi, quell'area sarebbe stata adibita a poligono di tiro e di addestramento dell'Esercito Italiano. Il 9 giugno 3.500 cittadini di Orgosolo iniziarono la mobilitazione; il 18 dello stesso mese, la popolazione del paese si riunì in piazza Patteri: dall'assemblea scaturì la decisione di attuare una forma di protesta nonviolenta e quindi di occupare pacificamente la località di Pratobello[1]. Dal 19 giugno iniziò l'occupazione e dopo alcuni giorni, durante i quali non si verificò alcun episodio di violenza, l'esercito si ritirò. A seguito di questi fatti nacque il fenomeno del muralismo nel centro barbaricino.

Altre notizieModifica

Durante la rivolta Emilio Lussu, con una lettera agli orgolesi, aveva dichiarato la sua solidarietà all'iniziativa ed informava che non aveva potuto partecipare di persona agli eventi solo per le sue cattive condizioni di salute[2].

NoteModifica

  1. ^ Gianfranco Pintore, Sardegna, Regione o colonia?, Mazzotta editore, Milano, 1974
  2. ^ Murales

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

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