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Robert Badinter durante una protesta contro la pena di morte, il 3 febbraio 2007.

Robert Badinter (Parigi, 30 marzo 1928) è un avvocato e politico francese.

Iscritto al partito socialista francese, è stato più volte ministro della Giustizia francese ed è conosciuto come uno dei principali portabandiera della campagna politica che portò nel 1981 all'abolizione della pena di morte in Francia. Avvocato, è stato presidente del Consiglio costituzionale francese. Senatore dal 1995 al 2011. Nelle istituzioni europee ha ricoperto diversi incarichi fra i quali quello di membro supplente della Convenzione Europea (2003-2005).

È considerato una delle personalità più autorevoli del mondo politico e intellettuale francese. I suoi frequenti interventi sulla stampa (soprattutto sul quotidiano della sera Le Monde) e alla televisione, solitamente per sostenere cause umanitarie, sono sempre seguiti con grande attenzione e rispetto.

La sua prima moglie è l'attrice francese Anne Vernon. La seconda è la saggista e scrittrice francese Élisabeth Badinter.

BiografiaModifica

Nasce nel 1928 da una famiglia di commercianti israeliti. Il padre e numerosi parenti, deportati durante l'occupazione nazista di Parigi, perdono la vita nei campi di sterminio.

Studi e carriera universitariaModifica

Si laurea nel 1947 in lettere all'università della Sorbona di Parigi e nel 1948 in giurisprudenza. Ottiene un diploma di « Master of Arts » alla Columbia University nel 1949. Consegue il dottorato in diritto alla facoltà di giurisprudenza dell'università della Sorbona di Parigi nel 1954. Vincitore nel 1965 del concorso a professore "agrégé". Ricercatore, e poi professore ordinario nelle facoltà di giurisprudenza delle università di Digione, Besançon e Amiens, nel 1974 è chiamato all'università "Panthéon-Sorbonne" di Parigi, dove insegna fino al 1994, anno del collocamento a riposo. Da quella data è professore emerito.

AvvocatoModifica

Diventa avvocato nel 1951. Alla fine degli anni cinquanta è a Roma e collabora con un grosso studio legale italiano, occupandosi soprattutto di cinema e tutela del diritto d'autore. Tornato in Francia, si dedica esclusivamente al campo penale.

Avversario della pena di morteModifica

Nel 1975 pronuncia davanti alla corte d'assise di Troyes un'arringa memorabile, nel corso della quale sferra un attacco senza quartiere contro la pena di morte allora in vigore in Francia. Ottiene che l'imputato, l'infanticida Patrick Henry, sia condannato all'ergastolo anziché alla pena capitale richiesta dal pubblico ministero e da gran parte dell'opinione pubblica. È il primo passo di una lunga battaglia che si concluderà solo nel 1981.

Ministro della Giustizia di MitterrandModifica

Alle elezioni presidenziali del 1974 e del 1981 sostiene la candidatura del socialista François Mitterrand. Questi è eletto il 10 maggio 1981, e il 23 giugno Badinter è nominato guardasigilli, ministro della giustizia nel secondo governo di Pierre Mauroy.

Abolizione della pena di morteModifica

Appena insediato, presenta all'Assemblée Nationale un disegno di legge che prevede l'abolizione della pena capitale, iniziando il suo discorso con le celebri parole: "Signori deputati, ho l'onore di chiedere l'abolizione della pena di morte". La legge è approvata il 18 ottobre 1981.

Riforma del codice penaleModifica

Insedia anche una commissione di giuristi, con l'incarico di riformare in senso garantista il codice penale del 1810. Dopo la pausa dovuta al ritorno del centrodestra al governo nel 1986, il cammino della riforma è ripreso nel 1988 dal guardasigilli Pierre Arpaillange e si conclude nel 1992.

Presidente del Consiglio costituzionaleModifica

È confermato ministro della giustizia nel governo di Laurent Fabius nel 1984.

Si dimette il 18 febbraio 1986, un mese prima delle elezioni legislative, giacché nominato da François Mitterrand presidente del Consiglio costituzionale. Resta in carica fino alla scadenza del mandato nel marzo 1995.

SenatoreModifica

Eletto senatore per il Partito socialista il 24 marzo 1995, è rieletto al Senato nel 2004 per un mandato di sei anni (prorogati a sette da una riforma). Nel gennaio 2010 è eletto presidente del Comitato di deontologia parlamentare del Senato.

Membro della Convenzione europeaModifica

È membro supplente della Convenzione Europea dal 2003 al 2005.

Pubblicazioni in italianoModifica

  • Contro la pena di morte, Spirali, 2007 - EAN 9788877707864
  • L'esecuzione, Spirali, 2008 - EAN 9788877708229
  • L'abolizione, Spirali, 2009 - EAN 9788877708236

OnorificenzeModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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