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Robert Lindet
Robert-lindet.jpg
Robert Lindet ritratto da Jules Porreau.

Presidente della Convenzione nazionale della Prima Repubblica Francese
Durata mandato 20 aprile 1794 –
5 maggio 1794
Predecessore Jean-Baptiste-André Amar
Successore Lazare Carnot
Coalizione Montagnardi

Membro del Comitato di salute pubblica
Durata mandato 6 aprile 1793 –
1794

Deputato alla Convenzione nazionale della Prima Repubblica Francese
Durata mandato 1792 –
1795

Dati generali
Partito politico Club dei Giacobini
Tendenza politica repubblicano - democratico
Titolo di studio Laurea in diritto
Professione Avvocato

Jean-Baptiste Robert Lindet (Bernay (Eure), 2 maggio 1746Parigi, 16 febbraio 1825) è stato un politico e avvocato francese.

Indice

BiografiaModifica

Nato in una famiglia di mercanti (suo padre era un commerciante di legname), Lindet divenne avvocato e procuratore della cittadina di Bernay nel 1776, città rivale d'Évreux. All'inizio della rivoluzione, venne eletto sindaco di Bernay nel 1790.[1] L'anno successivo, venne eletto all'Assemblea legislativa come deputato dell'Eure, mentre il fratello Thomas venne eletto all'Assemblea nazionale costituente nel febbraio 1791 e rappresentante del popolo nella legislatura nel settembre 1791. Membro del Club dei Giacobini, sedette sugli spalti dei Montagnardi. Fu eletto deputato alla Convenzione Nazionale nel 1792 ed in questo periodo contribuì all'emanazione dei crimini attribuiti a Luigi XVI di Francia, favorendo la sua condanna a morte.

Venne poi nominato relatore del disegno di legge sull'istituzione del Tribunale Rivoluzionario (10 marzo 1793). L'11 giugno, venne nominato dalla Convenzione come rappresentante del popolo in Eure e Calvados; si oppose vivamente ai deputati Girondini, in quel periodo in forte aumento in Normandia. Nominato membro del Comitato di salute pubblica, il 6 aprile 1793, si preoccupò molto per le finanze ed in seguito si dedicò ampiamente alla politica agricola, ai trasporti e al commercio. La sera del 30 marzo 1794, rifiutò di firmare l'arresto deciso dal suo comitato e da quello di sicurezza generale nei confronti di Georges Jacques Danton. Dei membri del Comitato di salute pubblica, la sua firma è l'unica che manca nel mandato.[2] In quell'occasione, avrebbe inoltre affermato: « Sono qui per nutrire i cittadini, non per uccidere i patrioti ».[3]

Nel 1794, Lindet contrasse una malattia apparentemente incurabile; venne curato dal sacerdote refrattario Gilbert Soury.

Il suo sostegno sulla commissione venne bruscamente fermato il 20 settembre 1794, annunciando la fine dell'economia secondo i criteri stabiliti dal governo rivoluzionario. Venne arrestato il 31 maggio e venne incarcerato al Collège des Quatre-Nations. Scarcerato il 30 luglio, Lindet venne eletto al Consiglio dei Cinquecento.

Venne nuovamente richiamato nel luglio 1799, ricoprendo il ruolo di ministro delle Finanze. Infine, lasciò la politica dopo il colpo di stato del 18 brumaio. Esiliato nel 1816, rimase a Parigi fino alla morte. Oggi riposa nel cimitero di Bernay.

NoteModifica

  1. ^ G. Walter, Table Analytique - Personnages, in J. Michelet, Histoire de la Révolution française II, vol. II, Paris, Gallimard, 1952, p. 1483
  2. ^ Tra i deputati del Comitato di sicurezza generale, non firmò solo l'alsaziano Philippe-Jacques Rühl; J. Michelet, Histoire de la Révolution française II, cit., vol. I, p. 787
  3. ^ « Je suis ici pour nourrir des citoyens, non pour tuer les patriotes »; L. Madelin, Danton, Paris, Hachette, 1914, p. 285

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Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN5698166 · ISNI (EN0000 0001 2118 9912 · LCCN (ENno90017114 · GND (DE11702564X · BNF (FRcb12462098d (data) · CERL cnp00388368 · WorldCat Identities (ENno90-017114