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BiografiaModifica

I primi anniModifica

Nato a Schio da Maria Duranti ed Emilio Angeli, la madre morirà un anno dopo la sua nascita. Nel 1926 entra in seminario livornese. Nel 1936 è ordinato sacerdote, inviato nella parrocchia di Santa Giulia. Insegna in seminario. Nel 1942 è parroco a San Jacopo assistente assieme a don Tintori della FUCI, e fonda il Movimento cristiano sociale livornese.

Il periodo bellico e la deportazioneModifica

In seguito allo scoppio della Seconda guerra mondiale e al successivo armistizio si rese attivo nella Resistenza livornese: negli ultimi anni del Fascismo organizzò pubbliche lezioni ("Lezioni di Santa Giulia") in cui si oppose apertamente le teorie totalitarie. Rappresentò i "cristiano sociali" all'interno del CLN livornese, si impegno soprattutto nell'attività di assistenza dei partigiani trovando loro rifugi quando si rendeva necessario.
Spinse nel Movimento cristiano sociale e da lì nella Resistenza attiva molti giovani cattolici livornesi e salvò molti ebrei e prigionieri politici, appoggiando le azioni dei partigiani livornesi. Con il padre tenne i contatti con il CLN fiorentino e con il Fronte Militare Clandestino di Roma.

Arrestato il 17 maggio 1944, dalla Gestapo, fu trasferito a Firenze, nella famigerata Villa Triste, dove fu duramente interrogato, senza risultato. Trasferito a Fossoli successivamente Bolzano e infine nel lager di Mauthausen. Nel novembre assieme ad altri sacerdoti (tra cui Josef Beran[1]) viene trasferito a Dachau. Viene liberato con l'arrivo delle truppe americane il 29 aprile 1945.

DopoguerraModifica

Nel dopoguerra si occupò di una vasta opera assistenziale in tutta la provincia, diresse e scrisse articoli per il Fides, il settimanale diocesano.
Scrisse inoltre il libro Vangelo nei Lager che racconta la sua esperienza nella Resistenza e nei lager nazisti.[2]

Gli ultimi anniModifica

Si spegne a Livorno, circondato dall'affetto dei suoi parrocchiani, nel 1978.

PubblicazioniModifica

NoteModifica

  1. ^ Teresio Bosco, Uomini come noi, SEI, 1968.
  2. ^ Così scrisse ai giovani: "Vi offro in lettura queste pagine fiduciosi che non le accoglierete come un testo da studiare per gli esami, ma come una esperienza vitale cui partecipare; non cose passate da mandare a memoria, ma stimolo a ripensare il presente e a prepararsi per l'avvenire; contributo alla vostra maturazione".

Collegamenti esterniModifica

  • [1] Anpi scheda Roberto Angeli
  • [2] Il giornalino
Controllo di autoritàVIAF (EN18084830 · ISNI (EN0000 0001 1488 3500 · SBN IT\ICCU\RAVV\046791 · LCCN (ENn80164726 · GND (DE121671984 · BAV ADV12274705 · WorldCat Identities (ENn80-164726