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Roberto Antonio Rojas

calciatore cileno
Roberto Antonio Rojas Saavedra
Roberto Rojas.jpg
Nazionalità Cile Cile
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Portiere
Ritirato 1989 (squalificato a vita)[1]
Carriera
Giovanili
Dep. Aviación
Squadre di club1
1976-1982Dep. Aviación? (-?)
1983-1987Colo-Colo? (-?)
1987-1989San Paolo17 (-?)
Nazionale
1983-1989 Cile Cile 49 (-?)
Palmarès
Coppa America calcio.svg Copa América
Argento Argentina 1987
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Roberto Antonio Rojas Saavedra (Santiago del Cile, 8 agosto 1957) è un ex calciatore cileno, di ruolo portiere.

BiografiaModifica

Noto con il soprannome di cóndor, Rojas cresce nel club cileno Aviación e nel 1983 passa al Colo-Colo, con il quale vince il titolo nazionale nell'83 e nell'86. Nel 1987 si trasferisce al São Paulo, in Brasile, dove gioca sino al 1989.

La sua carriera subisce la definitiva interruzione nel 1989 per una squalifica da parte della FIFA.[2] I fatti che portano alla squalifica avvengono il 3 settembre 1989 allo stadio Maracanã di Rio de Janeiro, dove la nazionale cilena, difesa in porta da Rojas, è impegnata nelle qualificazioni dei mondiali di calcio 1990 contro il Brasile.[2] Il Cile, sotto di una rete, può solamente vincere per qualificarsi; attorno al 70º minuto di gioco un bengala piove in campo accanto a Rojas, che cade a terra in una maschera di sangue.[2] Il portiere viene portato fuori in barella e la partita è sospesa.[2]

Un'inchiesta fa però scoprire che Rojas si è ferito da solo con un piccolo rasoio precedentemente nascosto dentro un guanto, nel tentativo di consentire alla sua squadra di vincere la gara a tavolino.[2] Rojas viene squalificato a vita e si decide di escludere il Cile non solo dal Campionato mondiale di calcio 1990 (che aveva perso sul campo), ma anche da quello seguente del 1994, in quanto alcuni gesti strani dei giocatori in campo fecero intuire che il comportamento del portiere fosse stato indotto direttamente dalla dirigenza della federcalcio cilena e non quindi da una iniziativa personale. La FIFA deciderà di graziare Rojas nel 2001, in seguito ad una richiesta di perdono.

Nell'aprile 2015 è stato sottoposto ad un trapianto di fegato[3].

NoteModifica

  1. ^ AA.VV., pp. 68-72.
  2. ^ a b c d e Buffa.
  3. ^ Calcio, trapianto fegato per Rojas [collegamento interrotto], in rainews.it, 2 aprile 2015. URL consultato il 2 aprile 2015.

BibliografiaModifica

  • (ES) AA.VV., Historia de la Selección Chilena 1910-1998, Santiago, Don Balón, 1998, p. 69.

VideografiaModifica

  • Federico Ferri e Federico Buffa, Storie Mondiali: Notti Magiche (1990), Sky Sport, 2014.

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