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Roberto Coviello (al centro) con Alain Guingal e June Anderson, 1986

Roberto Coviello (Potenza, 11 luglio 1955) è un baritono italiano. La sua carriera si è svolta dal 1980 al 1993, anno in cui ha abbandonato il palcoscenico.

Indice

BiografiaModifica

Nella sua famiglia non esiste tradizione musicale, così che la scoperta della lirica avviene una sera del 1970, quando egli decide di assistere a una recita de Il barbiere di Siviglia. Rimane talmente affascinato dallo spettacolo, che il giorno seguente acquista un'edizione discografica dell'opera e in poco tempo la impara a memoria. Coltivando sempre più l'inarrestabile passione per la lirica ed esercitando la propria voce da autodidatta, non attende troppo tempo prima di chiedere l'ammissione al corso di canto presso il Conservatorio "Gesualdo da Venosa" di Potenza, presentando come brano la cavatina di Figaro, ma non viene ammesso. Non dandosi per vinto, l'anno successivo, dietro nuova audizione, ottiene l'iscrizione. Nel 1974 ottiene il diploma di maturità classica col massimo dei voti e subito dopo si trasferisce a Napoli dove, nel 1978, si diploma in canto, ancora con il massimo dei voti, presso il Conservatorio di San Pietro a Majella. In ordine cronologico, i suoi Maestri di canto sono stati: Ugo Savarese e Raffaele Passaro durante gli studi di Conservatorio, Gina Cigna e Giulietta Simionato a La Scala, Fernando Bandera a Milano, Alfredo Kraus durante le produzioni teatrali, Vladimiro Badiali e Rodolfo Celletti a Milano.

Nel 1979, vincitore dell'apposito concorso, risulta l'unico italiano ammesso a frequentare il "Centro di Perfezionamento Artisti Lirici" del Teatro alla Scala di Milano, diretto dal M° Edoardo Müller, dove si diploma nel 1981. Qui la sorte lo porta ad incontrare Antonio Beltrami, maestro di spartito e collaboratore al pianoforte dei più celebri cantanti e strumentisti del mondo. Lavorando assieme a lui, ha modo di apprendere a fondo il senso del ritmo, l'interpretazione, lo stile, il rigore professionale e tutto il bagaglio necessario per affrontare una carriera ad alto livello.

Nel 1980 il M° Edoardo Müller prepara con gli allievi del corso Il barbiere di Siviglia, organizzandone due recite a Busseto. Così, dieci anni dopo aver ascoltato per la prima volta il capolavoro rossiniano, Roberto Coviello veste i panni di Figaro nel suo debutto nel mondo dell'opera. Giorgio Gualerzi è il primo critico a metterne in evidenza «la straordinaria presenza scenica, assai difficile da riscontrare in questo ruolo e, per giunta, in un giovane alle prime armi». Nello stesso anno vince il concorso di canto "Beniamino Gigli" di Macerata, dove conosce il dottor Bruno Tosi, noto personaggio della cultura e dello spettacolo, esperto in Pubbliche Relazioni, il quale, profondamente convinto delle doti del giovane baritono, si offre di promuovere la sua carriera. Dopo soli due anni ottiene di farlo debuttare al Teatro Filarmonico di Verona, riprendendo il Figaro del celeberrimo Leo Nucci. Il successo è tale che i dirigenti del teatro decidono di farlo debuttare all'Arena di Verona, ne La bohème, titolare del ruolo di Schaunard, al fianco di Raina Kabaivanska.

Anche il M° Riccardo Allorto non tarda a scoprire il giovane baritono e gli concede fiducia, invitandolo nel 1982 al Festival di Donizetti di Bergamo nella Rita e ne I pazzi per progetto. L'invito al festival è ripetuto nel 1984 per un'esibizione in recital con, al pianoforte, il M° Roberto Negri.

Nel 1983 il regista Filippo Crivelli lo chiama alla televisione della Svizzera italiana per registrare in diretta La scala di seta di Rossini nel ruolo di Germano. A Lugano tornerà nel 1986, sempre con Crivelli, per Il matrimonio segreto di Domenico Cimarosa e nel 1991 per La testa di bronzo di Carlo Evasio Soliva.

Datata 1983-1989 la collaborazione con l'Opera Giocosa di Savona, presidente il dottor Tito Gallacci. Sono anni importanti di ottimo lavoro musicale e scenico. Tra le opere interpretate in tale ambito: Le convenienze ed inconvenienze teatrali, Torquato Tasso, Il furioso all'isola di San Domingo, tutte di Donizetti. Seguono Il Turco in Italia di Rossini e Crispino e la comare dei fratelli Luigi e Federico Ricci.

Risultando un ottimo Barbiere rossiniano, nel 1984 Bruno Tosi decide di presentare il "nuovo Figaro" nel corso di una serata rossiniana al teatro La Fenice di Venezia in compagnia del celebre soprano June Anderson, annunciando in tale occasione che il direttore dello Sferisterio di Macerata proporrà l'emergente baritono per la nuova stagione. Col tempo, lo spessore del personaggio nel ruolo rossiniano cresce e si conferma nell'opinione della critica. Il 3 dicembre 1988, l'inserto del Corriere della Sera pubblica a tutta pagina una sua foto con il titolo "Questo Figaro non trova rivali" e l'ampia didascalia che l'accompagna, firmata da Luciana Fusi, evidenzia le «sue straordinarie doti di attore». Nel 1989, durante una recita del Così fan tutte al Teatro Petruzzelli di Bari al fianco del celeberrimo tenore Luis Alva, questi lo invita a Lima, in Perù, per una rappresentazione del Barbiere. La recita si tiene al Teatro Municipal di Lima.

Nel 1984 i dirigenti del Teatro Petruzzelli di Bari decidono di allestire Il barbiere di Siviglia di Giovanni Paisiello che si imponga all'attenzione mondiale per il valore dello spettacolo. Chiamano Maurizio Scaparro per la regia, Gabriele Luzzati per le scene, Santuzza Calì per i costumi. L'esperienza ha una durata di diversi anni: debutto a Bergen (Norvegia), quindi Festival dei Due Mondi di Spoleto, festival di Lilla (Francia), festival di Granada (Spagna), teatro Petruzzelli di Bari, Conservatorio di San Pietroburgo (all'epoca Leningrado, Russia), Castello Svevo di Bari, Esposizione mondiale di Brisbane (Australia).

Un nome su tutti segna la carriera di Roberto Coviello: il famoso tenore spagnolo Alfredo Kraus. Con lui Roberto Coviello ricopre svariati ruoli in moltissime recite. Ricordiamo La fille du régiment, Roméo et Juliette, Faust al Teatro Regio di Parma; La fille du régiment, Roméo et Juliette, L'elisir d'amore al Liceu di Barcellona; La fille du régiment, Roméo et Juliette a Madrid; La fille du régiment a Tenerife. Ed è soprattutto ne La fille du régiment che Roberto Coviello si trova a proprio agio, nel ruolo a lui congeniale di Sulpice, debuttato al Regio di Parma nel 1984.

Nel 1987 il M° Riccardo Muti gli offre la possibilità di debuttare alla Scala di Milano nel Don Giovanni nel ruolo di Masetto, con la regia di Giorgio Strehler. È l'occasione per imporsi anche al teatro scaligero, dove infatti torna già l'anno seguente con L'occasione fa il ladro nel ruolo di Martino.

È del 1988 la sua partecipazione al Rossini Opera Festival di Pesaro come Germano ne La scala di seta di Rossini. Produzione considerata "storica", che si avvale dei seguenti nomi: direttore Gabriele Ferro, regista Maurizio Scaparro, scenografo Emanuele Luzzati, costumi Santuzza Calì. Il cast comprendeva Luciana Serra, Cecilia Bartoli, William Matteuzzi, Roberto Coviello (incisione discografica Ricordi-Fonit Cetra, ripresa televisivamente dalla RAI nel 1988 e replicata da RAI 2 nel 1990 e da RAI 3 nel 1992). È con questa produzione che Roberto Coviello ottiene la "consacrazione" rossiniana a tutti gli effetti.

Al di là dei molti ruoli buffi sostenuti, Roberto Coviello ha rivestito anche i panni di eroi seri e addirittura drammatici: Valentine nel Faust di Gounod, Albert nel Werther di Massenet, Lescaut in Manon Lescaut di Giacomo Puccini, Ford nel Falstaff di Verdi, Silvio in Pagliacci di Leoncavallo, Struley in Adelson e Salvini di Bellini. Particolare successo riscuote nel 1986 nel ruolo di Valentine debuttato al Teatro Regio di Parma accanto ad Alfredo Kraus e poi ripreso più tardi a Treviso, Rovigo e Bergamo.

Altre città e teatri in cui ha svolto la propria attività: Trieste (Teatro Verdi); Dortmund, Germania (Westfalenhalle); Napoli (Teatro San Carlo e Teatro Mercadante); Lima, Perù (Teatro Municipal); Bogotà, Colombia (Teatro Municipal); Palermo (Teatro Massimo); Roma (Teatro dell'Opera di Roma); Napoli (RAI); Martina Franca (Festival della Valle d'Itria); Catania (Teatro Massimo Vincenzo Bellini); Cracovia (Polonia); Palm Beach, USA (Palazzo dello Sport); Montpellier e Nîmes, Francia. Inoltre si è esibito più volte alla Piccola Scala di Milano, prima della sua chiusura.

La nuova vocazioneModifica

Nel 1992 il M° Carraro, direttore della Civica Scuola di Musica di Milano, invita Roberto Coviello a presentare domanda per l'insegnamento del canto. Questi accetta e, risultato primo in graduatoria, un anno dopo è nominato docente. È la scoperta di una vocazione nascosta e di una predisposizione innata: il desiderio e la soddisfazione di dedicarsi all'educazione delle nuove voci prendono inspiegabilmente e repentinamente il posto dell'aspirazione a stare sul palcoscenico. Così, il 10 aprile 1993 vede il baritono sul palcoscenico per l'ultima volta, protagonista de L'occasione fa il ladro al Teatro di Corte del San Carlo di Napoli.

Attualmente, Roberto Coviello insegna tecnica vocale a Milano ed è vocal coach di alcuni cantanti di affermata fama che con lui si sono perfezionati.

RepertorioModifica

CollaborazioniModifica

DiscografiaModifica

  • G. Rossini, Il Turco in Italia, ed. Bongiovanni – Bologna. (LP)
  • G. Donizetti, Torquato Tasso, ed. Bongiovanni – Bologna. (CD)
  • G. Donizetti, Il furioso all'isola di San Domingo, ed. Bongiovanni – Bologna. (CD)
  • G. Rossini, La scala di seta, ed. Ricordi–Fonit Cetra. (CD)
  • L. Ricci, Crispino e la comare, ed. Bongiovanni – Bologna. (CD)
  • G. Rossini, La gazza ladra, ed. CBS. (CD)
  • V. Bellini, Adelson e Salvini, ed. La Nuova Era. (CD)
  • C.E. Soliva, La testa di bronzo, ed. Suisa Compact Disc, Digital Audio – Zurich. (CD)
  • C. Gounod, Faust, ed. Hardy Classic. (DVD)
  • D. Cimarosa, Il matrimonio segreto, ed. Opus Arte/Faveo – Radio Televisione Svizzera Italiana. (DVD)
  • G. Rossini, La scala di seta, ed. Opus Arte/Faveo – Radio Televisione Svizzera Italiana. (DVD)