Roberto Paolo

giornalista e fotoreporter italiano

Roberto Paolo (Napoli, 9 dicembre 1964) è un giornalista e fotoreporter italiano, dal 2015 vicedirettore dello storico quotidiano napoletano Roma.

BiografiaModifica

Nato a Napoli ma cresciuto a Montesarchio, nel Sannio Caudino, si è laureato in Scienze Politiche alla Libera università internazionale degli studi sociali Guido Carli di Roma. Ha conseguito due master di specializzazione al Collegio d'Europa di Bruges e alla Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione di Caserta. Entrato al Ministero dei lavori pubblici, si è dimesso nel 1996 per diventare giornalista professionista.

Insieme al direttore Pasquale Clemente ha fondato prima Il Corriere di Caserta poi La Gazzetta di Caserta, oggi tra i quotidiani locali più venduti in Campania. In quegli anni si è occupato prevalentemente di camorra e del clan dei Casalesi, ma anche di inchieste e dei maggiori scandali campani (sue le rivelazioni sui responsabili degli incendi che a ripetizione devastarono la Reggia di Caserta). È stato autore di inchieste politico - giudiziarie che hanno avuto vasta eco sulla stampa nazionale ed ha ideato e coordinato numerose inchieste a puntate sul degrado della città di Napoli.

Dal 2001 è caporedattore dello storico quotidiano napoletano Roma.[1]

Nel 2008 è stato tra i protagonisti della docu-fiction di Abel Ferrara Napoli, Napoli, Napoli, con Peppe Lanzetta e Maurizio Braucci (presentato al Festival di Venezia 2009).

Nel 2010 una sua inchiesta a puntate ha svelato retroscena inediti dell'omicidio del giornalista Giancarlo Siani, arrivando a svelare i nomi di mandanti ed assassini diversi da quelli attualmente condannati. Sulla base dei suoi articoli la Procura di Napoli ha riaperto dopo 25 anni le indagini sul caso. Sempre in quell'anno ha ottenuto il premio della Commissione regionale anticamorra per i giornalisti che si sono distinti nell'impegno contro la criminalità organizzata.

Affermato come fotoreporter soprattutto per i suoi viaggi in Africa, ha pubblicato reportage, tra gli altri, su L'espresso e Io Donna (Corriere della Sera), collabora con il quotidiano romano Il tempo e la rivista Africa[2]. È tra gli autori della mostra fotografica itinerante Spezziamo le catene, inaugurata a Roma nella Chiesa del Gesù nel novembre 2012, con una foto che ritrae una famiglia di schiavi a Nouakchott, in Mauritania.

Nel novembre del 2014 ha pubblicato il libro-inchiesta Il caso non è chiuso. La verità sull'omicidio Siani, edito da Castelvecchi, nel quale fa nuove rivelazioni inedite su mandanti ed esecutori dell'assassinio del giornalista napoletano.[3]

Dal 2015 è vicedirettore del quotidiano Roma.

NoteModifica

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