Roberto di Taranto

aristocratico albanese

Roberto di Taranto, della dinastia Angioina (1318 circa – Napoli, 17 settembre 1364), è stato Principe di Taranto (1332 – 1346), Signore del regno d'Albania (1332-1333), Principe di Acaia, dal 1333, e Imperatore titolare di Costantinopoli (come Roberto II), dal 1346 alla sua morte.

Roberto di Taranto
Robert of Taranto.jpg
Sigillo di Roberto di Taranto
Imperatore titolare di Costantinopoli
come Roberto II
Stemma
Stemma
In carica1346 –
1364
PredecessoreCaterina II
SuccessoreFilippo III
Principe di Taranto
In carica1332 –
1346
PredecessoreFilippo I
SuccessoreFilippo II d'Angiò
Re d'Albania
In carica1332 –
1333
PredecessoreFilippo I
SuccessoreGiovanni di Gravina, come Duca di Durazzo
Principe d'Acaia
In carica1333 –
1364
PredecessoreGiovanni di Gravina
SuccessoreFilippo II di Taranto
Nascita1318 circa
MorteNapoli, 17 settembre 1364
Luogo di sepolturaChiesa di San Giorgio Maggiore (Napoli)
DinastiaCasa d'Angiò
PadreFilippo I di Taranto
MadreCaterina II di Courtenay
ConiugeMaria di Borbone
ReligioneCattolicesimo

OrigineModifica

Roberto era figlio di Filippo I d'Angiò o di Taranto, principe di Taranto, despota dell'Epiro e principe d'Acaia e di Caterina II di Valois, Imperatrice titolare dell’impero latino di Costantinopoli[1] e fratello di Luigi di Taranto, secondo marito della regina di Napoli, Giovanna I[2].
Secondo il Chronicon Varadiense (non consultato), Filippo I d'Angiò o di Taranto era figlio del re di Napoli, principe di Salerno, conte d'Angiò e del Maine, conte di Provenza e di Forcalquier, principe di Taranto, re d'Albania, principe d'Acaia e re titolare di Gerusalemme, Carlo II di Napoli e di Maria Arpad d'Ungheria[3].
Caterina II di Valois, secondo il Continuatio Chronici Guillelmi de Nangiaco, era la figlia del conte di Valois, Conte di Angiò e del Maine, conte d'Alençon e conte di Chartres, Carlo di Valois e dell'imperatrice titolare Caterina I di Courtenay, Imperatrice titolare dell’impero latino di Costantinopoli[4].

BiografiaModifica

Nel 1332, alla morte del padre, Filippo I, essendo morti i due fratellastri che suo padre aveva avuto dalla prima moglie, Tamara Angela Comnena Ducena, Roberto gli succedette come principe di Taranto e Re d'Albania, mentre come principe di Acaia, era succeduto lo zio Giovanni di Gravina; Roberto scambiò con lo zio Giovanni il regno d'Albania con il Principato di Acaia, e, nel 1333 divenne principe di Acaia, mentre lo zio Giovanni assunse il titolo di Duca di Durazzo[1]; questa operazione fu approvata sia dal Papa Giovanni XXII che dal re di Sicilia, Roberto d'Angiò[3]; comunque Roberto continuò a vivere nel regno di Napoli, senza mai visitare il suo principato[5].

Nel 1346, alla morte della madre, Caterina, Roberto ereditò il titolo di Imperatrice titolare dell’impero latino di Costantinopoli[5], riconosciuto come imperatore dagli stati latini della Grecia, ma il suo potere effettivo derivava dalla sua carica di Principe di Acaia.

Il 9 settembre 1347 sposò a Napoli sua cugina, Maria di Borbone, che, sia secondo la Histoire du Bourbonnais et des Bourbons qui l'ont possédé, Volume 1, che secondo la Histoire généalogique et chronologique de la maison royale de France era figlia del Signore e poi primo duca di Borbone, conte di Clermont e conte di La Marche, Luigi I e della moglie, Maria di Avesnes[6][7].
Maria di Borbone era vedova di Guido di Lusignano[8], Connestabile di Cipro e Principe titolare di Galilea (1320 circa), e dall'unione era nato un figlio:

Roberto era capitano generale dell'esercito del Regno di Napoli, ed era cognato della regina, Giovanna[2].
Il primo marito della regina Giovanna era stato Andrea, duca di Calabria, barbaramente assassinato, nel 1345, e Giovanna fu infatti accusata di non essere estranea all'assassinio del primo marito[2]; il 3 novembre 1347 Luigi I d'Ungheria, fratello di Andrea, invase il regno di Napoli per vendicare il fratello; mentre Giovanna e il suo secondo marito Luigi riuscirono a fuggire da Napoli, rifugiandosi ad Avignone[2], Roberto venne arrestato a Aversa, e, nel 1348, fu condotto prigioniero in Ungheria[3], potendo fare ritorno a Napoli solo nel 1352[3]. Maria e Roberto vissero alcuni anni separati e Maria rivide il marito nel mese di marzo 1352[10].

Essendo Principe di Acaia, Roberto si recò in Morea, con al seguito la moglie; Roberto a Maria assegnò diversi feudi a Corfù e Cefalonia, oltre il feudo di Kalamata[5].
Dopo aver affidato diversi feudi a Niccolò Acciaiuoli[11], Maria e Roberto fecero ritorno a Napoli.

Roberto morì il 10 settembre 1364, e Maria si ritrovò vedova, per la seconda volta[12]; la corona imperiale andò al fratello di Roberto, Filippo, per volere dello stesso Roberto, dato che non aveva avuto figli[3]; mentre per la Morea, Maria ed il figlio di primo letto, Ugo, nel 1366, si recarono in Grecia con un esercito di ciprioti e provenzali, per far valere i loro diritti[13]; la guerra civile durò circa quattro anni e si concluse con un accordo, a cui contribuì anche il conte di Savoia, Amedeo VI il Conte Verde: Maria ed Ugo mantennero solo il feudo di Kalamata, lasciando il principato di Acaia a Filippo in cambio di una somma di denaro[14].

DiscendenzaModifica

Roberto da Maria non ebbe figli[3][15].

AscendenzaModifica

Genitori Nonni Bisnonni Trisnonni
8. Carlo I d'Angiò 16. Luigi VIII di Francia  
 
17. Bianca di Castiglia  
4. Carlo II di Napoli  
9. Beatrice di Provenza 18. Raimondo Berengario IV di Provenza  
 
19. Beatrice di Savoia  
2. Filippo I d'Angiò  
10. Stefano V d'Ungheria 20. Béla IV d'Ungheria  
 
21. Maria Lascaris di Nicea  
5. Maria d'Ungheria  
11. Elisabetta dei Cumani 22. Köten dei Cumani  
 
23. Halitsch  
1. Roberto di Taranto  
12. Filippo III di Francia 24. Luigi IX di Francia  
 
25. Margherita di Provenza  
6. Carlo di Valois  
13. Isabella d'Aragona 26. Giacomo I d'Aragona  
 
27. Iolanda d'Ungheria  
3. Caterina II di Valois  
14. Filippo di Courtenay 28. Baldovino II di Costantinopoli  
 
29. Maria di Brienne  
7. Caterina I di Courtenay  
15. Beatrice d'Angiò 30. Carlo I d'Angiò (= 8)  
 
31. Beatrice di Provenza (= 9)  
 

NoteModifica

BibliografiaModifica

Fonti primarieModifica

Letteratura storiograficaModifica

Voci correlateModifica

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