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Jeffers raffigurato su un francobollo del 1973 dello United States Postal Service

John Robinson Jeffers (Allegheny City, 10 gennaio 1887Carmel-by-the-Sea, 20 gennaio 1962) è stato un poeta statunitense.

Indice

ContestoModifica

Molte delle opere di Jeffers sono scritte in forma epica o narrativa, ma lui è anche conosciuto per le sue poesie in versi brevi ed è considerato un'icona del movimento ecologista. Considerato autorevole in alcuni ambienti, nonostante - o proprio a causa - della sua filosofia "In-Umanista", Jeffers crede che il conflitto trascendentale ha bisogno della conoscenza e dell'interessamento degli esseri umani, per essere de-enfatizzato in favore del'immensa totalità. Questo lo ha portato ad opporsi alla partecipazione degli Stati Uniti d'America nella Seconda Guerra Mondiale, salvo poi assumere una posizione controversa dopo la suddetta entrata.

Filosofia In-UmanistaModifica

Jeffers ha coniato la locuzione philosophy of inhumanism, con la convinzione che l'umanità è troppo egocentrica, troppo incentrata su sé stessa, e quindi troppo indifferente alla «stupefacente bellezza delle cose». La sua poetica è basata sul risentimento contro l'umanità che ha trasformato la Terra in un teatro di sanguinosa violenza

Nella sua opera The Double Axe and Other Poems (trad. it. La bipenne e altre poesie, Guanda, 1969) Jeffers esplica la descrizione dell'In-Umanismo come «un traslamento di enfasi e significato dall'Uomo al non-Uomo; il rifiuto dell'umano solipsismo e il riconoscimento della magnificenza trans-umana... Questo modo di pensare e sentire non è né misantropico né pessimista... Offre un ragionevole distacco alle norme di comportamento: invece di amore, odio, invidia, ecc. fornisce magnificenza per l'istinto religioso e soddisfa il nostro bisogno di ammirare la grandezza e rallegrarci per la bellezza».[1]

Nel saggio Rappresentare Medea. Dal mito al nichilismo, Francesco Tigani ha analizzato criticamente la riscrittura di Jeffers della tragedia di Euripide, classificando la sua filosofia In-Umanista come la più chiara espressione di quella tipologia di nichilismo - da lui definita come "la metafisica dell'egocentrismo, l'esasperazione totalizzante dell'egomania" - già riscontrabile in forma prodromica nell'opera del tragediografo ateniese[2].

CuriositàModifica

  • Il fumettista Andrea Pazienza (1956-1988) ha dedicato una sua opera a Jeffers, su suggerimento dell'amico, nonché artista contemporaneo, Moreno Miorelli. L'opera in questione, intitolata Campofame, è la storia dell’uomo che uccise la morte e delle conseguenze di questo atto impossibile.[3] La storia, uscita nel 1987 per la rivista «Comic Art» di Rinaldo Traini, è stata poi ristampata da Edizioni Di nel 2001.[3] Questo volume integrale raccoglie Campofame, i disegni realizzati da Andrea Pazienza per il poema Tre canti di Miorelli e la Testimonianza di quest’ultimo sul suo rapporto con Pazienza.

NoteModifica

  1. ^ Jeffers Robinson, The Double Axe and Other Poems, New York: Liverlight, 1977, p. XXI
  2. ^ Francesco Tigani, Rappresentare Medea. Dal mito al nichilismo, Aracne, p. 47-51.
  3. ^ a b Copia archiviata, su andreapazienza.it. URL consultato il 30 novembre 2016 (archiviato dall'url originale il 30 novembre 2016).

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Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN68956184 · ISNI (EN0000 0001 0858 3050 · LCCN (ENn80035864 · GND (DE118776061 · BNF (FRcb12092433v (data)
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