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Rocca d'Arazzo
comune
Rocca d'Arazzo – Stemma
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
ProvinciaProvincia di Asti-Stemma.png Asti
Amministrazione
SindacoMarco Maggiora (lista civica CAMPETTO GRATIS!) dal 26/5/2019
Territorio
Coordinate44°52′23″N 8°17′09″E / 44.873056°N 8.285833°E44.873056; 8.285833 (Rocca d'Arazzo)Coordinate: 44°52′23″N 8°17′09″E / 44.873056°N 8.285833°E44.873056; 8.285833 (Rocca d'Arazzo)
Altitudine195 m s.l.m.
Superficie12,56 km²
Abitanti891[1] (31-5-2018)
Densità70,94 ab./km²
FrazioniSan Carlo, Santa Caterina, Sant'Anna
Comuni confinantiAsti, Azzano d'Asti, Castello di Annone, Mombercelli, Montaldo Scarampi, Montegrosso d'Asti, Rocchetta Tanaro, Vigliano d'Asti
Altre informazioni
Cod. postale14030
Prefisso0141
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT005093
Cod. catastaleH392
TargaAT
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitantirocchesi
Patronosan Genesio
Giorno festivo28 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Rocca d'Arazzo
Rocca d'Arazzo
Rocca d'Arazzo – Mappa
Mappa di localizzazione del comune di Rocca d'Arazzo nella provincia di Asti
Sito istituzionale

Rocca d'Arazzo (La Ròca d'Arass in piemontese) è un comune di 891 abitanti della provincia di Asti.

StoriaModifica

Detta in antico Rupes, poi Rocca San Genesio e Rocca Ayraci[2], da sempre feudo appartenente al vescovo di Asti, nel 1198, il vescovo Bonifacio I cedette alle continue e pressioni del Comune di Asti di lasciare il feudo sotto la loro giurisdizione, accampando la tesi che il vescovo non aveva i mezzi sufficienti per difendere e mantenere un così importante baluardo sulla strada verso il capoluogo.

Il 27 maggio 1198, il podestà di Asti prese possesso del feudo di Rocca diventato da quel momento Rocca d'Astisio.

La cessione, però non venne approvata né dall'arcivescovo di Milano (sotto la cui giurisdizione era la diocesi di Asti), né dal papa, che considerando l'atto del vescovo eccessivamente arbitrario, lo rimosse dall'incarico e invalidò l'accordo con gli astesi.

Anche i rocchesi, non vedevano di buon occhio il loro passaggio sotto l'egida del comune di Asti, dato che questi voleva trasformare il paese in una piazzaforte militare.

Per tre anni quindi, scoppiarono ostilità e scontri tra le due fazioni e solamente il 29 aprile 1202 venne firmata una tregua che obbligava i cittadini di Rocca a sottostare al governo astigiano.[3]

I rocchesi accettando malamente l'accordo, in più di un'occasione si rivolsero al vescovo di Asti Guidetto che finalmente nel 1217 deferì la questione alla Corte di Roma.

Papa Innocenzo III delegò il prevosto di Torino Ottone per dirimere la questione che però non venne accettato dagli astigiani.

Vennero allora nominati due savi in rappresentanza uno del Comune di Asti e l'altro della diocesi. La questione non venne a nessuna soluzione, al punto tale che venne nominato un terzo arbitro super partes.

Venne nominato il vescovo Giacomo di Torino, vicario imperiale, coadiuvato dal podestà di Asti Guido di Landriano. Nel 1221, venne nominata la sentenza: il feudo di Rocca sarebbe rimasto alla Chiesa di Asti, ma il Comune l'avrebbe potuto utilizzare come presidio nella difesa del proprio territorio.

Al vescovo, nel frattempo diventato Giacomo, andava una casa nel castello "per la villeggiatura". L'8 giugno 1221, presso la cattedrale di Asti, avvenne la solenne restituzione del feudo alla Chiesa di Asti.

In seguito a partire dal 1237 con Guglielmo I[4], ne ebbe dei diritti signorili in vicariato la famiglia Cacherano, pur rimanendo sempre il possesso del feudo alla Chiesa di Asti. I Cacherano nel XIII secolo alleatasi con le famiglie De Rocca e De Arazzo, creò un Hospicium sia economico (con l'apertura di banchi di pegno nell'Europa del Nord) sia matrimoniale.

Nel 1305 il castello venne assediato dal Principe di Acaja e dopo venti giorni di assedio venne distrutto. Ricostruito dagli astesi, nel 1342 la Contea di Asti passò ai Visconti, duchi di Milano.

Nel febbraio 1379 il vescovo di Asti Francesco Morozzo[5] concesse il castello di Rocca d’Arazzo direttamente al duca di Milano Gian Galeazzo Visconti, aprendogli così la strada al definitivo insignorimento (nel Codex Astensis, redatto probabilmente alcuni anni dopo, il castello di Rocca d'Arazzo è raffigurato con il Biscione dei Visconti e non più con la bandiera di Asti). Gian Galeazzo infeudò quindi assieme al vescovo Francesco Morozzo i Dal Verme a partire da Bartolomeo Dal Verme[6] che venne investito di metà del feudo della signoria di Rocca d'Arazzo, diritti ereditati dal figlio Taddeo Dal Verme e dal di lui figlio Eleuterio che lasciò in eredità tutti i feudi al conte imperiale Luigi Dal Verme, conte di Bobbio e Voghera.

Il 16 aprile 1439 Brunone Cacherano[7] ebbe dal duca di Milano Filippo Maria Visconti il riconoscimento del possesso totale su Rocca d'Arazzo e l'investitura feudale, seguita dal giuramento di fedeltà degli uomini di Rocca, l'investitura fu rinnovata nel 1446 e nel 1454 in favore dei figli del Cacherano.

Nel 1499 la contea d'Asti passò a Luigi XII ed infine all'imperatore Carlo V.

Giovanni Cacherano ottenne dall'imperatore Carlo V il diritto di battere moneta nel 1538. Di questo privilegio i Cacherano non si valsero mai.[8]

Nel 1705 il feudo passò a Casa Savoia.

Chiese e monumentiModifica

  • Pieve di Santo Stefano e Santa Libera, è un edificio sacro in stile romanico risalente al secolo XI che sorge all’estremità sud del paese ed è posta su un cocuzzolo da cui si domina il panorama sulla sottostante vallata del Tanaro fino ad Asti; nelle giornate limpide la vista si allarga alle circostanti colline del Monferrato e alle Alpi, dal Monviso al monte Rosa.

Nella cultura di massaModifica

A Rocca d'Arazzo sono state girate alcune scene del film Il diavolo sulle colline di Vittorio Cottafavi.[9]

AmministrazioneModifica

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
21 dicembre 1986 26 maggio 1990 Vittore Raineri - Sindaco [10]
26 maggio 1990 24 aprile 1995 Luigia Fassio Democrazia Cristiana Sindaco [10]
24 aprile 1995 14 giugno 1999 Leonardo Poggio centro-destra Sindaco [10]
14 giugno 1999 14 giugno 2004 Leonardo Poggio lista civica Sindaco [10]
14 giugno 2004 8 giugno 2009 Giovanni Avidano lista civica Sindaco [10]
8 giugno 2009 25 maggio 2014 Giovanni Avidano lista civica Sindaco [10]
26 maggio 2014 26 aprile 2018 (morte) Pierluigi Berta lista civica: progetto Rocca Sindaco [10]

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[11]

 

NoteModifica

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 maggio 2018.
  2. ^ C.Bobba, L.Vergano, Antiche zecche della provincia di Asti, Asti 1971, p. 134
  3. ^ Niccola Gabiani, Asti nei principali suoi ricordi storici. Vol 2, p. 230. Tip. Vinassa 1927-1934
  4. ^ Storia della famiglia Cacherano su Treccani.it
  5. ^ Francesco Morozzo, vescovo d'Asti su Treccani.it
  6. ^ Famiglia Dal Verme su Gallica - Famiglie celebri di Italia. Dal Verme di Verona / P. Litta Litta, Pompeo (1781-1851)
  7. ^ Storia di Brunone Cacherano su Treccani.it
  8. ^ C. Bobba, L. Vergano, Antiche zecche della provincia di Asti, Asti 1971, p. 135
  9. ^ Dizionario del Turismo Cinematografico: Il Diavolo sulle Colline, le location | FilmTV.it, su FilmTV. URL consultato il 10 novembre 2018.
  10. ^ a b c d e f g http://amministratori.interno.it/
  11. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

BibliografiaModifica

  • Bera G., Asti edifici e palazzi nel medioevo. Gribaudo Editore Se Di Co 2004 ISBN 88-8058-886-9
  • Bianco A.Asti Medievale, Ed CRA 1960
  • Bordone R., Araldica astigiana, Allemandi C.R.A. 2001
    • Dalla carità al credito. C.R.A. 2005
    • Ferro, Arleri, Campassi, Antichi Cronisti Astesi, ed. dell'Orso 1990 ISBN 88-7649-061-2
  • Gabiani Nicola, Asti nei principali suoi ricordi storici vol 1, 2,3. Tip. Vinassa 1927-1934
    • Le torri le case-forti ed i palazzi nobili medievali in Asti,A.Forni ed. 1978
  • Incisa S.G., Asti nelle sue chiese ed iscrizioni C. R.A. 1974
  • Malfatto V., Asti antiche e nobili casate. Il Portichetto 1982
  • A.M. Patrone, Le Casane astigiane in Savoia, Dep. Subalpina di storia patria, Torino 1959
  • Peyrot A., Asti e l'Astigiano ,tip. Torinese Ed. 1983
  • Sella Q., Codex Astensis qui De Malabayla comuniter nuncupatur, del Codice detto De Malabayla, memoria di Quintino Sella, Accademia dei Lincei, Roma 1887.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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