Rocco Carabba

tipografo e editore italiano
Rocco Carabba

Rocco Sebastiano Nicola Carabba (Lanciano, 7 ottobre 1854Lanciano, 26 gennaio 1924) è stato un tipografo e editore italiano, fra i più noti d'Abruzzo. Nel 1880 fondò la casa editrice omonima.

BiografiaEdit

 
Lanciano nel 1870 ca, sulla destra di Piazza Plebiscito lo storico palazzo Carabba, mentre sullo sfondo la Chiesa del Purgatorio

Nacque da Florindo Carabba e da Maria Colomba Casalanguida (famiglia di proprietari terrieri) e fu battezzato nello stesso mese di ottobre nella chiesa di San Nicola col nome del nonno paterno (Rocco Carabba, 1788-1829). Sebbene discendesse da una famiglia storica di Lanciano, il padre si era impoverito in seguito ad investimenti sbagliati e prossimo al fallimento, grazie all'intercessione del cognato Giacinto Auriti, si arruolò nella locale Guardia nazionale e rimase ucciso in un'imboscata di briganti il 6 gennaio 1861, appena trentacinquenne. La madre chiese aiuto al fratello prelato, don Ludovico Casalanguida, il quale in un primo momento si adoperò per impartire una buona educazione ai nipoti[1]. Nel 1868 Rocco, neppure quattordicenne, cominciò a frequentare la tipografia Masciangelo, fondata nel 1861, dove imparò i rudimenti della composizione tipografica.

L'8 novembre 1873, appena diciannovenne, si sposò con Maria Cardone. Poco mesi prima della nascita del figlio primogenito (Gino, nato il 16 giugno 1876), decise di mettersi in proprio, acquistando l'attrezzatura necessaria (un torchio e una macchina azionata a mano) con un capitale iniziale di quattrocento lire e fondò la casa editrice Rocco Carabba.

Una cartolina del 1902 delle Poste italiane, dedicata ai "cavalieri del lavoro", riporta una sua fotografia ed un compendio della sua vita, concludendo:

«Inchiniamoci riverenti davanti al vero ed onorato campione del lavoro. Egli è l’onesto cittadino, figlio delle opere sue: imitatelo.»

Nel 1912 si inaugurava un nuovo stabilimento che dava lavoro a più di 350 operai.

Durante la sua attività di editore fu in contatto con Gabriele D'Annunzio, del quale aveva pubblicato nel 1880 la seconda edizione di Primo vere, Giovanni Papini, Ardengo Soffici, Salvatore Di Giacomo, Giovanni Rabizzani, Giuseppe Antonio Borgese, Eva Kuhn.

Rocco Carabba morì il 26 gennaio 1924 e suo figlio Giuseppe assunse la direzione dell'azienda.

Attività editorialeEdit

 Lo stesso argomento in dettaglio: Casa editrice Rocco Carabba.

OnorificenzeEdit

  Cavaliere del lavoro
— 24 aprile 1902[2]

NoteEdit

  1. ^ Nei registri del 1864 Rocco risulta studente, la sorella Giovina educanda e il fratello Luigi studente.
  2. ^ Sito Federazione nazionale Cavalieri del lavoro: dettaglio decorato.

BibliografiaEdit

  • Raffaele Aurini, Carabba Rocco, in Dizionario bibliografico della Gente d'Abruzzo, vol. V, Sant'Atto di Teramo, Edigrafital, 1973, e seconda edizione a cura di Fausto Eugeni, Luigi Ponziani, Marcello Sgattoni, Colledara, Andromeda editrice, 2002, vol. I, pp. 487–490;
  • Emiliano Giancristofaro, L'Editrice Carabba e la sua eredità culturale, Rocco Carabba, 1996;
  • Carmela Pelleriti, Le edizioni Carabba di Lanciano. Notizie e annali 1878-1950, Manziana, Vecchiarelli editore, 1997;
  • La casa editrice Carabba e la cultura italiana ed europea tra Otto e Novecento, a cura di Gianni Oliva, Roma, Bulzoni, 2000;
  • Raffaele Colapietra, Le edizioni Carabba: un primo approccio orientativo di storicizzazione, in "Bullettino dellaDeputazione abruzzese di Storia Patria", 1998;
  • Lia Giancristofaro, Rocco Carabba. Una vita per l'editoria, Lanciano, Rocco Carabba, 2004;
  • Lia Giancristofaro, Carabba Rocco, in Gente d'Abruzzo. Dizionario biografico, Castelli, Andromeda editrice, 2006, vol. I, 191-200;
  • Domenico Maria del Bello, Quattrocentoanni - sezione Famiglie, Carabba - pag 117 a cura dell'Arciconfraternita della Morte e Orazione di Lanciano, Litografia Botolini, 2008;
  • D'Annunzio e Filippo De Titta: Carteggio (1880-1922) e altri documenti dannunziani, a cura di Enrico Di Carlo, Lanciano, Carabba, 2007;

Collegamenti esterniEdit

Controllo di autoritàVIAF (EN77542307 · ISNI (EN0000 0000 2007 0728 · LCCN (ENn00024028 · GND (DE1036141306 · WorldCat Identities (ENn00-024028
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