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Rochemolles

frazione del comune italiano di Bardonecchia
Rochemolles
frazione
Rochemolles – Veduta
Veduta di Rochemolles dal paravalanghe
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Città metropolitanaCittà metropolitana di Torino - Stemma.png Torino
ComuneBardonecchia-Stemma.svg Bardonecchia
Territorio
Coordinate45°06′46″N 6°44′49″E / 45.112778°N 6.746944°E45.112778; 6.746944 (Rochemolles)Coordinate: 45°06′46″N 6°44′49″E / 45.112778°N 6.746944°E45.112778; 6.746944 (Rochemolles)
Altitudine1 619 m s.l.m.
Abitanti9
Altre informazioni
Cod. postale10052
Prefisso0122
Fuso orarioUTC+1
PatronoS.Pietro
Giorno festivo29 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Rochemolles
Rochemolles

Rochemolles è una frazione del comune di Bardonecchia nella città metropolitana di Torino, situata a 1.619 metri s.l.m., già comune a sé stante fino al 1927. [1]

Geografia fisicaModifica

Rochemolles si raggiunge percorrendo la strada provinciale SP 235, che da Bardonecchia sale lungo la valle di Rochemolles, dopo circa 5 chilometri.

Si affaccia sul torrente omonimo che, scendendo dal lago artificiale di Rochemolles, raccolte le acque del rio Almiane e del rio di Valfredda, scende fino all'abitato di Bardonecchia, dove concorre a formare la Dora di Bardonecchia.
Il vallone omonimo, che confina a nord-est con la Francia e a sud-ovest con la Valfredda, è coronato da una bella serie di montagne tra le quali (in senso orario) la Cima Gardiola, la Pierre Menue, il Gros Peyron, la Rognosa d'Etiache, la Punta Sommeiller, la Punta Galambra, la Punta Valfredda e la Pierre Muret.

StoriaModifica

 
La Chiesa di San Pietro a Rochemolles

Documenti del 1300 attestano già l'esistenza del comune, che sarebbe stato tuttavia fondato, come centro abitato, tre secoli prima durante l'occupazione saracena della valle.[2]

La chiesa (ex parrocchiale) dedicata a san Pietro apostolo risale alla fine del XIV secolo (fu consacrata nel 1456) ed è monumento nazionale. Parte degli arredi lignei risalenti ai secoli che vanno dal 1400 al 1700 circa sono stati volutamente asportati per sottrarli ai tentativi di furto e ai vandalismi. La chiesa è raffigurata in un francobollo da 0,45 € emesso dalle Poste italiane il 9 marzo 2004 in occasione dei XX Giochi olimpici invernali.[3]

Nella prima metà del XVII secolo un pia dama di Oulx, Isabella de Sarre, sposata de Ferrus, introdusse nel paese la lavorazione del pizzo, attività artigianale di cui la comunità andrà fiera.[4]

Sono stati rinvenuti affreschi risalenti al XVI secolo.

TerritorioModifica

ValangheModifica

Rochemolles è tristemente famosa per le valanghe che nel corso dei secoli vi si sono abbattute.

Particolarmente grave la valanga dell'inverno 1706, che distrusse buona parte del paese, quella del 1931, che circa quattrocento metri più in alto sul versante della montagna posto a occidente del paese travolse ventuno alpini del Battaglione Fenestrelle, e quella del 5 febbraio 1961, che distrusse alcune case.

Molte vecchie case sono ora state ristrutturate, vi sono un ristorante e un residence e il paese è abitato tutto l'anno. La frazione è stata ora protetta (lavori iniziati nel 2004) con la realizzazione di una struttura in terre armate, atta a deviare il corso delle valanghe che possono scendere dal soprastante versante occidentale.

Bacino idroelettricoModifica

 
Diga di Rochemolles

Dopo Rochemolles la strada prosegue in terra battuta fino al lago artificiale di Rochemolles.

Qui, a 1970 metri s.l.m., negli anni trenta è stato creato un invaso (quattro milioni di m3 d'acqua) mediante l'erezione di una diga a gravità, destinato a fornire l'acqua alla centrale idroelettrica, allora di proprietà dell'Azienda Autonoma Ferrovie dello Stato, in Bardonecchia.

Una condotta in lievissima pendenza trasporta l'acqua a due grossi serbatoi ("i bacini", località Fregiusia) situati a 1.922 metri s.l.m. sulle falde del Monte Jafferau, a una distanza di oltre 5 chilometri dall'invaso. Dai "bacini" l'acqua scende in condotta forzata alla centrale idroelettrica sita nel Borgonuovo di Bardonecchia (dislivello di circa 600 metri).

Con la nazionalizzazione della produzione di energia elettrica, avvenuta nella seconda metà degli anni sessanta, la centrale, recentemente rinnovata,[5] è stata acquisita al patrimonio dell'ENEL, al quale appartiene tuttora.

EscursionismoModifica

Dopo la diga la strada prosegue fino al rifugio Scarfiotti, sito in un'apertura della valle a 2.165 metri s.l.m.

Nel 1962 fu aperto un ulteriore tratto di strada che porta al colle del Sommeiller (metri 3.000 s.l.m., circa 19 km di strada da Rochemolles) e al limitrofo e omonimo ghiacciaio, sul quale per alcuni anni si è praticato lo sci estivo. Oggi gli impianti non esistono più per il forte ritiro del ghiacciaio.

Infrastrutture e trasportiModifica

Fra gli anni dieci e gli anni trenta del XX secolo era inoltre attiva la ferrovia di Rochemolles, un collegamento industriale realizzato dalle Ferrovie dello Stato per la costruzione e la manutenzione dell'omonima diga.

NoteModifica

  1. ^ Edoardo Tripodi, p.87.
  2. ^ G. Paolo Di Pascale; Alberto Re, p.17.
  3. ^ Il francobollo
  4. ^ Michele Ruggiero, p.250.
  5. ^ Enel Green Power Archiviato il 13 aprile 2014 in Internet Archive. controllato il 10 aprile 2014

BibliografiaModifica

  • G. Paolo Di Pascale, Alberto Re, Bardonecchia e le sue valli, Bardonecchia, Edizione a cura dell’Azienda Autonoma di Soggiorno, 1979.
  • Michele Ruggiero, Storia della valle di Susa, Pinerolo (TO), Alzani Editore, 1998, ISBN 88-8170-032-8.
  • Edoardo Tripodi, Walter Re, Rochemolles - La Decauville, la diga, la strada e la luce, Pinerolo (TO), Alzani Editore, 2010, ISBN 978-88-8170-401-9.
  • Progetto Tesori d'Arte e Cultura alpina, Itinerari di arte religiosa alpina, Valle di Susa, Borgone Susa 2009
  • Progetto Tesori d'Arte e Cultura alpina, Itinerari di Cultura e Natura alpina, Valli di Bardonecchia, Borgone Susa 2009
  • Progetto Tesori d'Arte e Cultura alpina, Itinerari di Cultura e Natura alpina Valle di Susa, Borgone Susa 2010

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