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Rodolfo I
Ralph I of Vermandois.jpg
Ritratto di Rodolfo I a cavallo
Conte di Vermandois
Stemma
In carica 1101 –
1152
Predecessore Ugo il Grande e Adelaide IV
Successore Ugo II
Conte di Valois
In carica 1101 –
1152
Predecessore Ugo il Grande
Successore Ugo II
Nome completo Raoul Ier de Vermandois
Altri titoli Siniscalco di Francia
Nascita 1085
Morte 14 ottobre 1152
Dinastia Arms of the Kingdom of France (Ancien).svg Capetingi
Padre Ugo il Grande
Madre Adelaide IV
Consorte Eleonora di Blois
Petronilla d'Aquitania
Lauretta d'Alsazia
Figli Ugo
Elisabetta
Rodolfo
Eleonora

Rodolfo I di Vermandois detto il Prode (o il Guercio), conosciuto anche come Raul di Crépy , in francese è noto come Raoul Ier de Vermandois le Vaillant, o anche le Borgne (cioè cieco, da un occhio), (108514 ottobre 1152) fu conte di Vermandois e di Valois dal 1101 alla sua morte e, dal 1134 fu Siniscalco di Francia.

Indice

OrigineModifica

Secondo la Genealogiæ Scriptoris Fusniacensis, Rodolfo era il figlio maschio primogenito del conte e della contessa di Vermandois e di Valois, Ugo I il Grande e Adelaide IV[1], che, secondo il De Genere Comitum Flandrensium, Notæ Parisienses era figlia del Conte di Vermandois e di Valois, Erberto IV[2] e della moglie, Adelaide del Vexim o di Valois[3], che secondo la Chronica Albrici Monachi Trium Fontium, era figlia di Rodolfo IV di Vexin e di Adele di Bar-sur-Aube[4].
Ugo I il Grande, secondo l'Actus 10 del Hugonis Floriacensis, Liber qui Modernorum Regum Francorum continet era il figlio terzogenito del Re di Francia, Enrico I, e di Anna di Kiev[5], che era figlia di Jaroslav I il Saggio sovrano della Rus' di Kiev[6].

BiografiaModifica

Secondo il monaco e cronista inglese, Orderico Vitale, nel 1096, suo padre, Ugo il Grande, lasciò a Rodolfo ed al fratello, Enrico, il governo dei suoi territori (Radulfo et Henrico filiis suis, terram suam commisit)[7]; infatti in quell'anno, suo padre, Ugo il Grande, si aggregò ai Crociati, che partivano per la Terra Santa, a capo del contingente francese, come conferma il cronachista Guglielmo, arcivescovo della città di Tiro, nell'odierno Libano, nel Caput XVII del suo Historia rerum in partibus transmarinis gestarum[8], e, secondo l'Alessiade, Volume 2, fu il primo crociato a raggiungere Costantinopoli, dopo aver perso quasi tutti i suoi cavalieri, a causa di una terribile tempesta, che salvò solo la nave su cui si trovava Ugo, che, presa terra a Durazzo, fu condotto a Costantinopoli, ricevuto e sovvenzionato, dall'Imperatore bizantino, Alessio I Comneno[9].
Dopo la Presa di Antiochia, dove si guadagnò il soprannome di "Grande", i turchi Danishmendidi giunsero a loro volta ad assediare la città conquistata dai Crociati e, suo padre, Ugo il Grande, fu inviato a Costantinopoli, per chiedere aiuti ad Alessio I, ma avendo ottenuto un rifiuto, non fece più ritorno ad Antiochia e, nel 1098, ritornò in Francia[10], senza aver assolto il suo votum crucis.
La presa di Gerusalemme lo coprì di vergogna e, per riparare al suo atteggiamento fedifrago, Ugo il Grande, nel 1101 organizzò un esercito, con Guglielmo IX d'Aquitania, Oddone I di Borgogna (che assieme ad Ugo non aveva adempiuto al voto di partecipare alla crociata), e Guelfo IV di Baviera. Questo esercito, che si era reso colpevole di saccheggi attraversando il territorio bizantino, giunto a Costantinopoli, si divise in due colonne; secondo lo storico britannico e noto medievalista e bizantinista, Steven Runciman, la colonna di Ugo, venne attaccato e distrutto in un'imboscata da Qilij Arslan, dove Ugo venne ferito, i sopravvissuti raggiunsero Tarso, in Cilicia, dove Ugo di Vermandois, il 18 agosto, morì per le ferite riportate[11]. Anche la Chronique de Robert de Torigni, abbé du Mont-Saint-Michel riporta la morte di Ugo a Tarso (Mortuus est et Hugo Magnus apud Tarsum)[12] e ci conferma che a Ugo succedette il figlio maschio primogenito, Rodolfo (successi ei Rodulfus filius ejus)[12], come Rodolfo I.

Dopo essere rimasta vedova, sua madre, Adelaide, si risposò con Rinaldo II Conte di Clermont, figlio di Ugo I e di Margherita di Roucy[2].

Nel 1114, Rodolfo e la madre, Adelaide, secondo il Cartulaire de l'Abbaye de SaintCorneille de Compiègne 877-1216, assieme ai fratelli fecero due donazioni:

  • la prima, documento n° XXXIV, assieme ai fratelli, Enrico e Simone al monastero di Saint Corneille di Compiègne[13].
  • la seconda, documento n° XXXV, assieme al fratello, Enrico, sempre al monastero di Saint Corneille di Compiègne[14].

Nel 1117, il re di Francia, Luigi VI il Grosso, restituì alla madre, Adelaide, la Contea di Amiens, che era stata sottratta a suo zio, Simone e che, alla sua morte, nel 1122 circa, lasiò alla figlia di secondo letto Margherita, sposata al conte della Fiandra Carlo I.

Rodolfo sostenne suo cugino Re Luigi VI il Grosso[15] e poi il figlio di questi Luigi VII il Giovane contro i nobili ribelli[16].

Nel 1124, il Re d'Inghilterra e duca di Normandia, Enrico I Beauclerc si alleò col proprio genero, l'imperatore germanico Enrico V, che invase la Contea di Champagne, arrivando sino a Reims, dove si fermò, perché lo attendeva un imponente esercito (la maggior parte dei feudatari francesi si era allineata col proprio re, Luigi VI il Grosso, anche coloro che dieci anni prima si erano alleati col re d'Inghilterra, Enrico I Beauclerc.[17], di cui faceva parte anche Rodolfo di Vermandois e che lo costrinse a rientrare in Germania[18].

Nel 1129, alla presa di Livry, perse un occhio[19].
L'anno seguente, all'assedio di Coucy, ferì a morte Tommaso di Marle, che aveva ucciso suo fratello minore Enrico (1091-1130), e, che da quindici anni, con violenze e rapine, imperversava nel Regno di Francia[20]; Rodolfo aveva convinto il re Luigi VI ad organizzare una spedizione contro Tommaso che era signore di Coucy e di Boves[20].

Nel 1134, Rodolfo venne nominato Siniscalco di Francia, il comandante dell'esercito francese, da Luigi VI, dopo quattro anni che il titolo era vacante[21].

Col documento n° 4070 del Recueil des chartes de l'abbaye de Cluny. Tome 5, del 1140, l'abate di Cluny, riconosce Rodolfo come un benefattore del monastero stesso[22].

Nel 1138, erano arrivate alla corte di Francia, la nuova regina, la moglie del Re di Francia, Luigi VII, Eleonora d'Aquitania (Bordeaux, 1122 – Fontevrault, 1204), duchessa d'Aquitania e Guascogna[16], e la sua giovane sorella, Petronilla d'Aquitania, che s'invaghì del maturo Rodolfo, che fu sollecitato dalla regina a ripudiare la moglie, Eleonora di Blois, con tanta insistenza che, nel 1142, Rodolfo si fece convincere, ripudiò così Eleonora e sposò Petronilla, figlia secondogenita del duca Guglielmo X il Tolosano e di Aénor di Châtellerault, figlia del visconte Americo I di Châtellerault e della Maubergeon, l'amante di suo nonno Guglielmo IX il Trovatore[23].
Il re aveva convinto tre vescovi del Regno di Francia, Bartolomeo di Jur, vescovo di Laon, Pierre, vescovo di Senlis e Simone di Noyon, vescovo di Noyon, a sciogliere il matrimonio di Rodolfo con Eleonora di Blois, adducendo motivi di consanguineità e permettendo così il matrimonio tra Rodolfo e Petronilla. Ma non molto tempo dopo, in un concilio a Lagny-sur-Marne, i tre vescovi, troppo accomodanti, vennero scomunicati e la loro decisione annullata, il nuovo matrimonio considerato non valido e le contee furono poste sotto interdetto. Il Papa Innocenzo II, visto che continuavano a vivere come marito e moglie, scomunicò Rodolfo e Petronilla[24].

Siccome Lagny-sur-Marne era nella Contea di Champagne feudo di Tebaldo IV di Blois, fratello di Eleonora, la moglie ripudiata da Rodolfo il re prese il fatto come un'offesa personale e decise d'intervenire in favore di Petronilla e Rodolfo invadendo la contea di Champagne[24].
Nello stesso anno (1142), Tebaldo IV di Blois, per cercare di far recedere dalla sua decisione Rodolfo, entrò in conflitto contro di lui[24], che si era alleato al Re di Francia, Luigi VII[25].
Durante il conflitto, a seguito della conquista della città di Vitry-en-Perthois[26], anche sul regno di Francia e sulla coppia reale, ancora senza figli, cadde l'Interdetto della Chiesa.
Nel 1143, si arrivò alla pace, su consiglio di Bernardo di Chiaravalle, la contea di Champagne fu evacuata e gli interdetti furono ritirati, ma dato che Rodolfo e Petronilla rifiutarono di separarsi, vennero scomunicati per la seconda volta[24].
Luigi VII e Rodolfo allora invasero nuovamente la contea di Champagne, mentre il conte Tebaldo dette vita a una lega con i conti di Fiandra e Soissons, per opporsi al re di Francia e il conflitto divenne sempre più aspro[27].
Dopo la morte di Innocenzo II, con la nomina di Papa Celestino II (26 settembre 1143), Bernardo di Chiaravalle e il consigliere politico di Luigi VII, l'abate dell'Abbazia di Saint-Denis, Sigerio cominciarono a far pressione sul giovane re affinché mettesse fine al conflitto[27]. Alla fine del conflitto, nel 1144, l'esercito di Rodolfo con le truppe reali avevano occupato la contea di Champagne.

Ma dopo che la contea di Champagne era stata restituita a Tebaldo, e nello stesso tempo il vescovo Pietro della Châtre aveva riavuto l'arcivescovato di Bourges, in quanto i reali di Francia avevano seguito il consiglio di Sigerio e di Bernardo di Chiaravalle, a Rodolfo e Petronilla, che non erano tornati sulla loro decisione, continuando a convivere nonostante che il loro matrimonio fosse stato annullato, fu confermata la scomunica[27].

Quando Luigi VII, nel 1147, partì per la Seconda crociata, Rodolfo rimase in Francia con Sigerio, che fu reggente e governò il regno di Francia sino al rientro del re, nel 1149[28].

Il matrimonio con Petronilla terminò nel 1151, con la separazione tra Petronilla e Rodolfo, contemporaneamente al raffreddarsi del rapporto tra la sorella di Petronilla, Eleonora, e il re di Francia, Luigi VII, che si separarono nel 1152[29].

Rodolfo morì in quello stesso anno (Mortuus est etiam Radulfus de Perrona comes Viromandorum), lasciando il titolo di conte di Vermandois al figlio di primo letto, Ugo (relinquents parvulum filium, nomine Hugonem) come ci conferma la Chronique de Robert de Torigni, abbé du Mont-Saint-Michel[30], Ugo II; il necrologio del Priorato di Saint-Martin-des-Champs, ci informa sul giorno della morte, il 13 ottobre (III Id Oct)[31].

Matrimoni e discendenzaModifica

Verso il 1120, Rodolfo aveva sposato in prime nozze Eleonora di Blois[19], la figlia ultimogenita del conte di Blois, Châteaudun, Chartres e Meaux, oltre che signore di Sancerre, Stefano II di Blois, e di Adele d'Inghilterra[19], figlia del duca di Normandia e re d'Inghilterra, Guglielmo il Conquistatore e di Matilde delle Fiandre[32](1032 - 1083).
Rodolfo ebbe da Eleonora un figlio[33]:

Nel 1142, Rodolfo, dopo aver ripudiato Eleonora, come ci conferma la Chronica Albrici Monachi Trium Fontium, sposò, in seconde nozze, Petronilla d'Aquitania[34], che, secondo la Chronique de Guillaume de Nangis, era la figlia femmina secondogenita del duca di Aquitania, duca di Guascogna e conte di Poitiers, Guglielmo X il Tolosano[35] e della sua prima moglie, Aénor di Châtellerault ( † dopo il 1130), figlia del visconte Americo I di Châtellerault e della Maubergeon, che al momento della sua nascita era l'amante di suo nonno Guglielmo IX il Trovatore[36].Rodolfo da Petronilla ebbe tre figli[19]:

Il matrimonio con Petronilla terminò nel 1151, e, nel 1152, Rodolfo si sposò, in terze nozze, come ci conferma la Flandria Generosa, con Lauretta o Loretta d'Alsazia, figlia di Teodorico di Alsazia, conte delle Fiandre[38].
Da Loretta non ebbe alcun figlio[19].

NoteModifica

  1. ^ (LA) Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, tomus XIII, Genealogiæ Scriptoris Fusniacensis, par. 7, pag. 253
  2. ^ a b c (LA) Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, tomus XIII, De Genere Comitum Flandrensium, Notæ Parisienses, pag. 257
  3. ^ (LA) MActa Sanctorum, September, tomus VIII, par 69, pag. 725 (755)
  4. ^ (LA) Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, tomus XXIII, Chronica Albrici Monachi Trium Fontium, anno 1061, pag. 793
  5. ^ (LA) Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, tomus IX, Hugonis Floriacensis, Liber qui Modernorum Regum Francorum continet Actus 10, pag. 388, nota ***
  6. ^ (LA) Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, tomus IX, Hugonis Floriacensis, Liber qui Modernorum Regum Francorum continet, Actus 10, p. 388
  7. ^ (LA) Orderici Vitalis ... Historiae ecclesiasticae libri tredecem, Vol. III, Liber VII, cap. IV, p. 480
  8. ^ (LA) Historia rerum in partibus transmarinis gestarum, libro I, caput XVII
  9. ^ (IT) l'Alessiade, Volume 2, libro X, par. XXII, pagg. 193 e 194
  10. ^ (LA) Historia rerum in partibus transmarinis gestarum, libro VII, caput I
  11. ^ (EN) #ES Foundation for Medieval Genealogy : COMTES de VERMANDOIS 1080-1214 (CAPET) - HUGUES de France
  12. ^ a b (LA) Chronique de Robert de Torigni, abbé du Mont-Saint-Michel, anno 1102, pag. 124
  13. ^ (LA) Cartulaire de l'Abbaye de SaintCorneille de Compiègne 877-1216, doc. XXXIV, pagg. 70 e 71
  14. ^ (LA) Cartulaire de l'Abbaye de SaintCorneille de Compiègne 877-1216, doc. XXXV, pagg. 71 e 72
  15. ^ Louis Alphen, La Francia: Luigi VI e Luigi VII (1108-1180), pagg. 708 e 709
  16. ^ a b Louis Alphen, La Francia: Luigi VI e Luigi VII (1108-1180), pag. 719
  17. ^ Sugerio di Saint-Denis, nel suo libro Vie de Louis VI le Gros asserisce che Luigi VI beneficiò dell'aiuto di «una tale quantità di cavalieri e di gente che si sarebbero dette cavallette che nascondevano agli occhi la superficie della terra.» e facendo l'elenco dei nobili presenti, tra gli altri annovera il duca Ugo II di Borgogna, il conte Guglielmo II di Nevers, il conte Rodolfo di Vermandois, il conte Tebaldo IV di Blois, il conte Ugo I di Champagne, il conte Carlo I delle Fiandre detto il Buono, il duca Guglielmo IX d'Aquitania, il conte Folco V d'Angiò e il duca Conan III di Bretagna.
  18. ^ Louis Alphen, La Francia: Luigi VI e Luigi VII (1108-1180), pag. 718
  19. ^ a b c d e (EN) #ES Foundation for Medieval Genealogy : COMTES de VERMANDOIS 1080-1214 (CAPET) - RAOUL I "le Vaillant" de Vermandois
  20. ^ a b Louis Alphen, La Francia: Luigi VI e Luigi VII (1108-1180), pag. 709
  21. ^ Louis Alphen, La Francia: Luigi VI e Luigi VII (1108-1180), pagg. 737 e 738
  22. ^ (LA) Recueil des chartes de l'abbaye de Cluny. Tome 5, doc. 4070, pagg. 421 e 422
  23. ^ Louis Alphen, La Francia: Luigi VI e Luigi VII (1108-1180), pagg. 719 e 720
  24. ^ a b c d Louis Alphen, La Francia: Luigi VI e Luigi VII (1108-1180), pag. 720
  25. ^ Il re di Francia, Luigi VII aveva un altro motivo per combattere il conte di Champagne e di Blois, Tebaldo in quanto aveva anche dato rifugio all'arcivescovo di Bourges, Pietro de La Châtre, che il re aveva cacciato dalla sua diocesi per divergenze con papa Innocenzo II.
  26. ^ Durante i combattimenti per la conquista della città di Vitry-en-Perthois, le truppe reali unite a quelle del conte di Vermandois dettero fuoco alla chiesa della città in cui si erano rifugiati molti abitanti della città, sembra ca. 1300, che perirono tra le fiamme.
  27. ^ a b c Louis Alphen, La Francia: Luigi VI e Luigi VII (1108-1180), pag. 721
  28. ^ Louis Alphen, La Francia: Luigi VI e Luigi VII (1108-1180), pag. 722
  29. ^ Louis Alphen, La Francia: Luigi VI e Luigi VII (1108-1180), pag. 724
  30. ^ (LA) Chronique de Robert de Torigni, abbé du Mont-Saint-Michel, anno 1152, pagg. 263 e 264
  31. ^ (LA) Obituaires de la province de Sens. Tome 1,Partie 1, Prieuré de Saint-Martin-des-Champs, pagg. 462 e 463
  32. ^ (LA) Historia Ecclesiastica, vol. II, liber III, cap. VI, pagg. 92 e 93
  33. ^ a b (EN) Genealogy : Capet 8-Raoul I "le Vaillant" de Vermandois et de Valois
  34. ^ (LA) #ES Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, tomus XXIII, Chronica Albrici Monachi Trium Fontium. anno 1152, pag 841
  35. ^ a b (LA) #ES Chronique de Guillaume de Nangis, pag 18
  36. ^ (EN) #ES Foundation for Medieval Genealogy: Nobiltà Aquitana - GUILLAUME d'Aquitaine
  37. ^ (LA) #ES Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, tomus IX, Flandria Generosa (Continuatio Bruxellensis), pag 325
  38. ^ (LA) #ES Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, tomus IX, Flandria Generosa, par. 32, pag 324

BibliografiaModifica

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