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Roio

frazione dell'Aquila
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando il comune della provincia di Chieti, vedi Roio del Sangro.
Roio
Circoscrizione
Roio – Stemma
Roio – Veduta
Roio Piano
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
ProvinciaProvincia dell'Aquila-Stemma.png L'Aquila
ComuneCoat of Arms of L'Aquila, Italy.svg L'Aquila
Territorio
Coordinate42°19′52″N 13°21′20″E / 42.331111°N 13.355556°E42.331111; 13.355556 (Roio)Coordinate: 42°19′52″N 13°21′20″E / 42.331111°N 13.355556°E42.331111; 13.355556 (Roio)
Altitudine810 m s.l.m.
Abitanti1 577
Altre informazioni
Cod. postale67100
Prefisso0862
Fuso orarioUTC+1
Nome abitantiRoiani
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Roio
Roio

Roio (anche Rojo) è una località della città dell'Aquila comprendente quattro frazioni (Colle di Roio, Poggio di Roio, Roio Piano e Santa Rufina) che fino al 1927 costituivano il comune autonomo di Roio, poi Roio Piano, ed oggi formano la II circoscrizione della città.

Geografia fisicaModifica

 
Monte Luco visto dall'Aquila.

Il territorio di Roio si sviluppa a sud-ovest della città dell'Aquila, tra i territori di Lucoli e Bagno, alle pendici di monte Luco[1], detto anche Colle di Roio, ed intorno ad un altipiano che anticamente fu probabilmente un bacino lacustre. L'area occupata è quella relativa al versante settentrionale del monte di Roio (La Costa Grande - 1420 m.), estremità meridionale gruppo montuoso di Monte Ocre-Monte Cagno della catena del Velino-Sirente e confine ideale con il territorio di Lucoli[2], infatti costeggiando il territorio di Lucoli si arriva in località "Iaccio delle rose" dove inizia il territorio di Bagno. Nel 1985/1990 quando furono istituite le circoscrizioni nel Comune dell'Aquila si riscontra il passaggio della cimetta di Le Quàrtora (1783 m) tramite una piccola risega da Bagno a Roio.

StoriaModifica

 
Il santuario della Madonna di Roio presso Roio Poggio (2017)

L'esistenza del castello di Roio è testimoniata già nel X secolo[3], ed è certamente precedente a quella dell'Aquila. Sul suo nome originario, Roge o Rogie, sono state fatte numerose ipotesi; esso potrebbe derivare dalla roia, ovvero il canale di scolo delle acque[2]. Nel 1167 compare nel Catalogus Baronum con il nome di Rogeon Medium[4]. Tra il 1154 e il 1159, nel paese ora chiamato Roio Piano, nacque il famoso monaco, poi anacoreta sui monti del Gran Sasso, Franco. Il religioso è venerato come Santo grazie ai numerosi miracoli a lui attribuiti.

Nel XIII secolo, la comunità roiana partecipò con altri castelli del contado alla fondazione dell'Aquila ricevendo dei locali nel quarto di San Giovanni[4]. Il paese tuttavia mantenne una propria autonomia di cui rimane testimonianza in numerose carte, ove compare sotto il nome di Rodii, Castrum Rodii o Rodium[4]. A questo secolo viene datata anche l'edificazione della chiesa di Poggio di Roio originariamente dedicata a San Leonardo ed oggi santuario della Madonna di Roio[2].

Nel 1529, L'Aquila fu punita da Filiberto d'Orange per aver parteggiato con i francesi; la città fu saccheggiata, costretta al pagamento di una esosa tassa e fu separata dal suo contado, che venne spartito in feudi e dato in possesso a capitani dell'esercito imperiale: il territorio di Roio toccò a Francesco da Prato[3]. Successivamente il castello passò da una famiglia nobiliare all'altra, finché, nel XIX secolo, non furono abolite le feudalità[3].

Nel 1806, a causa della nuova suddivisione amministrativa voluta da Giuseppe Bonaparte entrò a far parte del Distretto di Aquila divenendo parte del Circondario di Aquila, mentre nel 1860, in seguito alla creazione del Regno d'Italia divenne comune autonomo con il nome di Roio o Rojo, successivamente cambiato in Roio Piano dal nome dell'allora villa principale della località.

Roio Piano rimase comune autonomo fino al 1927, quando fu accorpato all'allora comune di Aquila degli Abruzzi (oggi L'Aquila) per la creazione della cosiddetta Grande Aquila; da quel momento il suo territorio costituisce la II circoscrizione della città ed in località Poggio di Roio è presente una delegazione comunale.

Trattasi del Regio Decreto legge del 29 luglio 1927 (anno V era fascista) numero 1564 che prevede la soppressione e l'annessione al comune di Aquila degli Abruzzi dei comuni di Arischia, Bagno, Camarda, Lucoli, Paganica, Preturo, Roio, Sassa, nonché la frazione di San Vittorino del comune di Pizzoli. Nel 1947 Lucoli dopo essere stato per 20 anni una frazione dell'Aquila fu il solo a riuscire a ritornare comune autonomo a differenza degli altri 7 comuni soppressi.

Sul finire del XIX secolo Roio fu scelto per diventare polo dell'Università degli studi dell'Aquila: nella frazione di Poggio di Roio venne situata la sede della facoltà di Economia mentre sul monte Luco vennero realizzate moderne strutture destinate ad ospitare la Facoltà di Ingegneria.

L'intera area fu devastata dal terremoto dell'Aquila del 2009, il cui epicentro venne localizzato proprio nel territorio di Roio, in località Colle Miruci. I borghi vennero devastati dalla furia del sisma e si registrarono 3 morti, due dei quali nella frazione di Roio Piano e uno a Poggio di Roio. Tra gli edifici pubblici gravemente danneggiati dal sisma ci furono anche il Santuario della Madonna di Roio, la chiesa di San Marciano e le sedi delle due facoltà universitarie[5].

Nonostante i danni subiti la zona è stata scelta dal Dipartimento della Protezione Civile per accogliere alcuni residenti del centro storico e dei quartieri maggiormente colpiti dal sisma; le costruzioni provvisorie realizzate nel territorio di Roio in due diversi quartieri in località Poggio di Roio ospitano circa 900 sfollati[6][7].

MonumentiModifica

Santuario della Madonna di Roio (Poggio di Roio)Modifica

Il santuario è legato a una leggenda della statua della Madonna.

La statua, secondo la leggenda fu trovata da Felice Calcagno, un pastore originario di Lucoli, nel dicembre del 1578 in un bosco detto "Ruo" in locazione di Tressanti in Provincia di Foggia e non come da "leggenda" a Ruvo di Puglia, durante il periodo della transumanza. Il pastore aveva smarrito parte del suo gregge e pregò la Vergine per evitare il castigo da parte dei padroni; apparve al pastore una donna con un bambino in braccio e immersi in una luce abbagliante. La donna indicò al giovane il luogo dove riunire il gregge. Alcuni pastori, accorsi sul posto dopo la notizia del miracolo, trovarono una statua al posto della donna e vi riconobbero le sembianze della figura apparsa a Felice Calcagno, deciserò così di attendere la primavera per riportare con loro sul dorso di un mulo la statua ritrovata.

Una volta che i pastori giunsero a Roio, il mulo che trasportava la statua si inginocchio nei pressi dell'attuale Santuario (è presente una lapide commemorativa lungo la Via Mariana) e non volle più muoversi. I pastori portarono a spalla la statua a Lucoli. Il giorno seguente la statua non era più a Lucoli, ma a Poggio di Roio, nella chiesa di San Leonardo nel luogo dove ora sorge il Santuario Mariano. Nel luogo dove il mulo si inginocchiò era presente una croce e per questo motivo alla Madonna fu dato il titolo di "Madonna della Croce".

La chiesa è stata ricostruita completamente nel XVI secolo, ed ha un aspetto barocco a navata unica. L'interno è molto ben decorato da stucchi, che circondano l'altare con la statua della Madonna.

Chiesa dei Santi Marciano e Nicandro (Roio Piano)Modifica

La chiesa è il monumento storico principale del centro. Si trova fuori il borgo, sorta nel XII secolo come chiesa cimiteriale, situata tutt'oggi presso il campo santo lungo la strada dell'attigua contrada Santa Rufina di Roio. La chiesa è molto importante perché nel 1254, con la fondazione di L'Aquila, dette il proprio nome alla nuova chiesa del Quarto San Giovanni, sempre intitolata ai Santi Marciano e Nicandro. Altra chiesa dei roiani a L'Aquila è la tecentesca parrocchia di Santa Maria di Roio (via del Cardinale). Ciò fu una peculiarità rappresentativa di altri "castelli" fondatori della città, come Santa Giusta, Santa Maria Paganica, San Pietro a Coppito e San Giovanni d'Amiterno.

La chiesa attuale è frutto di una ricostruzione dopo il forte terremoto dell'Aquila del 1703. Il nuovo terremoto del 2009 ha fatto crollare l'intera facciata e parte del perimetro di sinistra, successivamente ricostruito con la facciata nel 2015. Soltanto il campanile a torre è rimasto pantellato. La chiesa ha impianto rettangolare a navata unica. La facciata è molto semplice, con i classici canoni severi dell'arte neoclassica. L'interno ha tele di pittori della scuola di Caravaggio, e volte a crociera, con piccole finestrelle laterali lungo il perimetro. Non vi sono particolari stucchi spiccanti.

Altri monumentiModifica

  • Palazzo Palitti, storica masseria settecentesca a Poggio di Roio, restaurata dopo il terremoto.
  • Chiesa di Santa Maria Assunta: a contrada Pianola.
  • Chiesa dell'Annunziata: a Colle di Roio.
  • Chiesa di Santa Scolastica, a Santa Rufina di Roio.

Luoghi d'interesseModifica

 
Polo didattico della Facoltà di Ingegneria dell'università

CulturaModifica

  • Università degli Studi dell'Aquila: presso il Monteluco è presente il palazzo del Polo didattico della Facoltà di Ingegneria, costruito negli anni '60. È l'edificio didattico in posizione più elevata del comprensorio universitario aquilano.

Geografia antropicaModifica

È formato da alcune frazioni che, fino al 1927, costituivano il comune autonomo di Roio Piano[8]. Tuttavia, con il termine Roio si intende spesso considerare l'intera area e le ville che lo compongono; ci si rivolge quindi ai seguenti centri:

Frazione Altitudine Abitanti Note
Colle di Roio 821 m 318 [9]
Poggio di Roio 831 m 739 [10]
Roio Piano 810 m 520 [11]
Santa Rufina - - [12]
1577

NoteModifica

  1. ^ Touring Club Italiano, pag.120
  2. ^ a b c Toponomastica dell'Appennino Abruzzese: Roio, su asciatopo.xoom.it. URL consultato il 26 ottobre 2011.
  3. ^ a b c Roio, su roio.it. URL consultato il 26 ottobre 2011.
  4. ^ a b c Alessandro Clementi, Elio Piroddi, pag.82
  5. ^ Ecco i palazzi di cartapesta, in Il Centro, 29 aprile 2009. URL consultato il 1º maggio 2010.
  6. ^ Dipartimento della Protezione Civile, L'area di Roio 2 (PDF) [collegamento interrotto], su protezionecivile.gov.it. URL consultato il 18 settembre 2011.
  7. ^ Dipartimento della Protezione Civile, L'area di Roio Poggio (PDF) [collegamento interrotto], su protezionecivile.gov.it. URL consultato il 18 settembre 2011.
  8. ^ Provincia dell'Aquila, pag.222
  9. ^ Italia in dettaglio, Colle di Roio, su italia.indettaglio.it. URL consultato il 25 ottobre 2011.
  10. ^ Italia in dettaglio, Poggio di Roio, su italia.indettaglio.it. URL consultato il 25 ottobre 2011.
  11. ^ Italia in dettaglio, Roio Piano, su italia.indettaglio.it. URL consultato il 25 ottobre 2011.
  12. ^ Italia in dettaglio, Santa Rufina, su italia.indettaglio.it. URL consultato il 25 ottobre 2011.

BibliografiaModifica

  • Elio Antonucci, Roio e il suo santuario, San Gabriele, Eco, 1986;
  • Alessandro Clementi, Elio Piroddi, L'Aquila, Bari, Laterza, 1986;
  • Filippo Murri, Roio e la sua storia, Fontecchio, La Fonte, 1989;
  • Provincia dell'Aquila, Guida turistica della Provincia dell'Aquila, L'Aquila, Provincia dell'Aquila, 1999;
  • Touring Club Italiano, L'Italia - Abruzzo e Molise, Milano, Touring Editore, 2005;

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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