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Il Romanzo di Troia (Le Roman de Troie) è un romanzo cortese scritto dal chierico francese Benoît de Sainte-Maure tra il 1160 e il 1170.

Miniatura dal "Romanzo di Troia": Giasone e il drago, il rapimento di Elena e l'incendio di Troia. (1330 circa; BnF)

Le roman de Troie è composto da circa 30 000 ottosillabi rimati a coppie nel dialetto della Turenna e si rifà, anche se non fedelmente, ai due testi latini di Darete Frigio e di Ditti Cretese: Daretis Phrigii de excidio Trojae Historia e Ephemeris Belli Troiani. Il tema è la storia della città di Troia.

Nel poema l'autore narra l'impresa degli Argonauti, la prima distruzione della città d'Ilio, il risorgere della città, gli avvenimenti accaduti durante l'assedio, il disfacimento dell'esercito greco e la sorte capitata ai suoi eroi, primo tra tutti Ulisse.

Lo stile è vivace e scorrevole e il taglio dato alla storia è prevalentemente centrato sull'amore cavalleresco. Molte, e accurate, sono all'interno della narrazione le storie d'amore come quella di Troilo, amante di Criseide, della sua passione, e in seguito della sua morte, dopo che l'amata, passata dal campo troiano a quello greco, lo dimentica per Diomede.

Il poema ebbe grande fortuna durante il Medioevo e specialmente in Germania dove molto viva era la credenza che i Franchi, come i Romani, discendessero dai Troiani fuggiaschi.

L'opera fu oggetto di una traduzione in latino compiuta dal messinese Guido delle Colonne nel 1287. A essa si ispirò Boccaccio nel poemetto in ottave Filostrato.

Del Roman de Troie fu stampata a Parigi, tra il 1904 e il 1912, una edizione critica in sei volumi a cura di Léopold Constans.

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