Romeo Costantini

Romeo Costantini (Roma, 21 marzo 1949) è un regista e sceneggiatore italiano.

BiografiaModifica

Gli inizi come scenografo

Romeo Costantini dopo aver frequentato i corsi di scenografia presso l'Accademia di belle arti di Roma, lavora nella scenografia di diversi film tra cui "Nell'anno del signore" di Luigi Magni, L'uccello dalle piume di cristallo e Il gatto a nove code di Dario Argento; "Sandokan" di Sergio Sollima, "Una ragione per vivere una per morire" di Tonino Valeri. e molti altri. Insieme alla scenografia cinematografica cura la scenografia di diverse opere liriche

L'esordio alla regia

Nel 1980, per la sua opera prima Costantini inizia a scrivere la sceneggiatura "Una notte di pioggia". Quasi due anni dopo, con la sceneggiatura terminata ottiene un contratto di distribuzione dalla GAUMONT Italia, la filiale italiana della storica casa di distribuzione francese che con la presidenza di Renzo Rossellini sta già realizzando "La città delle donne" di Federico Fellini e "Il mondo nuovo" di Ettore Scola". Un altro anno trascorre nella scelta degli attori e nella preparazione e poi si comincia a girare.

Ma la realizzazione del film attraversa varie vicissitudini in parte dovute al tema del film contro il nucleare (L'ENEL si rifiuta di concedere per le riprese la centrale nucleare di Caorso e non si trova un'altra centrale per le riprese dal vero), in parte perchè a circa metà lavorazione la Gaumont francese decide di chiudere la sua filiale italiana e blocca tutti i film in lavorazione, compreso "Una notte di Pioggia".

Dopo un periodo di fermo la produzione del film, la CO.A.L.A (Cooperativa Autori e Lavoratori Associati) di cui Costantini è presidente, riesce rocambolescamente ad ottenere del fondi pubblici per l'incredibile intervento dell'allora Presidente della Repubblica Sandro Pertini.

Terminato nel 1983 il film è selezionato per il Festival del Cinema di Venezia del 1984 dove, tacciato di antiamericanismo da un noto quotidiano italiano, ottenne da "Variety" la storica rivista americana che si occupa di cinema, una entusiastica recensione.

Dopo Venezia l'opera prima di Costantini è selezionata per molti altri festival italiani e internazionali: nel 1984 è in concorso al Festival del Cinema Italiano a Nizza, mentre nel 1985 è finalista per il Globo d'Oro della stampa Estera.

Estremamente ben realizzato e recitato, nonostante le vicissitudini e il budget ristretto del budget il film di Romeo Costantini è anche un prodotto coraggioso per quegli anni: una storia di fantapolitica incentrata su un fisico nucleare, che analizza e incarna fino in fondo le paure del nucleare che agitavano l'Europa nel periodo in cui fu girato, (quando si pensava all'installazione degli "Euromissili" USA a Comiso) e nel periodo in cui girò per i numerosi festival (alla vigilia del referendum sul nucleare seguito alla catastrofe di Chernobyl). Ma proprio perchè in odore di essere antiamericano, antinucleare (e lo è) e contro la scienza legata agli armamenti - ma soprattutto senza la potente Gaumont Italia che per la sua indole progressista aveva scelto di distribuirlo, il film, che avrebbe portato al cinema i milioni di giovani che manifestavano, non solo in Italia contro il nucleare, fu ignorato da altre distribuzioni e condannato ad un immeritato oblio.

Il film uscì in una sciatta distribuzione regionale e poi in videocassetta solo nel 1986 e con il nuovo titolo L'uomo della guerra possibile.[1]

Nel 1990 Costantini scrive e dirige il suo secondo lungometraggio Scene di Bohème, Nel 1991 la proragonista del film, Ursula von Beackler viene premiata al festival di Saint Vincent come migliore attrice protagonista.

FilmografiaModifica

Regista e SceneggiatoreModifica

SceneggiatoreModifica

ScenografoModifica

Assistente ScenografoModifica

  • Nell'anno del signore, regia di Luigi Magni (1969)
  • Una ragione per vivere una per morire regia di Tonino Valeri (1972)

AttoreModifica

NoteModifica

BibliografiaModifica

  • Roberto Poppi, Costantini, Romeo, in Dizionario del cinema italiano. I registi, Roma, Gremese, 2002, p. 123.
  • Maurizio D'Avino Lorenzo Rumori Dario Argento si gira Roma, Gremese, 2014, p. 206

Collegamenti esterniModifica

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