Romeo Montecchi

protagonista della tragedia di William Shakespeare Romeo e Giulietta
Romeo Montecchi
Romeo and juliet brown.jpg
Romeo e Giulietta nella scena del balcone dipinta da Ford Madox Brown nel 1870
Lingua orig.inglese
AutoreWilliam Shakespeare
1ª app. inRomeo e Giulietta
SessoMaschio

Romeo Montecchi (nome originale inglese Romeo Montague) è il protagonista della tragedia di William Shakespeare Romeo e Giulietta. Egli è l'unico figlio ed erede dell'influente famiglia Montecchi di Verona, è nato in nobiltà ed ha un servo personale, Baldassarre. Romeo è un ragazzo di sedici anni, bello, intelligente e sensibile, sebbene sia impulsivo e immaturo ed è abile nell'uso della spada, è anche un lettore di poesie d'amore e, nella sua ricerca tipicamente giovanile della grande passione, cerca di emulare l'amore ideale dei sonetti tanto in voga all'epoca. Il suo ardore e il suo idealismo lo rendono un personaggio apprezzato ed amato. Nonostante viva nel mezzo di una faida tra la sua casata e quella dei Capuleti, egli non è interessato alla violenza, il suo interesse è l'amore, dapprima per una certa Rosalina.[1]

StoriaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Romeo e Giulietta.

L'opera di Shakespeare Romeo e Giulietta è una delle storie d'amore più note di ogni tempo e, raccontando il sentimento impossibile e travolgente dei due giovani veronesi, è entrata ormai nell'immaginario romantico avendo assunto nel tempo un valore simbolico, diventando l'archetipo dell'amore perfetto ma avversato dalla società. La storia di Romeo e Giulietta è la storia d'amore per eccellenza; un amore che è più grande di ogni altra cosa e che riuscirà a prevalere sull'odio delle due famiglie.[2]

Romeo rimane colpito alla vista della bella Giulietta durante un ballo in maschera, venendo ricambiato e il loro amore è immediato e irresistibile. La sera stessa i due innamorati si dichiarano e decidono di sposarsi di fronte a frate Lorenzo. In seguito a un duello, Romeo viene però esiliato e i due sposi possono vivere così una sola notte d'amore. Per non convolare a nozze con un nobile scelto dai genitori, Giulietta berrà una pozione datale dal frate che la farà cadere in una sorta di morte apparente per 42 ore. Ma Romeo non viene avvisato in tempo del piano e credendo Giulietta morta, la raggiunge nella tomba e si uccide. Quando lei si sveglia, vedendo l'amato ormai esanime, si toglie la vita con il suo pugnale.[3]

Altre notizieModifica

Il personaggio di Romeo è molto simile a quello di Piramo, protagonista di un antico mito babilonese molto conosciuto nella società greca e romana. Anch'egli era innamorato pazzamente di Tisbe, tuttavia a causa dell'odio delle rispettive famiglie i due furono costretti a pianificare una fuga. Il piano però fallisce e Piramo, credendo che Tisbe fosse morta, si pugnala. Poco dopo sul posto giunge la ragazza e vedendo il compagno esanime si trafigge anche lei il petto.[4]

NoteModifica

  1. ^ Ramos, pag. 15
  2. ^ Romani, pag. 9
  3. ^ Scolari, pag. 90
  4. ^ Scolari, pag. 100

BibliografiaModifica

  • Mario Ramos, Roméo et Juliette, Paris, L'École des Loisirs, 2005.
  • Felice Romani, I Capuleti e i Montecchi, Milano, Ricordi, 1995.
  • Filippo Scolari, Sulla pietosa morte di Giulia Capuleta e Romeo Montecchi, Livorno, Nistri Masi, 1831.

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