Rosanna Schiaffino

attrice italiana
Rosanna Schiaffino in La mandragola (1965)

Rosanna Schiaffino (Genova, 25 novembre 1939Milano, 17 ottobre 2009) è stata un'attrice italiana.

BiografiaModifica

 
Rosanna Schiaffino con Totò in una scena de La mandragola (1965), di Alberto Lattuada

Inizia a lavorare come modella - sembra soprattutto su spinta della madre Gelsomina Pensieri (contessa di origine indiana che si faceva chiamare Jasmine[1]), che ne guidò la carriera i primi anni - dopo avere partecipato ad alcuni rotocalchi e vinto vari concorsi di bellezza. Trasferitasi a Roma intorno al 1953, e anni dopo a Milano, l'esordio al cinema avvenne a 18 anni, con un ruolo secondario in Totò lascia o raddoppia? (1956) di Camillo Mastrocinque. Si impone subito grazie alla sua prorompente bellezza mediterranea, sottolineata dall'aspetto bruno ed esotico, ma dimostrò presto anche doti interpretative e versatilità in varie pellicole italiane e straniere, come La sfida (1958) di Francesco Rosi (al suo debutto), Il vendicatore (1959) di William Dieterle, Ferdinando I° re di Napoli (1959) di Gianni Franciolini, La notte brava (1959) di Mauro Bolognini, che la dirigerà ancora nel 1963, La congiura dei potenti (1961) di André Hunebelle e Due settimane in un'altra città (1962) di Vincente Minnelli, con protagonisti Kirk Douglas, Edward G. Robinson e Cyd Charisse, ove, tra l'altro, si colse una straordinaria somiglianza con la collega israeliana Daliah Lavi.

La Schiaffino nel 1963 viene diretta da Roberto Rossellini in un episodio di Ro.Go.Pa.G., ove partecipò con un piccolo ruolo anche la sorella Maria Pia (scomparsa in un tragico incidente con il figlio nel 1983), e nuovamente da Mauro Bolognini in La corruzione, accanto ad Alain Cuny. Nel 1965 fu molto apprezzata nell'adattamento di Alberto Lattuada de La mandragola, ove interpretava il ruolo di Lucrezia, per cui nel 1966 venne premiata con una Targa d'oro ai David di Donatello, oltre ad essere stata nominata al Nastro d'argento come migliore attrice protagonista. Al culmine della popolarità, nello stesso anno recita con Stewart Granger in A 009 missione Hong Kong di Ernst Hofbauer. Oltre che a lavorare nel cinema europeo, tornò a recitare in film di produzione statunitense quali I vincitori (1963) di Carl Foreman, con protagonisti George Peppard e Romy Schneider, e Le lunghe navi (1964) di Jack Cardiff, ove recitò assieme a Richard Widmark e Sidney Poitier. Nel 1966 fu la protagonista, insieme a Tony Curtis, della caustica commedia britannica Arrivederci, Baby! di Ken Hughes, cui seguì una partecipazione al film in costume L'avventuriero (1967) di Terence Young, ove ebbe come partner Anthony Quinn e Rita Hayworth. In quegli anni anche vari registi italiani la affiancano a noti attori stranieri, come Richard Johnson in La strega in amore (1966) Damiano Damiani, Mel Ferrer in El Greco (1966) di Luciano Salce e Maximilian Schell in Simon Bolivar (1969) di Alessandro Blasetti.

Nonostante il buon successo di alcune di queste pellicole e la notorietà internazionale, dalla fine degli anni sessanta partecipò soprattutto a produzioni cinematografiche italiane e di scarso rilievo, anche se alcune di loro sono poi divenute un cult, come Trastevere (1971) di Fausto Tozzi e La Betìa ovvero in amore, per ogni gaudenza, ci vuole sofferenza (1971) di Gianfranco De Bosio. Alla metà degli anni settanta decise di ritirarsi definitivamente dalle scene; le sue ultime apparizioni sul grande schermo e in una produzione televisiva sono state, rispettivamente, in La ragazza dalla pelle di corallo (1976) di Osvaldo Civirani e Don Giovanni in Sicilia (1977) di Guglielmo Morandi.

La Schiaffino è stata sposata due volte: la prima nel 1963 con il produttore cinematografico Alfredo Bini, da cui nacque Annabella nel 1969, e la seconda nel 1978 con l'imprenditore e velista Giorgio Falck, da cui ebbe Guido (Nanni) nel 1981. Il divorzio da Falck e le battaglie legali per l'affidamento e il mantenimento del figlio hanno occupato a lungo la cronaca rosa.

Colpita nel 1991 da un cancro al seno, si impegnò a lungo nella lotta contro questa malattia insieme alla Fondazione di Umberto Veronesi, ma morì il 17 ottobre 2009, a 69 anni.[2] I funerali si sono svolti il 19 ottobre 2009 nella chiesa di Santa Maria Segreta a Milano e fu tumulata nel cimitero di Portofino, accanto alla madre.

FilmografiaModifica

Doppiatrici italianeModifica

PremiModifica

NoteModifica

  1. ^ Rosanna Schiaffino, una vita da diva fra cinema e tribunali, di Tony Damascelli, il Giornale, 18 ottobre 2009
  2. ^ Muore Rosanna Schiaffino, liberoquotidiano.it, 17 ottobre 2009. URL consultato il 4 giugno 2017.

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Collegamenti esterniModifica

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