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Rosciolo dei Marsi

frazione del comune italiano di Magliano de' Marsi

Geografia fisicaModifica

Il paese marsicano è situato alle pendici del monte Velino a 909 m s.l.m.[2]. Dista circa 5 chilometri dal capoluogo comunale[3], 18 da Avezzano[3], 50 dall'Aquila[3] e 100 da Roma[3].

Origini del nomeModifica

L'etimologia del nome è incerta. Lo storico Muzio Febonio nella sua opera Historiae marsorum, la fa risalire al termine latino "Roseolum", quindi "Rosciolum". Questa ipotesi legherebbe il toponimo alla rosa. In epoca remota in questi luoghi, quando giunsero i primi abitanti, sarebbero stati presenti molti roseti. Un'altra ipotesi lega il nome "Rosciolum" (in alcuni documenti antichi riportata anche come "Rosculum" o "Rusculum") al toponimo di "Roscio", nome di molte famiglie patrizie romane[4].

StoriaModifica

 
Veduta del borgo antico

Il nome del borgo appare con chiarezza nel 1080 dove la principale chiesa risulta essere registrata presso il monastero di Montecassino. In epoca medievale fu sede di un castello appartenente ai conti dei Marsi, in seguito ceduto da Berardo V, insieme alla chiesa di Santa Maria in Val Porclaneta ai monaci benedettini di Montecassino.

«Berardus etiam comes filius Berardi Marsorum Comitis eo tempore obtulit B. Benedicto Monasterium S. Mariae in Valle Porclanesi, et Castellum Roscolum cum pertinentiis suis.»

(Chronica monasterii Casinensis, Leone Marsicano[5])

Il paese s'ingrandì grazie all'unione di alcune ville che sorgevano nel territorio. Le località di Carce, Villa Maggiore, Villa San Martino, Villa Santa Maria e Villa di San Barnaba iniziarono il processo di aggregazione in seguito alla distruzione subita ad opera degli angioini guidati da Carlo I D'Angiò dopo la vittoriosa battaglia di Tagliacozzo. Oltre alla chiesa madre nel paese c'erano la chiesa di Santa Maria in Valle Porclaneta e la chiesa rurale dedicata a san Sebastiano[6][7].

Il paese conserva ancora il suo nucleo originario tardo quattrocentesco[8]. All'epoca dell'incastellamento il borgo s'ingrandì ulteriormente e solo nel 1485 fu dotato di torre difensiva e di mura perimetrali[9] costruite su progetto dell'architetto Berardino Clario il cui nome fu inciso sulla porta principale del paese[10]. Alcune parti delle mura perimetrali e basi di contrafforti sono ancora visibili. Rosciolo dei Marsi fino all'eversione feudale fu una università autonoma, solo dopo il 1806 fu aggregata al comune di Magliano de' Marsi. Il paese posto al confine dei due Regni, appena dopo l'Unità d'Italia, fu scelto tra le località strategiche da alcune bande del brigantaggio postunitario[11].

La faglia di Rosciolo risulta essere una delle principali faglie dell'Abruzzo[12]. A causa del terremoto del 1904 il paese subì gravi danni. Il 24 febbraio di quell'anno si registrò una scossa del IX grado della scala Mercalli che causò gravi danni ma nessuna vittima[13]. Dopo il catastrofico terremoto della Marsica del 1915 fu invece uno dei pochi paesi marsicani, insieme ad alcuni centri del tagliacozzano e del carseolano, a rimanere quasi indenne subendo danni non irreparabili[4]. Nel 1928 una grave alluvione inondò la valle Porclaneta[14].

L'8 marzo del 1962 si verificò alle porte del paese un grave incidente aereo. Si schiantò sul monte Velino a 2350 metri slm a circa 125 metri dalla vetta, l'aereo Douglas DC-6B del volo della società aerea Mediterranea di ritorno a Roma da Khartum. Perirono il comandante, Salvatore Di Gaetano e quattro membri dell'equipaggio[15].

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Architetture religioseModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di Santa Maria in Valle Porclaneta e Chiesa di Santa Maria delle Grazie (Rosciolo dei Marsi).
 
Chiesa di Santa Maria delle Grazie
 
Chiesa di San Sebastiano
 
Chiesetta di San Barnaba
 
Valle Porclaneta
Chiesa di Santa Maria in Valle Porclaneta
Edificio di culto in stile romanico situato in fondo alla valle Porclaneta, un'area situata alle pendici del monte Velino. La chiesa di piccole dimensioni è ciò che rimane di una badia benedettina costruita intorno alla metà dell'XI secolo[16]. Dichiarata monumento nazionale nel 1902 per l'alto valore del suo contenuto artistico e per lo splendore[17].
Chiesa della Madonna delle Grazie
Chiesa parrocchiale risalente all'XI secolo. La facciata presenta il rosone gotico e un portale del XIII secolo, appartenente alla chiesa originaria, posto a destra e un portale del 1446 sulla sinistra. L'interno è a tre navate con numerosi affreschi restaurati a partire dal 1998[18].
Chiesa di San Sebastiano
L'edificio di culto originario risalente tra il V e il VII secolo venne edificato con ogni probabilità sui resti di una villa romana[19]. La chiesa rurale contemporanea che venne riedificata nel corso del Quattrocento è situata alle porte dell'abitato. Internamente a navata unica presenta un affresco del 1564 e la copia dell'affresco raffigurante san Sebastiano collocato all'interno della chiesa parrocchiale. L'altarino in pietra proviene dalla chiesetta rurale di San Barnaba. In portale in pietra cinquecentesco è sovrastato da una lunetta a tutto sesto affrescata. L'edificio fu gravemente danneggiato dai terremoti del 1904 e del 1915. Dopo i lavori di ristrutturazione, restauro e consolidamento antisismico completati nel 2018 l'edificio è stato riaperto al culto dal vescovo di Avezzano, Pietro Santoro[20].
Chiesetta di San Barnaba
Venne edificata nell'omonima valle sui ruderi di Villa di San Barnaba alle pendici del monte Velino. La chiesa rurale è dedicata a Barnaba apostolo.

Architetture militariModifica

  • Torre risalente alla seconda metà dell'XV secolo inglobata nel nucleo urbano del borgo antico[9].

MonumentiModifica

  • Monumento ai caduti, inaugurato nel 1979[21].

Aree naturaliModifica

Cammino dei Briganti
Itinerario naturale costituito da diverse tappe che tocca alcuni comuni dell'Abruzzo e del Lazio per un totale di circa cento chilometri. Il percorso inizia a Sante Marie e tocca altre località della Marsica estendendosi fino al Cicolano, ripercorrendo la storia e i luoghi dei briganti posti al confine tra lo Stato Pontificio e il Regno delle due Sicilie[22].

SocietàModifica

Tradizioni e folcloreModifica

Tra l'ultima domenica di agosto e la prima domenica di settembre si tengono le feste patronali in onore di santa Costanza. A fine agosto si rinnova annualmente il gemellaggio con i fedeli di San Donato Val di Comino (FR)[23].

NoteModifica

  1. ^ Frazione di Rosciolo dei Marsi, Il Portale d'Abruzzo. URL consultato il 25 novembre 2016.
  2. ^ Dati su Rosciolo dei Marsi, ItaliaInDettaglio.
  3. ^ a b c d Distanza fornita da Google Maps: Percorso più veloce
  4. ^ a b Carlo Di Sandro, Le origini di Rosciolo, Terre Marsicane. URL consultato il 6 aprile 2018 (archiviato dall'url originale il 6 aprile 2018).
  5. ^ Carlo Di Sandro, Quadro storico di Rosciolo dei Marsi, Terre Marsicane. URL consultato il 6 aprile 2018 (archiviato dall'url originale il 6 aprile 2018).
  6. ^ Di Pietro
  7. ^ Franco Zazzara, Storia dell'Abruzzo attraverso le sue diocesi (1848) (PDF), Wordpress. URL consultato il 6 aprile 2018.
  8. ^ Viaggiatori stranieri in terra d'Abruzzo (Alfred Steinitzer, 1911) (PDF), Regione Abruzzo. URL consultato il 6 aprile 2018.
  9. ^ a b Torre di Rosciolo dei Marsi, Regione Abruzzo. URL consultato il 17 agosto 2018.
  10. ^ Antinori
  11. ^ Fulvio D'Amore, Brigantaggio postuniano. Falsificazioni e inattendibilità, Terre Marsicane. URL consultato il 6 aprile 2018 (archiviato dall'url originale il 18 agosto 2018).
  12. ^ Sisma nella Marsica, salva l'antica chiesa, il Centro, 11 gennaio 2011. URL consultato il 6 aprile 2018.
  13. ^ Giuseppe Di Girolamo, Il terremoto del 1904, Terre Marsicane. URL consultato il 6 aprile 2018 (archiviato dall'url originale il 12 gennaio 2018).
  14. ^ a b Leo De Rocco, Il gioiello del Velino, Abruzzo storie e passioni, 16 agosto 2015. URL consultato il 28 febbraio 2019.
  15. ^ Thursday 8 March 1962, Aviation-safety.net.
  16. ^ Chiesa di Santa Maria in Val Porclaneta, Regione Abruzzo.
  17. ^ Elenco degli edifizi monumentali in Italia, su archive.org, Ministero della pubblica istruzione, 1902, p. 385. URL consultato il 6 aprile 2018.
  18. ^ Carlo Di Sandro, Madonna delle Grazie, Terre Marsicane. URL consultato il 6 aprile 2018 (archiviato dall'url originale il 6 aprile 2018).
  19. ^ Chiesa di San Sebastiano - Rosciolo dei Marsi, Le Chiese delle Diocesi Italiane. URL consultato il 18 agosto 2018.
  20. ^ Cristina Vitale, A Rosciolo ricostruita anche l'ultima chiesa andata distrutta durante il terremoto del 1915, Marsica Live, 17 agosto 2018. URL consultato il 18 agosto 2018.
  21. ^ Vincenzo Cianciarelli, Monumento ai Caduti, Terre Marsicane (tratto da Il Tempo). URL consultato il 6 aprile 2018 (archiviato dall'url originale il 7 aprile 2018).
  22. ^ Il Cammino dei Briganti, Wordpress. URL consultato il 6 aprile 2018.
  23. ^ Piercarlo Gugliotta, Festa di S. Costanza a San Donato Val Comino (gemellaggio con Rosciolo dei Marsi), Diocesi di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo, 11 settembre 2014. URL consultato il 23 settembre 2018.

BibliografiaModifica

  • Anton Ludovico Antinori, Annali degli Abruzzi. Volume I. Dai tempi preromani fino alla venuta di Cristo, Abruzzo, XVIII secolo.
  • Andrea Di Pietro, Agglomerazione delle popolazioni attuali della Diocesi dei Marsi, Tipografia Marsicana, Carsoli, 1869.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

  • Sito culturale su Rosciolo, su rosciolodeimarsiblog.wordpress.com, WordPress.com. URL consultato il 6 aprile 2018.
  • Rosciolo dei Marsi, su terremarsicane.it, Terre Marsicane. URL consultato il 6 aprile 2018 (archiviato dall'url originale il 6 aprile 2018).
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