Rosso veneziano (miniserie televisiva)

Rosso veneziano è uno sceneggiato televisivo trasmesso in cinque puntate nel 1976 dalla Rete Uno, diretto da Marco Leto, trasposizione del romanzo omonimo di Pier Maria Pasinetti.

Rosso veneziano
Rosso veneziano (miniserie televisiva).png
PaeseItalia
Anno1976
Formatominiserie TV
Generedrammatico
Durata320 min. (complessiva)
Lingua originaleitaliano
Rapporto1.33:1
Crediti
RegiaMarco Leto
Soggettotratto dal romanzo omonimo di Pier Maria Pasinetti
SceneggiaturaDiego Fabbri, Pier Maria Pasinetti, Marco Leto
Interpreti e personaggi
FotografiaMario Bernardo, Ludovico Negri Della Torre
MontaggioMarco Leto, Anna Giannoccaro
MusicheVito Griva (curatore)
ScenografiaDavide Negro
CostumiMariolina Bono
ProduttoreGiancarlo Giordanino (organizzatore), Fulvio Richetto (coordinatore)
Casa di produzioneRAI - Radiotelevisione Italiana
Prima visione
Dal15 febbraio 1976
Al14 marzo 1976
Rete televisivaRete Uno

TramaModifica

Tra il 1938 e il 1940, si svolgono le vicende di due famiglie veneziane, i Partibon e i Fassola, amiche di vecchia data ma divise da inconciliabili diversità. Paolo Partibon, stimato pittore sposato con Vittoria, ha tre figli: Giuliano, semplice e gioviale, Giorgio, intellettuale e intransigente, ed Elena, nota per la sua bellezza e il carattere imprevedibile. L'avvocato Augusto Fassola, fratello di un politico in ascesa, ha tre figli a sua volta: Massimo, giovane esuberante e valoroso aviatore, Enrico, introverso e tormentato, candidato alla carriera diplomatica, e la piccola Dora. Enrico Fassola è da sempre innamorato di Elena Partibon, la quale da sempre lo respinge perché legata fra molti ostacoli a un altro giovane, Ruggero Tava, da un sentimento profondo.

Alla morte, nel 1938, della matriarca Partibon, Elisabetta, madre di Paolo; sono presenti tutti i familiari di città e di campagna, ad eccezione di uno, il figlio Marco, assente dall'Italia da trent'anni a causa di dissapori con la madre e del quale pare si siano perse le tracce. I fratelli, Giorgio ed Elena, si mettono alla sua ricerca, e a questo scopo Giorgio si unisce a Enrico in un viaggio a Berlino, dove lo zio avrebbe trascorso un lungo periodo. Lì conosce Manuela, figlia di Marco e di una ebrea austriaca, della quale ignorava l'esistenza, e da lei apprende che lo zio si sta adoperando per mettere in salvo negli Stati Uniti d'America moglie e figlia per sfuggire alle persecuzioni razziali. Nel frattempo, a Venezia, la famiglia Partibon si trova davanti alla propria rovina finanziaria e, dopo aver venduto la casa, si prepara malgrado tutto serenamente a trasferirsi in campagna, presso i parenti di Corniano. Elena riallaccia la sua relazione con Ruggero Tava, interrotta bruscamente qualche anno prima, e ne diventa l'amante benché egli si sia sposato da poco. Massimo Fassola si lega a sua volta a Maria Partibon, cugina di campagna di Elena e Giorgio, ma poco prima dell'inizio della guerra muore in un volo di collaudo, lasciando incinta la ragazza.

Marco Partibon ricompare inaspettatamente a Venezia dopo che tutte le ricerche dei due nipoti si erano rivelate vane. In un primo momento mantiene il segreto evitando di informare i familiari e prende contatto casualmente con il solo Ruggero Tava, in procinto di partire per il fronte. Pochi giorni dopo, arriva la notizia della morte di quest'ultimo in un'azione di guerra, e a portarla a Elena è Enzo Bolchi, giovane arrogante fascista da sempre nemico giurato dei Partibon. La ragazza, che si è appena scoperta incinta, ne è sconvolta; il fratello Giorgio affronta Bolchi e sfoga in un pestaggio la sua rabbia e il suo orrore. Alla rissa assiste in incognito Marco Partibon, che poco dopo avvicina il nipote e si fa riconoscere, rientrando così in famiglia. Il suo ritorno, malgrado i lutti e la prospettiva del periodo durissimo che si sta aprendo con l'entrata in guerra dell'Italia, porta nuove speranze e la riconciliazione in famiglia, permettendole inoltre di rientrare in possesso della casa di Venezia, nella quale molti legami affettivi ritrovano la loro collocazione e la loro forza.

ProduzioneModifica

Lo sceneggiato venne girato nel 1975 dalla Rai con grande dispiego di mezzi: una cinquantina di attori accreditati, dei quali una trentina in ruoli di primo piano, con mezzi cinematografici e televisivi; fu uno dei primi sceneggiati (oggi miniserie) ad essere realizzato a colori con le telecamere televisive per le riprese in interni, anche se, al momento della prima visione, lo si vide in bianco e nero. A colori lo si vide soltanto nelle repliche successive al 1977.

È stato pubblicato per la prima volta in DVD nel novembre del 2019 in un'edizione con copertina cartonata destinata soltanto alle edicole.

Colonna sonoraModifica

La colonna sonora è composta da brani di Antonio Vivaldi e Luigi Dallapiccola.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

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