Rotta verso l'ignoto

film del 1991 diretto da Nicholas Meyer
Rotta verso l'ignoto
Rottaversolignoto.png
La USS Enterprise e la USS Excelsior in una scena del film
Titolo originaleStar Trek VI: The Undiscovered Country
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno1991
Durata109 min (Versione integrale 113 min)
Rapporto2,35:1
Generefantascienza, avventura
RegiaNicholas Meyer
SoggettoLeonard Nimoy, Lawrence Konner, Mark Rosenthal, basato su Star Trek di Gene Roddenberry
SceneggiaturaNicholas Meyer, Denny Martin Flinn
ProduttoreRalph Winter, Steven-Charles Jaffe
Produttore esecutivoLeonard Nimoy
FotografiaHiro Narita
MontaggioWilliam Hoy, Ronald Roose
Effetti specialiTerry D. Frazee, Scott Farrar, Craig Barron, Bill George
MusicheCliff Eidelman
ScenografiaHerman Zimmerman, Nilo Rodis-Jamero, Mickey S. Michaels
CostumiDodie Shepard
TruccoMichael Mills, Ed French, Richard Snell
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Primo doppiaggio

Doppiaggio scene aggiunte edizione integrale

Rotta verso l'ignoto (Star Trek VI: The Undiscovered Country) è un film di fantascienza del 1991 diretto da Nicholas Meyer, sesto film della serie cinematografica di Star Trek e l'ultimo con il cast originale al completo (che con il film successivo Generazioni lascia il testimone al cast della serie Star Trek: The Next Generation).

Per l'home video il film è stato distribuito col titolo Star Trek VI - Rotta verso l'ignoto.

TramaModifica

La nave stellare USS Excelsior, comandata da Hikaru Sulu, viene coinvolta nell'improvvisa esplosione della luna Praxis, una preziosa fonte di energia dell'Impero Klingon. La distruzione di Praxis, oltre a provocare un collasso economico, danneggia l'ozonosfera di Qo'noS, il pianeta nativo dei Klingon, i quali decidono di accordare la pace con la Flotta Stellare per farsi aiutare di fronte alla crisi.

La Federazione dei Pianeti Uniti accetta l'appello e invia l'equipaggio della USS Enterprise per incontrarsi con il cancelliere dei Klingon, Gorkon, e scortarlo sulla Terra per negoziare la pace. Il capitano dell'Enterprise, James T. Kirk, trova l'incarico difficile per via del profondo rancore che prova verso i Klingon, i quali hanno ucciso suo figlio, David. Durante il viaggio, dopo una difficile cena tra le due fazioni, il vascello Klingon viene colpito da due siluri, apparentemente sparati dall'Enterprise, che disabilitano la gravità all'interno. Nella confusione, due misteriosi individui nascosti in tute spaziali della Flotta e dotati di scarponi magnetici per camminare si teletrasportano nella nave dei Klingon e feriscono Gorkon.

Kirk e il dottor Leonard McCoy giungono sulla nave di Gorkon e tentano di soccorrerlo, ma il cancelliere Klingon muore nonostante gli sforzi del medico di bordo. Il perfido vice di Gorkon, il generale Chang, arresta Kirk e McCoy incolpandoli dell'assassinio. I due vengono in seguito processati dal consiglio Klingon e condannati all'ergastolo da scontare sulla colonia penale di Rura Penthe. Azetbur, la figlia di Gorkon, diventa il nuovo cancelliere e sceglie di continuare i negoziati per la pace, che saranno tenuti in un luogo segreto. Il Presidente della Federazione reputa l'arresto di Kirk e McCoy ingiusto, ma Azetbur sostiene che la loro condanna serve per ripagare la morte di suo padre e che qualsiasi tentativo per liberarli, sarà considerato come atto di guerra.

Su Rura Penthe, Kirk e McCoy incontrano Martia, un'aliena mutaforma che li aiuta ad evadere, ma poi Kirk scopre che in realtà era stata assoldata per eliminarli facendo credere che fossero stati uccisi nel tentare di fuga. Le guardie Klingon li raggiungono e uccidono Martia. Kirk domanda alle guardie chi è che li vuole morti, ma prima che il Klingon riveli le identità dei cospiratori, Kirk e McCoy vengono teletrasportati sull'Enterprise, che ora è al comando di Spock, il quale ha condotto un'indagine durante la loro assenza per scoprire chi è che li ha incastrati. Gli assassini di Gorkon vengono trovati morti, ma con una mossa astuta Kirk e Spock riescono lo stesso a far venire allo scoperto il colpevole, che si rivela essere l'allieva vulcaniana di Spock, la tenente comandante Valeris.

Spock esegue la fusione mentale vulcaniana su Valeris e scopre che il gruppo di cospiratori che vogliono la grande guerra perché temono i cambiamenti (il titolare "ignoto") è composto da membri sia dell'Impero Klingon sia della Federazione e della Flotta Stellare stessa, tra i quali vi sono il generale klingon Chang, l'ambasciatore romulano Nanclus e l'ammiraglio Donald Cartwright. L'Enterprise si reca di fretta sul pianeta Khitomer, dove avrà luogo la nuova conferenza per la pace, ma viene attaccata da Chang, al comando di uno Sparviero Klingon capace di fare fuoco mentre è occultato. In aiuto dell'Enterprise interviene anche Sulu con la sua Excelsior, ma è grazie a uno stratagemma ideato da Spock che il vascello nemico viene portato allo scoperto e distrutto, provocando la morte di Chang.

Gli equipaggi delle due navi federali si teletrasportano su Khitomer e arrestano Cartwright e Nanclus mentre Scotty uccide il cecchino Klingon che doveva assassinare il Presidente durante la conferenza[N 2]. Azetbur, riconoscente, decide di proseguire per i trattati della pace dicendo a Kirk che ha confermato le speranze di suo padre, mentre lui le dice che ha confermato quelle di suo figlio. Nel finale, l'equipaggio dell'Enterprise riceve l'ordine di tornare alla base per decommissionare la nave, ma Kirk, appoggiato dai suoi compagni, sceglie di "allungare" il viaggio di ritorno.

«Giornale di bordo, data stellare 9529.1: Questa è l'ultima crociera dell'Enterprise sotto il mio comando. Questa nave e la sua storia tra breve saranno consegnate ad un nuovo equipaggio. A loro e ai loro discendenti, noi affidiamo il nostro futuro. Essi continueranno il viaggio attraverso spazi ancora inesplorati, spingendosi con coraggio dove nessun uomo, dove nessuno, è mai stato prima.»

(James T. Kirk)

ProduzioneModifica

La produzione voleva realizzare un sesto film con il cast della serie originale, così da non terminare la serie con Star Trek V - L'ultima frontiera, pur consapevoli che questo sarebbe stato l'ultimo film con presente il cast originale, data l'età degli attori, e con cui celebrare il 25º anniversario del franchise Star Trek.[1] Il film ebbe un costo di produzione di 27 milioni di dollari.[2]

SoggettoModifica

Il soggetto venne affidato a Leonard Nimoy, già responsabile del terzo e quarto film della saga, che lo sviluppò assieme a Nicholas Meyer, regista del secondo film.[1] Forti del fatto che i Klingon rappresentassero una metafora dell'Unione Sovietica che si contrapponevano alla Federazione, a sua volta metafora degli USA o della NATO, i due si ispirarono agli avvenimenti storici di quegli anni, quali in particolare la caduta del muro di Berlino e la glasnost.[1] Rotta verso l'ignoto è infatti, nelle intenzioni dei suoi autori, una metafora della caduta del muro e in particolare del crollo dell'Unione Sovietica, in cui l'incidente di Qo'noS rappresenta una metafora del disastro di Chernobyl, che rivela la crisi in cui versa il blocco sovietico.[1] Mentre la colonia penale di Rura Penthe è una metafora dei gulag sovietici, il cancelliere Gorkon è stato ispirato a Meyer da Gorbaciov, nel ruolo di "pacificatore" tra l'impero Klingon e la Federazione dei Pianeti Uniti, metafora della riappacificazione tra URSS e USA, mentre nell'aspetto Meyer ha voluto che ricordasse Abraham Lincoln, finendo assassinato anch'esso in un attentato, così come il presidente statunitense.[1]

Il titolo originale The Undiscovered Country è ripreso dall'Amleto di William Shakespeare, atto III scena 1 (è il monologo che comincia con la celebre frase "Essere o non essere"); più in generale i dialoghi del film contengono numerose esplicite citazioni alle opere di Shakespeare, in particolare per la parte interpretata da Christopher Plummer, attore con un grande passato nelle opere teatrali Shakespeariane (il suo personaggio, il generale Chang, afferma di essere un grande estimatore del drammaturgo terrestre).

CastModifica

L'attore David Warner, che interpreta il Cancelliere Gorkon, era già apparso in Star Trek V - L'ultima frontiera nei panni di John Talbot.

Nel film appare l'attore Christian Slater, presente sull'astronave Excelsior come ufficiale alle comunicazioni (è colui che sveglia il capitano Sulu per informarlo che il comando della Flotta chiede informazioni sulla posizione dell'Enterprise che ha l'ordine di rientrare sulla Terra). Sembra che la partecipazione sia stata richiesta dallo stesso Slater in quanto fan appassionato di Star Trek; inoltre la responsabile del cast era sua madre, Mary Jo Slater.

L'ufficiale addetto alle comunicazioni dell'Excelsior è Janice Rand che nella prima stagione della serie originale (sempre interpretata da Grace Lee Whitney) era l'attendente personale del Capitano Kirk, poi addetta al teletrasporto sull'Enterprise nel primo film e assegnata al Quartier Generale della Flotta Stellare di San Francisco nel quarto.

Michael Dorn ha il ruolo del colonnello Worf (antenato del Worf che interpreta nella serie Star Trek: The Next Generation), avvocato difensore di Kirk e McCoy al loro processo.

John Schuck riprende il ruolo di ambasciatore Klingon già rivestito in Rotta verso la Terra. Infine sono presenti nel cast Brock Peters (ammiraglio Cartwright, come già in Rotta verso la Terra) e René Auberjonois (colonnello West), che interpreteranno rispettivamente Joseph Sisko, padre di Benjamin Sisko, e Odo nella serie Star Trek: Deep Space Nine).

RipreseModifica

L'ultima scena del film venne programmata per l'ulimo giorno di riprese, così da far coincidere la fine del film con quella della produzione. Inizialmente le battute dell'equipaggio avrebbero dovuto avere un tono più cupo e triste, ma Meyer apportò alcune modifiche alla sceneggiatura all'ultimo minuto. Flinn ha affermato che Meyer "era di umore ottimista", il regista suggerì di citare Peter Pan nelle battute finali:[3] "Seconda stella a destra, poi dritto fino al mattino"[N 3] Le riprese di questa scena furono molto emozionanti. A tal proposito William Shatner ebbe a dichiarare: "Quando girammo l'ultima scena, che durò più del previsto, c'era come un senso di irritazione. Bevemmo un bicchiere di champagne, ma tutti erano comunque un po' ansiosi."[4]

DistribuzioneModifica

Doppiaggio italianoModifica

L'edizione italiana del film è stata diretta da Renato Izzo, direttore di doppiaggio dei primi tre capitoli della serie cinematografica.

Alcune scene aggiunte per la versione integrale presentano delle voci diverse.

AccoglienzaModifica

Il film, a fronte di un costo di produzione di 27 milioni di dollari,[2] ne ricavò al botteghino 96,9 (di cui quasi 75 solo negli Stati Uniti),[5] a cui si sono aggiunti nel tempo altri 60 milioni di dollari per i noleggi nel circuito dell'home video.

Opere derivateModifica

Vari eventi del film sono ripresi nell'episodio Flashback della serie Star Trek Voyager, dove sono citati dal tenente Tuvok, che ha prestato servizio come guardiamarina a bordo della USS Excelsior comandata dal capitano Hikaru Sulu.

RiconoscimentiModifica

NoteModifica

Esplicative
  1. ^ Valeris viene appellata come «tenente», malgrado il suo grado sia quello di tenente comandante (che normalmente viene appellato «comandante», come nel caso di Data).
  2. ^ Nella versione integrale del film viene ulteriormente rivelato che il cecchino è in realtà il colonnello West, un terrestre che si era mascherato da Klingon.
  3. ^ In inglese: Second star to the right, and straight on till morning.
Fonti
  1. ^ a b c d e Speciali cofanetto Blu-ray Star Trek - Stardate Collection - La serie completa, quinto disco Star Trek VI - Rotta verso l'ignoto, Paramount Blu-Ray Disc, 831 421 2
  2. ^ a b (EN) Richard Stevenson, Taming Hollywood's Spending Monster, in The New York Times, The New York Times Company, 14 aprile 1991. URL consultato il 7 febbraio 2009.
  3. ^ Mark Altman, 1992, p. 52.
  4. ^ (EN) With 'VI' you get amore, in Entertainment Weekly, 27 settembre 1991. URL consultato il 6 ottobre 2008.
  5. ^ (EN) Rotta verso l'ignoto, su Box Office Mojo, Amazon.com. URL consultato il 27 agosto 2015.  

BibliografiaModifica

  • (EN) Mark Altman, Star Trek VI; the making of 'The Undiscovered Country', in Cinefantastique, 22 (5): 24–55, aprile 1992.

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Collegamenti esterniModifica

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