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Rottofreno

comune italiano
Rottofreno
comune
Rottofreno – Stemma Rottofreno – Bandiera
Rottofreno – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
ProvinciaProvincia di Piacenza-Stemma.svg Piacenza
Amministrazione
SindacoRaffaele Veneziani (lista civica Veneziani sindaco) dal 6-6-2016 (2º mandato)
Territorio
Coordinate45°03′28.55″N 9°32′56.22″E / 45.057931°N 9.54895°E45.057931; 9.54895 (Rottofreno)Coordinate: 45°03′28.55″N 9°32′56.22″E / 45.057931°N 9.54895°E45.057931; 9.54895 (Rottofreno)
Altitudine65 m s.l.m.
Superficie35,17 km²
Abitanti12 247[1] (30-6-2018)
Densità348,22 ab./km²
FrazioniCentora, San Nicolò a Trebbia, Sant'Imento
Comuni confinantiBorgonovo Val Tidone, Calendasco, Chignolo Po (PV), Gragnano Trebbiense, Monticelli Pavese (PV), Piacenza, Sarmato
Altre informazioni
Cod. postale29010
Prefisso0523
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT033039
Cod. catastaleH593
TargaPC
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitantirottofrenesi
PatronoSant'Elena
Giorno festivo18 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Rottofreno
Rottofreno
Rottofreno – Mappa
Posizione del comune di Rottofreno nella provincia di Piacenza
Sito istituzionale

Rottofreno (Altufrèi, Artufrèi, Ltufrèi o Rtufrèi in dialetto piacentino[2]) è un comune italiano di 12 247 abitanti della provincia di Piacenza.

Geografia fisicaModifica

Il comune, posto nella pianura Padana, è circondato dai fiumi Po a nord e Trebbia a est e dal torrente Tidone a ovest.

Origini del nomeModifica

L'origine del nome Rottofreno non è del tutto chiara: la tradizione vuole che il toponimo derivi dalle imprese del generale cartaginese Annibale, il quale, durante un'incursione militare nel corso della seconda guerra punica, e più precisamente della battaglia della Trebbia, fu costretto a fermarsi in questo povero villaggio a causa della rottura del morso ("freno" appunto) del suo cavallo. Questa versione ha trovato pieno accreditamento tra la popolazione al punto che l'odierno stemma comunale riproduce la testa di un cavallo grigio con il "freno" rotto[3].

In realtà, studi più approfonditi hanno rivelato come il toponimo abbia le sue radici nelle antiche lingue germaniche e, presumibilmente, nel nome composto di "roth-fried", traducibile come "amico della gloria", ovvero "amico della pace". Il nome sarebbe poi stato storpiato nella pronuncia e nella trascrizione longobarda per giungere, infine, alla latinizzazione in "Rottofridus" ed alla italianizzazione in "rotofredo"[3]. A sua volta, Rottofreno deriverebbe da Rottofredo come storpiatura utilizzata dal popolo[4].

StoriaModifica

La zona di Rottofreno fu abitata nell'antichità da celti e romani. La località era attraversata dalla via Postumia costruita a partire dal 148 a.C.[5]. La prima citazione del Locum et Castrum Rotofredo risale al 996 e parla di un centro agricolo dotato di fortilizio[5]. Nel 1174 la chiesa di San Michele Arcangelo e l'hospitale di Sant'Elena sono citati in un documento come possedimenti del monastero di San Michele alla Chiusa di Susa.

Dopo il 1412 il castello di Rottofreno appartenne ai Visconti, prima, e ai loro feudatari Bartolomeo e Filippo Arcelli per poi diventare di proprietà della famiglia Maino e, infine, della Camera Ducale Farnesiana[5]. Nel XVI secolo assunse un importante ruolo nel sistema difensivo farnesiano. Nel 1636 le forze spagnole assediarono il castello, il quale venne consegnato agli assedianti da parte del castellano Cristoforo Ferrari che venne poi condannato a morte dai Farnese per il tradimento[5]. Le truppe occupanti fortificarono ulteriormente la struttura realizzando una cinta muraria con pianta a stella ad otto punte, di cui tuttavia non restano tracce.

Nel 1799 la zona tra Gragnano Trebbiense e Rottofreno fu teatro di una battaglia tra le truppe francesi comandate dal generale MacDonald e quelle austro-russe guidate dal generale Suvorov che costrinsero i francesi alla ritirata verso La Spezia. Durante questa battaglia la roccaforte di Rottofreno subì gravi danneggimenti[5].

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

  • Castello di Rottofreno: citato per la prima volta in un documento risalente al 996, nel cinquecento presentava pianta quadrata ed era circondato da una cinta muraria dotata di torri rotonde sugli angoli. Sul lato sud era presente un ingresso con ponte levatoio. Sull'angolo nord-est era presente il mastio circondato per tre lati su quattro da un piccolo fossato collegato a quello esterno. Nel 1636 venne ulteriormente fortificato secondo i dettami dell'epoca. Entrato nei possedimenti della camera ducale nel 1752, è successivamente diventato proprietà privata[6].
  • Castello di Santimento: citato per la prima volta in un documento del 1291 in cui viene segnalato come proprietà di Giovanni e Umberto Palmieri, è caratterizzato da una struttura rettangolare. L'edificio ha subito nel tempo diverse modifiche rispetto al progetto originale, tra le quali l'innalzamento della torre e del mastio a base quadrata che si eleva rispetto alla facciata principale, di fianco alla pusterla dove era in origine presente un ingresso con ponte levatoio a scavalco di un fossato[7].

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[8]

 

Etnie e minoranze straniereModifica

Secondo i dati ISTAT al 1º gennaio 2014 la popolazione straniera residente era di 1 498 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Geografia antropicaModifica

FrazioniModifica

Al territorio comunale di Rottofreno sono stati amministrativamente annessi i centri abitati di San Nicolò a Trebbia, Santimento e Centora.

 
La chiesa di San Nicola di Bari a San Nicolò

San Nicolò a TrebbiaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: San Nicolò a Trebbia.

San Nicolò a Trebbia è divenuto, soprattutto negli ultimi tre decenni, il centro abitato più popolato ed importante dell'intero territorio comunale[9]. Il forte sviluppo è certamente dovuto alla sua vicinanza alla città di Piacenza, da cui è separato dal ponte della SS10 "Emilia Pavese" sul fiume Trebbia[9]. L'origine di San Nicolò è abbastanza incerta e i primi "scritti" risalgono al periodo dell'alto Medioevo quando, in questo luogo, erano presenti due "hospitali" (il primo presso l'attuale chiesa parrocchiale dedicata a San Nicola di Bari, il secondo presso la località "La Noce") per i pellegrini che si recavano a Roma percorrendo la Via Francigena[9].

SantimentoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Santimento.

Le prime notizie di Santimento risalgono al XIII secolo e riguardano alcune informazioni circa il sistema di fortificazioni del suo castello. Di particolare pregio architettonico è la chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista, chiaro esempio di arte barocca, realizzata nel 1690 su una preesistente costruzione sacra del 1290[10].

CentoraModifica

Centora è la frazione più piccola del comune di Rottofreno; le sue abitazioni sono sorte intorno alla chiesa della Madonna della Neve (originariamente consacrata a san Bartolomeo). Il luogo di culto risulterebbe essere stato edificato intorno all'800 a favore dei contadini che lavoravano i campi ed ospitò dapprima i monaci benedettini di San Sisto e poi gli Olivetani del monastero di San Sepolcro di Piacenza[11].

 
La stazione di San Nicolò.

Infrastrutture e trasportiModifica

StradeModifica

Il territorio comunale è attraversato da est a ovest dall'ex strada statale 10 Padana Inferiore e dall'autostrada A21, alla quale, però, non è presente nessun casello di accesso nel territorio rottofrenese.

 
Il ponte ferroviario sul Trebbia.

Dall'ex strada statale 10 si diramano a Rottofreno la strada provinciale 48 di Centora che raggiunge l'omonima frazione e, poi, interseca la strada provinciale 11 di Mottaziana nel territorio del comune di Gragnano Trebbiense e la strada provinciale 13 di Calendasco che raggiunge l'omonimo comune per, poi, ricongiungersi all'ex strada statale 10 a San Nicolò. A San Nicolò si dirama anche la strada provinciale 7 di Agazzano[12].

TranvieModifica

Tra il 1893 e il 1938 Rottofreno fu servita dalla tranvia Piacenza-Pianello-Nibbiano; dalla frazione di San Nicolò si diramava, tra il 1907 e il 1933, la linea per Agazzano[13].

FerrovieModifica

Il comune dispone di due stazioni ferroviarie sulla linea Alessandria-Piacenza: una a servizio del capoluogo e un'altra nella frazione di San Nicolò.

AmministrazioneModifica

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
14 settembre 1988 7 giugno 1993 Valter Ozzola Partito Democratico della Sinistra, Partito Comunista Italiano Sindaco [14]
7 giugno 1993 28 aprile 1997 Alberto Bottazzi Lega Nord Sindaco [14]
28 aprile 1997 14 maggio 2001 Alberto Bottazzi centro-destra Sindaco [14]
14 maggio 2001 30 maggio 2006 Giulio Maserati lista civica Sindaco [14]
30 maggio 2006 16 maggio 2011 Giulio Maserati lista civica Sindaco [14]
16 maggio 2011 6 giugno 2016 Raffaele Veneziani Lega Nord, Il Popolo della Libertà, lista civica Sindaco [14]
6 giugno 2016 in carica Raffaele Veneziani lista civica Veneziani sindaco Sindaco [14]

GemellaggiModifica

NoteModifica

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 giugno 2018.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 557.
  3. ^ a b Rottofreno, su comune.rottofreno.pc.it. URL consultato il 1º novembre 2019.
  4. ^ Zuccagni-Orlandini, p. 303.
  5. ^ a b c d e Comune di Rottofreno, su turismoapiacenza.it. URL consultato il 1º novembre 2019.
  6. ^ Comune di Rottofreno: Arte e storia, su www.comune.rottofreno.pc.it. URL consultato il 1º novembre 2019.
  7. ^ Castello di Santimento, su turismopiacenza.it. URL consultato il 1º novembre 2019.
  8. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  9. ^ a b c San Nicolò, su comune.rottofreno.pc.it. URL consultato il 1º novembre 2019.
  10. ^ Santimento, su comune.rottofreno.pc.it. URL consultato il 1º novembre 2019.
  11. ^ Centora, su comune.rottofreno.pc.it. URL consultato il 1º novembre 2019.
  12. ^ Provincia di Piacenza - servizio edilizia, progettazione infrastrutture e grandi opere (PDF), su provincia.piacenza.it. URL consultato il 2 giugno 2019.
  13. ^ dalla_tranvia_alla_littorina.pdf, su colombarte.weebly.com. URL consultato il 1º novembre 2019.
  14. ^ a b c d e f g http://amministratori.interno.it/
  15. ^ Gemellaggi, su comune.rottofreno.pc.it. URL consultato il 27 agosto 2019.

BibliografiaModifica

  • Attilio Zuccagni-Orlandini, Corografia fisica, storica e statistica dell'Italia e delle sue isole corredata di un atlante di mappe geografiche e topografiche e di altre tavole illustrative - Parte VI, Firenze, 1839.

Voci correlateModifica

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Collegamenti esterniModifica

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