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BiografiaModifica

Il primo strumento a cui si è avvicinato è stata la tromba, ed è passato poi alla batteria all'età di 13 anni. Ha iniziato a suonare come professionista da giovanissimo, nella Jenkins Orphanage Band, con Lionel Hampton (1954), Henry "Red" Allen] e dal 1959 al 1963 con Maynard Ferguson. Ha poi lavorato con la propria band (1963/64), con la quale ha pubblicato un album in cui ha anche scritto diversi brani. La band era formata da Major Holley, Gene Bertoncini, Jaki Byard, Joe Farrell, Seldon Powell e Tommy Turrentine. Jones era allora membro stabile della Count Basie Orchestra (1964-1966) e della Duke Ellington Orchestra. (1966-1970), sulla cui Far East Suite, alla sua prima apparizione con la band, il suo drumming dinamico e potente si evidenzia appieno.[1] Nel 1967 registrò con Johnny Hodges l'album Triple Play; suonò anche in trio con Duke Ellington al pianoforte e Joe Benjamin al contrabbasso apparendo anche nel 1972 nel disco Live at the Whitney, pubblicato da Impulse! Records. Jones suonò anche nella band di James Brown.[2]

DiscografiaModifica

Come leaderModifica

  • 1964: Five on Eight

Come sidemanModifica

Con Count Basie

  • 1967: Basie's Beat

Con Duke Ellington

  • 1966: Duke Ellington's Far East Suite
  • 1968: Latin American Suite
  • 1970: Duke Ellington's 70th Birthday Concert

Con Maynard Ferguson

  • 1960: Let's Face the Music and Dance
  • 1961: Maynard '61
  • 1961: Double Exposure con Chris Connor
  • 1961: Two's Company con Chris Connor
  • 1961: "Straightaway" Jazz Themes
  • 1962: Maynard '62
  • 1962: Si! Si! M.F.
  • 1962: Maynard '63
  • 1962:Message from Maynard
  • 1962: Maynard '64
  • 1963: The New Sounds of Maynard Ferguson
  • 1963: Come Blow Your Horn

Con Al Grey

  • 1965: Shades of Grey

Con Woody Herman

  • 1966: Woody Herman-Newport

Con Johnny Hodges

  • 1967: Triple Play

NoteModifica

  1. ^ Duke Ellington, Jelly. URL consultato il 27 gennaio 2019.
  2. ^ Scott Yanow, All Music Guide, Rufus "Speedy" Jones, DRUMMERWORLD. URL consultato il 27 gennaio 2019.

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN66652163 · ISNI (EN0000 0001 0783 0021 · LCCN (ENno99019235 · GND (DE134585585 · BNF (FRcb13895742w (data) · WorldCat Identities (ENno99-019235