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S.Z. Sakall

attore cinematografico e teatrale ungherese naturalizzato statunitense
S.Z. Sakall nel film Gong fatale (1948)

S.Z. Sakall, nome d'arte di Gerő Jenő (Budapest, 2 febbraio 1883Los Angeles, 12 febbraio 1955), è stato un attore cinematografico e teatrale ungherese naturalizzato statunitense.

Agli inizi di carriera, era conosciuto con il nome Szöke Szakall.

BiografiaModifica

Nato in una famiglia ebrea ungherese, durante gli anni della scuola iniziò a scrivere sketch per il vaudeville di Budapest, sotto lo pseudonimo di Szőke Szakáll (letteralmente "barba bionda", barba che il giovane iniziò a portare quando, diciottenne, debuttò come attore). Durante gli anni dieci, Szakall prese parte a spettacoli di diverso genere, ma si specializzò nelle rappresentazioni di teatro leggero, distinguendosi in operette e commedie brillanti[1]. Debuttò trentenne nel cinema e, per alcuni anni, fu una star dei palcoscenici e degli schermi ungheresi, prima di trasferirsi a Vienna all'inizio degli anni venti per lavorare nel Kabarett Leopoldi-Wiesenthal, compagnia teatrale di Hermann Leopoldi. All'avvento del sonoro, Sakall divenne una delle maggiori star della Wiener Film, casa di produzione austriaca specializzata in commedie romantiche a sfondo viennese, ma partecipò a pellicole prodotte anche a Praga e Berlino[1][2], come Due cuori a tempo di valzer (1930). Nel 1933, all'avvento del nazismo in Germania, ritornò in Ungheria e recitò per il grande schermo per tutto il resto del decennio, sempre sotto il nome di Szőke Szakáll. Apparve anche in una produzione inglese, Appuntamento alle cinque (1937).

Nel 1940, al precipitare degli eventi bellici in Europa, Sakall partì per gli Stati Uniti e riparò a Hollywood[1]. Il suo carattere affabile e il suo volto dalle guance rubiconde, uniti a un fisico corpulento ma dalle movenze aggraziate, ne fecero ben presto uno dei caratteristi più ricercati di Hollywood, specializzato in personaggi dalla bonaria saggezza, in genere impresari teatrali, amabili e saggi zii o simpatici negozianti. Il debutto americano avvenne con la commedia Questa è la vita (1940), accanto a Deanna Durbin, con la quale girò subito dopo Parata di primavera (1940). Nel successivo Una notte a Rio (1941), Sakall interpretò il ruolo di Mr. Arthur Penna, un corpulento americano in vacanza in Brasile, e duettò nei numeri musicali con le due protagoniste femminili, Alice Faye e Carmen Miranda. La simpatia e la recitazione misurata consentirono a Sakall di prodursi in una lunga serie di gustose caratterizzazioni. In Colpo di fulmine (1941), la brillante commedia diretta da Howard Hawks e interpretata da Gary Cooper e Barbara Stanwyck, l'attore impersonò l'occhialuto professor Magenbruch, un anziano insegnante di musica assai somigliante al disneyano Dotto, uno dei sette nani di Biancaneve[1]. Dopo aver siglato un contratto con la Warner Brothers, l'anno successivo Sakall partecipò al patriottico Ribalta di gloria (1942), con James Cagney, e subito dopo venne scritturato per un film destinato a diventare mitico nel tempo, Casablanca (1942) di Michael Curtiz, in cui interpretò il ruolo di Carl, il capo cameriere del Rick's Café gestito da Rick Blaine (Humphrey Bogart), personaggio solerte ma discreto testimone delle vicissitudini umane che si susseguono nel locale[1].

Soprannominato "Cuddles" ("pacioccone"), in ossequio alla sua sorniona e rubiconda fisicità[1][2], Sakall impersonò successivamente un garbato allevatore texano nel western Duello a S. Antonio (1945), al fianco di Errol Flynn, e proseguì la sua galleria di personaggi dalle chiare origini europee, come il professor Rosenkrantz in Cinzia (1947), accanto alla giovane Elizabeth Taylor, e il professor Otto Oberkugen ne I fidanzati sconosciuti (1949), con Judy Garland e Van Johnson. La Warner Brothers lo impiegò con successo in una serie di commedie musicali destinate a lanciare l'allora stella emergente Doris Day. In Amore sotto coperta (1948), Sakall interpretò il ruolo dello zio Lazlo Lazlo, giocando con i suoi consueti equivoci linguistici mitteleuropei[3], mentre in Musica per i tuoi sogni (1949) impersonò Felix Hofer, potenziale sponsor di una trasmissione radiofonica per la quale fa un provino l'aspirante cantante Martha Gibson (la Day). I due attori lavorarono nuovamente insieme in Tè per due (1950), tratto dalla commedia musicale degli anni venti No, No, Nanette, in cui Sakall fu J. Maxwell Bloomhaus, lo zio facoltoso a cui si rivolge Nanette (la Day), ereditiera con il pallino del palcoscenico, per ottenere il denaro necessario a finanziare uno show teatrale[3]. In La ninna nanna di Broadway (1951), Sakall interpretò il ruolo di un ricco industriale, il magnate della birra Hubbell, nuovamente alle prese con una vicenda imperniata su idilli romantici e vecchi numeri musicali, al centro dei quali si muove una ballerina di fila (la Day), alla ricerca della sciagurata madre[3]. Dopo aver pubblicato nel 1953 la propria autobiografia, intitolata The Story of Cuddles - My Life under the Emperor Francis Joseph, Adolph Hitler and the Warner Brothers, Sakall apparve ancora nel musical Amore provinciale (1953) e ne Il principe studente (1954), in cui impersonò Herr Ruder, un amabile locandiere tedesco alle prese con le vicende sentimentali della nipote (Ann Blyth)[1].

Vita privataModifica

Dopo un primo matrimonio nel 1916 con Giza Grossner (che morì nel 1918), Sakall si risposò nel 1920 con Anne Kardos, con la quale nel 1940 raggiunse gli Stati Uniti per sfuggire alle persecuzioni naziste. Molti familiari dell'attore perirono nei campi di concentramento, comprese le sue tre sorelle, una nipote e i due cognati.

Divenuto cittadino americano nel 1946, Sakall morì il 12 febbraio 1955, all'età di settantadue anni, per un attacco di cuore, pochi giorni dopo aver terminato le riprese de Il principe studente. È sepolto al Forest Lawn Memorial Park di Glendale, in California.

FilmografiaModifica

Doppiatori italianiModifica

Nelle versioni in italiano dei suoi film, S.Z. Sakall è stato doppiato da:

NoteModifica

  1. ^ a b c d e f g Massimo Giraldi, Enrico Lancia, Fabio Melelli, 100 caratteristi del cinema americano, Gremese Ed., 2010, pag. 219-220
  2. ^ a b Arthur F. McClure, Alfred E. Twomey e Ken Jones, More Character People, The Citadel Press, 1984, pag. 154
  3. ^ a b c George Morris, Doris Day, Milano Libri Edizioni, 1983, pag. 19
  4. ^ nelle scene aggiunte/ridoppiate la voce è di Vinicio Sofia

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Collegamenti esterniModifica

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