Società Sportiva Lazio

società polisportiva italiana
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SS Lazio
Calcio Football pictogram.svg
Stemma della Società Sportiva Lazio.svg
Capitolini, Biancocelesti, Biancazzurri, Aquile, Aquilotti
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Terza divisa
Colori sociali Bianco e Celeste con aquila.svg Bianco, celeste
Simboli Aquila
Inno Vola Lazio vola
Toni Malco
Dati societari
Città Roma
Nazione Italia Italia
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Italy.svg FIGC
Campionato Serie A
Fondazione 1900
Presidente Italia Claudio Lotito

Borsa Italiana: SSL

Allenatore Italia Maurizio Sarri
Stadio Olimpico
(70 634[1] posti)
Sito web www.sslazio.it
Palmarès
ScudettoScudetto Coppa ItaliaCoppa ItaliaCoppa ItaliaCoppa ItaliaCoppa ItaliaCoppa ItaliaCoppa Italia Supercoppa italianaSupercoppa italianaSupercoppa italianaSupercoppa italianaSupercoppa italiana Coppa delle Coppe Supercoppa europea
Scudetti 2
Titoli nazionali 1 Campionato di Serie B
Trofei nazionali 7 Coppe Italia
5 Supercoppe italiane
Trofei internazionali 1 Coppe delle Coppe
1 Supercoppe UEFA
1 Coppa delle Alpi
Soccerball current event.svg Stagione in corso
Si invita a seguire il modello di voce

La Società Sportiva Lazio, meglio nota come S.S. Lazio o più semplicemente Lazio, è una società polisportiva italiana di Roma, nota soprattutto per la sua sezione calcistica.

Fu fondata il 9 gennaio 1900 come Società Podistica Lazio da quindici atleti guidati dal sottufficiale dei Bersaglieri Luigi Bigiarelli.[2][3] Dopo aver esordito in divisa bianca, ai primi del Novecento adottò l'odierna tenuta di gioco biancoceleste.[4] La Lazio è presente dal 6 maggio 1998 alla Borsa di Milano nell'indice FTSE Italia Small Cap:[5] è stata la prima società calcistica italiana a quotarsi in Borsa dove sono state successivamente ammesse anche la sua concittadina Roma e la Juventus.

La Lazio iniziò a praticare il gioco del calcio il 6 gennaio 1901,[2][6][7] è affiliato alla FIGC almeno dal 1908[8] ed istituì la propria sezione calcistica il 3 ottobre 1910.[9][10][11][12] Ha preso parte a 79 edizioni delle 90 disputate nella Serie A a girone unico, disputando prima dell'avvento dello stesso (1929-30) tre finalissime nazionali. Vanta nel proprio palmarès 2 titoli di campione d'Italia (1974 e 2000), 7 Coppe Italia, 5 Supercoppe italiane e, in ambito internazionale, la Coppa delle Coppe 1998-99 e la Supercoppa UEFA 1999. La Lazio è il quinto club italiano e il venticinquesimo europeo per numero di competizioni UEFA vinte.

La Lazio è anche uno dei membri dell'European Club Association (ECA), organizzazione internazionale che ha sostituito il soppresso G-14 e rappresenta i club calcistici a livello europeo,[13] riuniti in consorzio al fine di ottenere una tutela comune dei diritti sportivi, legali e televisivi di fronte alla Fédération Internationale de Football Association (FIFA).[14]

La Polisportiva S.S. Lazio è con le sue oltre 70 discipline la più grande, nonché la più antica, d'Europa.[15] Alla stessa venne insignita il 2 giugno 1921 la benemerenza di ente morale.[16]

Storia

 Lo stesso argomento in dettaglio: Storia della Società Sportiva Lazio.
 
Luigi Bigiarelli, principale fondatore della Società Podistica Lazio.

La Società Podistica Lazio (solo dal 19 giugno 1926 rinominata Società Sportiva Lazio), fu fondata il 9 gennaio 1900 in Piazza della Libertà, nel rione Prati di Roma, da un gruppo di quindici ragazzi, con a capo il giovane sottoufficiale dei Bersaglieri, oltre che atleta podista, Luigi Bigiarelli.[2][3].

La Lazio si affiliò alla FIF almeno dal 1908 (pur costituendo il proprio settore calcistico solamente due anni più tardi, il giorno 3 ottobre),[9][10][12][17] partecipò ai primi tornei federali dal 1910 (anno in cui si svolsero le prime edizioni laziali della Terza Categoria),[11][12] e a partire dal 1912 cominciò a disputare la Prima Categoria, ovvero la massima serie nazionale. Il club romano, capitanato dal suo centrattacco Sante Ancherani, visse stagioni importanti nella prima parte degli anni dieci conquistando consecutivamente due Campionati dell'Italia Meridionale, raggiungendo la finalissima del torneo nazionale in tre occasioni, senza però mai vincerlo, perdendo rispettivamente contro Pro Vercelli (1913) Casale (1914) e Genoa (1923).

Nel 1927 la Lazio, grazie al decisivo intervento del Generale della milizia fascista, Giorgio Vaccaro, all'epoca vicepresidente biancoceleste, fu l'unica società capitolina a resistere alla volontà del regime fascista di riunire tutte le squadre di Roma in un unico club, quello che sarebbe poi diventato l'AS Roma.[18]

I biancocelesti parteciparono al primo campionato di Serie A nel 1929 e guidati da Silvio Piola, storico centrattacco della Nazionale, nonché il più prolifico attaccante italiano di tutti i tempi, raggiunse il secondo posto nella stagione 1936-1937, andando a sfiorare quello che sarebbe stato il suo primo Scudetto, e centrando il proprio miglior piazzamento in campionato antecedente alla seconda guerra mondiale; sempre nel 1937 la formazione capitolina, trascinata ancora una volta dalle reti di Piola, conquista l'accesso alla finale di Coppa dell'Europa Centrale in cui fu sconfitta nel doppio confronto dalla compagine ungherese del Ferencváros.[19]

 
La Lazio del 1974 con lo Scudetto sul petto.

Nel 1958 la Lazio, guidata dall'ex calciatore biancoceleste Fulvio Bernardini, vince il suo primo trofeo ufficiale, conquistando la Coppa Italia.[20] Seguono due retrocessioni in Serie B tra gli anni sessanta e gli anni settanta (1961 e 1971), prima del ritorno in massima serie.

La "spina dorsale" di questa squadra, allestita dal presidente italoamericano Umberto Lenzini, era formata dal portiere Felice Pulici, dai difensori Luigi Martini, Giancarlo Oddi, Sergio Petrelli e Giuseppe Wilson, il capitano, dai centrocampisti Mario Frustalupi, Franco Nanni e Luciano Re Cecconi, oltre che da Vincenzo D'Amico, Renzo Garlaschelli e Giorgio Chinaglia, bomber ed emblema di quell'undici guidato dall'indimenticato tecnico Tommaso Maestrelli. Questa Lazio, che al suo ritorno in massima serie si ritrova subito in lotta per lo Scudetto, perso solamente all'ultima giornata, conquistò l'anno successivo il suo primo titolo in Serie A, nel campionato 1973-1974.[21]

Subito dopo l'impresa compiuta dalla "banda Maestrelli" con la vittoria del Tricolore, la Lazio dovette affrontare alcuni drammatici avvenimenti che segneranno in maniera profonda le stagioni a venire: l'omicidio di Re Cecconi, la scomparsa dopo lunga malattia di Maestrelli, oltre all'improvviso trasferimento di Chinaglia negli Stati Uniti, fecero sì che il valore della compagine romana scendesse precipitosamente di livello. Negli anni ottanta il club capitolino è coinvolto in due scandali per scommesse illecite, noti come Totonero e Totonero-bis. La Lazio retrocede due volte in B (1980 e 1985) e sfiora la C nel 1986, salvandosi agli spareggi per la retrocessione.[22]

 
Una formazione dei biancocelesti che al termine del campionato 1986-87 furono soprannominati come gli Eroi del -9.

L'insediamento del finanziere romano Sergio Cragnotti, avvenuto nel 1992,[23] cambia radicalmente la storia del club laziale e lo rilancia in campionato e nelle competizioni europee grazie ai suoi importanti investimenti che portarono i biancocelesti a primeggiare in Italia e in Europa. Cragnotti batté ripetutamente tutti i record riguardo alle valutazioni del calciomercato, acquistando calciatori come Juan Sebastián Verón e Christian Vieri, con i quali superò di molto le cifre degli allora trasferimenti più costosi del mondo, e successivamente del centravanti argentino Hernán Crespo, acquisito quasi al prezzo doppio del centrocampista Verón.[24]

 
La Lazio del 2000 festeggia la vittoria del secondo Scudetto.

Tra la fine degli anni novanta e l'inizio degli anni duemila, sotto la guida dello svedese Sven-Göran Eriksson, il club capitolino conquista due Coppe Italia (1998 e 2000), due Supercoppe italiane (1998 e 2000), la Coppa delle Coppe (ultima edizione) e la Supercoppa UEFA del 1999, oltre allo Scudetto del 2000. La Coppa delle Coppe 1999 è il primo titolo europeo per la Lazio, che nel 1998 aveva perso la Coppa UEFA contro l'Inter.[25]

Negli anni duemila, in seguito ad alcuni problemi finanziari del presidente Cragnotti e della sua società, la Cirio, il club rischia la bancarotta. Nel luglio 2004 l'imprenditore romano Claudio Lotito acquista il club biancoceleste secondo un accordo con i vertici della controllante Capitalia, riuscendo a salvare la società dal fallimento grazie ad una transazione con l'Agenzia delle Entrate per la rateizzazione in 23 anni dei debiti accumulati dalla S.S. Lazio con il fisco nel marzo 2005.[26] Nel 2006 la Lazio è coinvolta nello scandalo denominato Calciopoli.[27]

Sotto la presidenza Lotito, i biancocelesti hanno ottenuto al 2020 due qualificazioni alla fase a gironi di UEFA Champions League e diverse partecipazioni alla Coppa UEFA/Europa League, oltre alla vittoria di sei trofei. Nel 2009 la Lazio si è aggiudicata, infatti, la Coppa Italia e, qualche mese dopo, la Supercoppa italiana. Nel 2013 fu vinta per la sesta volta la Coppa Italia, dopo il successo per 1-0 nella finale-derby contro la Roma. Nel 2017 la squadra biancoceleste mise in bacheca la Supercoppa italiana e nel 2019 la settima Coppa Italia e la quinta Supercoppa italiana.

Cronistoria

 Lo stesso argomento in dettaglio: Cronistoria della Società Sportiva Lazio.
Cronistoria della Società Sportiva Lazio[28]
  • 9 gennaio 1900 - Fondazione della Società Podistica Lazio.

  • 1901 - 6 gennaio: inizio dell'attività calcistica. L'uniforme è una maglia bianca con calzoncini neri.
  • 1902 - Attività a carattere locale.
  • 1902-1903 - Attività a carattere locale.
  • 1903-1904 - Attività a carattere locale.
  • 1904-1905 - Attività a carattere locale.
  • 1905-1906 - Attività a carattere locale.
  • 1906-1907 - Attività a carattere locale.
Vince il Campionato romano (1º titolo).
  • 1907-1908 - Semifinalista al Torneo Centro-sud-nord.
Vince il Campionato Interregionale Centro-sud (1º titolo).
2ª al Torneo Meridionale.

2ª al Torneo di Apertura.
2ª al Memorial ai Caduti.

3ª nel girone eliminatorio di Coppa CONI.

Quarti di finale di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia.
Finalista di Coppa dell'Europa Centrale.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.

Semifinalista di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
  • 1943-1944 - Sospensione attività ufficiale per cause belliche.
Vince il Campionato romano di guerra (1º titolo).
3ª nel Torneo a Quattro.
  • 1944-1945 - Sospensione attività ufficiale per cause belliche.
2ª nel Campionato romano di guerra.
2ª nel Torneo Interregionale.
3ª nella Coppa Città di Roma.
1ª nel girone eliminatorio del Campionato Romano[31]
4ª in Coppa Latina.

4ª in Zentropa Cup.
Qualificata ai quarti di finale della Coppa Italia 1958.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Semifinalista di Coppa Italia.
Contribuisce alla vittoria della Coppa dell'Amicizia con la rappresentativa italiana.

Finalista di Coppa Italia.
Contribuisce alla vittoria della Coppa delle Alpi con la rappresentativa italiana.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Terzo turno di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Mitropa.
Primo turno, seconda fase di Coppa Italia.
3ª nel girone eliminatorio di Coppa Italia.
4ª nel girone eliminatorio di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Mitropa.
2ª nel girone eliminatorio di Coppa delle Alpi.
3ª nel girone eliminatorio di Coppa Anglo-Italiana.

2ª nel girone eliminatorio di Coppa Italia.
Trentaduesimi di finale di Coppa delle Fiere.
  Vince la Coppa delle Alpi (1º titolo).
4ª nel girone semifinale di Coppa Italia.
4ª nel girone eliminatorio di Coppa Italia.
6ª nel girone eliminatorio di Coppa Anglo-Italiana.
4ª nel girone semifinale di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa UEFA.
4ª nel girone eliminatorio di Coppa Italia.
Non ammessa alla Coppa dei Campioni.[32]
3ª nel girone semifinale di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa UEFA.
3ª nel girone eliminatorio di Coppa Italia.
2ª nel girone eliminatorio di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa UEFA.
2ª nel quarto girone di Coppa d'Estate 1978.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.

Quarti di finale di Coppa Italia.
5ª nel girone eliminatorio di Coppa Italia.
3ª nel girone eliminatorio di Coppa Italia.
3ª nel girone eliminatorio di Coppa Italia.
3ª nel girone eliminatorio di Coppa Italia.
3ª nel girone eliminatorio di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
3ª nel girone eliminatorio di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.

Secondo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa UEFA.
Semifinalista di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa UEFA.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa UEFA.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa UEFA.
  - Vince la Coppa Italia (2º titolo).
Finalista di Coppa UEFA.
  • 1998 - 6 maggio. La Società Sportiva Lazio S.p.A. avvia la quotazione in Borsa.
  • 1998-1999 - 2ª in Serie A.
  - Vince la Coppa delle Coppe (1º titolo).
  - Vince la Supercoppa italiana (1º titolo).
Quarti di finale di Coppa Italia.
  - Vince la Coppa Italia (3º titolo).
  - Vince la Supercoppa UEFA (1º titolo).
Quarti di finale di Champions League.

  - Vince la Supercoppa italiana (2º titolo).
Quarti di finale di Coppa Italia.
Seconda fase di Champions League.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Prima fase di Champions League.
Semifinalista di Coppa Italia.
Semifinalista di Coppa UEFA.
  - Vince la Coppa Italia (4º titolo).
Prima fase di Champions League.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Fase a gruppi di Coppa UEFA.
Finalista di Supercoppa italiana.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Semifinalista di Coppa Intertoto.
Terzo turno di Coppa Italia.
Semifinalista di Coppa Italia.
Prima fase di Champions League.
  - Vince la Coppa Italia (5º titolo).
  - Vince la Supercoppa italiana (3º titolo).
Quarti di finale di Coppa Italia.
Prima fase di Europa League.

Ottavi di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Europa League.
  - Vince la Coppa Italia (6º titolo).
Quarti di finale di Europa League.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Europa League.
Finalista di Supercoppa italiana.
Finalista di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Play-off di Champions League.
Ottavi di finale di Europa League.
Finalista di Supercoppa italiana.
Finalista di Coppa Italia.
  - Vince la Supercoppa italiana (4º titolo).
Semifinalista di Coppa Italia.
Quarti di finale di Europa League.
  - Vince la Coppa Italia (7º titolo).
Sedicesimi di finale di Europa League.
  - Vince la Supercoppa italiana (5º titolo).
Quarti di finale di Coppa Italia.
Fase a gironi di Europa League.

Quarti di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Champions League.
Partecipa alla Coppa Italia.
Partecipa all'Europa League.

Colori e simboli

 Lo stesso argomento in dettaglio: Colori e simboli della Società Sportiva Lazio.

Colori

 
Sante Ancherani indossa il primo completo della Lazio che si compone di maglia bianca, pantaloncini e calzettoni neri.
 
Bruno Giordano in azione nella stagione 1982-83 nel completo biancoceleste che sfoggia il logotipo dell'aquila disegnato da Cesare Benincasa, usato dalla società biancoceleste dal 1982 al 1987 e poi più volte recuperato nei decenni seguenti.

I colori sociali della S.S. Lazio sono il bianco e il celeste (o la sua variante azzurro), scelti in origine da Sante Ancherani, uno dei pionieri del club romano, per la loro delicatezza e signorilità e in seguito adottati stabilmente dal presidente Fortunato Ballerini in onore della Grecia, patria delle Olimpiadi; Ballerini, infatti, era stato uno dei promotori dell'assegnazione alla città di Roma dei Giochi della IV Olimpiade del 1908 (poi disputati a Parigi).[37][4]

Per i colori della loro maglia (la prima versione bianca con la scritta "Lazio" a caratteri celesti sul petto, e successivamente a quarti bianchi e celesti), i giocatori della Lazio sono soprannominati Biancocelesti od anche Biancazzurri.[4][38]

Simboli ufficiali

Stemma

Il simbolo della S.S. Lazio è l'aquila, scelta in quanto emblema di potenza, vittoria e prosperità, oltre che uno dei simboli delle legioni romane.[39] Inoltre, secondo la simbologia antica, l'aquila rappresenta la figura di Zeus, principale divinità del pantheon ellenico.

Nel corso degli anni lo stemma della Lazio ha subito varie modifiche: il primo vero logo ufficiale, ideato nel 1906, raffigurava uno scudo a strisce verticali bianche e celesti sul quale era posata un'aquila che artigliava un nastro sul quale campeggiava il nome della società.[40]

Qualche stagione più tardi comparirà sul simbolo laziale la dicitura "Roma", per poi essere modificato durante il Ventennio per volontà del regime mussoliniano. Alla fine della dittatura lo stemma del club biancoceleste fu ridisegnato secondo lo stile originario.

Nel 1979, con l'arrivo delle moderne strategie di merchandising nel calcio italiano, anche la Lazio, per mano del noto grafico Piero Gratton, creò un proprio logo, registrato presso l'Ufficio italiano brevetti e marchi, ovvero una piccola aquila azzurra stilizzata, che comparve sulle maglie prodotte dal maglificio Pouchain.[41]

Il simbolo adottato a partire dal 1982 fino al 1987, realizzato da Cesare Benincasa e voluto dall'allora presidente laziale Gian Chiarion Casoni, fu caratterizzato esclusivamente dalla figura dell'aquila stilizzata, rivista in una foggia più lineare.

L'ultimo stemma societario, scaturito da un restyling del 1993, riprende lo stile di quelli originari: in esso domina l'aquila d'oro posata su uno scudo palato biancoceleste, recante il nome del club inscritto in una fascia superiore. Tale emblema è stato declinato in una versione speciale per il centenario sociale, dal 9 gennaio 2000 al 9 gennaio 2001: all'interno dello scudo a bande bianche e celesti sovrastato dall'aquila era presente il numero 100 a caratteri aurei.

Inno

L'inno ufficiale della Lazio è Vola Lazio vola, interpretato da Toni Malco e scritto insieme a Claudio Natili e Silvio Subelli. Le sue note, solitamente, vengono lanciate durante il volo dell'aquila Olympia e al termine della partita, precedute, in caso di vittoria della Lazio, dal brano I giardini di marzo di Lucio Battisti, appassionato dei colori biancocelesti.[42]

All'ingresso in campo, dall'inizio dell'era Lotito, il brano scelto è, invece, Inno alla Lazio (ribattezzato dalla tifoseria So' già du' ore) scritto e interpretato da Aldo Donati, primo inno realizzato per la Lazio nel 1977, richiesto al cantautore romano dall'attrice e tifosa biancoceleste Elena Fabrizi, nota come la Sora Lella.[43]

Mascotte

Alla fine degli anni novanta la Lazio creò la sua prima mascotte ufficiale, Skeggia, un aquilotto con la divisa biancoceleste e un pallone da calcio, divenuto poi anche il simbolo della scuola calcio del club capitolino.

Dal 2010 la società romana ha adottato un'aquila[44] che, dopo un sondaggio online tra i tifosi, ha battezzato col nome di Olympia,[45] e che richiama il ricordo della sua fondazione ispirata dagli ideali olimpici. Prima di ogni gara casalinga, la mascotte viene fatta volare per qualche minuto all'interno dello stadio sotto il controllo dei propri falconieri, il cui capo è stato dapprima lo spagnolo Juan Bernabè[46] e poi il fratello José Maria.[44] Il rapace, che vive all'interno del Centro sportivo di Formello, accompagna la squadra anche nel periodo del ritiro estivo.

Patrono

La squadra biancoceleste è la prima a poter vantare un’icona santificale, ovvero Sant’Aquila, la cui celebrazione avviene il giorno 8 luglio. L'iniziativa è stata avanzata dall'avvocato Gian Luca Mignogna con un articolo pubblicato il 27 giugno 2018 nel quale veniva presentato un lavoro di ricerca storica proprio su Sant'Aquila. L'idea è stata poi accolta ufficialmente dal club attraverso un comunicato il 7 luglio successivo.[47][48]

Strutture

Stadio

 Lo stesso argomento in dettaglio: Stadio della Rondinella, Stadio Nazionale, Stadio Flaminio e Stadio Olimpico (Roma).
 
Lo Stadio della Rondinella fu la "casa" biancoceleste dal 1914 al 1931.
 
Lo Stadio Olimpico di Roma ospita le partite interne della Lazio dal 1953.

Il primo impianto sportivo utilizzato dalla Lazio fu il campo di Piazza d'Armi, prima di trasferirsi nel 1905 a Villa Borghese (Parco dei Daini, Piazza di Siena)[49]. Lì giocò fino al 1913, quando un tiro dell'attaccante Fernando Saraceni I centrò in pieno la vettura di una nobildonna: come punizione suo marito, il prefetto Angelo Annaratone, "sfrattò" i biancocelesti.

In cerca di un nuovo stadio, i calciatori laziali si trasferirono prima al campo della Farnesina e successivamente, dal 1914, allo Stadio della Rondinella (che sorgeva nell'area fra gli attuali Stadio Flaminio e Palazzetto dello Sport), dove giocarono fino al 1931,[18] anche se la squadra romana sostenne gli allenamenti presso La Rondinella fino al 1957.[50]

A quel punto la Lazio, così come la Roma, si divisero lo Stadio Nazionale, che a quei tempi aveva una capienza di circa 30.000 spettatori.[18][51]

Nel 1953 entrambe le compagini capitoline si trasferirono allo Stadio Olimpico, dove tuttora disputano i loro match casalinghi. L'Olimpico, situato nel Foro Italico, è il più grande stadio della Capitale. Oltre alle partite della Lazio, ospita quelle dei rivali romanisti, occasionalmente quelle della Nazionale di calcio italiana ed è la sede delle finali della Coppa Italia. Fu aperto per la prima volta nel 1937 e dopo la sua ultima ristrutturazione nel 2008,[52] lo stadio ha una capacità di 70.634 posti a sedere. Ha ospitato le Olimpiadi del 1960, l'Europeo di calcio del 1980, il Mondiale di calcio 1990 e due finali di Champions League, nel 1996 e nel 2009. In vista dei Mondiali del 1990 che avrebbero visto l'Olimpico come uno degli stadi ospitanti, l'impianto subì opere di ristrutturazione, e per tale motivo nella stagione 1989-1990 entrambe le squadre romane giocarono le rispettive gare casalinghe allo Stadio Flaminio, utilizzato dalla Lazio per le sue gare interne già durante le annate 1961-1962 e 1967-1968.

Centro di allenamento

 Lo stesso argomento in dettaglio: S.S. Lazio Training Center.

Il Centro sportivo di Formello è situato nell'omonimo comune nell'area metropolitana di Roma. Fu costruito nella seconda metà degli anni novanta per volontà dell'allora presidente della Lazio Sergio Cragnotti e fu inaugurato il 7 aprile del 1997.

 
Vincenzo D'Amico e il tecnico Tommaso Maestrelli negli anni '70 al Centro sportivo di Tor di Quinto, centro di allenamento biancoceleste per quasi quarant'anni.

La squadra biancoceleste, che dalle sue origini svolgeva gli allenamenti sui campi di Piazza d'Armi, successivamente di Villa Borghese (Parco dei Daini, Piazza di Siena) e poi della Farnesina, si trasferì nel 1914 presso il suo primo, vero impianto sportivo, ovvero lo Stadio della Rondinella, e successivamente, dal 1957 e per quasi quarant'anni, utilizzò gli impianti del Centro sportivo di Tor di Quinto (ribattezzato il 30 aprile 1977 come Centro sportivo "Tommaso Maestrelli", in memoria del compianto allenatore deceduto pochi mesi prima); usufruisce del Centro sportivo di Formello già dalla stagione sportiva 1995-1996, come centro di allenamento quotidiano per i calciatori laziali.

Dal 1998 è situata presso gli uffici del centro sportivo la sede ufficiale del club capitolino, anche se in un breve periodo (dal 2001 al 2004), la sede fu spostata nel centro di Roma prima in via Augusto Valenziani 10 e poi in via Borgognona 47, per essere di nuovo trasferita in maniera definitiva nell'attuale S.S. Lazio Training Center.

Società

 
Il patron Claudio Lotito.

La Società Sportiva Lazio è, dal 27 aprile 1967, una società per azioni sotto la denominazione di "S.S. Lazio S.p.A.".[53]

La "S.S. Lazio S.p.A." è la società capogruppo la quale controlla il Gruppo S.S. Lazio S.p.A., operante nel settore del calcio professionistico nella gestione delle attività tecnico-sportive e dei diritti di broadcasting relativi all'omonima squadra militante nel campionato italiano di Serie A, oltre che delle attività tecnico-sportive e di gestione dei diritti di broadcasting relativi alla squadra di calcio femminile militante nel campionato italiano di Serie A tramite, a far data da settembre 2015, la controllata S.S. Lazio Women 2015; sono inoltre gestite dal Gruppo le attività pubblicitarie, di merchandising e in generale di sfruttamento commerciale del marchio S.S. Lazio tramite, a far data dal 29 settembre 2006, la società controllata "S.S. Lazio Marketing & Communication S.p.A.",[54] con la quale, a far data dal 24 ottobre 2012, si gestiscono anche le attività immobiliari. Il Gruppo ha rapporti con "S.n.a.m. Lazio Sud", "Bona Dea", "Linda", "Omnia Service", "Gasoltermica Laurentina" e "Roma Union Security". La sede sociale è l'S.S. Lazio Training Center, che risulta essere gravato da ipoteca legale iscritta il 31 marzo 2004 dal Concessionario del servizio della riscossione della Provincia di Roma. Tale garanzia rimarrà operativa sino alla definitiva esecuzione della transazione con l'Agenzia delle Entrate.

La Lazio, presente dal 6 maggio 1998 alla Borsa di Milano nell'indice FTSE Italia Small Cap (codice ISIN: IT0003621783 - codice alfanumerico: SSL),[5] è stata la prima società calcistica italiana a quotarsi in Borsa, dove sono state successivamente ammesse anche la sua concittadina Roma e la Juventus.

Dal 19 luglio 2004 la holding che controlla la maggioranza del capitale azionario della Lazio è la "Lazio Events S.r.l." presieduta da Claudio Lotito, che attualmente ne detiene il 100% (attraverso i tre veicoli "S.n.a.m. Lazio Sud", "Linda" e "Bona Dea") e, proprio tramite "Lazio Events S.r.l.", il 67,035% del capitale azionario della società biancoceleste.

Secondo l'attuale organigramma societario, la Lazio è articolata su un sistema di tipo dualistico di matrice tedesca; la società è guidata da un consiglio di gestione, presieduto da Claudio Lotito insieme al consigliere Marco Moschini, ed uno di sorveglianza, composto da sei membri, compreso l'attuale presidente Alberto Incollingo.

Organigramma societario

Dal sito internet ufficiale della società.[53]

Staff dell'area amministrativa
Consiglio di gestione
Consiglio di sorveglianza
  •   Alberto Incollingo - Presidente
  •   Mario Cicala - Vicepresidente
  •   Fabio Bassan - Consigliere
  •   Vincenzo Sanguigni - Consigliere
  •   Monica Squintu - Consigliere
  •   Silvia Venturini - Consigliere
Struttura organizzativa
  •   Claudio Lotito - Presidente
  •   Igli Tare - Direttore Sportivo
  •   Angelo Peruzzi - Club Manager
  •   Armando Antonio Calveri - Segretario Generale
  •   Marco Cavaliere - Direzione Amm.va e Controllo di Gestione / Investor Relator
  •   Francesca Miele - Direzione Legale e Contenziosi
  •   Giovanni Russo - Direzione Organizzativa Centro Sportivo di Formello, Uffici, Country Club, Stadio
  •   Giampiero Angelici - S.L.O. / Supporter Liaison Officer
  •   Giampiero Angelici - D.A.O. / Disability Access Officer
  •   Sergio Pinata - Delegato Sicurezza Stadio / R.S.P.P.
  •   Angelo Cragnotti - Responsabile Biglietteria
  •   Mauro Bianchessi - Direzione Settore Giovanile
  •   Giuseppe Lupo - Segretario Settore Giovanile

Di seguito l'elenco degli sponsor tecnici della S.S. Lazio.[55]

Cronologia degli sponsor tecnici

Sedi sociali e campi di gioco

Di seguito l'elenco delle sedi sociali e dei campi di gioco utilizzati dalla S.S. Lazio nel corso della sua storia.[66]

Cronologia delle sedi sociali
  • 1900-1904: Via Valadier, 6
  • 1904-1906: Via Pompeo Magno, 94
  • 1906-1909: Villa Umberto I
  • 1909-1910: Via Sistina, 123
  • 1910-1913: Villa Umberto I
  • 1913-1914: Via delle Coppelle, 16
  • 1914-1924: Via Vittorio Veneto, 7
  • 1924-1925: Via Santo Stefano del Cacco, 16
  • 1925: Vicolo dei Due Macelli, 35
  • 1925-1929: Via Tacito, 43
  • 1929-1934: Vicolo d'Ascanio, 11
  • 1934-1957: Via Frattina, 89
  • 1957-1963: Viale Rossini, 21
  • 1963-1966: Via Nizza, 45
  • 1966-1987: Via Col di Lana, 8
  • 1987-1992: Via Margutta, 54
  • 1992-1995: Corso d'Italia, 19
  • 1995-1998: Via Umberto Novaro, 32
  • 1998-2001: Via di Santa Cornelia, 1000
    (nel comune di Formello, presso l'omonimo centro sportivo)
  • 2001-2003: Via Augusto Valenziani, 10
  • 2003-2004: Via Borgognona, 47
  • 2004-oggi: Via di Santa Cornelia, 1000
    (nel comune di Formello, presso l'omonimo centro sportivo)
Cronologia dei campi di gioco
  • 1901-1905: Piazza d'Armi
  • 1905-1913: Villa Borghese (Parco dei Daini, Piazza di Siena)
  • 1913-1914: Campo della Farnesina
  • 1914-1931: Stadio della Rondinella
  • 1931-1953: Stadio Nazionale
  • 1953-1961: Stadio Olimpico di Roma
  • 1961-1962: Stadio Flaminio
  • 1962-1967: Stadio Olimpico di Roma
  • 1967-1968: Stadio Flaminio
  • 1968-1989: Stadio Olimpico di Roma
  • 1989-1990: Stadio Flaminio
  • 1990-oggi: Stadio Olimpico di Roma

Impegno nel sociale

La Lazio è una società attiva nel campo sociale e degli aiuti umanitari, tramite numerosi sezioni della polisportiva che ogni anno organizza anche eventi speciali[67] per sostenere diverse associazioni, tra cui la So.Spe, esibendone anche il logo sulle maglie nella stagione 2007-2008,[68] e quella intitolata alla memoria del giovane tifoso laziale Gabriele Sandri,[69] il cui logo è apparso sulle maglie del club durante la partita di campionato Lazio-Parma del 6 novembre 2011.[70]

Nell'annata 2008-2009, la Lazio, sempre attraverso una campagna di sponsorizzazione, ha promosso insieme all'industria alimentare Algida una raccolta fondi per le popolazioni vittime del terremoto che nel 2009 ha sconvolto l'Abruzzo.

La S.S. Lazio Calcio, dopo aver adottato nel 2010 l'aquila Olympia, ha deciso di intraprendere al fianco dell'A.R.F., un'associazione per la tutela e soccorso degli animali operante nel Lazio, una campagna di sensibilizzazione anti-bracconaggio e la raccolta di donazioni in favore del progetto di protezione e cura dei rapaci.[71]

La società biancoceleste, attraverso slogan e messaggi presenti sulle maglie da gioco dei propri calciatori, si è spesso schierata riguardo tematiche ed eventi sociali come la lotta al razzismo (slogan “No Racism” e “We love football, We fight racism”, rispettivamente nel 2012 e nel 2013), la lotta al terrorismo (scritta “Je suis Charlie” nel 2015), la lotta alle mafie (slogan "Libera" nel 2017), oltre che messaggi di commemorazione per le vittime dei terremoti ("Noi con voi" e "I love Norcia" nel 2016).[72][73][74][75][76][77]

Il club laziale, nel settembre 2019, diventa il primo football club plastic free italiano grazie all'accordo di partnership commerciale siglato con Filette Prime Water, abbandonando l’uso della plastica monouso per la difesa della salute e nella lotta contro l’inquinamento.[78] L'impegno della Lazio per la sostenibilità e il rispetto per l’ambiente è ribadito anche nel luglio 2021 quando, insieme allo sponsor tecnico Macron, viene presentata la nuova maglia biancoceleste realizzata con tessuto tecnologico ed ecologico proveniente da plastica riciclata.[79]

A giugno 2020, durante un periodo storico segnato dalla pandemia di COVID-19, la Lazio avvia il progetto "Tu non sarai mai sola", un’iniziativa a sostegno delle tante attività poste in essere dalla Croce Rossa Italiana, relative all’emergenza ‘Fase 2’ COVID-19, per le fasce di popolazioni più vulnerabili. Tale iniziativa consiste nell'inviare una foto e con l’acquisto da parte della Lazio di una sagoma, posta su un seggiolino a scelta per tutte le partite delle Aquile che si disputeranno a porte chiuse allo Stadio Olimpico di Roma. Il club laziale devolverà alla CRI una parte del ricavato dalla vendita delle sagome.[80] A dicembre dello stesso anno, il club capitolino contribuisce al progetto "Stop the Waste" promosso dal World Food Programme, agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di assistenza alimentare, con lo scopo di fronteggiare lo spreco alimentare e lenire le sofferenze di chi è malnutrito.[81]

Nel gennaio 2021 il club romano ufficializza la partnership con la Nazionale dei sacerdoti, unione che vedrà la Lazio portare messaggi di speranza e di aiuti in tutto il mondo attraverso le competizioni disputate dalla Seleçao Sacerdoti, che indosserà i colori biancocelesti quale simbolo di unione tra i comuni valori sportivi e sociali di cui entrambe le realtà si fanno portatrici.[82]

Il 23 febbraio 2021, nell'anno del centenario della costituzione in ente morale della società biancoceleste, viene inaugurata la nascita della ONLUS Fondazione S.S. Lazio 1900, presidenziata dall'ex canottiera Gabriella Bascelli, sulla base di specifica delibera del Consiglio Generale della Polisportiva S.S. Lazio, per promuovere attraverso iniziative sportive e culturali stili di vita centrati sulla salute e il rispetto per l'ambiente, l’inclusione e integrazione sociale contro ogni forma di discriminazione ed emarginazione, oltre al Welfare di comunità con diffusione di attività culturali di interesse sociale e con finalità educativa.[83][84]

Settore giovanile

 
Il logo della scuola calcio con al centro Skeggia, la mascotte laziale.
 
La Primavera biancoceleste della stagione 1975-76, per la prima volta Campione d'Italia.

Il settore giovanile della Lazio vede a capo dell'organigramma direttivo Mauro Bianchessi, uomo di provata esperienza e dal curriculum di primo livello in ambito di giovanili.[85] Bianchessi è coadiuvato nel suo lavoro dai collaboratori Giovanni Ghedini, Francesco Panzerini e Stefano Pasquinelli nella gestione della scuola calcio e delle squadre agonistiche sino alla categoria Under-17, mentre la formazione Primavera è sotto la supervisione del direttore sportivo biancoceleste Igli Tare.

Nel corso dei decenni il vivaio laziale ha da sempre cresciuto numerosi giocatori che hanno contribuito notevolmente all'accrescimento tecnico della prima squadra, dai primi anni di attività del club fino a oggi: negli anni settanta la Lazio è formata da elementi usciti dalle squadre giovanili (da D'Amico a Giordano, fino a Manfredonia, Agostinelli e Tassotti), e negli anni ottanta il vivaio laziale ha formato giocatori come Paolo Di Canio e Valerio Fiori, fino ad arrivare alla metà degli anni novanta, quando dalla formazione Primavera sono arrivati in prima squadra Marco Di Vaio, Flavio Roma ma soprattutto Alessandro Nesta, divenuto uno dei simboli della società romana nonché il capitano biancoceleste più vincente della storia. Negli anni duemila si è imposto in prima squadra Lorenzo De Silvestri, mentre nel decennio seguente si fanno notare Danilo Cataldi e Alessandro Murgia.

La Lazio ha al suo attivo cinque vittorie nel Campionato Primavera (1975-76, 1986-87, 1994-95, 2000-01, 2012-13)[86], tre in Coppa Italia Primavera (1978-79, 2013-14, 2014-15).[87] e una in Supercoppa Primavera (2014).[88] Tuttavia gli Aquilotti non sono mai riusciti nell'impresa di aggiudicarsi il prestigioso Torneo di Viareggio, pur arrivando a disputare la finale in quattro occasioni.

Diffusione nella cultura di massa

 
Francobollo delle Poste italiane celebrativo della Lazio laureatasi campione d'Italia nella stagione 1999-00.

La partita di campionato Lazio-Foggia (0-0) del 28 agosto 1993, prima giornata di Serie A 1993-1994, fu il primo posticipo della storia del calcio nazionale a essere trasmesso in televisione.[89]

Nello spettacolo sono stati molti gli artisti che si sono avvicinati ai colori biancocelesti, e uno dei più accesi sostenitori è stato l'indimenticabile Mario Riva, storico presentatore de Il Musichiere, durante il quale lo stesso Riva vantava in più occasioni il suo essere laziale, creando simpatici siparietti con il pubblico e gli ospiti. Alla fine degli anni cinquanta il popolare show-man fu elevato alla dignità di consigliere onorario della Lazio dall'allora presidente Siliato.

 
Mario Riva, tifoso biancoceleste e consigliere onorario della Lazio.

In ambito cinematografico si trovano vari riferimenti alla Lazio, come ad esempio in Il tifoso, l'arbitro e il calciatore (1982), Ultrà (1991), Tifosi (1999), L'allenatore nel pallone (1984) e L'allenatore nel pallone 2 (2008), nella quale vi è un cameo del presidente Claudio Lotito nel ruolo di se stesso. Altre citazioni nelle commedie quali Mi faccia causa (1984), Vacanze in America (1984) e Anni 90 - Parte II (1993), Caterina va in città di Paolo Virzì (2003), nella cui soundtrack è presente anche l'inno biancoceleste Vola Lazio vola, Gli ultimi saranno ultimi di Massimiliano Bruno (2015) e in Nove lune e mezza di Michela Andreozzi (2017).

La Lazio compare in varie fiction televisive, come nella sesta stagione della serie di Un medico in famiglia e nella terza de I Cesaroni; nell'undicesimo episodio di quest'ultima fiction, girato in gran parte all'interno del Centro sportivo di Formello.

Importante citazione della squadra romana è presente anche in letteratura, nel libro Mangia, prega, ama - Una donna cerca la felicità (2006), autobiografia della scrittrice statunitense Elizabeth Gilbert, la quale racconta che durante la sua permanenza a Roma viene accompagnata allo stadio dall'amico Luca Spaghetti, commercialista capitolino di fede laziale, ad assistere a due gare delle Aquile, contro Sparta Praga e Bologna e altre partite le ha vissute guardandole in televisione sempre in compagnia del suo amico Luca. Nelle pagine del best seller la Gilbert parla della passione per i colori biancocelesti che le ha trasmesso Spaghetti, anche se per il film Mangia prega ama (2010) la produzione decide che, contrariamente a quanto raccontanto nel romanzo, la scrittrice, interpretata da Julia Roberts, dovesse essere una simpatizzante romanista.[90]

La Lazio è entrata a far parte anche del mondo della musica. Sono state dedicate alla squadra capitolina numerose canzoni come E vola l'aquila e Notti biancazzurre di Toni Malco, La più bella di tutte quante e Quant'è bello esse laziali di Aldo Donati, Caput mundi di Enrico Lenni e Cent'anni insieme, brano composto da vari autori in occasione del centenario della società romana e interpretato tra gli altri da Edoardo Guarnera, Pino Insegno e Mino Reitano, simpatizzante laziale, oltre ai noti "cantori" biancocelesti Donati, Lenni e Malco. Anche la cantautrice e attrice Roberta Faccani, pronipote di Augusto Faccani, calciatore della Lazio nei primi anni del Novecento, dedica alla squadra biancoceleste il singolo Lazio generazione,[91] così come ha fatto Fabio Melis con la sua Nati per vincere. Inoltre, il singolo È già domenica della band italiana degli Statuto è stato dedicato alla memoria di Gabriele Sandri, tifoso laziale scomparso tragicamente l'11 novembre 2007.

Allenatori e presidenti

Allenatori

 Lo stesso argomento in dettaglio: Allenatori della Società Sportiva Lazio.
 
Lo svedese Sven-Göran Eriksson, con 7 trofei in 4 stagioni, è il tecnico più vincente nella storia laziale.

Sono 67 gli allenatori ad avere avuto a tutt'oggi la conduzione tecnica della Lazio, tra cui due hanno ricoperto il ruolo di direttore tecnico e quattro hanno assunto tale incarico dopo esser stati in stagioni precedenti anche sulla panchina biancoceleste.

Fino a tutto il secondo decennio del XX secolo non esisteva un sistema dettagliato di allenamento in preparazione degli incontri di campionato. In pratica i giocatori – atleti, studenti e lavoratori – avevano l'abitudine di ritrovarsi al campo di Piazza d'Armi prima e allo Stadio della Rondinella poi per gli allenamenti, consistenti in partitelle e corse di velocità e/o resistenza, spesso sotto il coordinamento del capitano della squadra. Il primo vero allenatore della storia laziale, a parte i pionieri Bruto Seghettini e Sante Ancherani, fu l'italiano Guido Baccani, scelto dal presidente Ballerini nel 1906, al fine di introdurre innovazioni dal punto di vista tattico e strategico nel gioco della squadra. Baccani allenò la formazione biancoceleste quasi per un ventennio fino al 1924, quando entrò a far parte della commissione tecnica della Nazionale azzurra.

A vantare il mandato tecnico più lungo è tuttora proprio Guido Baccani, rimasto alla guida della squadra per 18 stagioni, compresi gli anni in cui le attività erano sospese a causa della prima guerra mondiale, dal 1906-07 al 1923-24. Sia il numero di stagioni consecutive che quello totale sono record per i tecnici del club romano.

Simone Inzaghi vanta il primato complessivo di panchine ufficiali (251), mentre quello di trofei vinti con il club (7 con le Aquile) appartiene al tecnico svedese Sven-Göran Eriksson.

 
Due personalità che hanno scritto indelebili pagine di Lazio: Umberto Lenzini (a sinistra) e Tommaso Maestrelli (a destra).

Da menzionare anche Tommaso Maestrelli, il principale artefice del primo Scudetto biancoceleste, scomparso nel 1976 poco dopo aver condotto la Lazio a un'insperata salvezza, Fulvio Bernardini, tecnico negli anni cinquanta e sessanta che nel 1958 regalò ai laziali la prima vittoria di un trofeo ufficiale, ossia la Coppa Italia, ed Eugenio Fascetti che, nonostante non abbia vinto alcun titolo, rimarrà nel cuore dei tifosi laziali insieme ai componenti della squadra da lui guidata nella stagione 1986-87, i cosiddetti Eroi del -9, i quali ottennero la salvezza agli spareggi dopo essere partiti con nove punti di penalizzazione.

Dal 1º luglio 2021 l'allenatore della prima squadra è Maurizio Sarri.

Presidenti

 Lo stesso argomento in dettaglio: Presidenti della Società Sportiva Lazio.

A partire dalla fondazione del club a oggi, alla guida della Lazio si sono avvicendati 35 presidenti, di cui 4 hanno svolto anche il ruolo di commissario straordinario ed uno ad interim. Il primo presidente del club più antico della Capitale fu il Cavalier Giuseppe Pedercini.

Il periodo più lungo in carica è appannaggio di Fortunato Ballerini, alla guida della Lazio per 18 anni dal 1904 al 1922; Sergio Cragnotti, presidente dal 1992 al 1994 e poi dal 1998 al 2003, vanta il palmarès più ampio della storia della società (7 trofei complessivi, rispettivamente 6 durante la sua presidenza, 1 con Dino Zoff in carica).

Da ricordare è Umberto Lenzini, soprannominato dai tifosi Papà Lenzini, presidente del primo Scudetto biancoceleste (1973-74), e Leonardo Siliato, in carica quando la Lazio conquistò il suo primo trofeo ufficiale: la Coppa Italia del 1958.

Attualmente in carica è l'imprenditore romano Claudio Lotito, divenuto presidente il 19 luglio 2004, quando tramite la sua "Lazio Events S.r.l." acquista il 26,969% del capitale sociale, salvando la società capitolina da una situazione che l'avrebbe condotta ad un inevitabile fallimento.

Calciatori

 Lo stesso argomento in dettaglio: Calciatori della Società Sportiva Lazio.

A partire dalla fondazione del club a oggi, hanno vestito la maglia della Lazio oltre 800 calciatori, in gran parte italiani; alcuni di questi hanno militato nella Nazionale italiana.

 
Silvio Piola, miglior marcatore della Lazio in campionato, nonché miglior realizzatore nella storia dei massimi campionati italiani.

Tra i calciatori italiani di rilievo sono annoverati Sante Ancherani, uno dei pionieri della sezione calcio della polisportiva biancoceleste nonché primo capitano e allenatore laziale, Fulvio Bernardini, primo calciatore della Lazio, romano di nascita e proveniente dal Centro-Sud, a essere convocato in Nazionale, i fratelli Saraceni, Fernando e Luigi, pochi tra i tanti giocatori nella storia del calcio italiano ad aver indossato nel corso della loro carriera la maglia di una sola società, quella biancoceleste in tal caso, Ezio Sclavi, Anfilogino Guarisi, detto Filò, campione del mondo nel 1934, oltre a Silvio Piola, vero e proprio giocatore simbolo degli anni trenta e anni quaranta con la maglia della Lazio e della Nazionale azzurra, con la quale ha vinto un mondiale (1938), Enrique Flamini, divenuto anche allenatore e dirigente sia a livello giovanile che di prima squadra, Aldo Puccinelli, record-man di presenze in campionato con la casacca biancoceleste (339 in 13 stagioni), e Leandro Remondini.

 
Giorgio Chinaglia, capocannoniere nella stagione del primo Scudetto.

Altro celebre calciatore ad aver scritto la storia del club romano, di cui è diventato una vera e propria bandiera, è stato Roberto Lovati, portiere e capitano della squadra tra gli anni cinquanta e anni sessanta, colui che ha raccolto l'eredità di Lucidio Sentimenti IV, e successivamente tecnico e dirigente, sia delle giovanili che della prima squadra. In quegli anni così difficili per i colori biancocelesti spiccano le doti tecniche di calciatori come Paolo Carosi, Francesco Janich, Nello Governato, Diego Zanetti ed Arrigo Dolso, mentre negli anni settanta, con la chiusura della frontiere, nella Lazio militarono giocatori del calibro di Giorgio Chinaglia, Vincenzo D'Amico, Mario Frustalupi, Renzo Garlaschelli, Luigi Martini, Franco Nanni, Giancarlo Oddi, Sergio Petrelli, Felice Pulici, Luciano Re Cecconi e Giuseppe Wilson, record-man di presenze con la fascia da capitano al braccio, tutti protagonisti della vittoria dello Scudetto del '74.

Negli anni ottanta si distinsero Bruno Giordano, Lionello Manfredonia, Gabriele Podavini, Domenico Caso, Giuliano Fiorini, Angelo Gregucci, Raimondo Marino e Paolo Di Canio.

 
Ciro Immobile, con 216 presenze e 150 gol totali, è il miglior marcatore nella storia della Lazio.

Durante gli anni novanta svariati calciatori hanno registrato presenze nella Nazionale italiana, tra cui Pierluigi Casiraghi, Luca Marchegiani e Giuseppe Signori, tutti e tre protagonisti al mondiale del 1994, Roberto Cravero, Roberto Di Matteo, Giuseppe Favalli, record-man di titoli vinti con la maglia delle Aquile (8 in 12 stagioni), Roberto Mancini, Paolo Negro, Alessandro Nesta e Giuseppe Pancaro, quest'ultimi cinque campioni d'Italia nella stagione 1999-2000, oltre a Christian Vieri, autore del primo dei due gol che regalarono alla Lazio la vittoria della Coppa delle Coppe 1998-99. Negli anni duemila si distinsero anche Simone Inzaghi, con 9 stagioni all'attivo e miglior bomber in competizioni UEFA con la Lazio, nonché record-man di presenze come allenatore biancoceleste in 6 stagioni, Massimo Oddo ed Angelo Peruzzi (divenuto club manager nel 2016), entrambi campioni del mondo 2006, oltre a Tommaso Rocchi, bomber laziale per ben 9 stagioni. Agli anni duemiladieci sono legati invece i nomi del centrocampista Marco Parolo e del centravanti Ciro Immobile, colui che, vestendo la maglia biancoceleste da 5 stagioni a partire dal 2016, e con 150 reti realizzate, detiene il record di marcature nella storia del club romano.

Tra i giocatori non italiani ad aver vestito la maglia della Lazio nel corso dei decenni si segnalano Salvador Gualtieri, Arne Selmosson, vice-campione al mondiale del 1958 con la Nazionale svedese, Humberto Tozzi, Juan Carlos Morrone, Batista, mediano della Seleção che prese parte al mondiale del 1982, Michael Laudrup, fantasista danese vincitore con la sua nazionale della Confederations Cup del 1995, e Rubén Sosa, attaccante uruguaiano che con la Celeste ha vinto due edizioni della Copa América (1987 e 1995).

 
Goran Pandev, miglior realizzatore straniero della storia laziale.

Negli anni novanta furono molti i calciatori stranieri in maglia laziale: fra i tanti da citare sono i tedeschi Karl-Heinz Riedle, vincitore del mondiale del 1990 giocato in Italia, e Thomas Doll, vice-campione continentale all'europeo del 1992, l'inglese Paul Gascoigne, talentuoso centrocampista noto anche per le sue vicende extra-calcistiche, l'olandese Aron Winter, campione continentale all'europeo del 1988, il croato Alen Bokšić, il ceco Pavel Nedvěd, insignito del Pallone d'oro nel 2003, il portoghese Sérgio Conceição, il cileno Marcelo Salas, gli argentini José Chamot, Matías Almeyda, Diego Simeone e Juan Sebastián Verón ed i serbi Siniša Mihajlović e Dejan Stanković. Negli anni duemila si distinsero invece l'argentino Hernán Crespo, ovvero il calciatore più pagato nella storia del club, il brasiliano César, l'olandese Jaap Stam e il macedone Goran Pandev, miglior cannoniere straniero della storia biancoceleste con 64 reti in 6 stagioni. Agli anni duemiladieci sono legati invece i nomi del centravanti tedesco Miroslav Klose, campione del mondo con la Germania nel 2014, e del centracampista bosniaco Senad Lulić. Il romeno Ștefan Radu veste la maglia laziale da 14 stagioni a partire dal 2008, e con oltre 402 presenze risulta il calciatore con più gare all'attivo nella storia della Lazio.

Nel massimo campionato vinsero il titolo di capocannoniere Silvio Piola (1936-1937 e 1942-1943), Giorgio Chinaglia (1973-1974), Bruno Giordano (1978-1979), Giuseppe Signori (1992-1993, 1993-1994, 1995-1996), Hernán Crespo (2000-2001) e Ciro Immobile (2017-2018 e 2019-2020).

Capitani

Sono 57 i giocatori che hanno indossato la fascia di capitani della Lazio.

Il periodo più lungo con la fascia di capitano della squadra laziale è stato quello di Ancherani, con dieci stagioni dal 1901 al 1907 e dal 1908 al 1912.[92] L'attuale capitano biancoceleste è il centravanti italiano Ciro Immobile.

Maglie ritirate

Contributo alle nazionali di calcio

 
Fulvio Bernardini, primo biancoceleste, nonché primo calciatore centromeridionale, a debuttare con la maglia della Nazionale italiana.

Il primo giocatore della Lazio a essere convocato in Nazionale è stato Fulvio Bernardini in occasione dell'incontro amichevole del 22 marzo 1925 contro la Francia, vinto nettamente dagli azzurri per 7-0. Bernardini, nella sua carriera in Nazionale, ha fatto parte anche della spedizione olimpica del 1928, conquistando la medaglia di bronzo.

Successivamente, in occasione della Coppa Internazionale 1931-1932, venne chiamato a vestire la maglia della Nazionale lo storico capitano Ezio Sclavi,[94] uno dei più grandi portieri dell'epoca, e nell'edizione 1933-35 fecero parte della vittoriosa compagine azzurra anche l'oriundo Guarisi e il bomber Piola. Nel 1934, in occasione dei Mondiali, fu ancora convocato Filò Guarisi,[95] mentre la competizione mondiale del 1938, vinta dalla Nazionale italiana, vide come assoluto protagonista Silvio Piola.[96] Due anni prima, in occasione dei Giochi olimpici di Berlino, nella vincente spedizione azzurra erano presenti due calciatori biancocelesti, ovvero i centrocampisti Baldo e Gabriotti.

Gli anni quaranta rappresentarono un periodo difficile nella storia della Lazio, difatti Francesco Antonazzi è stato l'unico ad essere chiamato in Nazionale durante quel decennio in occasione dei Giochi olimpici di Londra. Tuttavia negli anni cinquanta fecero parte della spedizione per i Mondiali brasiliani del 1950 alcuni calciatori biancocelesti, quali Furiassi, Remondini e Sentimenti IV.[97]

Per ben 24 anni nessun biancoceleste ha preso parte alle spedizioni della Nazionale maggiore in occasione di competizioni ufficiali. Spezzarono il digiuno delle convocazioni tre simboli della Lazio fresca vincitrice del primo Scudetto della sua storia nel 1974, quali il bomber Chinaglia, il centrocampista Re Cecconi e il difensore Wilson, chiamati dall'allora commissario tecnico Ferruccio Valcareggi per la spedizione mondiale.[98] Nel 1978, in vista dei Mondiali, Lionello Manfredonia è stato l'unico rappresentante laziale nella compagine azzurra.[99]

 
Alessandro Nesta, giocatore con più presenze nella Nazionale maggiore durante il periodo di militanza alla Lazio, con 46 partite disputate.

Dopo circa 16 anni dall'ultima presenza di giocatori biancocelesti con la maglia azzurra in competizioni ufficiali, complice un periodo particolarmente difficile per le sorti del club romano come quello vissuto negli anni ottanta, la Lazio diede alla Nazionale tre elementi, come Casiraghi, Marchegiani e Signori, chiamati a far parte della spedizione azzurra ai Mondiali statunitensi del 1994, persi in finale contro il Brasile ai calci di rigore.[100] Due anni dopo le convocazioni (e questa volta per gli Europei del 1996) furono per Di Matteo, Fuser e Nesta, oltre a Casiraghi.[101]

Tra il 1996 e il 2002, a parte il campionato europeo del 2000, quando fu convocato insieme a Negro,[102] Alessandro Nesta, capitano più vincente della storia biancoceleste, è stato l'unico calciatore della Lazio a essere annesso alle spedizioni della Nazionale maggiore,[103][104] così come Roberto Baronio, unico rappresentante laziale alle Olimpiadi di Sydney.

L'Europeo 2004 rappresenta la competizione durante la quale la compagine azzurra presenta il maggior numero di giocatori laziali, ben cinque: Corradi, Favalli, Fiore, Oddo e Peruzzi.[105] Questi ultimi due hanno fatto parte anche della compagine azzurra che nella notte berlinese conquista la Coppa del Mondo 2006.[106]

In occasione delle Olimpiadi di Pechino del 2008 sono stati convocati i due biancocelesti De Silvestri e Rocchi, quest'ultimo come "fuori quota".

Candreva e Marchetti sono stati rappresentanti laziali con la casacca azzurra in occasione della Confederations Cup 2013; mentre per i Mondiali del 2014, è stato convocato il solo Candreva. Quest'ultimi due, insieme a Parolo, hanno fatto parte della spedizione azzurra in occasione dell'Europeo del 2016.

Acerbi ed Immobile sono gli ultimi calciatori della formazione romana ad essere convocati in una spedizione azzurra, in occasione del vittorioso Europeo 2020.

Oltre ai calciatori vincitori di titoli con la Nazionale italiana, è da menzionare Miroslav Klose, convocato dalla Nazionale tedesca in occasione del successo nei Mondiali 2014.

Palmarès

 Lo stesso argomento in dettaglio: Palmarès della Società Sportiva Lazio.

Competizioni nazionali

1968-1969

Competizioni internazionali

1971

Competizioni giovanili

 Lo stesso argomento in dettaglio: Palmarès della Società Sportiva Lazio § Settore giovanile.

A livello giovanile, la squadra Primavera della Lazio è una delle formazioni più importanti e titolate, avendo conquistato 5 Campionati Primavera, essendo così la quarta squadra con più Scudetti giovanili, 3 Coppe Italia Primavera e una Supercoppa Primavera. Anche le squadre di altre categorie hanno ottenuto nel corso degli anni vari successi sia a livello nazionale, soprattutto con le formazioni Berretti (1), Allievi (2), Giovanissimi Nazionali (3), Pulcini (1) e in passato Juniores (1), sia in campo internazionale, con la formazione Primavera trionfante nel Trofeo Internazionale Karol Wojtyla in sei occasioni, detenendo così il record di vittorie del torneo, oltre a quella degli Allievi, vincitrice del Torneo Internazionale Carlin's Boys di Sanremo, del Torneo Internazionale Città di Gradisca - Trofeo Nereo Rocco e della Scirea Cup.

Statistiche e record

 Lo stesso argomento in dettaglio: Statistiche e record della Società Sportiva Lazio.

Partecipazione ai campionati

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Prima Categoria[107] 5 1912-1913 1920-1921 92
Prima Divisione[107] 5 1921-1922 1925-1926
Divisione Nazionale 3 1927-1928 1945-1946
Serie A 79 1929-1930 2021-2022
Prima Divisione 1 1926-1927 12
Serie B 11 1961-1962 1987-1988

In 104 stagioni sportive a partire dall'esordio a livello nazionale il 3 novembre 1912, inclusi 10 campionati di Prima Categoria Nazionale e 3 di Divisione Nazionale, oltre a 1 di Prima Divisione.

Statistiche di squadra

 
La Lazio della stagione 1907-08 rimane l'unica formazione ad aver vinto tre partite in un solo giorno.

In 104 stagioni sportive a partire dall'esordio a livello nazionale, risalente al 3 novembre 1912, la Lazio ha disputato 92 campionati di massima serie (79 campionati di Serie A, 10 di Prima Categoria Nazionale e 3 di Divisione Nazionale), mentre per una volta ha partecipato al campionato di Prima Divisione Sud (1926-27) e per 11 volte a quello di Serie B (1961-62, 1962-63, 1967-68, 1968-69, 1971-72, 1980-81, 1981-82, 1982-83, 1985-86, 1986-87, 1987-88). I biancocelesti hanno terminato il campionato a girone unico 2 volte primi, 3 volte secondi e 7 volte terzi. In 79 stagioni sportive disputate dalla Lazio nel massimo campionato a girone unico ha, dunque, terminato il torneo sul podio nel 15% dei casi. Inoltre hanno completato il campionato di massima serie con il miglior attacco del torneo in 5 occasioni, mentre per 4 volte è stata quella laziale la miglior difesa. Dall'avvento del girone unico la Lazio è stata 2 volte Campione d'inverno (1936-37, 1973-74).

La Lazio è la sesta società italiana sia per numero di partecipazioni (79) nel Campionato di Serie A sin dal 1929, anno dell'istituzione del torneo a girone unico, sia nella Classifica perpetua della Serie A dal 1929, dietro a Juventus, Inter, Milan, Roma e Fiorentina. Al 26 maggio 2021, dei 2662 incontri nella massima serie, 1018 sono state le vittorie dei biancocelesti, 775 i pareggi e 869 le sconfitte, con 3708 gol segnati e 3317 subiti. Risulta essere al sesto posto per numero di partecipazioni (28) alle competizioni internazionali UEFA. La Lazio è inoltre quarta in Italia, dietro Juventus, Milan e Inter, per numero di trofei ufficiali vinti.

Quella delle Aquile è la formazione italiana ad aver disputato il maggior numero di finalissime nazionali (3 volte, più specificatamente nelle stagioni 1912-13, 1913-14 e 1922-23) ovvero gli incontri che, prima dell'istituzione del campionato a girone unico, mettevano di fronte le compagini campioni del girone Nord e quello Sud per decidere la squadra campione d'Italia.

È stata la quarta squadra italiana, dopo Torino, Juventus e Napoli (e successivamente ai biancocelesti anche l'Inter), ad aver conquistato, nella stagione 1999-00, il Double, ovvero la conquista nello stesso anno di campionato e coppa nazionale.

In base alle partite ufficiali finora disputate, la vittoria della Lazio con il più ampio scarto è il 13-1 inflitto alla Pro Roma il 10 novembre 1912. La sconfitta con il più ampio scarto, invece, è l'8-1 rimediato nella stagione 1933-34 in trasferta contro l'Ambrosiana-Inter.

La squadra biancoceleste detiene il record assoluto di vittorie fatte registrare in una sola giornata, con 3 successi ottenuti in occasione del Campionato Interregionale Centro-sud vinto il 7 giugno 1908, quando sconfisse in mattinata il Lucca FC, nel primo pomeriggio la SPES Livorno e successivamente la Virtus Juventusque in finale.[108]

Statistiche individuali

 
Ștefan Radu è il giocatore con più presenze in assoluto nella storia della società con oltre 402 presenze.

A livello individuale, il romeno Ștefan Radu è il giocatore che detiene il record di presenze (oltre le 402) in maglia biancoceleste, ed è ancora in attività. Seguono Giuseppe Favalli con 401 partite disputate in 12 stagioni (dal 1992 al 2004) e Giuseppe Wilson con 392 presenze. Il record di partite giocate da un portiere è di Luca Marchegiani, con i 339 incontri disputati in 10 stagioni, seguito da Idilio Cei con 287 gare in altrettante annate ed Angelo Peruzzi con 226 partite disputate in 7 stagioni.

Il record di maggiori partite giocate esclusivamente in campionato è invece di Aldo Puccinelli, con 339 gettoni di presenza tra il 1940 e il 1955. Seguono Ștefan Radu e Pino Wilson rispettivamente con 337 e 324 presenze.

Il miglior marcatore di tutti tempi della Lazio è Ciro Immobile con 150 gol ed attualmente ancora in attività con la maglia biancoceleste, con alle sue spalle Silvio Piola (149 gol e miglior marcatore nella storia della Serie A, con 274 reti totali realizzate[109]) e Giuseppe Signori (127 gol in 6 stagioni).

Simone Inzaghi è il miglior marcatore nelle competizioni europee, con 20 gol realizzati. È anche uno dei sei giocatori nella storia della Champions League ad aver segnato 4 reti in una singola partita della massima competizione europea.[110] Seguono Ciro Immobile con gli attuali 16 centri, oltre a Pavel Nedvěd con 12 reti messe a segno in 5 stagioni e Tommaso Rocchi, anch'egli a quota 12 gol in 9 anni di militanza laziale.

Il record di segnature realizzate in una sola partita è del bomber tedesco Miroslav Klose, capace di mettere a segno, il 5 maggio 2013, una cinquina ai danni del Bologna, alla trentacinquesima giornata di Serie A, gara terminata poi 6-0 per i romani.[111]

Tifoseria

 Lo stesso argomento in dettaglio: Tifoseria della Società Sportiva Lazio.
 
Il cuore del tifo laziale: la curva Nord.

Al momento la Lazio rappresenta la settima squadra d'Italia per numero di tifosi (606.000), dietro a Juventus, Inter, Milan, Napoli, Roma e Fiorentina, secondo i dati di una ricerca effettuata nel 2020.[112]

Il tifo per la Lazio, tradizionalmente radicato dal punto di vista geografico a Roma e nelle altre province laziali, è presente anche in altre regioni d'Italia, il che garantisce un seguito alla squadra biancoceleste anche durante gli incontri fuori casa.

Per quanto riguarda l'orientamento politico dei gruppi organizzati della Curva Nord, questi sono schierati su posizioni riconducibili alla destra sociale e all'estrema destra, in particolar modo a quella neofascista.[113] Nel corso degli anni questi gruppi si sono resi protagonisti di numerosi episodi a sfondo razzista — con cori denigratori verso giocatori di colore, l'esecuzioni di brani di stampo fascista[113] (tra cui la canzone anticomunista Avanti ragazzi di Buda[114]) o la riproposizione del saluto romano — oltreché di violenti scontri con gli ultras avversari di diverso colore politico.[113] Tale orientamento è tuttavia fortemente osteggiato dalla maggioranza dei supporter biancocelesti, ben lontani dalle dinamiche a sfondo politico della Curva Nord e che respinge fermamente la vicinanza con gli ambienti e le ideologie della destra fascista.[113]

I tifosi laziali possono vantare ben due record di presenze: il 12 maggio 1974, in occasione della gara Lazio-Foggia, che sancì la vittoria del primo Scudetto della Lazio, il numero di spettatori era di 78.886, record di presenze allo Stadio Olimpico per una partita di calcio tuttora imbattuto;[115] il 19 dicembre 1982, in occasione del match Lazio-Milan, valevole per la quindicesima giornata del campionato di Serie B 1982-83, gli spettatori paganti erano 65.850, record assoluto per una gara di cadetteria.[116]

Storia

 
Coreografia della Curva Nord in occasione del Derby Roma-Lazio del 23 aprile 1995.

I prodromi del fenomeno del tifo organizzato in Italia si hanno nel 1932 quando proprio la tifoseria della Lazio va ad annoverare per prima la nascita di un'associazione organizzata e con struttura gerarchica, di sostenitori. In occasione del Derby del 23 ottobre 1932, un gruppo organizzato denominato Paranza Aquilotti inscenò infatti una coreografia allo Stadio del PNF.[117]

Il 28 ottobre 1979, poco prima dell'inizio del derby, viene tolta la vita a Vincenzo Paparelli, supporter laziale raggiunto in Curva Nord da un razzo sparato dalla Sud per mano di un tifoso romanista. Da allora i gruppi organizzati di tifosi biancocelesti, prima riuniti nelle gare casalinghe in Curva Sud, decisero di spostarsi definitivamente nella Nord dell'Olimpico.[118]

L'11 novembre 2007, presso la stazione di servizio di Badia al Pino, nei pressi di Arezzo, viene ucciso da un agente di Polizia il tifoso laziale Gabriele Sandri, a cui è stata intitolata poi la curva. Da allora la sua immagine è posta nella parte bassa della Nord.[119]

Dal marzo 2010, gli Irriducibili lasciano il comando dopo 23 anni per lasciare la gestione della Curva Nord in mano ai membri della ex-Banda Noantri e In Basso a Destra, gruppi sciolti formalmente per le numerose diffide ma comunque presenti sotto il nome di altri striscioni: essi creeranno una collaborazione tra tutti i gruppi storici della Nord per quanto riguarda le decisioni e la gestione di essa, e tutti si riuniranno sotto il nome di Ultras Lazio Curva Nord,[120] coadiuvato da un altro importante gruppo del tifo laziale, ovvero l'Associazione Sodalizio, riunito nel settore della Tribuna Tevere.[121]

Il 27 febbraio 2020 lo storico gruppo degli Irriducibili, dopo più di 32 anni di vita, decide il proprio autoscioglimento, dando vita ad un nuovo gruppo di tifo organizzato con il nome di Ultras Lazio.[122][123]

Gemellaggi e rivalità

 Lo stesso argomento in dettaglio: Derby di Roma.
 
Gemellaggio fra tifosi laziali e interisti il 2 maggio 2009 con la coreografia dei supporters nerazzurri dedicata alla memoria del tifoso Gabriele Sandri.

Il rapporto tra gli ultras dell'Inter e quelli della Lazio è sicuramente il più saldo e tra i più longevi: esso è nato attorno alla metà degli anni ottanta e si è rinsaldato a cavallo degli anni novanta e i primi del duemila con la finale della Coppa UEFA 1997-98 disputata a Parigi e il 5 maggio 2002, quando allo Stadio Olimpico, all'ultima giornata del campionato 2001-02, molti tifosi laziali auguravano agli "amici" interisti la conquista dello Scudetto.[124] Un altro episodio significativo è riferibile al match Lazio-Inter del 2 maggio 2010, alla terz'ultima giornata del campionato 2009-10, quando la tifoseria della squadra capitolina ha incitato per tutti i novanta minuti la compagine milanese, in piena lotta per il titolo con i cugini romanisti, spingendola così verso il mantenimento della vetta della classifica.[125] Esiste inoltre il gemellaggio, nato già agli inizi degli anni ottanta, con la tifoseria della Triestina.[126]

 
Karl-Heinz Riedle e Rudi Völler dopo un derby di Roma nella stagione 1991-1992.

La più accesa e storica rivalità non può che essere con i tifosi dell'altra squadra della Capitale: la Roma. L'ostilità degli ultras biancocelesti con i tifosi del Napoli nasce dal gemellaggio che legava negli anni ottanta i sostenitori napoletani con quelli romanisti. Nei confronti della tifoseria del Milan è sempre esistita un'accesa rivalità, acuitasi dopo il campionato vinto in rimonta dalla formazione rossonera nelle ultime giornate nel 1999 a discapito della Lazio. La rivalità nei confronti della Juventus invece deriva principalmente dall'antipatia dei tifosi laziali nei confronti della dirigenza bianconera, oltre che per la rivalità fra gli juventini e i tifosi gemellati interisti.

Organico

 Lo stesso argomento in dettaglio: Società Sportiva Lazio 2021-2022.

Rosa 2021-2022

Rosa aggiornata al 5 agosto 2021.[127][128]

N. Ruolo Giocatore
1   P Thomas Strakosha
3   D Luiz Felipe
4   D Patric
5   C Gonzalo Escalante
6   C Lucas Leiva
7   C Felipe Anderson
8   C Jean-Daniel Akpa-Akpro
10   C Luis Alberto
11   A Joaquín Correa
13   D Nicolò Armini
14   A Bobby Adekanye
16   D Dimitrije Kamenović
17   A Ciro Immobile (capitano)
19   D Denis Vavro
20   A Felipe Caicedo
21   C Sergej Milinković-Savić (vice-capitano)
22   C Jony
23   D Elseid Hysaj
24   D Riza Durmisi
25   P Pepe Reina
26   D Ștefan Radu
27   A Raúl Moro
N. Ruolo Giocatore
28   C André Anderson
29   C Manuel Lazzari
31   P Marius Adamonis
32   C Danilo Cataldi
33   D Francesco Acerbi
77   D Adam Marušić
94   A Vedat Muriqi
96   C Mohamed Fares
-   D Tiago Casasola
-   D Luca Falbo
-   D Jordan Lukaku
-   D Jorge Silva
-   C Djavan Anderson
-   C Emanuele Cicerelli
-   C Patryk Dziczek
-   C Sofian Kiyine
-   C Fabio Maistro
-   A Cedric Gondo
-   A Cristiano Lombardi
-   A Simone Palombi
-   A Alessandro Rossi

Staff tecnico

Staff aggiornato al 5 agosto 2021.[129]

Staff dell'area tecnica
Staff tecnico
  •   Maurizio Sarri - Allenatore
  •   Giovanni Martusciello - Allenatore in seconda
  •   Gianni Picchioni - Collaboratore tecnico
  •   Marco Ianni - Collaboratore tecnico
  •   Enrico Allavena - Analista
  •   Massimo Nenci - Preparatore dei portieri
  •   Adalberto Grigioni - Preparatore dei portieri
  •   Davide Ranzato - Preparatore atletico
  •   Davide Losi - Preparatore atletico
  •   Adriano Bianchini - Collaboratore preparatore atletico
  •   Alessandro Fonte - Collaboratore preparatore atletico
  •   Stefan Derkum - Team Manager
  •   Mauro Patrizi - Magazziniere
  •   Stefano Delle Grotti - Magazziniere
  •   Walter Pela - Magazziniere

Staff sanitario
  •   Ivo Pulcini - Direttore Sanitario
  •   Fabio Rodia - Coordinatore area medica
  •   Francesco Colautti - Medico sociale
  •   Alessandro Gatta - Coordinatore fisioterapisti
  •   Marco Di Salvo - Fisioterapista
  •   Christian Marsella - Fisioterapista
  •   Daniele Misseri - Fisioterapista
  •   Silvio Rossi - Fisioterapista
  •   Gianni Scappini - Fisioterapista
  •   Luca Zampa - Fisioterapista
  •   Giuseppe Malizia - Recupero Infortunati
  •   Maurizio Brecevich - Osteopata

La Polisportiva S.S. Lazio

 Lo stesso argomento in dettaglio: Polisportiva S.S. Lazio.

La Società Sportiva Lazio è la società polisportiva più antica e più grande d'Europa,[15] composta da oltre 70 tra sezioni sportive ed attività associate, con la Lazio Master Calcio a 5 facente parte del sodalizio come socio onorario.[130]

La presidenza generale della Polisportiva S.S. Lazio è attualmente affidata al Dott. Antonio Buccioni, dal 2005 al timone del sodalizio biancoceleste, con il Prof. Emmanuele Francesco Maria Emanuele che riveste la figura di Presidente Generale onorario; sono invece tre i vicepresidenti, oltre al Vicepresidente Vicario Federico Eichberg, ovvero: Vincenzo Albini, Massimo Moroli e Gianluca Pollini. Oltre al Segretario Generale Angelo Franzè e ai Tesorieri Giuseppe Sesto e Paolo Marzano, sono stati nominati membri del Comitato di Presidenza: Franco Anzidei, Fabio Bonifazi, Mario Castrucci, Andrea Dalla Ragione, Pierpaolo Maio, Martino Pota, Francesco Rossi e Stefano Tagliaferri.

La sede ufficiale della Polisportiva S.S. Lazio, per decenni all'interno dello Stadio Flaminio, attualmente, in attesa che venga inaugurata la nuova ubicazione che sarà nel centro storico di Roma, può essere considerata nei locali del Circolo Canottieri Lazio, sito in Lungotevere Flaminio, 25.[131]

La polisportiva biancoceleste è membro fondatore dell'EMCA (European Multisport Club Association), varata per iniziativa della S.S. Lazio a Bruxelles il 9 gennaio 2013, anniversario della fondazione del sodalizio capitolino.

In numero totale, la Società Sportiva Lazio conta circa 10 000 atleti iscritti, i quali, nel corso della storia ultracentenaria della società, hanno regalato ai colori biancocelesti numerosi titoli e medaglie. I suddetti atleti possono contare sull'apporto di 400 tecnici e altrettanti dirigenti.[132]

Numerosi sono stati gli atleti di spicco che hanno indossato i colori biancocelesti nelle varie discipline sportive, come il Campionissimo Fausto Coppi nel ciclismo, Giulio Glorioso nel baseball, Abdul Jeelani nel basket, Renzo Nostini nella scherma e Carlo Pedersoli (in arte Bud Spencer) nel nuoto.

I titoli italiani vinti attualmente sono più di 80, quelli individuali sono oltre 600, mentre quelli in categorie minori e nei settori giovanili sono circa 1000. Le medaglie conquistate dagli atleti della Polisportiva in competizioni ufficiali, quali Campionati del Mondo, d'Europa e Giochi olimpici, sono numerose, e 49 sono le medaglie d'oro vinte nel corso di queste manifestazioni sportive internazionali.

La Società Sportiva Lazio, oltre a essere stata eretta in ente morale il 2 giugno 1921, è stata insignita nel corso della sua storia ultracentenaria d'importanti onorificenze a livello nazionale, quali la Stella d'Oro al Merito Sportivo, ricevuta nel 1967, e il Collare d'oro al Merito Sportivo del 2002.

Note

  1. ^ Stadio e regolamenti, su sslazio.it. URL consultato il 7 luglio 2018.
  2. ^ a b c Pennacchia, Mario, All'inizio era una società di podisti, La Gazzetta dello Sport, 3 gennaio 2000, p. 5. URL consultato il 17 gennaio 2010.
  3. ^ a b Lazio, all'alba furono in quindici: la nuova scoperta sulla storia della società biancoceleste, su lalaziosiamonoi.it. URL consultato il 5 luglio 2018.
  4. ^ a b c Lazio, la festa con le maglie della storia, su laziofamily.it. URL consultato il 2 giugno 2015 (archiviato dall'url originale il 28 agosto 2016).
  5. ^ a b Azioni della S.S. Lazio, su borsaitaliana.it. URL consultato il 9 luglio 2009.
  6. ^ Le origini, su sslazio.it. URL consultato l'8 giugno 2013.
  7. ^ Polisportiva S.S. Lazio: sorge un astro biancoceleste, su polisportivasslazio.it (archiviato dall'url originale il 20 gennaio 2013).
  8. ^ Vedi Elenco affiliate F.I.F. 1908. L'elenco fu fornito dall'ex-presidente rag. Luigi Bosisio all'AIA che lo pubblicò sulla rivista L'Arbitro nel 1925. La raccolta della rivista fu digitalizzata e messa su 3 cd-rom a cura dello Storiografo dell'AIA Luciano Lupi di Genova nel 2004. Il cofanetto contenente i 3 cd-rom non è in vendita ma è ancora disponibile gratuitamente presso tutte le sedi delle Commissioni Regionali Arbitri (C.R.A.).
  9. ^ a b La data precisa è riportata in un articolo del 29 settembre 1910 sul quotidiano Il Messaggero.
  10. ^ a b Storia del Comitato Regionale Lazio – capitolo I, su crlazio.info. URL consultato l'8 luglio 2013 (archiviato dall'url originale il 2 agosto 2014).
  11. ^ a b Storia del Comitato Regionale Lazio – capitolo II, su crlazio.info. URL consultato il 18 giugno 2013 (archiviato dall'url originale l'11 dicembre 2013).
  12. ^ a b c Fontanelli, Simoncini, I colori del calcio 1898-1929, GEO Edizioni, pag. 28
  13. ^ About ECA, su ecaeurope.com. URL consultato il 7 dicembre 2018.
  14. ^ ECA Members, su ecaeurope.com. URL consultato il 1º settembre 2017.
  15. ^ a b Storia della Società Sportiva Lazio, su societasportivalazio.it, 9 gennaio 2016. URL consultato il 5 settembre 2015.
  16. ^ Storia, su sslazio.it. URL consultato il 29 settembre 2018.
  17. ^ Elenco affiliate F.I.F. 1908. Va fatto presente che, in tale data, oltre al club biancoceleste, altre polisportive elencate nel documento non risultano aver fondato ufficialmente settori calcistici: l'Unione Ginnastica Vogherese e la Società Ginnastica e Scherma di Novara
  18. ^ a b c Valentini, Sergio, Il duce, dalla Lazio alla Roma, Corriere della Sera, 27 aprile 1997, p. 39. URL consultato il 17 gennaio 2010 (archiviato dall'url originale in data pre 1/1/2016).
  19. ^ Mitropa Cup 1937, Rsssf. URL consultato il 6 settembre 2010.
  20. ^ Albo d'Oro, Lega Calcio. URL consultato il 17 gennaio 2010.
  21. ^ (EN) Italy 1973/74, RSSSF.com. URL consultato il 17 gennaio 2010.
  22. ^ Campionato 1986-87, Lega Calcio. URL consultato il 17 gennaio 2010.
  23. ^ Pennacchia Mario, Garinei Lello, Scandali e retrocessioni: poi spunta Cragnotti, La Gazzetta dello Sport, 8 gennaio 2000, p. 11. URL consultato il 17 gennaio 2010.
  24. ^ Colombo, Monica, Lazio, dopo Crespo anche Zenden, Corriere della Sera, 12 luglio 2000, p. 43. URL consultato il 17 gennaio 2010 (archiviato dall'url originale in data pre 1/1/2016).
  25. ^ L'Inter vince una finale senza storia, UEFA.com, 1º giugno 1998. URL consultato il 17 gennaio 2010.
  26. ^ Lazio, siglato l'accordo col Fisco, Repubblica. URL consultato il 6 settembre 2010.
  27. ^ Campionato 2006-2007, Lega Calcio. URL consultato il 18 gennaio 2010.
  28. ^ Cronistoria, sslazio.it. URL consultato il 7 luglio 2018.
  29. ^ In seguito alla Carta di Viareggio, la Lazio, essendo tra le squadre non qualificatesi per la fase nazionale, segue il declassamento del torneo nella cadetterìa.
  30. ^ In occasione dell'istituzione del girone unico, da regolamento solo una fra Lazio e Napoli avrebbe dovuto partecipare alla Serie A.
  31. ^ Ritirata per il girone di semifinale.
  32. ^ Esclusa dalla Coppa dei Campioni 1974-75 per la squalifica rimediata l'anno prima per gli incidenti in occasione della partita Lazio-Ipswich Town di Coppa UEFA.
  33. ^ Declassata per delibera della CAF dal 13º posto in quanto ritenuta colpevole di illecito nello scandalo del Totonero, cfr. Lazio in B, in La Stampa, 25 luglio 1980, p. 12. URL consultato il 1º luglio 2012.
  34. ^ Parte con 9 punti di penalizzazione per decisione del Giudice Sportivo perché colpevole di illecito nello scandalo del Totonero-bis e vince gli spareggi salvezza.
  35. ^ Declassata per delibera della CAF dal 6º posto in quanto ritenuta colpevole di illecito nello scandalo di Calciopoli.
  36. ^ Parte con 11 punti di penalizzazione, poi ridotti a 3, per decisione del Giudice Sportivo perché colpevole di illecito nello scandalo di Calciopoli.
  37. ^ Vittorio Finizio, L'incontro Lazio-Virtus del 19602 è storicamente determinante: tutto cominciò quel giorno a Piazza d'Armi, Corriere dello Sport, dicembre 1961.
  38. ^ Maglia S.S. Lazio 1900, su museodellemaglie.it. URL consultato il 30 marzo 2013 (archiviato dall'url originale il 14 luglio 2013).
  39. ^ Come la Lupa capitolina (RIC V 329; MIR 36, 993j; RSC 474a), il cinghiale e il toro (CIL III, 6230; RIC, Septimius Severus, IV, 3; BMCRE p. 21; RSC 256), Minerva e l'ariete (Göbl MIR 988r) e così via.
  40. ^ Lazio, due scoperte eccezionali sullo stemma con l’aquila, su sololalazio.it. URL consultato il 25 marzo 2019.
  41. ^ Museo delle maglie della Lazio, su museodellemaglie.it. URL consultato il 6 aprile 2014 (archiviato dall'url originale il 1º agosto 2014).
  42. ^ Il ricordo di Lucio Battisti, su sslazio.it. URL consultato il 9 settembre 2020.
  43. ^ In ricordo di Sora Lella: “Io sono laziale perché quando ero bambina a Roma c’era solo la Lazio”, su lnx.lazialita.com. URL consultato il 17 giugno 2019.
  44. ^ a b Stefano Olivari, L'aquila della Lazio, su guerinsportivo.it, 22 settembre 2020.
  45. ^ Sondaggio on line: vota il nome dell'Aquila, su sslazio.it (archiviato dall'url originale il 5 luglio 2011).
  46. ^ Alberto Abbate, Il contratto di Olimpia un volo da 125 mila euro, su repubblica.it, 27 ottobre 2010.
  47. ^ L'8 luglio sarà Sant'Aquila, la Lazio ha il suo Santo Patrono, laziostory.it, 27 giugno 2018. URL consultato il 24 luglio 2018.
  48. ^ Domani sarà Sant’Aquila, la festa del Santo Patrono biancoceleste, sslazio.it, 7 luglio 2018. URL consultato il 9 luglio 2018.
  49. ^ Redazione Archistadia.it, Una mappa degli stadi della Lazio in 120 anni di storia - Archistadia, su archistadia.it. URL consultato il 9 gennaio 2021.
  50. ^ Lo Stadio della Rondinella (1914-1957), sslaziomuseum.com. URL consultato il 6 giugno 2020.
  51. ^ Toschi, Livio, Quando l'Italia si scoprì Mondiale, Il Sole 24 Ore, 28 ottobre 2009. URL consultato il 21 gennaio 2010 (archiviato dall'url originale il 4 gennaio 2010).
  52. ^ Stadio Olimpico — nuove tecniche di safety & security, su vigilfuoco.it. URL consultato il 21 gennaio 2010.
  53. ^ a b Profilo della società, SSLazio.it. URL consultato il 31 luglio 2016.
  54. ^ Bilancio intermedio consolidato 31 marzo 2009, SSlazio.it. URL consultato il 9 luglio 2009 (archiviato dall'url originale l'8 giugno 2009).
  55. ^ Guido De Angelis, Le maglie storiche della S.S. Lazio, Roma, Lazialità, 2010.
  56. ^ I segreti mai svelati della maglia del "Meno nove", sslaziomuseum.com.
  57. ^ 1961/62, sslaziomuseum.com.
  58. ^ a b Dalla maglia biancazzurra indossata, alla maglia prodotta. (Gradella Sport), sslaziomuseum.com.
  59. ^ 1963/64, sslaziomuseum.com.
  60. ^ a b c d e f g La Maglia, sslaziomuseum.com.
  61. ^ 1978/79, sslaziomuseum.com.
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  63. ^ 1980/81, sslaziomuseum.com.
  64. ^ 1981/82, sslaziomuseum.com.
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  66. ^ Le sedi: da Via Valadier a Formello, su sslazio2000.net. URL consultato l'8 agosto 2011 (archiviato dall'url originale il 21 agosto 2011).
  67. ^ Lazio - So.Spe.: la partita del cuore., su sospe.it. URL consultato il 16 gennaio 2010.
  68. ^ La Lazio con il logo So.Spe. sulle maglie, su sslazio.it. URL consultato il 16 gennaio 2010 (archiviato dall'url originale il 16 giugno 2008).
  69. ^ La So.Spe., su sospe.it. URL consultato il 16 gennaio 2010.
  70. ^ S.S. Lazio e Fondazione "Gabriele Sandri", su fondazionegabrielesandri.it. URL consultato il 6 novembre 2011 (archiviato dall'url originale il 15 dicembre 2013).
  71. ^ S.S. Lazio e A.R.F., su sslazio.it. URL consultato il 26 novembre 2010.
  72. ^ “No Racism” sulle maglie della Lazio per combattere il razzismo, su passionemaglie.it. URL consultato il 3 agosto 2018.
  73. ^ Lazio in campo all'Olimpico con la maglia anti-razzista: «We love football, we fight racism», su ilmessaggero.it. URL consultato il 3 agosto 2018.
  74. ^ Lazio, 'Je suis Charlie' sulla maglia del derby, su tgcom24.mediaset.it. URL consultato il 3 agosto 2018.
  75. ^ La Lazio con il logo di Libera sulle maglie contro il Sassuolo: “Solidarietà a don Ciotti”, su lastampa.it. URL consultato il 3 agosto 2018.
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