Sacco di Pavia (1527)

Sacco di Pavia 1527
parte della Guerra della Lega di Cognac
Castello Sforzesco (2).JPG
il Castello Visconteo di Pavia
Data5 ottobre 1527
LuogoCoA ex Comune di Ceneda.svg Pavia
EsitoVittoria francese
Schieramenti
Comandanti
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Il'sacco di Pavia del 1527 è un episodio della guerra della Lega di Cognac. Il primo maggio 1527, il comandante francese Odet de Foix, conte di Lautrec, pose l'assedio a Pavia e intimò la resa al comandante imperiale, Ludovico Barbiano, il quale rifiutò. Durante l'assedio, il Castello Visconteo perse l'ala nord - la più bella, perché conteneva gli appartamenti ducali, con stanze affrescate dal Pisanello - e le due torri di nordovest e nordest, le campagne attorno alla città furono devastate ed alcune chiese suburbane, o vicine alle mura, furono distrutte o talmente danneggiate da non essere più utilizzabili.

Il cronista Antonio Grumello[1] ricorda come i Francesi e i Veneziani entrarono in Pavia senza incontrare resistenza:

«Accostati a la muraglia et al bastione de la Salla, salirono dentro epsa città senza alchuno contrasto con cridi: Ammaza, ammaza»

I saccheggi furono efferati e durarono per otto giorni[2].

Il provveditore generale del campo veneziano, Domenico Contarini, racconta come vennero sottratte a stento dalle mani e degli squìzari e dei guasconi "75 donne belle et nobili monache; e altre 100 donne et puti".

Terminato il saccheggio, i francesi lasciarono Pavia il 18 ottobre 1527[3] e scesero verso Piacenza, diretti a Roma.

NoteModifica

  1. ^ Antonio Grumello, Cronaca, Lib.10, cap.1
  2. ^

    «La città andò a sacco, e vi fu per otto dí continui usata da’ franzesi crudeltà grande e fatti molti incendi»

    (Francesco Guicciardini, Storia d'Italia, libro 18, cap. 13)
  3. ^ Antonio Grumello, Cronaca, Lib.10, cap.6

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