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Sacramentario gelasiano

Sacramentarium Gelasianum. Frontespizio e incipit del manoscritto vaticano.

Il Sacramentario gelasiano (in latino: Sacramentarium Gelasianum) è un antico libro liturgico cristiano, che contiene i testi per la celebrazione dell'Eucaristia in tutto l'anno liturgico. Fra i libri liturgici superstiti della Chiesa occidentale è il secondo per antichità, preceduto solo dal Sacramentario veronese.

In nessuno degli antichi codici il libro riporta il nome di Gelasio, ma è chiamato semplicemente Liber sacramentorum Romanae ecclesiae ("Libro dei Sacramenti della Chiesa Romana"). Tuttavia, un'antica tradizione lega il libro a papa Gelasio I, apparentemente basata sull'attribuzione di Valafrido Strabone. Il sacramentario fu compilato nei pressi di Parigi attorno al 750 e contiene elementi sia gallicani sia romani, contaminati fra loro.[1]. La datazione dei contenuti liturgici è indipendente da quella del codice (circa 750): la più parte della liturgia riflette la pratica di contaminazione retaggio del periodo merovingio. Nel 785-786 le riforme di Gregorio Magno furono sottoposte a Carlo Magno da papa Adriano I. L'attribuzione spuria a Gelasio diede autorità ai contenuti, che rappresentano un importante documento della liturgia pre-gregoriana.

Già dal titolo Liber Sacramentorum Romanae Ecclesiae Ordinis Anni Circuli, si deduce che questo è un libro ufficiale. L'autore è ignoto, anche se non si può escludere che papa Gelasio possa essere stato il compilatore dei principali formulari che vi sono raccolti. Il Sacramentario gelasiano è di fondamentale importanza per i riti del catecumenato e del battesimo, celebrati nella Quaresima, con i tre "scrutini" e le consegne dei vangeli, del simbolo, del Padre nostro, come pure per la celebrazione del Triduo Pasquale. Vi troviamo inoltre i riti della riconciliazione dei penitenti e della messa crismale.

Fra i parecchi riti liturgici locali diffusi in Occidente prima dell'VIII secolo, i più importanti erano il rito romano, adottato in gran parte dell'Italia a sud della Lombardia e il rito gallicano usato in buona parte del resto d'Europa, ma non in Spagna né nelle isole britanniche. Prima del 700 l'influenza del Sacramentario romano aveva già modificato il rito gallicano. La contaminazione dei riti che si ritrova nel Sacramentario gelasiano fu superata quando Carlo Magno richiese a papa Adriano di inviargli una copia di un autentico Sacramentario romano da usare in tutto l'impero. Nel 785-786 il Papa mandò all'Imperatore il Sacramentario adriano, una versione del Sacramentario gregoriano ad uso dei papi, adattata per l'Impero carolingio.

Il Sacramentario gelasiano è articolato in tre parti, com'era uso fino alla riforma gregoriana, corrispondenti all'anno liturgico, che consiste in Messe per la domeniche e le feste, orazioni, riti e benedizioni per il fonte battesimale a Pasqua e per la consacrazione degli oli, orazioni per la dedicazione di una chiesa e per la consacrazione delle suore.

La parte del "temporale" (ossia la parte che presenta il mistero di Cristo nel tempo) è divisa dal "santorale" (quella che presenta il mistero dei Santi nel tempo). Contrariamente al Sacramentario veronese (che segue i mesi dell'anno), il Gelasiano è strutturato secondo l'anno liturgico. Un elemento questo che permette di stabilire il tempo di composizione[2]: ancora non compaiono le orazioni per l'Avvento; all'epoca della composizione del Gelasiano, infatti, questo periodo dell'anno liturgico ancora non era stato strutturato nella forma e nei contenuti come lo conosciamo oggi.

CodiciModifica

Il libro esiste in diversi manoscritti, il più antico dei quali risale all'VIII secolo ed è conservato nella Biblioteca Apostolica Vaticana. Fu acquisito dalla biblioteca della regina Cristina di Svezia (infatti è catalogato come MS Reginensis 316). Il manoscritto rappresenta l'esempio più importante di codice miniato merovingia e mostra una sintesi degli stilemi della tarda antichità con motivi barbarici paragonabile all'arte insulare di Gran Bretagna e Irlanda. Fu pubblicato per la prima volta nel 1680 dal cardinale Giuseppe Maria Tomasi.

NoteModifica

  1. ^ Liturgica.com | Liturgics | Western Latin Liturgics | Gregorian Reforms Archiviato il 15 march 2005 Data nell'URL non combaciante: 15 marzo 2005 in Internet Archive.
  2. ^ La prima redazione può risalire con tutta certezza al VI secolo

BibliografiaModifica

  • Alfio Massimo Martelli, Sacramentario gelasiano, Cod.Vat.Reg.Lat.316: Primo testimone completo dell'esperimento della Liturgia Romana nella Gallia Precarolingia, Vita Trentina Editrice, Trento 2003

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