Saint-Paul-de-Vence

comune francese
Saint-Paul-de-Vence
comune
Saint-Paul-de-Vence – Stemma
Saint-Paul-de-Vence – Veduta
Localizzazione
StatoFrancia Francia
RegioneBlason région fr Provence-Alpes-Côte d'Azur.svg Provenza-Alpi-Costa Azzurra
DipartimentoBlason département fr Alpes-Maritimes.svg Alpi Marittime
ArrondissementGrasse
CantoneVilleneuve-Loubet
Amministrazione
SindacoJean-Pierre Camilla (Lista Civica) dal 06/2020
Territorio
Coordinate43°42′N 7°07′E / 43.7°N 7.116667°E43.7; 7.116667 (Saint-Paul-de-Vence)Coordinate: 43°42′N 7°07′E / 43.7°N 7.116667°E43.7; 7.116667 (Saint-Paul-de-Vence)
Superficie7,26 km²
Abitanti3 540[1] (2009)
Densità487,6 ab./km²
Comuni confinantiVence, Cagnes-sur-Mer, La Colle-sur-Loup
Altre informazioni
Cod. postale06570
Fuso orarioUTC+1
Codice INSEE06128
Nome abitantisaint-paulois
Cartografia
Mappa di localizzazione: Francia
Saint-Paul-de-Vence
Saint-Paul-de-Vence
Sito istituzionale

Saint-Paul-de-Vence (in italiano San Paolo di Venza[2]) è un comune francese di 3.540 abitanti situato nel dipartimento delle Alpi Marittime nella regione della Provenza-Alpi-Costa Azzurra.

Geografia fisicaModifica

Saint-Paul-de-Vence si trova a nord di Nizza. Proseguendo verso nord si giunge nella zona confinante con la provincia di Cuneo, le alture del Mercantour.

Origini del nomeModifica

Precedentemente nominato semplicemente Saint-Paul, per la sua vicinanza al comune di Vence e per distinguerlo dagli altri comuni che portano questo nome, il comune era chiamato molto spesso Saint-Paul-de-Vence, che è diventato il nome ufficiale dal 22 marzo 2011[3].

Sotto la Rivoluzione si scriveva Sainpaul. I suoi abitanti sono i Saint-Paulois.

StoriaModifica

Dopo la conquista romana, portata a compimento nel 14 a.C., l'imperatore romano Augusto organizza le Alpi in province, e il territorio dell'attuale comune di Saint-Paul-de-Vence dipende dalla provincia delle Alpi Marittime ed è unito alla civitas di Glanate (Glandèves). Alla fine dell'antichità, la diocesi di Glandèves riprende i confini di tale civitas.

Nell'alto medioevo nella zona operarono i monaci della potente abbazia di San Colombano di Bobbio ed al suo ricco feudo monastico[4][5][6], che già avevano fondato nel cuneese l'abbazia di San Dalmazzo di Pedona, nel VII secolo l'abbazia di Taggia e nel VIII secolo a Nizza il monastero di Cimiez. Essi operavano in raccordo e con scambio di merci attraverso i valichi con i monaci dell'abbazia di Lerino, che da monaci eremiti avevano accolto la regola cenobitica di san Colombano diffondendosi anche fuori dall'isola. Furono monaci famosi per la cultura, lo studio ed il lavoro, e per la riapertura di vie commerciali, la coltivazione intensiva con nuove tecniche agricole, bonifiche terriere e terrazzamenti, e la conservazione degli alimenti; tutte le fondazioni accoglieranno verso il IX secolo la regola benedettina.

Nel corso del medioevo Saint-Paul-de-Vence fece parte della Borgogna Cisgiurana e poi del Regno d'Arles. Attorno al X secolo divenne parte della contea di Provenza, per poi passare ai re di Francia.

Dal 1388 Saint-Paul, per la sua posizione strategica, divenne una roccaforte di confine per cinque secoli fra la Francia e l'Italia, quando la contea di Nizza con la dedizione di Nizza alla Savoia, seguì le vicende storiche della Contea di Savoia, del Ducato di Savoia e del Regno di Sardegna sino al 1860, quando Nizza venne ceduta alla Francia.

Nel corso del '900 Saint-Paul diviene il luogo di residenza di numerosi artisti. Tra di loro il pittore russo Marc Chagall che vi morì nel 1985, lo scrittore statunitense James Baldwin, l'attore britannico Donald Pleasence, l'ex bassista dei Rolling Stones Bill Wyman e la coppia Bernard-Henri Lévy e Arielle Dombasle.

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti

CulturaModifica

MuseiModifica

EconomiaModifica

TurismoModifica

Saint-Paul è una meta turistica molto frequentata; spesso viene inclusa negli itinerari turistici in Costa Azzurra o Provenza.

NoteModifica

  1. ^ INSEE popolazione legale totale 2009
  2. ^ Cfr. "San Paolo di Venza" in Pietro Gioffredo, Storia delle Alpi marittime, libro XXVI, vol. IV, p. 1710, in Historiae Patriae Monumenta, Augustae Taurinorum e Regio Typographeo, 1839.
  3. ^ (FR) Décret n° 2011-311 du 22 mars 2011 portant changement du nom de communes, su legifrance.gouv.fr, 20-10-2011. URL consultato il 20-10-1012.
  4. ^ Valeria Polonio Felloni Il monastero di San Colombano di Bobbio dalla fondazione all'epoca carolingia
  5. ^ Eleonora Destefanis Il Monastero Di Bobbio in Eta Altomedievale
  6. ^ C. Cipolla - G. Buzzi Codice Diplomatico del Monastero di S. Colombano di Bobbio fino all'anno MCCVIII - Volumi I-II-III, in Fonti per la Storia d'Italia, Tipografia del Senato, Roma 1918
  7. ^ Fondazione Maeght, su fondation-maeght.com. URL consultato il 27 dicembre 2020.

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN138386603 · LCCN (ENn81100665 · BNF (FRcb12357358t (data) · WorldCat Identities (ENlccn-n81100665
  Portale Francia: accedi alle voci di Wikipedia che parlano della Francia