Sakon Yamamoto

pilota automobilistico giapponese

Sakon Yamamoto (Toyohashi, 9 luglio 1982) è un ex pilota automobilistico e politico giapponese.

Sakon Yamamoto
Yamamoto nel 2010
NazionalitàBandiera del Giappone Giappone
Altezza172 cm
Peso63 kg
Automobilismo
CategoriaFormula 1, Formula E
Termine carriera2020
Carriera
Carriera in Formula 1
Esordio30 luglio 2006
Stagioni2006-2007, 2010
ScuderieSuper Aguri 2006
Spyker 2007
HRT 2010
Miglior risultato finale24º (2007)
GP disputati21
Statistiche aggiornate al Gran Premio di Corea 2010

Carriera

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Gli esordi

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Dopo l'esordio con i kart all'età di 12 anni, ha vinto i campionati nazionali di Formula A nel 1998 e nel 1999, per poi procedere al debutto nelle monoposto con la Formula 3 nel 2001 (quarto nel campionato nipponico) e a due anni di gare in Europa. Nel 2004 è tornato in Giappone per gareggiare ancora in Formula 3 e poi, l'anno seguente, in Formula Nippon. Suo padre Masashi è capo della Honda.

Formula 1

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2005: Jordan

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Dal Gran Premio del Giappone viene ingaggiato come terzo pilota della Jordan.

2006: Super Aguri

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Sakon Yamamoto al volante della Super Aguri durante le prove del Gran Premio di Gran Bretagna 2006

A metà del campionato 2006 viene chiamato dalla Super Aguri. Dopo essere stato il terzo pilota nelle sessioni libere di qualifiche del venerdì, ha debuttato al volante della seconda macchina del team giapponese nel Gran Premio di Germania ad Hockenheim, rimpiazzando il francese Franck Montagny fino alla fine della stagione; ottiene quattro ritiri e tre arrivi, ma molto lontano dai punti.

2007: Spyker

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Nel campionato 2007 passa alla Spyker come collaudatore; a partire dal Gran Premio d'Ungheria viene promosso pilota titolare della scuderia, con la quale disputa gli ultimi 7 gran premi della stagione senza far segnare punti. Nello stesso anno, gareggia anche nella GP2 col team BCN Competición, correndo 11 gare senza ottenere arrivi a punti.

2008-2009: Renault

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Per le stagioni 2008 e 2009 viene ingaggiato dalla Renault come collaudatore, insieme a Romain Grosjean e Lucas Di Grassi; lo scarso ricorso ai collaudatori da parte della squadra francese, lo ha visto però inattivo nella prima parte dell'anno. Il 15 luglio 2008 è stato annunciato il suo ingaggio come pilota titolare della ART Grand Prix nella serie GP2, al posto di Luca Filippi;[1] nel corso della stagione ottiene finalmente un arrivo a punti, quarto nella gara sprint in Ungheria. Partecipa anche alla serie GP2 Asia, chiudendo nono in classifica generale con un terzo posto nella gara lunga di Shanghai.

2010: HRT

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Yamamoto impegnato con l'HRT nel weekend del Gran Premio di Germania 2010.

Il 17 aprile 2010 l'HRT comunica di averlo ingaggiato come test driver e pilota di riserva per il campionato 2010.[2] Nel Gran Premio di Gran Bretagna sostituisce Bruno Senna, quale pilota titolare,[3] mentre nelle due gare successive, in Germania e in Ungheria, prende il posto di Karun Chandhok.[4] Nel Gran Premio del Belgio viene nuovamente confermato pilota titolare della scuderia spagnola sempre al posto di Chandhok; prima del Gran Premio d'Italia annuncia che resterà pilota titolare dell'HRT sino al termine della stagione,[5] anche se poi viene sostituito da Christian Klien a Singapore, in Brasile e ad Abu Dhabi.[6]

2011: Virgin

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Il 23 marzo 2011 il nipponico è stato nominato pilota di riserva della Virgin per i primi tre gran premi della stagione 2011;[7] dal Gran Premio del Canada il suo posto è stato preso dal canadese Robert Wickens.[8]

Dopo la Formula 1

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Lasciata definitivamente la Formula 1, si è ritirato dalle corse per concentrarsi nel campo dell'assistenza sociale, salvo poi tornare nell'abitacolo nella stagione 2014-2015 per partecipare alle due tappe conclusive del Campionato mondiale di Formula E a Londra, senza ottenere alcun punto. Negli anni successivi ha rivolto la sua attenzione alla politica, candidandosi anche per un posto alla House of Councilors del Giappone nel 2019, ma senza successo. Nel 2020 corre il finale di stagione della Super Formula Lights con il Team B-Max Racing.

La politica

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Nel 2019 si candida per la Camera dei Consiglieri giapponese, ma non viene eletto. Nel 2021 viene eletto alla Camera dei Rappresentanti nelle liste del Partito Liberal Democratico.[9]

Risultati in Formula 1

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2005 Scuderia Vettura                                       Punti Pos.
Jordan EJ15B TP
2006 Scuderia Vettura                                     Punti Pos.
Super Aguri SA05 e SA06 TP TP TP TP Rit Rit Rit Rit 16 17 16 0 26º
2007 Scuderia Vettura                                   Punti Pos.
Spyker F8-VII Rit 20 20 17 12 17 Rit 0 24º
2010 Scuderia Vettura                                       Punti Pos.
HRT F110 SP 20 Rit 19 20 19 16 15 0 26º
Legenda 1º posto 2º posto 3º posto A punti Senza punti/Non class. Grassetto – Pole position
Corsivo – Giro più veloce
Squalificato Ritirato Non partito Non qualificato Solo prove/Terzo pilota

Formula E

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Anno Team Vettura 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 Punti Posizione
2014-15 Amlin Aguri Spark-Renault SRT 01E PEC PUT PDE BNA MIA LBH MON BER MOS LON
Rit
LON
Rit
0 35º
  1. ^ Ex-Super Aguri driver joins ART
  2. ^ (EN) Hispania Racing signs Yamamoto as test and reserve driver, in inthenews.co.uk, 17 aprile 2010. URL consultato il 17 aprile 2010 (archiviato dall'url originale il 5 marzo 2012).
  3. ^ Yamamoto al posto di Senna alla HRT, in gpupdate.net, 8 luglio 2010. URL consultato il 9 luglio 2010.
  4. ^ Yamamoto prende il posto di Chandhok, in italiaracing.net, 17 luglio 2010. URL consultato il 17 luglio 2010.
  5. ^ Hispania: Yamamoto fino al termine della stagione, in f1.gpupdate.net, 2 settembre 2010. URL consultato il 5 settembre 2010.
  6. ^ (EN) Klien to race for HRT in Brazil, in formula1.com, 4 novembre 2010. URL consultato il 4 novembre 2010.
  7. ^ Yamamoto riserva Virgin nei primi tre Gran Premi, in f1grandprix.motorionline.com, 23 marzo 2011. URL consultato il 22 marzo 2011.
  8. ^ Wickens terzo pilota della Virgin, su italiaracing.net, 3 giugno 2011. URL consultato il 4 giugno 2011.
  9. ^ Alessandro Prada, Sakon Yamamoto eletto alla Camera dei Rappresentanti, su FormulaPassion.it, 3 novembre 2021. URL consultato il 4 novembre 2021.

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Collegamenti esterni

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