Sali Berisha

2º Presidente della Repubblica Albanese
Sali Berisha
Sali Berisha - World Economic Forum Turkey 2008.jpg

Presidente della Repubblica di Albania
Durata mandato 9 aprile 1992 –
24 luglio 1997
Capo del governo Vilson Ahmeti
Aleksandër Meksi
Bashkim Fino
Predecessore Ramiz Alia
Successore Rexhep Meidani

Primo ministro dell'Albania
Durata mandato 11 settembre 2005 –
15 settembre 2013
Presidente Alfred Moisiu
Bamir Topi
Bujar Nishani
Predecessore Fatos Nano
Successore Edi Rama

Leader del Partito Democratico d'Albania
Durata mandato 14 febbraio 1991 –
8 aprile 1992
Predecessore Azem Haidarj
Successore Eduard Selami

Leader dell’opposizione
Durata mandato 14 febbraio 1991 –
8 aprile 1992
Predecessore Tritan Shehu
Successore Fatos Nano

Durata mandato settembre 1997 –
10 settembre 2005
Predecessore Fatos Nano
Successore Edi Rama

In carica
Inizio mandato 22 maggio 2022
Predecessore Lulzim Basha

Dati generali
Suffisso onorifico ordine al merito della Repubblica Italiana
Partito politico Partito del Lavoro d'Albania
(fino al 1990)
Partito Democratico d'Albania
(dal 1990)
Università Università di Tirana
Professione Cardiologo

Sali Ram Berisha (IPA: [saˈli bɛˈɾiʃa]) (Tropojë, 15 ottobre 1944) è un politico albanese, Primo ministro dell'Albania dal 2005 al 2013 e in precedenza Presidente della Repubblica dal 1992 al 1997. Ex segretario del comitato del Partito del Lavoro presso la Facoltà di Medicina dell'Università di Tirana, ha abbandonato la sua carriera come cardiologo e professore universitario per diventare il leader del Partito Democratico negli anni 1990. Dal 1992, dopo la caduta del comunismo, è stato presidente dell'Albania fino a quando il suo governo non è crollato nel 1997, in seguito al crollo economico del paese dovuto da un articolato schema Ponzi che mando in bancarotta il paese e per cui Berisha e il suo governo vennero ritenuti responsabili dai cittadini albanesi. Dal 1997 al 2005, l'Albania è stata governata dal Partito Socialista (PS) per due mandati consecutivi, lasciando Berisha ed il suo Partito Democratico all'opposizione. Nel 2005 il Partito Democratico vinse le elezioni generali e Berisha divenne Primo Ministro, formando un nuovo governo di coalizione. Nel 2009 è stato rieletto Primo Ministro, dopo che i Democratici, ottenuta una vittoria ristretta nelle elezioni generali, sono stati costretti a coalizzarsi con il Movimento Socialista per l'Integrazione (LSI), non avendo conquistato un numero di seggi sufficiente per governare da soli, per la prima volta dall'inizio della democrazia multipartitica in Albania nel 1991 il parlamento albanese governato da una larga coalizione formata tra due partiti contrapposti. Nelle elezioni del 2013 il secondo governo Berisha consumato dai numerosi scandali ed accuse di corruzione fu sconfitto da una coalizione vincente guidata dal Partito Socialista di Edi Rama e dalla LSI di Ilir Meta. Dopo la sconfitta elettorale nel giugno 2013, Sali Berisha si è dimesso da leader del Partito Democratico, almeno formalmente ma ha continuato a essere un membro membro del Parlamento dal 2013 al 2019. Nel maggio 2021 l'ex presidente ed ex premier dell'Albania viene dichiarato dal Dipartimento di Stato Americano "Persona Non Grata" accusandolo di grave corruzione e pericolo per la democrazia del suo paese. Il 22 maggio del 2022 è stato rieletto presidente del PD dopo aver spodestato il suo predecessore e delfino Lulzim Basha

BiografiaModifica

Gli studiModifica

Di famiglia musulmana, nel 1967 si è laureato in medicina a Tirana e ha frequentato un master a Parigi. Nel 1986 è eletto membro del Comitato Europeo sulle Ricerche Mediche.

Durante gli anni ottanta è stato professore alla facoltà di medicina di Tirana, ha pubblicato vari libri universitari e articoli scientifici sulla cardiologia anche all'estero.

La politicaModifica

 
Berisha assieme al Presidente George W. Bush durante la sua visita in Albania

A partire dal 1969, Berisha è membro del Partito del Lavoro d'Albania al potere, guidato da Enver Hoxha fino al 1985. Rimase nel partito fino al 1990, quando si schiererà contro il presidente Ramiz Alia.

Nel 1991 diventa capo del Partito Democratico d'Albania, con cui ha vinto le elezioni nel 1992, 1996, 2005 e nel 2009. È stato Presidente dell'Albania dal 9 aprile 1992 al 24 luglio 1997, quando diede le dimissioni dal suo secondo mandato ricevuto dal parlamento, nel momento in cui nel paese era stato proclamato lo stato d'emergenza. È importante qui aggiungervi un dettaglio: in questi primi due mandati (1992 e 1996), l'Albania de facto è una Repubblica super presidenziale e autocratica. Per cui - se non in modo diretto, almeno in modo indiretto - è frequente far ricadere su di lui la responsabilità delle piramidi finanziarie, nonché delle proteste verificatesi nel 1997. Nel 1996, il collasso delle piramidi finanziarie collegate favorite dal suo governo portò a proteste popolari di massa che fecero precipitare il paese nel caos durante i primi mesi del 1997, causando circa 2.000 morti[senza fonte].

 
Sali Berisha celebra il 100º anniversario dell'Indipendenza albanese nel novembre 2012

A seguito delle elezioni dell'estate 2005 la coalizione del suo partito (Unione per la Vittoria) ebbe la maggioranza del parlamento, grazie anche alle divisioni tra i partiti di sinistra, e diventò così Primo ministro.

Ha vinto le elezioni del 2009 continuando così ad essere Primo ministro per il secondo mandato consecutivo. Per la prima volta, nessuna coalizione uscì vincitrice dalle elezioni, ma l'Alleanza del Cambiamento (70 deputati su 140) entrò in coalizione con un suo alleato non naturale, il Movimento Socialista per l'Integrazione (4 deputati su 140), i socialdemocratici nati dalla scissione del Partito Socialista nel 2005, lasciando all'opposizione il Partito Socialista (66 deputati su 140) di Edi Rama, con un vantaggio di 8 deputati all'Assemblea Nazionale.

Nel dicembre del 2009 è stato rieletto, essendo unico candidato, Presidente del Partito Democratico.[1]. Pochi giorni dopo la sconfitta nelle elezioni parlamentari del 23 giugno 2013 si è dimesso dalla dirigenza del partito lasciando ai membri la decisione del nuovo leader.

Vita privataModifica

Sali Berisha è sposato con Liri Berisha, che è una pediatra e ha due figli, una figlia, Argita e un figlio, Shkëlzenin. Berisha parla inglese, francese, italiano, russo e tedesco.

Posizioni politicheModifica

 
Liri Berisha, Michelle Obama, Sali Berisha e Barack Obama a New York nel 2009

Il Partito Democratico e anche lui stesso pubblicizzano ancora e ancora il loro "governo eccellente", che l'Albania avrebbe dovuto promuovere economicamente in maniera forte. Il 20 settembre 2011, Berisha era presente alla chiusura del NASDAQ, dove ha dovuto sopportare molte critiche a casa, specialmente tra i socialisti dell'opposizione, per la sua dichiarazione sull'Albania come luogo di business: "L'Albania è aperta agli affari. La nostra strada non è un viale di fiori, ma è un percorso di speranza, un percorso di sogni che si avvereranno".[2]

I socialisti guidati dal loro leader Edi Rama, che era in opposizione tra il 2005 e il 2013, erano e sono ancora feroci oppositori della politica del governo di Sali Berisha e dei suoi democratici. Sono accusati la corruzione reciproca, il nepotismo e simili.

Durante molte campagne di partito e quando è in pubblico, Berisha usa spesso il segno della vittoria.

ControversieModifica

Durante gli ultimi anni di opposizione l'ex primo ministro e presidente dell'Albania ha incitato la folla a prendere le armi e ribaltare "la dittatura criminale di Edi Rama". Ecco le frasi dette da Berisha durante l'incontro in Parlamento per l'approvazione della Manovra Economica del Paese:

«[...] nel caso in cui voi usiate il diktat criminale, come rappresentanti di essa, per approvare questo emendamento, il quel farebbe la storia dei Albanesi. Al contrario, vi garantisco che la forza vi "farà volare" da queste sedie. Se no alzatevi voi popolo nelle strade e nelle piazze. O Ragazzi prendete le armi, sarà morte o sarà libertà.»

(21 dicembre 2018[3][4])

OnorificenzeModifica

Onorificenze albanesiModifica

  Gran maestro dell'Ordine di Scanderbeg
  Ordine di Bandiera nazionale
— 2015[5]

Onorificenze straniereModifica

  Cavaliere di gran croce decorato di gran cordone dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
— 23 aprile 1996[6]

NoteModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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