Salman bin Ibrahim Al Khalifa

dirigente sportivo
Salman bin Ibrahim Al Khalifa
Salman Al-Khalifa.jpg
Salman bin Ibrahima Al Khalifa in una conferenza stampa a Teheran

Senior vice-presidente della Fédération Internationale de Football Association
Durata mandato 8 aprile 2018 –
in carica
Predecessore David Chung

Presidente dell'Asian Football Confederation
Durata mandato 2 maggio 2013 –
in carica
Predecessore Zhang Jilong

Presidente della Bahrain Football Association
Durata mandato 2 ottobre 2002 –
1 maggio 2013
Predecessore Abdulrahman Sayyar
Successore Ali bin Khalifa Al Khalifa

Dati generali
Università University of Bahrein

Salman bin Ibrahim Al Khalifa (Riffa, 2 novembre 1965) è un dirigente sportivo bahreinita.

BiografiaModifica

Membro della famiglia reale del Bahrein, si è laureato alla Bahrain University nel 1992.[1]

DirigenteModifica

È presidente dell'Asian Football Confederation dal 1º maggio 2013, succedendo a Zhang Jilong; in precedenza è stato presidente della Federazione calcistica del Bahrein[2], presidente della commissione disciplinare dell'AFC e vice presidente della commissione disciplinare della FIFA.[1]

Nel 2015 si è candidato alle elezioni, previste per il 26 febbraio 2016 alla presidenza della FIFA.[3]

Nel febbraio 2016 pur essendo favorito ha perso le elezioni nei confronti dell'italo-svizzero Infantino.

La sua candidatura è stata contestata per l'accusa di connivenza col governo nella repressione degli oppositori e in particolare di avere tollerato nel 2011 l'arresto e la tortura degli sportivi dissidenti: "Salman è un disonore per la Fifa", spiego' nell'occasione il portavoce dei dissidenti del Bahrein in Europa, Yusuf Al Hoori. Il candidato del Bahrein ha sempre respinto le accuse, sostenendo che non esiste alcuna prova a supporto delle accuse.

NoteModifica

  1. ^ a b (EN) Curriculum Salman Bin Ibrahim Al-Khalifa[collegamento interrotto]
  2. ^ (EN) I don't want to be AFC head, in Gulf Daily News, 4 maggio 2009. URL consultato il 2 maggio 2013.
  3. ^ Fifa, sette i candidati alla presidenza. Platini c'è ma in stand-by, su Repubblica.it, https://plus.google.com/+repubblica/. URL consultato il 28 ottobre 2015.

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