Salman dell'Arabia Saudita

re dell'Arabia Saudita
Salmān
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Re dell'Arabia Saudita
Stemma
In carica dal 23 gennaio 2015 (5 anni)
Investitura 23 gennaio 2015
Predecessore ʿAbd Allāh
Erede Mohammad bin Salman
Nome completo Salmān b. ʿAbd al-ʿAzīz Āl Saʿūd
Altri titoli Primo ministro dell'Arabia Saudita
Custode delle due Sacre Moschee
Nascita Riad, 31 dicembre 1935 (84 anni)
Casa reale dinastia saudita
Padre Re ʿAbd al-ʿAzīz b. Saʿūd
Madre Ḥaṣṣa bt. Aḥmad Āl Sudayrī
Coniugi Sulṭāna bint Turkī Āl Sudayrī (? - 2011, def.)
Sāra bint Fayṣal Āl Subāyʿaī (div.)
Fahda bint Fālaḥ b. Sulṭān Āl Hithalayn
Madawi bint Majid bin Abd al-Aziz Al Dweish (div.)
Sultana bint Mandil Al-Mandil Khalid
Figli Principe Fahd
Principe Aḥmad
Principe Sulṭān
Principe ʿAbd al-ʿAzīz
Principe Fayṣal
Principessa Ḥaṣṣa
Principe Saʿūd
Principe Moḥammad
Principe Turkī
Principe Khālid
Principe Nāyef
Principe Bandar
Principe Rakān
Religione Islam sunnita
Salmān b. ʿAbd al-ʿAzīz Āl Saʿūd
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Vice primo ministro dell'Arabia Saudita
Durata mandato 18 giugno 2012 –
23 gennaio 2015
Monarca Re ʿAbd Allāh
Predecessore Nāyef b. ʿAbd al-ʿAzīz Āl Saʿūd
Successore Muqrin b. ʿAbd al-ʿAzīz Āl Saʿūd

Ministro della Difesa
Durata mandato 5 novembre 2011 –
23 gennaio 2015
Monarca Re ʿAbd Allāh
Vice 'Abd al-Rahman ibn 'Abd al-'Aziz Al Sa'ud
Khalid bin Sultan Al Sa'ud
Fahd bin Abd Allah bin Mohammed Al Sa'ud
Salman bin Sultan Al Sa'ud
Khalid bin Bandar Al Sa'ud
Predecessore Sulṭān b. ʿAbd al-ʿAzīz Āl Saʿūd
Successore Moḥammad b. Salmān Āl Saʿūd

Secondo vice primo ministro dell'Arabia Saudita
Durata mandato 5 novembre 2011 –
18 giugno 2012
Monarca Re ʿAbd Allāh
Predecessore Nāyef b. ʿAbd al-ʿAzīz Āl Saʿūd
Successore Muqrin b. ʿAbd al-ʿAzīz Āl Saʿūd

Presidente del Consiglio del casato dell'Āl Sa'ūd
In carica
Inizio mandato 2004
Monarca Re Fahd
Re ʿAbd Allāh
Predecessore Fahd b. ʿAbd al-ʿAzīz Āl Saʿūd
Successore in carica

Governatore della provincia di Riyad
Durata mandato 5 febbraio 1963 –
5 novembre 2011
Monarca Re Saʿūd
Re Fayṣal
Re Khālid
Re Fahd
Re ʿAbd Allāh
Predecessore Badr b. Saʿūd b. ʿAbd al-ʿAzīz Āl Saʿūd
Successore Saṭṭām b. ʿAbd al-ʿAzīz Āl Saʿūd

Durata mandato 18 aprile 1955 –
22 settembre 1960
Monarca Re Saʿūd
Predecessore Nāyef bin ʿAbd al-ʿAzīz Āl Saʿūd
Successore Fawwāz bin ʿAbd al-ʿAzīz Āl Saʿūd

Governatore della provincia di Riyad (in nome di Nāyef)
Durata mandato 16 marzo 1954 –
1955
Monarca Re Saʿūd

Sindaco di Riad
Durata mandato 17 marzo 1954 –
25 dicembre 1960
con rango di ministro dal 19 aprile 1955
Monarca Re ʿAbd al-ʿAzīz
Re Saʿūd

Dati generali
Prefisso onorifico custode delle due Sacre Moschee
Suffisso onorifico re dell'Arabia Saudita
Università Princes' School

Salmān bin ʿAbd al-ʿAzīz Āl Saʿūd (in arabo: سلمان بن عبدالعزيز آل سعود‎; Riyad, 31 dicembre 1935) è re dell'Arabia Saudita dal 23 gennaio 2015, il secondo re dei cosiddetti "sette Sudayrī" dopo suo fratello Fahd.

Infanzia e studiModifica

Nasce il 31 dicembre 1935,[1] venticinquesimo figlio di re ʿAbd al-ʿAzīz[1][2] e di Ḥaṣṣa Āl Sudayrī.[3] Salmān fa parte quindi di coloro che vengono informalmente definiti "i sette Sudayrī".[4] È cresciuto nel palazzo Murabbaʿ.[5] Salmān ha ricevuto l'istruzione primaria nella scuola dei principi di Riyāḍ, istituzione fondata dal padre per istruire i suoi figli.[6] Ha studiato religione e scienza moderna.[7]

Prime esperienze di governoModifica

La prima esperienza di governo risale agli anni '50. Il re ʿAbd al-ʿAzīz lo nomina il 17 marzo 1954 suo rappresentante, emiro e sindaco di Riyad, a soli diciannove anni.[1][7] In seguito, il 19 aprile 1955 è stato nominato dal re Saʿūd sindaco di Riyāḍ con rango di ministro, per più di cinque anni[1][7] Si è dimesso dall'incarico il 25 dicembre 1960.[6]

GovernatoreModifica

Il 4 febbraio 1963 fu nominato governatore della provincia di Riyad[6], il suo mandato durò per ben 48 anni: dal 1963 al 2011,[7] contribuendo allo sviluppo della capitale da città di medie dimensioni a grande metropoli urbana. Ha attirato sia turismo sia progetti di investimento esteri e favorì inoltre le relazioni geopolitiche ed economiche con l'Occidente.[8]

Tra i suoi collaboratori vantava giovani tecnocrati qualificati e reclutati presso l'Università Re Sa'ud.[9] Nel gennaio 2011, ordinò un'azione contro i mendicanti di Riyad "che cercano di approfittare della generosità della gente": tutti i mendicanti stranieri furono deportati, mentre quelli sauditi vennero costretti a seguire un programma di riabilitazione organizzato dal ministero degli affari sociali.[10]

Ministro della Difesa e secondo vice primo ministroModifica

Il 5 novembre 2011 venne nominato ministro della Difesa, in sostituzione del fratello, il principe ereditario Sulṭān;[11] fu sostituito nel ruolo di governatore dal principe Saṭṭām, fino a quel giorno suo vice. Il principe, nello stesso giorno, venne nominato anche membro del National Security Council (NSC) .[12]

È probabile che la nomina a ministro della Difesa sia avvenuta grazie a un carattere conciliante e diplomatico: è infatti ben noto che si è sempre occupato attivamente delle controversie che avvenivano tra i membri della famiglia reale; in secondo luogo, il principe appartiene alla generazione intermedia, quindi ha potuto sviluppare stretti legami sociali e culturali con entrambe le generazioni. Infine, a seguito del suo lungo governatorato, ha sviluppato una rete di relazioni all'interno degli ambienti arabi e internazionali.[13]

Come principe, Salmān ha visitato nel mese di aprile 2012, sia gli Stati Uniti sia il Regno Unito, dove ha incontrato il presidente degli Stati Uniti Barack Obama e il primo ministro britannico David Cameron,[14][15] mentre nel giugno 2012, ha incontrato il ministro della Difesa spagnolo Pedro Morenés.[15]

Principe ereditarioModifica

Il 18 giugno 2012 viene nominato principe ereditario dell'Arabia Saudita, poco dopo la morte del fratello Nāyef[16][17], inoltre è stato nominato anche vice primo ministro.[18] La sua nomina è stata vista come un segnale di continuità delle caute riforme intraprese dal re ʿAbd Allāh[18]: secondo i riformisti sauditi, a differenza di altri reali sauditi, Salmān possiede un approccio più diplomatico verso i membri dell'opposizione, ma non può essere considerato un vero e proprio riformatore;[19] hanno inoltre sostenuto che, come il re ʿAbd Allāh, anche Salmān si è concentrato soprattutto sul miglioramento economico della nazione, piuttosto che su un suo reale cambiamento politico.[19]

La corte reale saudita ha annunciato, il 27 agosto 2012, che il principe Salmān era stato incaricato degli affari di Stato da re ʿAbd Allāh, in quel momento all'estero per vacanza.[20] Il principe ha lanciato il proprio profilo Twitter il 23 febbraio 2013.[21]

RegnoModifica

Salmān succede al fratellastro ʿAbd Allāh il 23 gennaio 2015. Lo stesso giorno ha nominato principe ereditario il fratellastro Muqrin e ha provveduto a rimuovere il primo ministro de facto di ʿAbd Allāh, Khāled al-Tuwayjirī, per sostituirlo con il figlio trentenne Muḥammad, che nomina ministro della Difesa.

Salmān è di tendenza conservatrice e tiene ai valori tradizionali per quanto riguarda le riforme politiche e di cambiamento sociale. È però previsto che continuerà le politiche del suo predecessore, che amava essere conosciuto come un modernizzatore, ma che ha anche supervisionato un regime che è stato ampiamente criticato per la situazione dei diritti umani.[22]

Poco dopo l'ascesa al trono, il 29 gennaio 2015 il re ha effettuato un primo rimpasto di governo: Khālid bin ʿAlī ʿAbd Allāh al-Ḥumaydan è stato nominato capo dei servizi segreti al posto del principe Khālid bin Bandar, che è diventato suo consigliere; il consiglio nazionale di sicurezza, guidato dal principe Bandar bin Sulṭān, è stato soppresso; sono stati rimossi anche due figli del predecessore, ovvero i principi Turkī dalla carica di governatore di Riyad e Mishʿal da quella di governatore della Mecca. ʿAlī al-Naʿīmī è rimasto il ministro delle risorse petrolifere e minerarie, così come Saʿūd bin Fayṣal, che è rimasto a capo del ministero degli affari esteri, e Ibrāhīm al-Assāf, che ha mantenuto l'incarico di ministro delle Finanze. Egli ha anche dato un bonus di due mesi di stipendio a tutti i dipendenti statali sauditi, al personale militare, ai pensionati e agli studenti. Ha anche chiesto ai cittadini: «non dimenticatemi nelle vostre preghiere».[23] Lo stesso giorno ha decretato l'accorpamento del ministero dell'Istruzione superiore con quello dell'Istruzione.

Nel febbraio del 2015 ha ricevuto Carlo, principe di Galles durante il suo tour di sei giorni nel Vicino Oriente: essi "si sono scambiati cordiali colloqui e hanno recensito le relazioni bilaterali tra i paesi."[24]

Nel febbraio 2015 è stato stimato che la transizione del potere avrà un costo di oltre 32 miliardi di dollari (più dell'intero budget annuale della Nigeria, che è la più grande economia dell'Africa): questa somma comprende sovvenzioni alle associazioni professionali, letterarie e alle società sportive, investimenti in acqua ed energia elettrica e bonus del valore di due mesi di stipendio a tutti i dipendenti pubblici, soldati, pensionati e studenti con borse di studio del governo in patria e all'estero. Alcune aziende private hanno seguito l'esempio con bonus paragonabili per i propri dipendenti sauditi, contribuendo a mettere un altro paio di miliardi di dollari nelle tasche della gente.[25]

Prime riformeModifica

Tra le prime azioni del re e suo figlio, c'è da segnalare il tentativo di snellimento della burocrazia governativa: alla morte del re ʿAbd Allāh, c'erano ben undici segreterie di governo e tutte queste, il 29 gennaio, sono state abolite e riunite in due macro-dicasteri, il Consiglio per gli affari politici e della sicurezza (CPSA), guidato dal viceprincipe ereditario Muḥammad bin Nāyef, e il Consiglio per gli affari economici e di sviluppo (CEDA), guidato dal segretario generale della corte reale, il principe Muḥammad bin Salmān, che hanno avuto carta bianca nella riorganizzazione completa del governo[26] e hanno rafforzato il potere della famiglia Sudayri, a cui entrambi i principi appartengono.

Ad aprile 2015 ha confermato la possibilità, già annunciata dal predecessore qualche anno prima, alle donne saudite di partecipare alle elezioni municipali, uniche votazioni concesse alla popolazione del regno, come candidate ed elettrici.[27]

Intervento militare nello YemenModifica

Nel marzo del 2015, il re ha ordinato di bombardare lo Yemen per combattere gli sciiti Huthi, ostili ai vari governi sunniti del Paese e appoggiati dall'Iran, guidando una coalizione di dieci paesi musulmani; il nome in codice è "operazione Tempesta Decisiva", che è stata la prima volta che l'aeronautica militare saudita ha lanciato attacchi aerei contro un altro paese dopo la prima guerra del Golfo del 1990-91.

 
Re Salman dell'Arabia Saudita con il segretario di Stato degli Stati Uniti d'America John Kerry.

Secondo rimpasto di governo e nomina del nuovo principe ereditarioModifica

Nell'aprile 2015 re Salmān ha nominato un nipote come nuovo erede presuntivo e ha posto un suo giovane figlio nella seconda posizione della linea di successione. Nominando il ministro dell'Interno Muḥammad bin Nāyef, 55 anni, principe ereditario e il trentenne ministro della Difesa Muḥammad bin Salmān, 30 anni, viceprincipe ereditario, il sovrano ha di fatto deciso quale sarebbe stata la linea di successione per i decenni a venire del primo paese esportatore di petrolio al mondo. L'annuncio significa che il trono passerà a una nuova generazione, per la prima volta dal 1953, quando la corona passò dal fondatore della dinastiaʿAbd al-ʿAzīz al primo dei suoi sei figli.
Quasi tutti i poteri del re sono ora concentrati nelle mani della coppia, che guida i comitati che determinano tutte le questioni di sicurezza e di sviluppo economico in Arabia Saudita e che ha condotto la campagna di Riyāḍ contro i ribelli sciiti nello Yemen. Un altro grande cambiamento è stato la sostituzione del ministro degli esteri, il principe Saʿūd bin Fayṣal, in carica dall'ottobre del 1975, con l'ambasciatore negli Stati Uniti ʿĀdel al-Jubayr, primo non appartenente alla casa reale a ricoprire l'incarico.[28] Infine, l'amministratore delegato della compagnia petrolifera di stato Saudi Aramco, Khālid al-Fāliḥ, è stato nominato ministro della Sanità e presidente della compagnia, mentre il ministro del Lavoro ʿĀdel al-Faqīh è stato spostato alla guida del dicastero dell'Economia e della pianificazione.[29]

Saudi Vision 2030 e terzo rimpasto di governoModifica

 
Re Salman con il presidente della Russia Vladimir Putin (Mosca, 5 ottobre 2017)

Nella seduta del consiglio dei ministri del 26 aprile 2016, il viceprincipe ereditario Moḥammad ha presentato un piano strategico elaborato dal Consiglio per gli affari economici e di sviluppo da lui guidato, i punti centrali della proposta sono quelli economici, tra i quali: la trasformazione della Saudi Aramco in una holding; la costituzione di un fondo sovrano di 2000 miliardi di dollari per il lancio di progetti di investimento sul territorio nei settori non petroliferi, il turismo e l'intrattenimento; aumento di tasse e tariffe: una sul valore aggiunto, una sui beni di lusso, i pedaggi stradali, il prezzo della benzina e ridotte e razionalizzate le spese militari; ci saranno anche pesanti tagli sui sussidi. Secondo il piano questo permetterà all'economia del regno di diventare indipendente, entro il 2020, dalla produzione e dal prezzo del petrolio, il cui calo negli ultimi mesi ha messo in difficoltà il bilancio pubblico.[30][31]

Pochi giorni dopo, il 7 maggio, il sovrano ha annunciato il terzo rimpasto di governo del suo regno: Ali bin Ibrahim al-Na'imi, ministro del petrolio e delle risorse minerarie, è stato sostituito con Khālid ʿAbd al-ʿAzīz al-Fāliḥ con l'incarico di ministro dell'energia, dell'industria e delle risorse minerarie; il ministero dell'Ḥajj è stato chiamato ministero dell'Ḥajj e della ʿUmra e affidato alla guida di un nuovo ministro; è stato inoltre soppresso il ministero delle risorse idriche e dell'elettricità, in quanto la competenza sull'acqua appartiene ora al dicastero dell'agricoltura. Anche i ministeri dei trasporti e degli affari sociali sono stati affidati a diverse persone; è stato inoltre nominato un nuovo governatore della Banca centrale nella persona di Aḥmad al-Khulayfī al posto di Fahd al-Mubārak. Il re ha anche istituito due nuove commissioni per la cultura e l'intrattenimento.[32]

 
Re Salman e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump prendono parte alla danza tradizionale saudita a Riyad, maggio 2017

Nomine del 2017Modifica

Il 22 aprile 2017 ha riassegnato gli incarichi di governatore delle province di al-Bāha, al-Hudud al-Shamaliyya e Ha'il; ha poi nominato i nuovi vice governatori delle province di Medina, al-Qasim, Riyad, al-Sharqiyya, Asir, La Mecca e Najran; nello stesso giorno ha nominato suo figlio Khalid quale nuovo ambasciatore negli Stati Uniti e tre nuovi ministri.[32]

Il 21 giugno ha nominato suo figlio Mohammad nuovo principe ereditario al posto del nipote Muhammad bin Nayef, che ha lasciato anche l'incarico di ministro dell'interno; in questo ruolo gli è succeduto il principe Abd al-Aziz bin Sa'ud Al Sa'ud. Secondo la televisione di stato Al Ikhbariya, la nomina dell'erede al trono è stata confermata da 31 dei 34 membri del Consiglio di fedeltà. Mohammad ha prestato giuramento lo stesso giorno dopo la preghiera della sera nel palazzo al-Safa a La Mecca. Lo stesso giorno il sovrano ha nominato Khalid bin Bandar bin Sultan Al Sa'ud ambasciatore in Germania e Faysal bin Sattam Al Sa'ud ambasciatore in Italia.[33][34]

Diritti umaniModifica

Nel febbraio del 2012, un giovane attivista sciita ʿAli Mohammed Baqir al-Nimr fu arrestato per aver partecipato ed incoraggiato le proteste in favore di una maggior democrazia nel regno saudita durante la Primavera araba. Al momento dell'arresto, avvenuto in modo brutale, aveva appena 16 anni. Nel maggio 2014, ʿAlī al-Nimr fu condannato alla crocifissione. Per poter essere legalmente giustiziato, però, avrebbe dovuto avere, nel momento in cui commise il reato, 18 anni.[35] Il trattamento riservato ad ʿAlī al-Nimr in carcere pare sia stato estremamente duro, ed il ragazzo sia stato torturato nel corso della sua detenzione. Il 27 maggio 2014 la condanna a morte per crocifissione e decapitazione è stata emessa dopo sei sessioni processuali avvenute a porte chiuse ed in segreto.[36]

Nel febbraio del 2015, un uomo di Hafar al-Batin è stato giustiziato per aver abiurato la fede islamica.[37] Nel giugno 2015, la corte suprema saudita ha commutato la sentenza in 1.000 frustate e 10 anni di prigione per Raif Badawi, un blogger saudita che era stato imprigionato nel 2012 dopo essere stato imputato del crimine di "offesa all'Islam".[38]

Altri incarichiModifica

Da principe, Salmān è a capo del consiglio di famiglia, detto anche "consiglio dei discendenti"[39], fondato dal re Fahd nel 2000 per risolvere le questioni familiari e per ridurre il comportamento pubblicamente imbarazzante di alcuni membri della famiglia reale.[40][41] È anche presidente delle seguenti organizzazioni: "Fondazione Re ʿAbd al-ʿAzīz per la ricerca e gli archivi" (Kafra),[42] "Museo Re ʿAbd al-ʿAzīz",[43] "Centro principe Salmān per la disabilità e la ricerca", e "Società di beneficenza principe Fahd b. Salmān per la cura dei pazienti renali". Nel settembre 2012, viene nominato vicepresidente del consiglio del servizio militare.[44] È inoltre un forte sostenitore della filantropia a favore delle nazioni musulmane povere, come Somalia, Sudan, Bangladesh, Afghanistan e Bosnia-Erzegovina.[8] Il suo sostegno finanziario alla Bosnia è andato anche agli islamisti radicali presenti nella regione.[45]

InfluenzaModifica

Il re è considerato intelligente e laborioso, è il mediatore di fiducia per la risoluzione dei conflitti familiari di tutta la famiglia Āl Saʿūd, che conta circa 4.000 membri, la sua amministrazione di governatore è considerata libera dalla corruzione, inoltre è una figura di spicco del consiglio reale, e questo gli consente di selezionare quali principi saranno delegati nelle responsabilità del regno.[8]

Il principe Salmān e la sua famiglia possiedono un gruppo di giornali, compresi i quotidiani panarabi al-Sharq al-Awsaṭ, "Il Medio Oriente") e al-Iqtiṣādiyya ("L'economia").[46][47] Anche se possiede solo il 10% del Gruppo saudita di ricerca e marketing (SRMG), è spesso definito dai revisori come il proprietario[46] e ne controlla l'organizzazione attraverso il presidente, il figlio Turki.[46] L'SRMG pubblica quotidiani come Arab News, al-Sharq al-Awsaṭ e al-Iqtiṣādiyya attraverso la controllata compagnia saudita di ricerca e pubblicazione (SRPC).[48]

Il principe dispone di forti alleanze con i giornalisti più influenti: si dice che sia vicino al direttore di Al Arabiya e ai giornalisti di al-Sharq al-Awsaṭ, ʿAbd al-Raḥmān Āl Rāshid, e ʿOthmān Āl ʿOmeyr, proprietari del giornale digitale liberale Elaph. Si crede che il principe Salmān abbia legami con il sito del giornale.[49]

OpinioniModifica

Nel novembre 2002, il principe ha affermato che il suo paese non era responsabile se «alcuni hanno cambiato le opere caritevoli in opera del male».[50] Ha inoltre dichiarato di aver preso personalmente parte alle attività di tali organizzazioni.[50] Ha anche aggiunto: «So che l'assistenza va a fare il bene. Ma se ci sono quelli che cambiano alcuni lavori di carità in attività di malaffare, allora non è responsabilità del regno, né della sua gente, che aiuta i suoi fratelli arabi e musulmani di tutto il mondo».[50] Il principe Salmān, secondo un dispaccio diplomatico statunitense del 2007, in politica è considerato un conservatore. Secondo il suo parere non è possibile introdurre la democrazia in Arabia Saudita a causa delle divisioni regionali e tribali.[51]

Vita privataModifica

 
Salmān in gioventù.

Salmān si è sposato tre volte.[52] In prime nozze ha sposato Sulṭāna bt. Turkī Āl Sudayrī,[53] deceduta all'età di 71 anni verso la fine luglio del 2011:[54] era figlia dello zio materno del principe Salmān, Turkī b. Āl Sudayrī,[54] già governatore della Provincia di ʿAsīr[55]; Sulṭāna ha sostenuto la società di beneficenza "Principe Fahd b. Salmān" per la cura dei pazienti renali e altre analoghe organizzazioni saudite; da questo matrimonio sono nati sei figli, ovvero i principi Fahd, Aḥmad, Sulṭān, ʿAbd al-ʿAzīz, Fayṣal e la principessa Ḥaṣṣa (nata nel 1974).[56] Con la seconda moglie, Sāra bt. Fayṣal al-Sibāiʿaī, ha avuto un solo figlio. Con la terza moglie, Fahda bint Falāḥ b. Sulṭān Āl Ḥithalayn, ha avuto altri sei figli: Moḥammad, Turkī, Khālid, Nāyef, Bandar e Rākān.[57]

 
Salmān trentenne.

Il figlio maggiore Fahd è morto di infarto all'età di 47 anni nel luglio 2001.[58] Un altro figlio, Aḥmad, è morto dopo un attacco di cuore nel luglio 2002, all'età di 43 anni.[59] Il terzo figlio, Sulṭān, è stata la prima persona di sangue reale, il primo arabo e il primo musulmano a volare nello spazio, con lo Space Shuttle Discovery (STS-51-G) nel giugno 1985.[60] In seguito è diventato presidente della Commissione saudita per il turismo e le antichità (SCTA).

ʿAbd al-ʿAzīz, un altro figlio, dal 1995 è stato viceministro del petrolio.[61] Fayṣal è governatore della provincia di Medina. Uno dei suoi figli più giovani, Moḥammad, è ministro della Difesa e principe ereditario.[62] Nel febbraio 2013, il principe Turkī è diventato presidente del Gruppo saudita di ricerca e marketing, in sostituzione del fratellastro maggiore Fayṣal.[63]

Salmān era il fratello più vicino al principe ereditario Sulṭān, essendo rimasto al suo fianco durante il periodo di malattia e di recupero sia a New York sia in Marocco, dal 2008 al 2011.[13] Il principe Sulṭān, durante uno scambio epistolare, lo ha descritto come "il principe della lealtà".[64] Salmān era anche il maggior consigliere di re Fahd durante il suo regno.[65][66]

SaluteModifica

Nell'agosto 2010, il principe ha subito un intervento chirurgico alla colonna vertebrale negli Stati Uniti e ha seguito un programma di recupero funzionale al di fuori dell'Arabia Saudita.[67] Inoltre è stato anche colpito da un ictus e, nonostante la fisioterapia, il suo braccio sinistro non è al pieno delle sue funzionalità.[68] Dopo la sua nomina a principe ereditario, diversi analisti, tra cui Simon Henderson, sostengono che sia affetto da demenza senile.[69] Il 23 gennaio 2015 è asceso al trono dell'Arabia Saudita dopo la morte del fratellastro re ʿAbd Allāh senza incontrare alcuna obiezione da parte del casato reale.

PremiModifica

Il principe Salmān ha ricevuto il Lifetime Achievement Award dell'Al Turath Foundation Charity nell'ambito del patrimonio urbano.[5]

Albero genealogicoModifica

Genitori Nonni Bisnonni Trisnonni
Faysal Āl Saʿūd Turkī bin ʿAbd Allāh Āl Saʿūd  
 
Hia bint Ḥamad Tamīmī  
ʿAbd al-Raḥmān Āl Saʿūd  
Sāra bint Misharī Āl Saʿūd Misharī b. ʿAbd al-Raḥmān b. Saʿūd  
 
 
ʿAbd al-ʿAzīz dell'Arabia Saudita  
Aḥmad al-Kabīr al-Sudayrī Muḥammad b. Turkī al-Sudayrī  
 
 
Sāra bint Aḥmad al-Sudayrī  
 
 
 
Salmān dell'Arabia Saudita  
Muḥammad al-Kabīr al-Sudayrī Aḥmad al-Kabīr al-Sudayrī  
 
 
Aḥmad al-Sudayrī  
 
 
 
Ḥaṣṣa bt. Aḥmad al-Sudayrī  
ʿAlī b. Muḥammad al-Suwaydī Muḥammad al-Suwaydī  
 
 
Sharīfa al-Suwaydī  
 
 
 
 

OnorificenzeModifica

Onorificenze sauditeModifica

  Gran Maestro dell'Ordine del Re Abd al-Aziz
— 23 gennaio 2015
  Gran Maestro dell'Ordine del Re Faysal
— 23 gennaio 2015

Onorificenze straniereModifica

  Collare dell'Ordine di Isa bin Salman Al Khalifa (Bahrain)
— 7 dicembre 2016[70]
  Collare dell'Ordine Famigliare Reale della Corona del Brunei (Brunei)
— 4 marzo 2017[71]
  Collare dell'Ordine del Nilo (Egitto)
«In riconoscimento del suo ruolo in situazioni onorevoli.»
— 7 aprile 2016[72]
  Collare dell'Ordine di Zayed (Emirati Arabi Uniti)
— 3 dicembre 2016[73]
  Collare dell'Ordine del Crisantemo (Giappone)
— 13 marzo 2017[74]
  Membro di I Classe dell'Ordine della Grande Stella di Gibuti (Gibuti)
— 18 ottobre 2015[75]
  Collare dell'Ordine di Hussein ibn' Ali (Giordania)
— 28 marzo 2017[76]
  Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Nazionale al Merito (Guinea)
— 20 marzo 2016[77]
  Cavaliere di I Classe dell'Ordine della Stella della Repubblica d'Indonesia (Indonesia)
— 1º marzo 2017[78][79]
  Gran Collare dell'Ordine di Mubarak il Grande (Kuwait)
— 8 dicembre 2016[80]
  Commendatore dell'Ordine del Difensore del Reame (Malesia)
— 24 gennaio 1982[81]
  Membro dell'Ordine della Corona del Reame (Malesia)
— 26 febbraio 2017[82][83][84]
  Collare dell'Ordine dell'Aquila Azteca (Messico)
— 13 gennaio 2016[85][86][87]
  Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine di Ouissam Alaouite (Marocco)
— 1987
  Membro di Classe Eccezionale dell'Ordine della Sovranità (Marocco)
— 2016
  Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Nazionale del Niger (Niger)
— 10 maggio 2015[88]
  Cavaliere di I Classe dell'Ordine del Pakistan (Pakistan)
— 4 marzo 2015[89]
  Collare dell'Ordine della Stella della Palestina (Palestina)
— 30 dicembre 2015[90]
  Gran Cordone dell'Ordine al Merito (Senegal)
— 1º luglio 1999[91]
  Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Leone (Senegal)
— 1º aprile 2015[92]
  Collare dell'Ordine della Repubblica (Sierra Leone)
— 20 maggio 2017[93]
  Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito Civile (Spagna)
— 15 febbraio 1974[94]
  Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Buona Speranza (Sudafrica)
— 28 marzo 1996[95]
  Membro di II Classe dell'Ordine dell'Unificazione (Yemen)
— 22 maggio 2001[91]
  Gran Cordone dell'Ordine della Repubblica (Tunisia)
— 29 marzo 2019[96]
  Collare dell'Ordine di Stato della Repubblica di Turchia (Turchia)
— 12 aprile 2016[97][98][99]
  Membro di I Classe dell'Ordine di Jaroslav il Saggio (Ucraina)
— 1º novembre 2017[100]

Onorificenze accademicheModifica

  Dottore honoris causa
«Per il suo servizio al Sacro Corano e alle sue scienze»
— Università Re Sa'ud, 12 luglio 2017[101]
  Dottore honoris causa
— Università statale di Mosca, 7 ottobre 2017[102]
  Dottore honoris causa in civiltà arabo-musulmana
«Per i servizi resi dal re a beneficio della città di Kairouan, compresi i progetti di restauro della moschea di Okba Ibn Nefâa e della medina»
— Università di Kairouan, 30 marzo 2019[103]

NoteModifica

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