Salmo carpio

specie di pesce

Distribuzione e habitatModifica

È una specie endemica del lago di Garda.
Questo pesce compie il suo intero ciclo vitale nel lago, senza mai risalire gli affluenti, senza avvicinarsi alle rive o alla superficie e, essendo pelagico, senza avere mai rapporti con il fondo se non nel periodo riproduttivo. Di solito staziona a profondità notevoli, fino a 200 metri.

DescrizioneModifica

Assai simile alla trota di lago ma più slanciato e con squame più grandi. La livrea è argentea su fianchi e dorso (maculati da poche macchiette nere irregolari) e bianca sul ventre. Le pinne dorsale e caudale sono scure, le altre chiare. Non ci sono punti neri sulla pinna dorsale.
La taglia mediamente non supera i 40 cm per 500 grammi di peso, tuttavia è capitato che siano stati pescati esemplari anche attorno ai 3 kg.[2][3]

AlimentazioneModifica

Basata su piccoli crostacei planctonici come copepodi e cladoceri.

RiproduzioneModifica

Unico tra i salmonidi italiani il carpione ha due stagioni riproduttive, una invernale ed una estiva, anche se attualmente alcuni ittiologi ritengono che vi sia un solo periodo riproduttivo, prolungato. La riproduzione avviene su fondi mobili della parte nord del lago, ad alte profondità, tra gli 80 ed i 300 metri.

MinacceModifica

Questo pesce, ricercato per le sue ottime carni fin dal tempo degli antichi romani ha subito una tale sovrapesca da essere ridotta in pericolo critico di estinzione.

TassonomiaModifica

Questa specie è stata a lungo considerata come una sottospecie di Salmo trutta. Recenti indagini biogeografiche e molecolari sul DNA mitocondriale hanno mostrato come questo taxon sia da considerare una sottospecie della ancora non descritta trota mediterranea Salmo mediterraneus[4][5].

NoteModifica

  1. ^ a b (EN) Crivelli, A.J. 2006, Salmo carpio, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2017.1, IUCN, 2017. URL consultato il 17 aprile 2017.
  2. ^ La notte del «supercarpione» - Garda - Giornale di Brescia
  3. ^ Il supercarpione? Eccolo qua - Garda - Giornale di Brescia
  4. ^ BERNATCHEZ L., 2001. The evolutionary history of brown trout (Salmo trutta L.) inferred from phyleogeografic, nested clade, and mismatich analyses of mitochondrial DNA variation. Evolution, 55: 351-379.
  5. ^ GIBERTONI P.P., PENSERINI M., ESPOSITO S., LEONZIO C., RADI M., QUERCI G., 2010. Ipotesi di distribuzione originaria delle popolazioni di salmonidi nativi per le acque italiane. Atti del XII congresso AIIAD, S. Michele dell'Adige (Tn), 6-7 giugno 2008. Studi Trentini di Scienze Naturali – Acta Biologica (in press).

BibliografiaModifica

  • Stefano Porcellotti, Pesci d'Italia, Ittiofauna delle acque dolci Edizioni PLAN 2005; pagg. 16-17
  • Zerunian S. Condannati all'estinzione? Biodiversità, biologia, minacce e strategie di conservazione dei Pesci d'acqua dolce indigeni in Italia, Edagricole 2002; pagg. 61-62

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